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LE NOVITà
dell'inverno
Immagine | Nome | Sommario | Prezzo | Acquista |
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TUTTI I BACI DEL MONDO | A chi non piacciono i baci? Ce n’è per tutti i gusti, i baci del buongiorno e della buonanotte, quelli da film, d’addio e i baci della zia. Ci sono molti tipi di baci! Baci grandi e piccolini, bacioni, bacini, e bacetti. Ci sono i baci degli innamorati e quelli più tristi, i baci d’addio. Ci sono anche i baci divertenti, che fanno il solletico, come quelli degli amici a quattro zampe. I baci hanno un suono diverso in ogni lingua: smack o mwah. E se ne possono dare uno, due o tre, come in alcuni posti in Francia! Quelli dei genitori ti calmano e quelli dei nonni sono dolci. C’è un bacio per ogni occasione e baci che non si dimenticano mai. Età di lettura: da 4 anni. | |||
UN SOLDINO RISPARMIATO E’ UN SOLDINO GUADAGNATO! | Cos’è il risparmio? E quali sono le diverse valute del mondo? Questo manuale di educazione finanziaria per bambini parte dalle basi per aiutare i più giovani a diventare adulti consapevoli anche dal punto di vista economico. Perché di denaro non si parla spesso in modo costruttivo, soprattutto fra e con i giovani. Questo libro colma il vuoto facendo scoprire ai bambini come funziona il denaro. Ricco di bellissime illustrazioni, è facile da leggere perché sono presenti tanti box in evidenza e altrettanti giochi, perfetti per far propri i concetti appena appresi. Insomma, si tratta di un vero e proprio investimento per il futuro! Età di lettura: da 8 anni. | |||
LUCCIOLE, SQUALETTI E UN PO’ DI PASTINA | La storia segreta delle lucciole, astri intermittenti che rendono i prati stellati come cieli caduti; il riscatto di uno squaletto con la pelle liscia liscia e lucida che solo per via di certi suoi dentini aguzzi viene escluso dai suoi compagni di giochi; il brillante piano della pastina a forma di lettere che si annoia terribilmente sugli scaffali del supermercato… Storie che incantano, divertono e commuovono, e che a lungo rimangono nel cuore e nella mente di chi le legge. Età di lettura: da 6 anni. | |||
IL RICHIAMO DELLA MONTAGNA | Silvaticus significa appartenente alla selva, alla foresta, e si contrappone a domesticus. È una voce, un richiamo profondo che si manifesta talvolta in brivido di piacere, oppure smarrimento o, addirittura, estasi, misticismo, esperienza sublime e spirituale. È questa l’idea di “selvatico” che Matteo Righetto pone al centro delle sue riflessioni: il richiamo che ognuno di noi sente per un tempo in cui gli uomini non erano addomesticati e non avevano ancora sottomesso e domato la Terra. Come vivevano un tempo le persone in questi luoghi solo in apparenza inospitali? E come possiamo tornare a instaurare con la natura dei monti, e lo spirito che vi abita, un rapporto di reciproco beneficio e non più di sfruttamento? “Il richiamo della montagna” non è semplicemente una narrazione della natura, ma una celebrazione della simbiosi tra l’uomo e l’ambiente. La rivoluzione culturale più profonda, radicalmente ecologista, deve affondare le radici nella spiritualità della montagna, ovvero della natura tutta, e Righetto, con lo stile di una prosa filosofica, ci sprona a ritrovare la nostra umanità, ad ascoltare il richiamo della natura e a riconoscere il valore inestimabile dell’esperienza del camminare e dell’immergersi nei paesaggi montani. “Il richiamo della montagna” è un libro che ogni amante della montagna e della natura dovrebbe leggere e custodire come un tesoro prezioso. La rivoluzione culturale più profonda, quella genuinamente ecologista, deve affondare le radici nella spiritualità della montagna. | |||
IL GIARDINO PER CASO | Pensiamo al giardino come a un luogo progettato e controllato da un giardiniere, dimenticandoci che la Natura è viva, ha bisogni e desideri che dobbiamo rispettare. Il grande naturalista Richard Mabey lo sa da sempre e lo ha vissuto in prima persona nei due acri di terra che circondano la sua casa nel Norfolk: si è messo in ascolto, ha contemplato e lasciato che quell’essere vivente si sviluppasse, crescesse, trovasse la sua forma. La Natura, invece di essere dominata, è diventata a sua volta giardiniere. Sullo sfondo di stagioni disordinate, Mabey osserva il suo giardino ‘per caso’ riorganizzarsi. Le formiche spargono semi di primula nell’erba secca. Le gallinelle d’acqua iniziano a nidificare sugli alberi. Dalla ghiaia spunta una spettacolare rosa spontanea. Nel giardino, metafora del pianeta in difficoltà, si ristabilisce l’equilibrio di potere tra noie il mondo naturale. Da uno dei più grandi narratori della Natura dei nostri tempi, un memoir intenso e anticonformista, scritto con eleganza e abitato da un incessante senso di meraviglia. | |||
GEMMA E LE ALTRE | “Sembrerà strano, o perlomeno inconsueto, scrivere un libro a partire da un disco rilasciato 35 anni fa. Un disco però per me decisivo. Un concept album, che pochi conoscevano, e pochi forse tuttora conoscono. Un album dove io, per la prima volta, oltre a indossare i panni di produttore esecutivo dell’intero progetto – le musiche sono di Carolain -, sono autrice dei testi in cui ho scelto di rivolgere lo sguardo all’universo femminile, in tutte le sue sfumature e accezioni. Compresa quella degli amori diversi. E questo accadeva in tempi non sospetti. Ora è fin troppo facile parlare di qualcosa che allora era invece considerato dalla società inammissibile, improponibile, inaccettabile. In quei brani, ci sono le storie vere di alcune donne, le cui vite, disperse tra gioie, dolori e rimpianti, mi hanno preso per mano, coinvolgendomi al punto tale da desiderare di mettere i loro sentimenti, la loro rabbia interiore, la loro fierezza o decadente debolezza, anche in musica. “Gemma e le altre” venne pubblicato nel lontano 1989. Fu recensito magnificamente da molti critici musicali, ma, per gli argomenti trattati, subì una voluta indifferenza da parte delle radio e della TV. Ma il tempo è galantuomo e oggi, d’improvviso, questo disco riemerge per suo conto, con una grande e inaspettata forza. “Gemma e le altre” è il disco di cui mi si chiede e mi si parla in continuazione durante le interviste. Allora mi sono chiesta io: perché non mettere le storie di questo disco, le storie di queste donne in un libro?” | |||
FILOSOFE | «Trattenere le donne in un’abissale ignoranza era fondamentale per il dominio maschile, poiché la non conoscenza impediva loro di impossessarsi degli strumenti di liberazione. Questa è la più importante delle ragioni che spiegano perché quella che per secoli ha preteso di venire considerata come la regina delle scienze, il sapere dei saperi, ossia la filosofia, sia stata anche e per così a lungo una delle aree della cultura più ostica verso le donne». È da questa constatazione che parte l’autrice di questo libro, ricostruendo le vicende di dieci protagoniste del pensiero filosofico e non solo. Da Lou Salomé a María Zambrano, da Hannah Arendt a Simone de Beauvoir, da Simone Weil a Ágnes Heller, da Carla Lonzi a Audre Lorde, da Silvia Federici a Judith Butler: un viaggio alla scoperta delle loro storie e della loro visione del mondo. Vedremo emergere personalità diverse e vicende sorprendenti, ma tutte con un denominatore comune: il desiderio di mettersi in gioco, di ripensare il mondo, di abitare uno spazio nel ‘sapere dei saperi’ con la propria ‘vita filosofica’. | |||
IMPOSTORI | Che cosa accomuna i romanzi che narrano di spie e agenti doppi e vicende realmente accadute come la cinquecentesca storia di Martin Guerre o quella novecentesca dello smemorato di Collegno? Gli impostori esistono da sempre, uomini e donne che assumono false identità c’erano nel passato come ci sono oggi, quello che muta è il contesto in cui agiscono. Gabriella Turnaturi cerca di individuare alcune costanti nelle relazioni fra chi inganna e chi gli crede, a livello sia individuale sia collettivo, indaga le emozioni, i desideri, le aspettative, le ambizioni, i pregiudizi e le false credenze che entrano in gioco in questi casi. Si chiede, rifiutando di liquidare le imposture come relazioni fra persone malvagie e persone credulone, quali contesti, quali culture emozionali ne rendano più fertile il terreno, perché intere comunità, in certi casi, cadono nell’inganno. Non può infatti esistere un impostore, un pifferaio magico, senza una comunità disposta a dargli fiducia, come non può esserci un attore senza un pubblico disposto a credere alla sua rappresentazione. La fiducia, d’altra parte, è necessaria all’esistenza stessa della società, per cui non possiamo smettere di fidarci gli uni degli altri. | |||
PROCESSO ALLA MINIGONNA | Tutto comincia quando Oriana viene spedita a casa dell’uomo del secolo: Christian Dior. Lei lo aveva già intervistato nel 1949 dopo averlo braccato nella hall di un albergo fiorentino. Dieci anni dopo è a Parigi pronta a non cedere: «Quando gli chiedo perché sia ancora scapolo, mi risponde con voce finalmente decisa: “Mademoiselle, dedico alle donne quattro quinti della mia vita. Quando entro in casa, non voglio più vederle né sentirne parlare”. Infatti non ho visto che camerieri». La cultura pop che si fa largo nel mondo risorto dal dopoguerra scopre, insieme ai divi del cinema e del jet set internazionale, anche gli stilisti. Oriana, allora una delle poche donne nelle redazioni italiane, non ha nessun interesse per argomenti e personaggi così frivoli, ma intuisce il potenziale politico delle dichiarazioni anche dei grandi nomi della sartoria, alcuni già transitati sugli scranni del Parlamento come Emilio Pucci. Da Coco Chanel a Yves Saint-Laurent, da Roberto Capucci a Mary Quant, ognuno di questi incontri diventa un’occasione per rileggere il mondo, per mettere a confronto il punto di vista del couturier con quello degli appassionati che si indebitano per acquistare i vestiti della sua linea di moda. «Un tempo la moda la facevano i ricchi e i vestiti indicavano il grado di ricchezza o la posizione sociale. Oggi la moda la fanno le ragazzine, le duchesse vestono come le dattilografe.» È la fine di un’epoca che una giovanissima Oriana racconta con lo stesso talento con cui poi darà voce alle grandi tragedie della Storia. Prefazione di Maria Grazia Chiuri. | |||
NON C’E’ POSTO PER L’AMORE QUI | Kharkiv, 1930, Debora Rosenbaum, diciassettenne ambiziosa e innamorata della letteratura, arriva nella capitale della nuova Repubblica socialista sovietica ucraina per costruire il proprio destino come donna moderna. Finalmente sembra arrivato il futuro, le vecchie e stantie tradizioni sono superate, anche la religione ebraica della famiglia non è più una questione importante; è il mondo nuovo, un altro inizio, l’era sovietica, in cui i grattacieli spuntano da un giorno all’altro e il paese si avvia verso la prosperità socialista. In breve tempo, Debora trova lavoro e conosce un giovane e affascinante ufficiale di nome Samuel, che si sta addestrando per diventare pilota di caccia. Le cose, tra alti e bassi, sembrano mettersi bene per lei, che riesce anche a realizzare il suo sogno di iscriversi all’Università. Ma le prospettive di Debora – e dell’Ucraina – si offuscano rapidamente. La carestia indotta dallo Stato sovietico devasta le campagne, causando milioni di vittime e incredibili sofferenze; inoltre, anche l’iniziale libertà concessa dalla Russia alle altre repubbliche è ormai alle spalle e ogni deviazione dall’ideologia dettata da Mosca è punita severamente. Lo scoppio della seconda guerra mondiale non fa che peggiorare la situazione e i campi gialli di grano dell’Ucraina si tingono del rosso del sangue. Nel mezzo di questa tragedia Debora è costretta a imparare a mentire, a dissimulare e anche a tradire pur di proteggere se stessa e chi ama. “Non c’è posto per l’amore, qui” è un romanzo epico di amore e di guerra con una protagonista straordinaria e indimenticabile. | |||
I MARITI | Una sera Lauren rientra nel suo appartamento londinese e ad aspettarla c’è il marito, Michael. Sembra tutto perfetto, fatta eccezione per un piccolo particolare: Lauren non è sposata. Chi è dunque l’uomo sceso dalla sua soffitta, per poi scomparire appena vi fa ritorno? È un sogno o un incubo? Una meravigliosa opportunità o l’inizio di una spirale senza fine? È di certo l’avvio di una commedia brillante che illumina la natura delle relazioni sentimentali nel nostro tempo. Una sera Lauren torna a casa dall’addio al nubilato di un’amica e trova uno sconosciuto che sta scendendo dalla sua soffitta, solo che quello sconosciuto sostiene di essere suo marito e, incredibilmente, lo è davvero. E quando quel marito risale in soffitta, ecco scendere un altro sconosciuto, e quello sconosciuto è il suo nuovo marito. E così Lauren scopre di avere una «soffitta magica», una soffitta che fa e disfa mariti, e coi mariti fa e disfa la sua vita, a ripetizione. Impossibile resistere alla tentazione di sfruttare la soffitta magica per trovare un marito e una vita ideale, ma se cambiare marito e vita è facile quanto cambiare una lampadina, come decidere quando fermarsi? Questa arguta e sorprendente satira della generazione Tinder – a cui Holly Gramazio, affermata autrice di videogame, qui al suo primo romanzo, appartiene a pieno titolo – si presenta come uno sfrenato “divertissement” ma è di fatto una reincarnazione contemporanea del romanzo filosofico, capace di affrontare in tono lieve argomenti ponderosi: cosa significa saper amare? qual è la «persona giusta»? ed esiste, poi, la persona giusta? È quello che Lauren non può non chiedersi man mano che i mariti si succedono l’uno all’altro a un ritmo più o meno vorticoso, a volte scartati nel giro di pochi secondi («Ha le scarpe con le dita… no»), a volte tenuti per mesi, a volte rimpiazzati con gran disinvoltura, a volte difficili da mandar via (come far risalire in soffitta, ad esempio, un marito che cadendo dalla scala si è rotto la schiena?) E poi ci sono buoni mariti che producono sull’esistenza della protagonista contraccolpi complicati da gestire (cambiamenti nella sfera professionale, inattese riconfigurazioni familiari, sgradite abitudini sessuali), mariti non troppo buoni ma che le garantiscono una vita d’agi, mariti dolci e comprensivi ma che proprio non la attraggono, mariti che la attraggono ma hanno strane manie, mariti sgarbati ma divertenti, mariti impeccabili ma noiosi… Insomma, come scegliere quando tutte le scelte sembrano possibili e nessuna sembra ineccepibile? Una domanda che rende la fiabesca vicenda di Lauren e della sua soffitta un molto realistico ritratto di tutti noi consumatori compulsivi perennemente insoddisfatti. | |||
SANTI IN PARADISO | Per fortuna l’avvocato Ettore Mezzalama ha un cuore d’atleta. Ne ha bisogno per resistere alla fine del suo matrimonio e alle stranezze di un figlio ribelle che è una vera dannazione. E già questo basterebbe a mandare in frantumi la normalità di una rispettabile vita borghese. Se poi si aggiungono la scoperta tardiva della propria omosessualità e la relazione clandestina con Ferdinando, fascinoso musicista e suo vicino di casa, allora serve davvero un fisico bestiale. Per completare il quadro da crisi di nervi ci si mette pure una socia insofferente all’autorità. L’avvocata Emilia Artemisi ha un viso alla Modigliani e una faccia di bronzo. Ne ha bisogno per tenere il punto del suo catto-femminismo e gestire la condizione di “suora in aspettativa”. Per non farsi mancare niente, ha pure un ex fidanzato che prova ancora qualcosa per lei e un socio campione di disturbi ossessivo-compulsivi. Ettore ed Emilia sono soci per l’appunto e lavorano per il Vaticano. Il loro referente Oltretevere è Monsignor Calvados, segretario al dicastero dell’Economia. È lui ad affidare ai due avvocati il compito di far luce sui misteri legati a un monastero vicino Pescara. Le monache ottuagenarie di Santa Giustina si sono cacciate in qualche brutto pasticcio. E quando devono giustificare i milioni che da anni transitano sui loro conti diventano omertose. Come se non bastasse tra le mura del monastero poco tempo prima è morta l’anziana suor Anna, ma quella non sembra una morte naturale. Comincia così un’inchiesta vorticosa che finisce per coinvolgere alti prelati ed esponenti della criminalità organizzata, sacerdoti col vizio del gioco e militanti di estrema destra. Gli autori che si nascondono dietro allo pseudonimo di Sommo Marsico conoscono a fondo le faccende ecclesiastiche e mettono in scena una coppia di investigatori capace di misurare la fede coi dubbi e le debolezze che confondono i cuori. Non si limitano a comporre un’esilarante commedia gialla ricca di colpi di scena, fanno molto di più: con grazia e leggerezza mostrano quanto un’istituzione millenaria come la chiesa cattolica sia in realtà uno dei tanti capitoli della commedia umana. Con “Santi in Paradiso” la commedia gialla si spinge nei meandri del Vaticano. Sommo Marsico è l’insider che ci porta dove nessuno si era ancora avventurato, insieme a due protagonisti indimenticabili: la ribelle suor Emilia e il commissario pontificio Ettore Mezzalama. | |||
L’ENIGMA DELLA MASCHERA | Venezia 1754. Da quando ha lasciato gli Angeli Neri, il corpo di agenti segreti dell’Inquisizione di Stato, Marco Leon vive una vita apparentemente tranquilla come bibliotecario di un anzianonobilhomo veneziano. Gli Angeli gli mancano, ma lui ha scelto di stare con Marion, la donna che ama, e non si pente della propria decisione. Tuttavia, il suo passato è sempre in agguato: a sorpresa, Alvise Geminiani, l’inquisitore al comando degli Angeli, gli chiede di tornare a indagare, perché è stato ucciso un sicario, Fabio Groggia, e la vicenda potrebbe coinvolgere un patrizio veneziano, Enea Dorigo. Inoltre, alcuni loschi traffici sembrerebbero portare al Lazzaretto Vecchio, importantissimo presidio veneziano contro le epidemie. In breve accadono altri omicidi e alcuni indizi conducono Marco a Eugenio Flores, un patrizio socio in affari di Enea Dorigo. Ma che rapporto ci può essere tra i due patrizi, il Lazzaretto e i numerosi delitti avvenuti negli ultimi tempi? E chi è la misteriosa Maschera che si aggira per la città a porre domande scomode? Prima che l’esistenza stessa della Repubblica venga messa a rischio da un’epidemia, a Marco non resta che usare il suo proverbiale intuito per venire a capo dell’intricata vicenda, sino al confronto finale con l’assassino. Un confronto dal quale soltanto uno dei due uscirà vivo. | |||
ABITIAMO TUTTI QUI | Benvenuti a casa Kennedy! Lila Kennedy ha scritto un bestseller su come mantenere vivo nel tempo il proprio matrimonio prima di rendersi conto che suo marito la tradiva con un’altra donna, che tra l’altro le tocca incontrare tutti i giorni all’uscita da scuola dei rispettivi figli… Ora è divorziata e single. Bill è il suo patrigno. Si è trasferito da lei dopo che la madre di Lila è morta. È un uomo adorabile e vecchio stile, fissato con l’alimentazione sana. A volte Lila fa un po’ fatica a sopportarlo. Celie, la figlia maggiore di Lila, è in piena crisi adolescenziale e detesta la scuola al punto che spesso non ci va neanche. Peccato che sua madre non lo sappia. Violet, la figlia numero due, ha nove anni e sa un po’ troppe parolacce per la sua età. Canta a squarciagola canzoni rap volgari di cui non capisce neanche il senso. Lila spera tanto che non cambi mai. Truant è il cane di casa. Non si può certo dire che stia al suo posto. Abbaia di continuo e quando è il caso morde pure. Così il giorno in cui compare uno sconosciuto alla porta non si fa pregare. Lo sconosciuto in questione è Gene, il vero padre di Lila, che lei non ha quasi mai più visto da quando trentacinque anni prima se n’è andato negli Stati Uniti a fare l’attore. Ed ecco che, senza farsi troppi problemi, si installa anche lui nella bella casa con giardino della figlia a North London. A questo punto in famiglia tira aria di burrasca. Lila si sente sopraffatta, i due padri si detestano, ma in breve tempo la presenza di Gene cambia le cose in modo inaspettato. Le ragazze sono conquistate dalla sua gioia di vivere, Bill si ammorbidisce e la vita sentimentale di Lila sembra incredibilmente rimettersi in moto. Abitiamo tutti qui racconta con empatia e humour una storia in cui è difficile non ritrovarsi. È la storia di una famiglia sgangherata, ma è soprattutto una storia d’amore e di nuovi inizi. | |||
L’AVVELENATRICE DI UOMINI | Palermo, 1632. Escono di notte, Giulia e sua madre Teofania. Percorrono i vicoli bui perché nessuno le veda intrufolarsi nel retro di un convento, dove preparano con diabolica maestria l’Acqua, un veleno tanto micidiale quanto irrintracciabile, che le donne possono somministrare di nascosto a mariti o padri, fratelli o amanti, per sottrarsi così alle loro violenze e sopraffazioni. Giulia ha appena tredici anni, eppure aiuta la madre a consegnare la pozione alle donne che la richiedono, durante la messa o nel chiuso delle case o dei bordelli. Fino a quando non è lei stessa a doversene servire… Roma, 1656. In città imperversa la peste. Le vittime sono così numerose che, a lungo, sono passate inosservate le morti di decine, forse centinaia, di uomini, spirati senza contrarre febbri ed esibendo un aspetto addirittura più florido di quando erano in vita. Ma Giulia sa di essere in pericolo. E con lei anche la figlia Girolama e la cerchia di donne che fino a adesso l’hanno aiutata e protetta. La sua Acqua tofana – come ormai è conosciuto in città quel veleno potentissimo – è fin troppo richiesta. E infatti la morte sospetta di un cardinale, fraterno amico del papa Alessandro VII, scatena i segugi dell’Inquisizione: l’ignobile commercio dev’essere fermato, la tela d’intrighi e inganni sgominata. Per Giulia è arrivato il momento di affrontare con coraggio il proprio destino… | |||
RIPETIZIONE | A Oslo, una scrittrice sessantenne assiste come tutti gli anni a un concerto di Natale; siede accanto a una coppia accompagnata dalla figlia adolescente, che si mostra palesemente infastidita e viene rimproverata di continuo dalla madre. La scena fa scattare nella donna il ricordo dei suoi sedici anni, e il lettore viene catapultato nel racconto del suo passato: un’adolescenza su cui grava una figura materna opprimente, che controlla la figlia in maniera ossessiva, terrorizzata al pensiero che possa bere, fare sesso, assumere droghe. Dal canto suo la ragazza, spalleggiata dalle amiche, beve, frequenta feste in casa di sconosciuti e conosce Finn, un giovane apparentemente navigato con cui decide di avere il primo rapporto sessuale. Sullo sfondo di questo conflitto tra madre e figlia, il padre resta in disparte. Quarantotto anni dopo, la scrittrice riflette su quel periodo mettendosi a nudo, cercando il coraggio di essere e ritrovare se stessa, rivivendo ogni momento del passato attraverso la memoria. È questa continua e mutevole ripetizione del ricordo a renderla più forte, a proiettarla in avanti e a donarle una nuova, drammatica consapevolezza: qualcosa è successo, tra quelle mura domestiche, ed è il momento di affrontarlo. | |||
FATAL INTRUSION | Carmen Sanchez è un’agente dell’FBI che rispetta le regole, è ligia al distintivo e serve il Paese con coraggio e senso della giustizia. Ma quando sua sorella subisce un’aggressione da cui riesce a sfuggire per pura fortuna, Sanchez capisce di trovarsi davanti a un mostro inafferrabile, che non riuscirà a incastrare con un’indagine tradizionale. Il killer, infatti, oltre a essere spietato, è troppo bravo a nascondersi, troppo bravo a colpire al momento giusto, troppo abile a sfuggire alla polizia… E se lei vuole impedire che altro sangue venga versato nelle strade della California meridionale dovrà rinunciare ai protocolli e tentare il tutto per tutto. La necessità di trovare risposte in fretta la costringe a rivolgersi al professor Jake Heron, brillante ed eccentrico esperto di sicurezza privata per cui le regole sono solo suggerimenti. Li lega un passato difficile e i loro rapporti sono ancora tesi, ma Heron non ha scelta: deve aiutarla a capire chi è il killer. Nelle settantadue ore che seguono, Sanchez ed Heron si ritrovano a giocare una partita a scacchi con l’assassino, cercando di fermare la carneficina. Ma la ragnatela del killer è più intricata di quanto potessero pensare, e rischia di intrappolare anche loro… | |||
QUESTI PICCOLI PIEDINI | Un albo in rima dalle delicate illustrazioni, per accompagnare con dolcezza chi si prepara a esplorare il mondo. Età di lettura: da 3 anni. | |||
MINA E IL SOGNO DI CARTA | Mina è in Giappone. A Kyoto tutto è diverso, tutto è meraviglioso. Seduta su un autobus, osserva incantata una donna che trasforma un semplice foglio di carta in una barchetta di origami. È un gesto silenzioso e magico, che avvicina due vite lontane. Tra grattacieli e templi, mercati di fiori e bar di sushi, Mina scopre il fascino di una cultura che parla attraverso i dettagli, gli sguardi, le pieghe di un foglio. Quella barchetta porterà con sé messaggi di amicizia fino a un ragazzo, Mikio, che ne farà un uccellino da lanciare nel cielo… Così lontani ma così vicini i loro mondi si sfioreranno, legati da fili invisibili di poesia e speranza. In questa storia onirica e sognante, David Almond invita a scoprire la bellezza nascosta nel quotidiano e a lasciarsi trasportare dalla magia della semplicità. Con le illustrazioni delicate di Kirsti Beautyman, un viaggio che parla al cuore di grandi e piccoli, rivelando che a volte basta un piccolo gesto per connettere le anime più lontane. Età di lettura: da 7 anni. | |||
UN PALLONE TRA LE STELLE | “Suo figlio non fa la differenza.” Basta una frase per far fuori dal calcio che conta Lorenzo, dodici anni. Lui, che era una promessa, ha deluso proprio tutti, e adesso i suoi amici Alberto e Ruggero, diventati dei colossi, giocano insieme in una squadra professionistica. Poi, un pomeriggio di luglio, nel vecchio cantiere Lorenzo e i suoi ex compagni scoprono dei campi da calcio nuovi di zecca e incontrano un uomo misterioso. Fa parte dell’Andromeda Football Club, che propone un “nuovo modo di vivere il calcio” maschile e femminile. Per Lorenzo e molti altri ragazzi – free styler carioca, centravanti col vizio del crimine o nuotatori mancati – sarà l’occasione per crescere insieme nello sport. Partita dopo partita. Scelta dopo scelta. Un’avvincente storia di riscatto, che racconta la bellezza del calcio, messa a fuoco dall’esperienza di un campione e grande formatore sportivo. Una leggenda del Milan degli anni d’oro racconta una storia di ragazzi nel mondo del calcio. Età di lettura: da 10 anni. | |||
LEWIS HAMILTON | Sette volte campione del mondo, oltre cento pole position, più di duecento volte sul podio in Formula 1: Lewis Hamilton è una leggenda vivente. Non solo un campione, ma un uomo capace di tornare più forte di prima dopo ogni caduta, consapevole del proprio talento e delle proprie capacità; un punto di riferimento per tanti, un’icona per milioni di persone, e un idolo per i ragazzi ai margini, com’era lui stesso da bambino. Dagli insegnamenti del nonno, immigrato in Inghilterra dai Caraibi negli anni Cinquanta e vittima del razzismo imperante, al padre Anthony, che sacrificò ogni cosa per dar spazio al talento di Lewis; dal rapporto viscerale tra lui e il fratello Nic al divorzio dei genitori; dai successi nelle competizioni minori al glorioso debutto in Formula 1, fino alla fama mondiale, ai pettegolezzi sulla sua vita privata e alla nomina a baronetto da parte della regina Elisabetta: Frank Worrall unisce testimonianze e racconti in prima persona, commenti a caldo dopo le gare, interviste e approfondimenti, per raccontare la vita eccezionale del pilota più forte che sia mai esistito. Leggere la sua biografia è fare un viaggio incredibile nella storia di un uomo che ha raggiunto e superato i propri miti, infranto ogni record e cambiato le regole del gioco. Tenendo lo sguardo sempre fisso non sul traguardo, ma un po’ più in là. | |||
HO DECISO CHE VADO BENE COSI’ COME SONO | Ho una cosa da dire a chi, come me, continua a rimproverarsi senza motivo: non è colpa tua. E a chi prova ansia per il giudizio degli altri: vai bene così come sei. Non esistono persone sbagliate, solo storie che aspettano di essere scritte. Questo libro è scritto per te. In un mondo in cui sentirsi all’altezza sembra impossibile e siamo spinti a giudicarci in base ai canoni irrealistici presentati sui social media, anche tu forse ti senti a volte inadeguato, fuori posto o intrappolato nelle aspettative degli altri. Kim è una studentessa quando scopre che paragonarsi agli altri, inseguire una perfezione che non ha deciso lei, costringersi a «essere di più» non la rendono felice. Ma soprattutto capisce che non è colpa sua se quella non è la sua vita ideale. Pagina dopo pagina, Kim ti parla con empatia e sincerità per aiutarti a riscoprire il tuo valore, accettarti per come sei e smettere di rincorrere standard impossibili. Non vuole insegnarti qualcosa, ma solo chiederti di iniziare a mettere in discussione le verità che non sono le tue, e concentrarti su quello che conta davvero: la tua felicità e la tua unicità. Condividendo storie personali e riflessioni, ti farà sentire compreso e meno solo, e con le sue illustrazioni e le sue parole di conforto ti ispirerà un viaggio per apprezzare chi sei e vivere meglio nella tua pelle. Sempre facendo il tifo per te. | |||
101 LUOGHI PROIBITI | I posti più inaccessibili, segreti e pericolosi del pianeta. Dall’Area 51 a Fort Knox, dagli archivi del Vaticano al caveau della Coca Cola Un viaggio attraverso siti enigmatici e proibiti, bunker segreti e isole inaccessibili, basi militari top-secret e città fantasma. Ogni capitolo racconta la storia, le leggende e le ragioni per cui questi luoghi sono vietati al pubblico o comunque difficilissimi da raggiungere e ancor più da visitare, rivelando ai lettori le meraviglie nascoste e i pericoli che si celano dietro le porte chiuse di prigioni, cripte e archivi, senza dimenticare le storie di coloro che hanno tentato di svelarne i segreti. Dall’Isola dei serpenti al complesso montuoso di Cheyenne, da Guantánamo Bay alle catacombe di Parigi: un libro affascinante per chi ama l’avventura e il mistero, dal deserto del Nevada alle latitudini più remote dell’oceano Pacifico. Prigioni, basi militari, riserve naturali: le 101 mete che nessuno può visitare. L’Area 51; Fort Knox; Guantánamo Bay; Il caveau della Coca-Cola; Il pozzo superprofondo di Kola Prypjat e la Zona di esclusione di Chernobyl Mir, la più grande miniera del mondo; La costa degli scheletri; Il Grande Santuario di Ise; Le grotte di Lascaux. | |||
VOLEVO ESSERE UN UOMO | «Per più di duemila anni l’invidia verso le donne è stata negata. Peggio: è stata trasformata in svalutazione e le ha spinte ai margini, le ha sminuite, ostracizzate dalle stanze del potere, ridotte a funzioni della propria prosperità, del proprio godimento, le ha calunniate, le ha trattate da inferiori. Le ha bruciate sul rogo come streghe o internate nei manicomi come pazze. Mossi dall’invidia, per una diversità che non potevano dominare, si sono vendicati, gli uomini. E tu vuoi essere uno di loro?» Appena nata aveva già deluso sua madre: non era un bel maschietto. A cinque anni avrebbe voluto salire sugli alberi e sporcarsi i vestiti. A quindici non essere molestata. A sedici prendere il megafono in mano e arringare i compagni di scuola. A venti non dover aspettare di essere scelta. A cinquanta non preoccuparsi della menopausa. A sessanta delle rughe. A settanta dello stigma sociale che colpisce le vecchie. Ripercorrendo la sua vita di lotta e di scrittura, Lidia Ravera oggi fa i conti con una fantasia sempre taciuta: avrebbe voluto essere un uomo, anche se le donne le ama di più. Avrebbe voluto essere un uomo perché la società in cui ha mosso i primi passi era a misura d’uomo. E quella in cui muoverà gli ultimi, molto probabilmente, lo sarà ancora. Avrebbe voluto essere un uomo perché non aveva alcuna vocazione al martirio. Perché non voleva dover scegliere fra gli affetti e la carriera, non voleva reprimere parti di sé per adeguarsi al ruolo di femmina, non voleva educarsi ad aspirazioni modeste, non voleva e non vuole sentirsi sempre sotto osservazione o sotto scacco. “Volevo essere un uomo” è una confessione intima e politica, in cui raccontarsi vuol dire anche raccontare il femminismo, le battaglie vinte e quelle ancora da vincere, ma soprattutto l’approssimarsi della fine di un mondo e il bisogno di credere che un altro mondo è possibile. Magari a misura di donna. | |||
SENZIENTI | «Questo libro è una riflessione sul fatto che ciascun essere senziente con cui condividiamo il pianeta ci offre un’interpretazione diversa del nostro modo di percepire e, perfino, di comprendere il mondo, nonché di ciò che significa essere umani.» Nonostante sia ormai acquisito dalla scienza che i sensi non sono solo cinque come sosteneva Aristotele, ma molti di più, noi umani continuiamo a «pensarci» in quel modo e, così facendo, perdiamo infinite sfumature di noi stessi. La zoologa Jackie Higgins ha percorso il globo studiandone gli animali e in questo saggio poetico e sorprendente ci dischiude una galleria delle meraviglie, alla scoperta di sensi che non sapevamo di possedere e che riconosciamo nel trovarli amplificati e potenziati nel mondo animale. C’è la canocchia pavone, un piccolo crostaceo che, oltre a vantare un «gancio» capace di incrinare la parete di un acquario, vede colori a noi ignoti. L’allocco di Lapponia che sente suoni venti decibel sotto il limite dell’orecchio umano. La minuscola talpa dal muso stellato che «vede» con il suo naso miracoloso. E poi il pesce-fantasma e la sua visione notturna, il pipistrello vampiro e il suo senso del tatto, la pittima minore, il polpo comune, il ghepardo e l’improbabile ornitorinco dal becco elettrico. Ciascuna di queste creature incarna un senso che esiste, dormiente, anche dentro di noi, e le loro storie – che si intrecciano con la narrazione di indagini scientifiche avvincenti quanto un’avventura di Sherlock Holmes – cambieranno per sempre la nostra prospettiva su chi siamo e cosa possiamo fare. | |||
COSCIENZA ARTIFICIALE | Le macchine possono pensare, decidere, riprodursi? Possono comprendere che cosa sia il bene o il male? In un viaggio che ripercorre il cammino del sogno più antico dell’uomo, Lorenzo Perilli indaga le possibilità concrete di sviluppare una coscienza artificiale e che cosa questo significherebbe per l’umanità: un’opera che non solo affronta il futuro della tecnologia ma la natura stessa di ciò che siamo soliti chiamare realtà. Immaginare che i processi dell’intelligenza?- i processi mentali, i processi che portano al costituirsi della coscienza – siano riprodotti per via algoritmica è oggi qualcosa di plausibile. La rivoluzione tecnologica in corso è destinata a lasciare un segno indelebile su tutti gli aspetti della nostra vita individuale e associata, dallo sviluppo delle nostre capacità cognitive all’interazione tra individui, dalla democrazia al mondo del lavoro, dall’insegnamento alla comunicazione; ma a ridefinirsi è anche il rapporto tra vero e falso, il concetto di responsabilità e le definizioni stesse di umano e di macchina. Se le macchine algoritmiche sono ampiamente in grado di superare il test escogitato da Alan Turing nel 1950 per poterle dire «intelligenti», che senso ha allora parlare di una demarcazione tra artificiale e umano? A partire dalle riflessioni di Omero e Aristotele, Cartesio e Leibniz, Norbert Wiener e Douglas Hofstadter, Coscienza artificiale ci spinge a riflettere su tematiche che mai gli esseri umani si sono trovati ad affrontare prima che l’evoluzione delle macchine li costringesse a farlo. Un’opera profonda e innovativa, che ci rivela come la tecnologia di oggi non sia più stolida materia inerte o qualcosa che reagisce alle nostre sollecitazioni, ma un vero e proprio soggetto autonomo; e che ciò di fronte a cui potremmo infine trovarci è una nuova forma di esistenza. | |||
LA PICCOLA LIBRERIA AI PIEDI DELLA MONTAGNA | È un inverno freddo a Bukhyeon, un piccolo villaggio ai piedi di una montagna nel cuore della Corea del Sud. Haewon ha deciso di tornare proprio qui, nel luogo in cui è cresciuta, perché di Seul e del suo lavoro di insegnante d’arte non vuole più sentir parlare: troppe delusioni hanno minato la sua fiducia, costringendola a mettere in discussione ogni cosa. Ad accoglierla a Bukhyeon ci sono zia Myeongyeo, con cui ha vissuto durante l’adolescenza, e la piccola pensione Casa di Noce, da tanti anni di proprietà della sua famiglia. Le cose, però, sono cambiate: l’accogliente pensione di un tempo è un edificio ormai fatiscente, zia Myeongyeo è invecchiata e di malumore, e ha definitivamente smesso di scrivere. Haewon trova un rifugio inaspettato nella piccola libreria di Eunseop, un vecchio compagno di scuola: in lui scopre un amico sempre pronto a offrirle una tazza di tè e buona compagnia nei momenti di solitudine. La libreria Goodnight diventa ben presto la sua seconda casa, e i membri dell’improbabile gruppo di lettura che ne anima le serate la sua nuova famiglia: Hyeonji, adolescente arrabbiata e ribelle; il piccolo Seungho, appassionato di fumetti; Jangwoo, impiegato comunale che con le sue numerose iniziative cerca di risollevare l’economia locale; e Sujeong, la migliore amica della nonna di Haewon, avida lettrice di storie romantiche. Eunseop osserva e impara a conoscere Haewon, annotando ogni cosa nel suo diario, pubblicato sul blog della libreria che tiene compagnia ai lettori insonni come lui, mentre lo scenario delle montagne innevate diventa lo sfondo di un amore appassionato. Come nelle migliori storie, i nostri protagonisti cercano il lieto fine: ma il destino della Casa di Noce incombe sulla serenità di Haewon, insieme al mistero legato alla sua famiglia. Anche Eunseop ha i suoi fantasmi da affrontare e un’infanzia che ha minato profondamente la sua tranquillità: insieme, sapranno ricomporre il passato e risolvere i dubbi che li tormentano? E quale futuro attende la piccola libreria e i suoi fedeli clienti? Un romanzo dalle atmosfere incantevoli, un amore delicato e struggente, un luogo speciale capace di aprire i cuori delle persone che lo frequentano, e di ricordare la forza dei legami che si creano intorno ai libri e alle storie che raccontano. | |||
SINGLE CON CRICETO | Suzu sta bene da sola. Single venticinquenne, non teme di ammettere una scomoda ma semplice verità: l’intimità non fa per lei. Abita in un minuscolo appartamento in un quartiere anonimo di una metropoli giapponese e fa l’aiuto cameriera in un famiresu. “Vivi e lascia vivere” è la sua filosofia: poche domande e confortevoli silenzi. La frequentazione più assidua è quella con il suo criceto, che ha adottato più per paura di diventare un’eremita che per autentico bisogno di condivisione. Quando viene licenziata – non è ritenuta abbastanza socievole per lavorare in un ristorante -, l’unica alternativa che le si prospetta è l’impresa di pulizie del signor Sakai. Che, scopre con sgomento, è specializzata in casi di kodokusha, persone che muoiono sole nelle loro case, la cui morte passa a lungo inosservata. Ce ne sono sempre di più, ormai: le città crescono, ci si allontana gli uni dagli altri e il confine tra discrezione e disinteresse si fa sempre più sfumato. Così, ci pensa il signor Sakai a svuotare e pulire quegli appartamenti. All’inizio per Suzu non è facile; è un lavoro triste, dal forte impatto emotivo. Ma, quasi suo malgrado, proprio grazie a questo nuovo impiego comincia a guardare con occhi diversi il mondo che la circonda: vede sgretolarsi le facciate degli altri, mentre quella che lei stessa si è costruita diventa porosa. Fino a scoprire di avere tantissima vita intorno. Con pennellate lievi e poetiche come la calligrafia giapponese, ravvivate da un sottile dark humour, Milena Michiko Flasar ha trovato una voce fresca e allegra per affrontare un tema difficile come la solitudine. E ha scritto un romanzo pieno di speranza. | |||
INVISIBILE | Antonia Adams è nata dal matrimonio tra una bellissima aspirante attrice e un ricco imprenditore. Cresciuta tra litigi e assenze dei genitori, crede che l’unico modo per sentirsi al sicuro sia attirare l’attenzione il meno possibile, fino a diventare invisibile. Nella solitudine, i film e i libri sono la sua unica valvola di sfogo mentre sogna, un giorno, di diventare sceneggiatrice. La sua natura schiva e ritrosa è però messa alla prova durante un lavoro estivo a Hollywood, quando viene notata da un famoso regista che vuole fare di lei la star del suo prossimo film: di certo una scintillante opportunità, ma al contempo terrificante. Antonia sarà improvvisamente sotto i riflettori, ancora di più quando i due si innamoreranno. Dopo che una tragedia si abbatte su di lei, sarà costretta a decidere se affrontare i suoi demoni o tornare a essere invisibile, lontano dagli occhi di tutti. | |||
UN CARO SALUTO (MA NON TI SOPPORTO PIU’) | “P.S. Volevo dirti dal profondo del cuore che sei insopportabile. Ci sono giorni in cui ridi in maniera così falsa raccontando al telefono sempre la solita storia che preferirei unirmi a una setta piuttosto che venire in ufficio e vederti”. I post scriptum sono l’arma più tagliente di Jolene Smith. Ma nessuno li può vedere perché li scrive in bianco, alla fine di ogni e-mail indirizzata ai colleghi. Colleghi che – in caso non si fosse capito – odia. Non è un odio violento, più una sottile insofferenza che trasforma ogni giornata lavorativa in un piccolo inferno. Per fortuna ha trovato questa tecnica per insultarli in segreto. Solo così riesce a trovare un po’ di sollievo. Tutto procede secondo i piani, fino a quando, proprio il giorno del suo compleanno, il nuovo responsabile delle risorse umane, Clifford, scopre il trucco. Di colpo, la vita di Jolene cambia. Viene messa sotto osservazione, il suo computer monitorato. Ma qualcosa va storto: ora può leggere le e-mail di tutti i colleghi! Questa scoperta inizialmente la spaventa, ma presto Jolene decide di sfruttare la situazione a proprio favore. Entra nella vita delle persone che detesta di più. E scopre che non sono terribili come pensava. Anzi, ognuna di loro ha problemi che la toccano profondamente, risvegliando in lei un desiderio di aiutare che credeva sopito. Questo perché nel passato di Jolene si nasconde un oscuro segreto. Un trauma che ha plasmato la sua asocialità e diffidenza verso gli altri. E quando le cose precipitano, la sua unica salvezza verrà proprio dalle persone che ha imparato a conoscere e a rispettare. Natalie Sue ha scritto un romanzo capace di toccare l’animo di tanti. Una storia in cui è facile riconoscersi. La cinica e misantropa Jolene, tra risate e riflessioni, riesce a ricordarci che l’amicizia e l’amore possono sbocciare anche nei luoghi più inaspettati. | |||
UNA RABBIA DOLCISSIMA | Lila Crayne è una delle star più amate d’America, l’incarnazione del sogno hollywoodiano: generosa, gentile, di una bellezza mozzafiato e dotata di un carisma naturale che cattura chiunque la incontri. Per tutti, è il simbolo della perfezione e del successo. Lei e il suo fidanzato, Kurt Royall, un regista visionario noto per la sua creatività audace, formano la coppia d’oro dello star system. Vivono in un lussuoso appartamento nel cuore del West Village, e stanno progettando un film destinato a riscrivere la storia del cinema: un adattamento moderno e femminista del capolavoro di Francis Scott Fitzgerald, Tenera è la notte. Per incarnare al meglio il ruolo della protagonista, Lila decide di affrontare i fantasmi del proprio passato e intraprende un percorso terapeutico con Jonah Gabriel, affascinante psicoterapeuta di grande fama. Ogni seduta con Jonah diventa un viaggio nel subconscio di Lila, un tentativo di dissezionare le ferite più profonde e dare voce ai traumi nascosti dietro la sua immagine scintillante. Ma più la terapia avanza, più le fondamenta della sua vita perfetta iniziano a incrinarsi, e quel mondo costruito con tanta cura – fatto di fama, successo e una relazione apparentemente idilliaca – rischia di sgretolarsi. Jonah, con la sua presenza magnetica e misteriosa, sembra l’uomo giusto per aiutare Lila a rimettere insieme i pezzi, o forse a farli crollare definitivamente. In un susseguirsi di colpi di scena, segreti inconfessabili, desideri nascosti e ambizioni feroci emergono dall’ombra, mentre il confine tra realtà e illusione si assottiglia sempre di più, lasciando i protagonisti in bilico sull’orlo di un precipizio da cui non tutti potrebbero uscire indenni. | |||
QUEL CONFINE SOTTILE | Fabrizio Mieli, psicoanalista, ha in cura Zac, un ragazzino schizofrenico di quattordici anni, bello come un elfo e che ha per amici solo bambini morti. Un giorno Zac gli racconta di aver trovato nel fiume il cadavere senza testa di un’adolescente: un morto vero, questa volta, non uno dei suoi fantasmi. Il cadavere decapitato è di Juliette, tredici anni, francese. Nessun indizio, nessun testimone. Bruno Ligabue, commissario solitario e con un macigno nel cuore, inizia a indagare, e presto scopre che il proprietario di un bar frequentato da giovanissimi offre da bere, e forse altro, a ragazzine che non sanno dir di no. È una pista, la prima. Ma con Ligabue non è d’accordo Agostina Picariello, la PM che si occupa del caso, donna brusca e straordinariamente brutta. Il conflitto tra i due è immediato, istintivo: Agostina, infatti, è convinta che sia stato Zac, il ragazzino che l’ha trovata, a uccidere Juliette, mentre il commissario dissente profondamente. Due piste, due caratteri, due visioni del mondo opposte. Ma Ligabue e la Picariello sono assai più simili di quello che pensano: man mano che l’indagine va avanti emergono gli errori, le paure, le mancanze di entrambi. La scoperta dell’assassino sarà inaspettata, e passerà per vie misteriose e oscure. Ma insieme alla soluzione del caso ci saranno le rivelazioni dei personaggi, e le loro verità più profonde affioreranno come era affiorato il cadavere di Juliette dal fiume. Romanzo corale in cui le vite dei personaggi si intrecciano come fili di un unico tessuto: innanzitutto quella del commissario Bruno Ligabue, solcata dal dolore più profondo che si possa immaginare, e tenuta in piedi grazie alla tenacia e alla passione per il lavoro, e poi la vita di Fabrizio, psicoanalista irrisolto, di Raimondo, medico legale scorbutico ma pronto all’amicizia, di Brenda, donna dal carattere forte che stanerà Ligabue dal suo isolamento, e poi la vita di Aurora, luminosa mamma di Zac, e quella di due coniugi vicini di casa del commissario, anziani e premurosi, di ragazzine fragili e insicure, di un cane psicotico che si fa carico della guarigione propria e di Bruno. Un grumo di relazioni che nascono dalla morte di una ragazzina e approdano alla scoperta che, nonostante tutto, vivere è ancora bello; e nella strana famiglia che si formerà in nome di una reciproca e potente pietà umana, alla fine ognuno troverà il suo posto. Almeno per un po’. | |||
PIU’ GRANDE DEL CIELO | Elsa, quarantenne, madre del piccolo Tristan, divorziata da poco, lavora in un’agenzia di pompe funebri, dove ha il delicato ruolo di ricevere, ascoltare e consigliare i clienti, gente solitamente addolorata e smarrita se non addirittura affranta. Anche lei viene colpita dal lutto quando muore l’amato padre: è un dolore cocente, un colpo da cui non riesce a riprendersi, un’ossessione per liberarsi dalla quale non le resta altra scelta che ricorrere alle cure di uno psichiatra. Vincent, più o meno la stessa età, padre di due figlie, divorziato da poco, è uno scrittore di successo, un autore di bestseller che viene invitato in tutte le fiere e saloni del libro e ha migliaia di fan che restano in fila per ore pur di ottenere un autografo. Eppure non è felice. Dentro di lui c’è qualcosa di rotto, forse un trauma antico, un blocco che gli impedisce di amare, quindi di vivere, e per risolvere il quale non ha altra scelta che ricorrere alle cure di uno psichiatra. Nella sala d’attesa del dottor Chaumet avviene l’incontro, un incontro che per la verità sfiora la rissa. Non è un colpo di fulmine, è un’antipatia reciproca e immediata, ma è anche l’inizio di una riscoperta di se stessi e di un graduale abbandono del dolore che permetterà a entrambi di rinascere e trovare l’amore. Sì, è una storia decisamente romantica, ma fa anche morire dalle risate. | |||
LA SCRITTA SULL’ACQUA | Julia Malmros è una scrittrice molto nota, i suoi gialli vendono centinaia di migliaia di copie e i lettori la amano incondizionatamente. Per una ex poliziotta che ha preso in mano la penna al posto del manganello è già uno splendido risultato. Ma quando le viene offerta l’occasione per fare il grande salto, quello che porta alla fama vera, Julia decide di non farsela scappare: l’editore di Millennium vuole affidarle il nuovo episodio della celebre saga e lei, lusingata, accetta. Viste le sue limitate competenze informatiche, fondamentali per costruire una storia intorno al personaggio di Lisbeth Salander, le viene affiancato Kim Ribbing, un hacker dal passato enigmatico e dall’aspetto che disorienta. Insieme formano una coppia disarmonica, ma l’attrazione tra loro è irresistibile. Le cose con l’editore non vanno, però, come Julia immaginava. Ferita, la scrittrice di grido decide di sparire per un po’ e si ritira nella sua casetta su un’isola al largo di Stoccolma. Il giorno di mezza estate Kim la raggiunge, ma il loro brindisi al tramonto viene interrotto dai colpi di un’arma automatica sparati in una villa non lontana: arrivati sul posto, Julia e Kim trovano il padrone di casa e i suoi ospiti massacrati. Ha inizio così la loro indagine personale, parola d’ordine: follow the money. Dall’arcipelago, i soldi portano a Shanghai e da lì sulle spiagge cubane, per fare poi ritorno in Europa, sulle piattaforme petrolifere norvegesi. Quello che si profila davanti agli occhi di Julia e Kim è un vero intrigo internazionale, dove avidi uomini d’affari e ciniche potenze straniere si spartiscono le risorse del pianeta. Primo thriller per John Ajvide Lindqvist, “La scritta sull’acqua” conserva quell’ironia capace di far ridere il lettore in mezzo al buio che ha reso celebri i suoi romanzi horror, insieme ai temi che più gli stanno a cuore: tra tutti, la vulnerabilità degli adolescenti, con la convinzione che l’amore e l’amicizia possono risolvere tutto (o quasi). | |||
LA MAGIA DEL BOSCO | “È giunto il momento, cucciolo mio, di scoprire ‘La Magia del Bosco’, un libro sulle antiche leggi della Natura.” Apri questa meraviglia, che appartiene da generazioni alla famiglia di Orso Bruno, e scopri splendide pagine capaci di rievocare l’incanto quotidiano del bosco: dalla bellezza del ciclo vitale di una farfalla al mondo segreto del sottosuolo. Un libro illustrato per bambini dai 4 anni, con testi in rima e illustrazioni ricche di dettagli da scoprire, perfetto per sviluppare le capacità osservative dei bambini. Età di lettura: da 4 anni. | |||
SEMPRE A UN PASSO DA TE | Non c’è ragione per essere tristi: Emma ha tanti amici, va bene a scuola, è appena tornata da un anno di studio negli Stati Uniti ricco di esperienze. È una ragazza brillante, con una vita serena. Però la tristezza si insinua nella sua testa e non ne vuole uscire, si insedia nel suo corpo e lo rende sempre stanco. Non serve a molto che amici e familiari la incoraggino a sorridere, le chiedano cosa non va, la circondino di attenzioni e amore. Non serve, perché la depressione e il disturbo borderline non si scelgono, e sono difficili da sconfiggere. Ma la speranza di uscirne, attraverso un lungo e impegnativo percorso di cura, c’è, e in più si presenta a Emma con le sembianze di un batuffolo di pelo: è Viola, un cucciolo di cane trovato per strada che, da quando si incontrano, non la lascerà più, vivendo con lei un’avventura intensa e dolcissima, e diventando così il primo cane specializzato in assistenza psichiatrica in Italia. Perché un cane dà la forza e la motivazione per occuparsi di lui, e quindi di se stessi. E può insegnarci che da ogni caduta ci si può rialzare. Età di lettura: da 10 anni. | |||
CALCIO UN GOL DA SOGNO – LIBROGAME | Un torneo da sogno sta per iniziare e la tua squadra di calcio è pronta a fronteggiare rivali determinatissimi. Leggi la storia e decidi come giocare, ma fai attenzione! Dalle tue scelte dipenderà il risultato di ogni partita. Un libro illustrato di narrativa per bambini dagli 8 anni di Luca Tebaldi, autore delle serie “Mystery Game” e “Detective Game”. Un racconto appassionante che coinvolge attivamente il lettore, perfetto per immergersi completamente nel gioco. Età di lettura: da 8 anni. | |||
L’AMORE SECONDO MAFALDA | Una selezione di strisce che, nello stile inconfondibile di Mafalda, rappresentano la speranza in un mondo migliore, mai come in questo periodo necessaria! Cos’è l’amore? È una di quelle domande che l’umanità si pone dall’alba dei tempi, e chi meglio di Quino e Mafalda, con il loro particolare mix di saggezza e umorismo, è in grado di rispondere? L’amore secondo Mafalda, e quindi secondo Quino, parla di amicizia, compassione, empatia e solidarietà, di amore verso il prossimo, amor proprio e amore per le piccole cose della vita. Ora che il mondo è immerso in una lunga lista di tensioni, scoprire cosa sono l’amore, la solidarietà, la tenerezza e l’amicizia attraverso una piccola filosofa come Mafalda è diventata quasi un’urgenza. | |||
LA CUCINA DI BILANCIAMO | Esistono piatti che fanno dimagrire e altri che fanno ingrassare? Dobbiamo rinunciare alla nostra pizza preferita se vogliamo perdere peso e sostituirla con «la pizza proteica » di albume e cavolfiore? Il porridge al mattino è più «sano» di latte e biscotti? Bisogna davvero dire addio alla colazione al bar con cappuccino e cornetto? E la pasta a cena è una cattiva idea? Questi sono solo alcuni dei dubbi che attanagliano tutti coloro che cercano di approcciarsi a un’alimentazione varia ed equilibrata. Ma la risposta è più semplice di quanto possiamo immaginare: «Nessun cibo è proibito». Parola della dottoressa Giulia Biondi, docente di nutrizione e formatrice olimpica, che sui social è seguita da 700.000 persone. È arrivato il momento di dimenticare le diete massacranti, le rinunce proibitive e i pasti senza gusto: tra queste pagine l’esperta di educazione alimentare più famosa del web ci insegna come realizzare – a seconda delle proprie necessità, dei gusti e dello stile di vita – piatti bilanciati e sfiziosi al tempo stesso. Tutti noi siamo continuamente bombardati da ricette di ogni genere, da quella fit a quella low carb o senza grassi, ma mai nessuno ci ha insegnato a rispondere alle domande fondamentali: «Quanto devo mangiare?» «Qual è la mia porzione?» Ecco finalmente un vero e proprio ricettario didattico: uno strumento indispensabile per imparare a bilanciare i nostri pasti e adattarli alle nostre esigenze. Un ingrediente non ci piace? In queste pagine scopriremo come sostituirlo. Non sappiamo quanta torta possiamo mangiare? La dottoressa Giulia Biondi ci aiuterà a stimare le porzioni in modo semplice e divertente. Con le tabelle nutrizionali e i menu settimanali, un progetto che è l’ideale seguito del bestseller “La dispensa di Bilanciamo®”: dopo averci spiegato come fare la spesa, ora la dottoressa Biondi si toglie il camice e indossa il grembiule per mettersi ai fornelli con noi. | |||
CONOSCERE AMARE GUARIRE IL TUO BAMBINO INTERIORE | Ogni essere umano anela ad essere accettato e amato. Idealmente, durante l’infanzia sviluppiamo la fiducia di base necessaria a sostenerci da adulti. Tuttavia le esperienze negative e i traumi subiti possono lasciare segni profondi nel nostro inconscio, influenzando inconsapevolmente il modo in cui viviamo. Privati della possibilità di sviluppare la fiducia di base, non troviamo in noi il sostegno che vorremmo e chiediamo invece agli altri di offrirci un senso di sicurezza, protezione e appartenenza. Stefanie Stahl ci offre gli strumenti per riconnetterci al “bambino interiore” – la somma di esperienze, positive e negative, che abbiamo vissuto durante l’infanzia – per avere la possibilità di risolvere conflitti, rendere più felici le relazioni e trovare una risposta a (quasi) ogni problema. Grazie a un approccio innovativo ed efficace, e ai numerosi esercizi pratici, ci aiuta a liberarci degli schemi obsoleti che oscurano le nostre possibilità e ci spingono verso l’infelicità, per riportare a casa il bambino che è in noi e vivere una vita piena, coraggiosa e felice con noi e con gli altri. | |||
NON SE, MA QUANDO | «”Non se, ma quando” è uno slogan che spesso riaffiorava in modo spontaneo e istintivo nei miei post. Mi sono reso conto di questo quando Fabio Fazio nella sua trasmissione Che Tempo Che Fa lo ha ripetuto più volte citando i miei thread. L’ottimismo di questa frase non è campato per aria ma basato su dati ed esperienza. Ed è il messaggio che spero passi al lettore che sente il bisogno di saperne di più. Non si tratta, quindi, di “se” un giorno riusciremo a curare il cancro, si tratta di “quando”. Nessun miracolo, nessuna ricetta segreta, ma studio, ricerca e duro, durissimo lavoro. Le cose sono impossibili fino al momento prima di compierle». Maurizio Scaltriti, ricercatore di fama internazionale e uno dei pionieri della medicina traslazionale in oncologia, ci accompagna in un viaggio straordinario alla radice delle cause della malattia e nelle strategie terapeutiche per curarla, sfatando pregiudizi e fornendo informazioni utili per tutti. Perché il cancro non fa più paura come una volta; abbiamo molti strumenti e conoscenze, sia per diagnosticarlo precocemente che per contrastarlo farmacologicamente. Molti tipi di tumore sono oggi curabili, altri riescono a essere controllati e permettono ai pazienti di convivere con la malattia molti anni con una buona qualità di vita. Con uno stile accessibile e chiaro, Scaltriti scrive un libro «illuminato, ottimista e pieno di speranza» in cui passa in rassegna tutto ciò che è stato fatto ma soprattutto tutto ciò che si sta facendo nella ricerca e nelle sperimentazioni per rendere questa malattia sempre più curabile. | |||
DOBBIAMO PARLARE DI XI | Il volto di Xi Jinping appare regolarmente sugli schermi televisivi e sulle pagine dei giornali, eppure dopo più di dieci anni al potere la sua figura è ancora avvolta nel mistero. Dall’infanzia trascorsa insieme al padre, epurato durante la rivoluzione culturale di Mao, alla promessa di estirpare la povertà dal paese, dalla persecuzione dei musulmani uiguri al timore ossessivo di essere paragonato a Winnie the Pooh, il premier cinese è infatti un uomo la cui immagine è oscurata dalle caricature e dai luoghi comuni. In questo libro lo storico e scrittore Michael Dillon ci rivela tutto ciò che non sappiamo ma dovremmo sapere sull’uomo forse più influente del pianeta, nel tentativo di spiegare le ragioni del suo ascendente sulla Cina, nonché di comprendere i suoi obiettivi. Ma questa non è solo la storia di Xi. Questa è la storia della più grande potenza economica dei nostri giorni e cerca di rispondere ad alcune domande cruciali: che cosa significa la leadership cinese di Xi per il resto del mondo e che cosa dobbiamo aspettarci in futuro? | |||
SOURCE CODE – I MIEI INIZI | I successi imprenditoriali di Bill Gates sono ben noti: il ragazzo che, all’età di soli vent’anni, abbandonò gli studi universitari a Harvard e avviò un’azienda di software destinata a diventare un colosso del settore e trasformare radicalmente il modo in cui lavoriamo e viviamo; il multimiliardario che si è poi dedicato alla filantropia impegnandosi in cause importanti come la lotta ai cambiamenti climatici, la salute globale e l’istruzione. Per questo, Source Code non riguarda il periodo d’oro di Microsoft né la Fondazione Gates o il futuro della tecnologia. È invece la storia umana e personale di come Bill Gates è diventato chi è oggi: la sua infanzia, i primi interessi, le prime passioni. Racconta della sua famiglia, di una nonna dai ferrei principi e di due genitori ambiziosi, delle prime amicizie e della perdita improvvisa del suo migliore amico, della lotta per integrarsi e della scoperta di un mondo di computer e codici all’alba di una nuova era. Ripercorre i passi di un ragazzo che, dalle fughe notturne in un vicino centro informatico quando era solo un adolescente, è arrivato a concepire, nella sua stanza al college, una rivoluzione che avrebbe cambiato il mondo per sempre. Bill Gates, in queste pagine, condivide per la prima volta la sua storia, con calore, saggezza e umanità. Un ritratto affascinante e rivelatore. | |||
LA PRIMA REGINA | Nel giugno del 1868, quando per la prima volta entra nella Villa Reale di Monza, Nina è una ragazza travolta dagli eventi. Lei, una semplice sguattera, dovrà occuparsi della camera della principessa Margherita, da pochi mesi moglie dell’erede al trono d’Italia. Per Nina non è un sogno, bensì un incubo, perché presto si rende conto di essere uno strumento nelle mani altrui, una pedina in un labirinto d’intrighi. L’incontro con un anziano maggiordomo di Casa Savoia, però, le cambia la vita. Nina imparerà a leggere e a scrivere, studierà, troverà l’amore e, nel corso degli anni, la sua strada si affiancherà a quella della donna più ammirata d’Italia, la regina Margherita. Fino al giorno in cui dovrà fare una scelta difficilissima… Nel giugno del 1868, quando per la prima volta fa il suo ingresso nella Villa Reale di Monza, a Margherita sembra di vivere in un tempo sospeso. La sua intera esistenza è stata dedicata a prepararsi per quel ruolo, essere la degna e impeccabile consorte di un principe di sangue reale. Ma per suo marito Umberto è come se lei non esistesse. Il matrimonio è una finzione, il suo unico compito è procreare un erede maschio e poi scomparire all’ombra di Umberto. Eppure Margherita non ha intenzione di sacrificarsi in nome della Corona. E così sarà lei a conquistare l’amore del popolo, sarà lei ad affascinare la riottosa aristocrazia romana, sarà lei a diventare un’icona del suo tempo: la Prima Regina d’Italia. Fino a quel fatidico giorno del luglio 1900, quando tutto il suo mondo sarà stravolto in un solo attimo… Con passione e un autentico talento nel ricreare le atmosfere di un periodo affascinante della nostra Storia, l’autrice dà vita a due protagoniste indimenticabili, Nina e Margherita, due donne agli estremi opposti della scala sociale unite dalla stessa determinazione a non farsi ingabbiare dalle regole di corte, due donne diversissime che avranno il coraggio di battersi per forgiare il proprio destino. | |||
IL GIORNO DELL’APE | «Il passato è così, vero? Credi di essertelo lasciato alle spalle, poi un giorno entri in una stanza e lo trovi lì ad aspettarti». Un irresistibile romanzo famigliare di desideri, solitudini e macerie senza fine ma, forse, con un inizio preciso. La famiglia Barnes è nei guai. La concessionaria di Dickie sta per fallire, ma lui, invece di affrontare la situazione, trascorre le giornate costruendo un bunker a prova di apocalisse. La moglie Imelda, nel frattempo, si è messa a vendere i gioielli su eBay, la figlia adolescente Cass, ex prima della classe, sembra voler sabotare la sua carriera scolastica e PJ, il figlio dodicenne, sta allestendo un piano per scappare di casa. Che cosa è andato storto per i Barnes, al punto da mandare tutto in rovina? Al tempo stesso affresco famigliare e ritratto della contemporaneità, “Il giorno dell’ape” è un indimenticabile tour de force pieno di umorismo e calore umano. | |||
BENITO, PRESENTE! | Edoardo Meucci insegna Storia in un liceo di Milano. È un uomo di quella sinistra che “ora non c’è più” (come direbbe lui), convinto antifascista, solitario, un po’ asociale, la sua vita sembra un cliché impolverato e triste, in cui il bellicoso fervore politico serve a mascherare anche la sua infelicità. Edoardo tratta male tutti e sta antipatico a tutti: estranei, studenti, bidelle e colleghi. Quando uno studente loda alcune “cose buone” del fascismo, Edoardo perde le staffe e lo sbatte fuori. I genitori minacciano di denunciarlo e il preside lo sospende, trovandogli un posto in una scuola elementare a Predappio, il paese di Mussolini. Qui, Edoardo non fa che replicare la stessa indole aggressiva, rivolgendosi ai bambini come fossero piccole camicie nere, facendoli piangere subito. Redarguito dalla Preside, si trova di fronte a un ultimatum: o cambia atteggiamento, lasciando la politica fuori dall’aula, o sarà radiato. La mattina successiva c’è un temporale; quando Edoardo corre a scuola, sbatte contro il collega Luigi proprio mentre un tuono fa tremare le finestre. Non sarà solo un tuono, bensì l’innesco di uno shock spazio-temporale che li catapulterà in quella stessa scuola, ma nel 1890. Tra gli studenti, ora, c’è proprio il piccolo Benito Mussolini. L’incontro con il duce è sconvolgente. Il piccolo Benito è un bullo, violento e anaffettivo. Tra Luigi, accanito anarco-insurrezionalista pronto all’azione, e la magica influenza di Editta, una giovane maestra che lotta contro un sistema maschilista, Edoardo sperimenterà il più atroce dei dubbi e la più rivoluzionaria delle scoperte: far fuori il futuro dittatore, o provare invece a educarlo? Paolo Ruffini scrive un romanzo dalla forza gentile e sognante, una favola che attraversa la Storia per riconciliarci con un destino diverso, lasciandoci vedere cosa saremmo tutti se qualcuno ci esortasse a scegliere l’educazione all’amore non solo a scuola, ma nella vita. | |||
PERDUTO E’ QUESTO MARE | Napoli, anni Cinquanta. Una città tanto piena di luce da sembrare quasi fatata. Ma anche devastata dalla guerra e dimenticata dalla storia. Da lì, all’improvviso, una ragazzina viene portata via, lasciando per sempre il padre nell’ombra di una casa elegante e fatiscente. Lei crede di dimenticarlo ma, molti decenni dopo, la morte di un amico e maestro amato, lo scrittore napoletano Raffaele La Capria, fa riemergere dal fondo della memoria l’immagine di lui. Della stessa generazione, i due uomini hanno avuto un diverso destino: l’uno realizzato nei suoi libri, l’altro murato nella sua solitudine. Eppure entrambi sono stati ammaliati e respinti da quella città di incanto e desolazione, entrambi scossi e feriti da intimi segreti. Così sullo sfondo dei loro desideri e tormenti comincia un viaggio nella terra straniera del passato, e si snoda la storia di quella ragazzina che cresce e si forma sotto il segno della diversità, in un’Italia poco accogliente per le donne che non si adeguano alle regole del gioco femminile. “Perduto è questo mare” è un romanzo profondo ed emozionante su un difficile affetto filiale e su un potente sentimento d’amicizia, un’immersione nel regno remoto dei padri, costellato di amori intensi, abbandoni, allegrie e malinconie, che rimanda a echi lontani: da Enea sceso negli Inferi per cercare Anchise, a Kafka con la sua lettera al genitore carica di risentimento. Un libro in cui esperienze e ricordi riaffiorano dolci ma taglienti, mentre Elisabetta Rasy si interroga: è possibile reinventarsi una paternità ideale, altrove? E ancora: nella memoria incontriamo davvero di nuovo le persone amate e scomparse? E i conti finalmente tornano? | |||
LA LISTA DELLE COSE SOSPETTE | Yorkshire, 1979. La regione è inquieta e disturbata non solo dal governo Thatcher che, tra le altre cose, ha eliminato il latte gratuito dalle scuole, ma anche da un serial killer che continua ad ammazzare giovani donne. Miv, 12 anni, decide di correre ai ripari, e di cercare il colpevole per far tornare la serenità nel loro vicinato. La sua famiglia sta parlando di trasferirsi, la presenza del serial killer è troppo incombente, e Miv non vuole proprio separarsi dall’amica del cuore Sharon. Le due ragazzine cominciano dunque la loro piccola ma arguta indagine stilando una lista di tutte le «cose sospette» riguardo agli uomini della comunità, a iniziare dal pakistano dell’alimentari all’angolo – tutti gli adulti lo evitano, i ragazzi compiono atti vandalici contro di lui… è senz’altro sospetto -, a seguire col più severo dei professori della scuola, sempre arrabbiato e prepotente, e via così con molti altri personaggi della cittadina visti dagli occhi di una ragazzina pronta a credere, ma subito dopo a sfatare, i pesanti luoghi comuni che prosperano nella loro comunità. E a scoprire molti più segreti – tra le famiglie del vicinato – di quanti avrebbero mai pensato possibili. | |||
MORTE IN CORNOVAGLIA | Provetto restauratore e spia leggendaria, Gabriel Allon è a Londra per partecipare a un ricevimento alla Courtauld Gallery in onore del ritrovamento di un autoritratto rubato di Vincent van Gogh. Ma quando un amico del Devon e la polizia della Cornovaglia chiedono il suo aiuto per risolvere uno sconcertante caso di omicidio, si ritrova suo malgrado a dare la caccia a un nuovo avversario, potente e pericolosissimo. La vittima è Charlotte Blake, una professoressa di Storia dell’arte di Oxford. L’omicidio sembra opera di un serial killer che da tempo terrorizza le campagne della Cornovaglia, ma ci sono parecchie cose che non tornano, prime fra tutte un cellulare che non si trova e delle misteriose lettere che la donna ha lasciato scritte su un bloc-notes nel suo studio… Gabriel scopre ben presto che la professoressa Blake era sulle tracce di un Picasso rubato di valore inestimabile, così si mette alla ricerca del quadro come solo lui può fare: armato di sei tele impressioniste dipinte di suo pugno e affiancato da un team di collaboratori che comprende una violinista di fama mondiale, una bellissima e inafferrabile ladra e un letale sicario che è diventato un agente segreto britannico. Il risultato è una storia appassionante che si muove alla velocità della luce dalle coste della Cornovaglia all’incantevole Corsica, per concludersi con un finale mozzafiato sulla porta del nr. 10 di Downing Street. | |||
E’ NOTTE SUL CONFINE | Trieste è la città dei destini, un catino dove si mischiano vita e sangue di genti diverse fra loro, una lavagna grigia sulla quale tracciare le invisibili linee d’intersezione di ogni fatalità. In questa città che sente lungo il confine con la Jugoslavia tutto il peso della Guerra Fredda, il giornalista Ettore Salassi, svagato, disordinato e con un formidabile istinto per i guai, accetta di collaborare con i servizi segreti. Arruolato nel Sid, raccoglie informazioni su gruppi e persone vicini all’estremismo sia di destra che di sinistra. Ma anche lui ha qualcosa da nascondere: un passato oscuro, durante la guerra, il singolare vizietto di rubare libri e un debole per le donne che gli complicano la vita. In redazione fa coppia con l’amico e collega Max Pastini, che in quanto a debolezze non è da meno. Mentre i due si barcamenano fra articoli di routine e piccole inchieste quotidiane, Salassi si trova coinvolto in un caso che avrebbe voluto evitare: alla vigilia del tentato golpe Borghese, nel dicembre del 1970, un giovane militare di stanza in una caserma sul Carso viene trovato morto. Fantasmi del passato e del presente lo minacciano, e l’amore per una bella slovena dalla vita misteriosa lo porterà in un pericoloso labirinto dove sarà costretto prima di tutto a fare i conti con se stesso. | |||
LE STREGHE NON DORMONO | La golena: un luogo senza tempo, una terra fertile tra il Po e l’argine che salva dalle inondazioni, ma che in inverno si trasforma in un luogo di nebbie, misterioso e avvolgente. È nel fienile di una casa semidiroccata di golena che Paolo, dodici anni, viene trovato privo di sensi con una profonda ferita alla testa. Con gli amici era andato a giocare sfidando i proprietari, Luigi Morosini, un uomo violento con un debito verso la giustizia, e la moglie Elvira, che nel paese di Fossanera descrivono come una strega, anche se poi non poche donne vanno da lei di nascosto a farsi fare i tarocchi. Gli altri ragazzi non sanno che cosa sia successo, ma non è difficile puntare il dito contro il Morosini. Certo, è possibile che Paolo avesse visto qualcuno che non doveva vedere proprio lì, dai Morosini, proprio in quel freddo pomeriggio invernale… Paolo è in coma, non si sa se ce la farà, ma intanto il vaso di Pandora dei segreti del paese è stato scoperchiato e mentre la polizia indaga, tallonata da vicino da Pietro Incantevole, giovane cronista della stampa locale, nessuna famiglia si sente più al sicuro… | |||
SORPRESE DI PRIMAVERA | Dieci uova colorate sono nascoste dappertutto. Tocca ai coniglietti cercarle. Chi vuole aiutarli? Comincia una spassosissima caccia alle uova! Cerca dappertutto! Tra l’erba, dietro un tronco, tra le fronde di un cespuglio… E se a un tratto sbuca il lupo? Aiuto! Per fortuna i coniglietti corrono più veloci di lui! Un libro illustrato per bambini dai 3 anni, con 15 alette da sollevare per stimolare la curiosità e la sensibilità manuale del bambino. Un libro divertente, perfetto per le letture con i più piccoli e per compiere insieme i primi passi nel meraviglioso mondo dei libri. Età di lettura: da 3 anni. | |||
TRA GLI ALBERI E IL CIELO | I Mini Romanzi sono una nuova collana rivolta ai lettori che hanno da poco appreso a leggere in completa autonomia e che cercano storie a cui appassionarsi. Sono romanzi “come quelli dei grandi” con illustrazioni e una divisione in capitoli con font ad alta leggibilità. Matt ama arrampicarsi sugli alberi. E questo fa arrabbiare il signor Barton, che lo riprende sempre. Matt pensa che l’uomo sia solo un vecchio brontolone, ma quando trova un pappagallino smarrito, scopre che lui e il signor Barton non sono poi così diversi. È un Miniromanzo emozionante. Età di lettura: da 7 anni. | |||
RANA E ROSPO AMICI PER LA PELLE | Rana e Rospo accolgono l’arrivo della primavera, inventano storie (o almeno ci provano), cercano bottoni perduti, nuotano e attendono la posta. E ancora una volta, più che mai, ci dimostrano che sono i piccoli gesti a fare le grandi amicizie. Età di lettura: da 7 anni. | |||
I SEGRETI DELLA LUCE | Camminare verso la luce, insieme, rappresenta oggi più che mai un impegno in grado di alleggerire le fatiche di tutti, di dare speranza, di portare un prezioso arricchimento spirituale nella nostra vita, e quindi crescere nella consapevolezza e nella libertà. Questo libro ci pungola a cominciare un’autentica indagine interiore, in grado di rivoluzionare la nostra esistenza. Francesco Lorenzi, cantautore fondatore della rock band “The Sun”, presenta qui un percorso in 21 passi: i primi 7 rappresentano un risveglio, per metterci davvero in ascolto di quelle che lui, quale musicista, definisce “le 7 note dell’armonia interiore ed esteriore”, dal “do” di Dono al “si” di Silenzio passando per il “fa” di Fallire e il “la” di Lavoro. La seconda fase è quella della consapevolezza e della scelta, una terra di mezzo in cui occorre interrogarsi: perché continuare nonostante la fatica e la paura di non farcela? Sono “i 7 scalini del combattimento spirituale interiore”, grazie ai quali scopriamo valori come il Perdono (che non vuol dire lasciar perdere), l’Ammirazione (che non è fanatismo), la Fedeltà (ben diversa dalla monotonia). Salire questi gradini apre la strada alla terza parte del cammino, “i 7 passi di contemplazione della meta”: l’incontro con lo Spirito, quando ci accorgiamo che in questo cammino non siamo mai stati soli. Un itinerario lineare e graduale ma ricco di sfide per una battaglia che non possiamo più rimandare. Per chiunque senta l’esigenza di indagare sul significato della vita, ma rivolto anche a chi ha paura, vorrebbe amare e non ci riesce, a coloro che sono feriti, a chi non si arrende e vuole portare più luce nella propria esistenza. | |||
COSA SERVE AI NOSTRI RAGAZZI | Narcisisti schivi e rinchiusi in se stessi, spiriti fragili e spavaldi, apatici e indisciplinati, ragazzi iperconnessi eppure soli. Sono molti i paradossi che sembrano contraddistinguere questa nuova generazione di adolescenti, di fronte ai quali gli adulti si trovano spesso impreparati. Capita così che genitori e insegnanti nascondano le proprie carenze di educatori dietro inutili gesti autoritari o inveiscano contro il potere ormai fuori controllo di tecnologie mobili ed ecosistemi digitali, di cui, nella maggior parte dei casi, sono loro stessi assidui frequentatori. Gli adolescenti della generazione z, usciti da un’infanzia ovattata e ricca di privilegi, non utilizzano più il conflitto e la trasgressione per affermare se stessi. Sono, invece, ostaggio di ideali presto disillusi e aspettative smisurate e scontano la mancanza di figure autorevoli capaci di guidarli nel loro percorso evolutivo. Il cyberbullismo, il ritiro sociale, l’autolesionismo, la bulimia e l’anoressia sono solo alcuni dei modi in cui si manifesta una sofferenza nascosta e trascurata. Psicoterapeuta con anni di esperienza clinica, Matteo Lancini ci spiega con semplicità come e perché gli adolescenti di oggi sono così diversi da quelli di ieri, confutando miti affettivi e stereotipi infantilizzanti, e ci invita ad aprirci all’ascolto per capire cosa serve davvero ai nostri ragazzi. | |||
LA META PIU’ AMBITA | Sono passati venticinque anni da quel 5 febbraio 2000 quando l’Italia del rugby faceva il suo ingresso nel Sei Nazioni. Un torneo ambito, che gli azzurri avevano osservato soltanto da lontano e che quel pomeriggio potevano vivere per la prima volta da protagonisti. Nonostante la tensione e la paura di affrontare i campioni in carica della Scozia, il team tricolore uscirà vincitore a sorpresa dallo Stadio Flaminio dando vita a una lunga storia che ancora oggi emoziona. Quell’epopea è stata ripercorsa passo passo da Benedetta Borsani, giornalista e fotografa che da oltre un decennio segue la Nazionale di rugby e che, in occasione dell’importante anniversario, ha pubblicato il libro “La meta più ambita. La favola dell’Italia nel Sei Nazioni”. Il volume, edito da Kenness, segue passo passo l’evoluzione della squadra azzurra nel torneo attraverso il racconto di un nonno ai suoi due nipotini con l’ausilio di fotografie e ritagli di giornale. Un efficace escamotage che ha permesso all’autrice di accompagnare i lettori dall’arrivo del rugby in Italia fino all’ingresso nel torneo più prestigioso dell’emisfero Nord, il tutto suddiviso in 144 pagine e dieci capitoli da leggere tutti d’un fiato. “Questo libro è un invito a scoprire non solo il rugby come sport, ma come una filosofia di vita che, a partire dalle sue radici più umili, può condurre fino agli stadi più prestigiosi, dove eventi come il Sei Nazioni ci regalano emozioni indimenticabili – ha spiegato nella prefazione Luca Morisi, unico azzurro a essere andato in meta due volte a Twickenham, il tempio del rugby -. Un torneo che, più che una competizione, è un rito di passione, di orgoglio nazionale e, soprattutto, di rispetto reciproco tra le squadre che vi partecipano”. | |||
LE RAGAZZE DELLA SCIENZA | Negli anni Trenta, la Germania era una fucina del pensiero scientifico ma, dopo che i nazisti presero il potere, le cittadine ebree e le donne furono costrette a lasciare i loro incarichi accademici. Hedwig Kohn, Lise Meitner, Hertha Sponer e Hildegard Stücklen erano scienziate eminenti nei loro campi ma, a causa delle loro origini ebraiche o dei loro sentimenti antinazisti, non ebbero altra scelta che fuggire. Lo straziante viaggio che le condusse fuori dalla Germania divenne una questione di vita o di morte… Lise Meitner fuggì in Svezia, dove poi scoprì la fissione nucleare (anche se il merito fu attribuito solo a Otto Hahn…), e le altre scapparono negli Stati Uniti, dove portarono la fisica avanzata nelle università americane: Hertha Sponer fece progredire lo studio degli spettri di numerosi composti chimici; il brevetto messo a punto da Hedwig Kohn migliorò l’illuminazione e il suo lavoro condusse all’interpretazione quantistica della dispersione ottica; Hildegard Stücklen fu in grado di determinare l’effetto delle radiazioni cosmiche sui meteoriti. A prescindere da dove approdarono, ognuna di loro rivoluzionò il campo della fisica quando sembrava non avessero nessuna possibilità di riuscirci, spronando altre giovani donne a fare lo stesso. Frutto di un accuratissimo lavoro di documentazione durato anni e scritto con una prosa cinematografica, Le ragazze della scienza dà finalmente voce a queste straordinarie donne pioniere: il loro intelletto era altrettanto abbagliante di quello di tutti gli uomini con cui collaborarono, ma dovettero lavorare il doppio per dimostrarlo. Lise Meitner, Hedwig Kohn, Hertha Sponer e Hildegard Stücklen contribuirono a creare, di fatto, la prima generazione di fisiche, mostrandoci inoltre come la sorellanza e la curiosità scientifica possano trascendere i confini e persistere di fronte a difficoltà apparentemente insormontabili. | |||
SOCRATE AGATA E IL FUTURO | La vita umana, insegna l’induismo, si divide in quattro periodi: il primo serve per imparare, guidati da un maestro; il secondo per realizzare sé stessi; il terzo per insegnare e trasmettere la conoscenza; l’ultimo, segnato da un progressivo disinteresse verso le cose materiali, per prepararsi al congedo. Molti, oggi, non lo ammettono. Nonostante l’età, continuano a sgomitare, spingere, accumulare. Inseguono cariche, conferme, gratificazioni sociali. Non sanno rallentare, ascoltare, restituire. Con l’aiuto di una nipotina che insegna il disordine quotidiano (e mette i palloncini sul busto di Socrate), Beppe Severgnini riflette sul tempo che passa e gli anni complicati che stiamo attraversando. «Le cose per cui verremo ricordati – scrive – non sono le cariche che abbiamo ricoperto e i successi che abbiamo ottenuto. Sono la generosità, la lealtà, la fantasia, l’ironia. La capacità di farsi le domande giuste.» Don’t become an old bore, non diventare un vecchio barbogio: ecco l’imperativo. L’autore invita a «indossare con eleganza la propria età». Per farlo serve comprendere il potere della gentilezza, imparare dagli insuccessi, allenare la pazienza, frequentare persone intelligenti e luoghi belli, che porteranno idee fresche. Serve accettare che c’è un tempo per ogni cosa, e la generazione dei figli e dei nipoti ha bisogno di spazio e incoraggiamento. Non di anziani insopportabili. | |||
GUERRA O PACE | Nel Cinquecento si verificarono quattro eventi rivoluzionari: la scoperta dell’America; l’invenzione della stampa; l’invasione musulmana ai confini d’Europa e il primo disordine finanziario globale. L’asse geopolitico dell’Europa si spostò dall’area mediterranea a quella atlantica. Era il Mundus furiosus, come fu definito. Oggi viviamo in un’epoca altrettanto traumatica a causa di quattro fenomeni paralleli: la «scoperta» dell’Asia e principalmente della Cina; l’affermazione della Rete che ci spinge verso una modernità artificiale; la guerra sul fronte orientale, dall’Ucraina al Medio Oriente, che è un unico attacco al nostro mondo occidentale. Mentre il rischio di un disordine finanziario internazionale è alle porte a causa dell’enorme massa di debito accumulata. Dopo aver voluto e fatto la globalizzazione, oggi troppi dei nostri «statisti» attoniti si muovono su questo scenario come «turisti della storia». Con una spiazzante lettura politica ed economica, Giulio Tremonti spiega quanto sia unico il momento che stiamo attraversando e illustra con lucidità la posta in gioco per l’Occidente e per l’Europa. | |||
COME SI UCCIDE UN GENTILUOMO | L’avvocato Vittorio Contrada, Controvento per gli amici, uomo senza peli sulla lingua e molto pelo sullo stomaco, ha cambiato vita. Lasciato il diritto societario per seguire soltanto cause ambientali o comunque “eticamente valide”, ha chiuso con i viaggi da sogno, gli affari milionari, i lussi indescrivibili e i polli da spennare, per rifugiarsi in uno studio sgarrupato con la sola compagnia di Gloria Almariva, collega combattiva e testarda ben lontana dallo stereotipo dell’avvocata di grido. Una cosa però è rimasta a Vittorio: la voglia di scontrarsi, e di vincere. Oltre alla passione per le belle donne e le auto d’epoca, ovviamente. Così, quando Valerio Del Zotto emerge dal suo passato per consegnargli una valigetta – la sua mitica ventiquattrore da cui uscivano sempre tesori o idee inestimabili – e poi morire poco dopo, Vittorio non può restare a guardare. C’è del marcio in quella ventiquattrore, su cui Vittorio si impegna a indagare insieme a Gloria. Il caso ha a che fare con un’isolata comunità montana e una spregiudicata speculazione edilizia, ma tra i fiumi che cambiano corso e le vallate presi – diate dalle ruspe si muovono poteri molto più grandi di quanto i due avvocati riescano a immaginare. Anche se a essere più pericolose a volte sono cose molto piccole, quasi insignificanti: cose come le idee. Tra una Milano che sale vorticosa – eccessiva, spietata, ingiusta – e un Friuli edenico e fiero che qualcuno sta cercando di distruggere, “Come si uccide un gentiluomo” è un romanzo nerissimo e dolce, arrabbiato ed esilarante, tenero e feroce, che rispecchia alla perfezione il mondo di oggi: ugualmente pieno di inquietudine e speranza. | |||
L’ANNIVERSARIO | Si possono abbandonare il proprio padre e la propria madre? Si può sbattere la porta, scendere le scale e decidere che non li si vedrà più? Mettere in discussione l’origine, sfuggire alla sua stretta? Dopo dieci anni sottratti al logoramento di una violenza sottile e pervasiva tra le mura di casa, finalmente un figlio può voltarsi e narrare la sua disgraziata famiglia e il tabù di questa censura “con la forza brutale del romanzo”. E celebrare così un lacerante anniversario: senza accusare e senza salvare, con una voce “scandalosamente calma”, come scrive Emmanuel Carrère a rimarcarne la potenza implacabile. Il racconto che ne deriva è il ritratto struggente e lucidissimo di una donna a perdere, che ha rinunciato a tutto pur di essere qualcosa agli occhi del marito, mentre lui tiene lei e i figli dentro un regime in cui possesso e richiesta d’amore sono i lacci di un unico nodo. L’isolamento stagno a cui li costringe viene infranto a tratti dagli squilli di un apparecchio telefonico mal tollerato, da qualche sporadico compagno di scuola, da un’amica della madre che viene presto bandita. In questo microcosmo concentrazionario, a poco a poco si innesta nel figlio, e nei lettori, un desiderio insopprimibile di rinascita – essere sé stessi, vivere la propria vita, aprirsi agli altri senza il terrore delle ritorsioni. Con la certezza che, per mettersi in salvo, da lì niente può essere salvato. L’anniversario è prima di tutto un romanzo di liberazione, che scardina e smaschera il totalitarismo della famiglia. Ci ferisce con la sua onestà, ci disarma con il suo candore, ci mette a nudo con la sua verità. È lo schiaffo ricevuto appena nati: grazie a quel dolore respiriamo. Dieci anni fa, quel giorno, ho visto i miei genitori per l’ultima volta. Da allora ho cambiato numero di telefono, casa, continente, ho tirato su un muro inespugnabile, ho messo un oceano di mezzo. Sono stati i dieci anni migliori della mia vita. | |||
NELLE TUE MANI NELLA SUA PELLE | “Sei egocentrica, sei paranoica, hai manie di persecuzione”. Laura se l’è sentito ripetere un’infinità di volte, e piano piano ha finito per credere che sia la verità. La terapia con Anna l’ha aiutata a riemergere dalle ceneri della storia con Manolo, terminata nel peggiore dei modi, con lui in manette per il tentato omicidio di uno sconosciuto. Adesso, dopo sette anni, è una donna radicalmente diversa, felice e consapevole di sé. Al suo fianco c’è Francesco, si potrebbe dire l’uomo ideale: attento, romantico, affidabile. Soprattutto, con lui si sente al sicuro. Ecco perché non crede ai suoi occhi quando scopre che Francesco non solo sta scrivendo un romanzo, ma che la protagonista sembra ricalcare la Laura burrascosa del passato, quella di cui, in teoria, il suo compagno non dovrebbe sapere niente. Possibile che l’abbia spiata? Che abbia violato i suoi segreti? O questa è soltanto una di quelle fantasie di cui tutti l’hanno sempre accusata? Mentre se lo chiede, in un venerdì in cui ogni singolo evento sembra prendere una piega inattesa e straniante, non sa ancora che il destino ha in serbo un’altra sorpresa: Manolo, l’uomo che ha incendiato il suo corpo e strappato la sua anima, è uscito dal carcere, di nuovo libero. Amore e veleno, sesso e psicologia si mescolano in un thriller a tre voci che indaga, con sguardo acuto e coraggioso, la chimica delle relazioni e i modi con cui le persone si seducono, si usano, manipolano la realtà. | |||
LA VILLA SUL FIUME | Amburgo, 1912. Sofie Brix è un’umile ragazza di campagna. Ha appena consegnato i prodotti della fattoria dove lavora in un lussuoso albergo sul Baltico, quando nell’edificio scoppia un incendio devastante. Anna Nieland, la figlia di un ricco armatore di Amburgo, ospite dell’hotel, rimane intrappolata tra le fiamme e Sofie, coraggiosamente, le salva la vita. In segno di riconoscenza, Anna le propone di diventare la sua dama di compagnia e di lavorare nella villa dove abita con la famiglia. Per Sofie trasferirsi in città è un sogno che diventa realtà, pertanto accetta con grande entusiasmo, ma una volta ad Amburgo deve affrontare diverse difficoltà: da un lato l’ostilità della servitù, invidiosa per il ruolo privilegiato che ricopre e che le consente l’accesso ai “piani alti”, dall’altra i pregiudizi dei Nieland, soprattutto di nonna Gudrun, una vedova anziana e intransigente che non vede di buon occhio la ragazza dalle origini troppo modeste. Tuttavia, grazie alla sua intelligenza e alla sua capacità di adattamento, alla fine il cuore grande di Sofie conquista gli animi di tutti, e tra lei e Anna nasce una forte amicizia. Ma quando, pochi anni dopo, scoppia la Grande Guerra, il destino mescola le carte, riservando alle due ragazze cambiamenti inaspettati che rischiano di vanificare i loro sogni d’amore e progetti di vita. | |||
MELODY | In una villa sulle colline di Zurigo vive un «burattinaio». Peter Stotz ha 84 anni, una vita di potere e successo alle spalle, è stato consulente del governo svizzero, influente membro di partito, consigliere di amministrazione di numerose grandi aziende. Breve è il tempo che ha davanti a sé, lungo e denso il passato. Vuole mantenere il controllo fino all’ultimo, gestire quello che un giorno si dirà di lui, dare un ordine, il suo ordine, al racconto che la morte consegnerà al futuro. Per organizzare il suo archivio Stotz assume Tom Elmer, 34 anni, doppio master in giurisprudenza e urgente bisogno di trovare un lavoro. Tom si trasferisce nella villa, passa ore nell’archivio, cataloga, legge, conserva o distrugge carta dopo carta, documento dopo documento. La giornata è scandita da eccellente cibo italiano e da larghe bevute, tra vino, sherry e cognac delle migliori annate, e dagli inviti di Stotz a sedere davanti al camino ad ascoltare i suoi racconti che riguardano sempre e soltanto una donna. Nella casa si intravedono ovunque suoi ritratti, che rivelano una giovane di origini marocchine, attraente, enigmatica. Si chiama Melody – libraia, grande lettrice, artista di ricami astratti ed ermetici -, era la fidanzata di Stotz. Fino al giorno del matrimonio. Tom si immerge prima con circospezione, poi con passione, nella vita dell’altro. Gli affascinanti racconti dell’anziano non sempre trovano riscontro nelle carte, negli articoli di giornale, nelle corrispondenze private. Tom comincia a chiedersi se Stotz sia davvero chi dice di essere, mentre la presenza di Melody, continuamente evocata nelle parole, nelle immagini e negli oggetti che la riguardano, sembra prendere corpo. Il giovane ne è sempre più affascinato, probabilmente il suo vero compito non è mettere ordine nell’archivio di lui, ma ricreare e ritrovare lei. In una scrittura tesa e ironica, con dialoghi serrati, moltiplicando diversioni e dettagli enigmatici, intrecciando presente e passato, Martin Suter accumula lentamente la tensione, finché non appare l’altro lato del quadro: una dichiarazione d’amore all’arte dell’inganno che difficilmente potrebbe essere più lucida. | |||
UN NUOVO GIORNO ARRIVA QUANDO TROVI IL CORAGGIO | Henriette Petrin porta sempre i capelli davanti ai suoi meravigliosi occhi blu perché non si sente bella e vorrebbe soltanto sparire. Fa l’arredatrice d’interni, è bravissima nel suo lavoro, ma non lo sa e, di certo, non lo pensa. Ogni mattina si alza e si sente intrappolata tra il desiderio di affrontare il mondo e il terrore di non essere all’altezza di niente. Non ama le sorprese: la destabilizzano perché è convinta di non saperle affrontare. Ma, da quando ha accettato un nuovo lavoro per un giardino esotico meraviglioso, la sua vita viene travolta da una sorpresa dopo l’altra. Si ritrova a dover lavorare con Auguste, che è tutto ciò che di peggio potrebbe immaginare. Lui è un ambizioso architetto paesaggista, così sicuro di sé che sembra non aver paura di niente. Un vero incubo per Henriette, che invece ha paura di tutto. Come previsto, la loro collaborazione parte con il piede sbagliato. Entrambi sanno che l’importante è lavorare bene e per riuscirci devono unire le forze. Perché il giardino più bello di Francia non si può fare da soli. La vita, però, ha uno strano modo di funzionare. Henriette e Auguste sono costretti a imparare a conoscersi. E allora Henriette scoprirà un lato di Auguste che non immaginava esistesse. Perché ognuno ha le proprie paure. Ma Henriette impara che è grazie al coraggio di affrontare ciò che nella vita ci spaventa di più che si può rinascere e fiorire. E allora forse è il momento di togliersi i capelli dagli occhi e guardare il mondo senza paura. Raphaëlle Giordano con ogni nuova uscita riporta in auge anche i suoi precedenti lavori, facendoli riscoprire, leggere e consigliare. Ora torna con un altro romanzo, pronta a offrirci una nuova chiave di lettura per guardare alla vita e scoprire le gioie nascoste nelle piccole cose. Questo libro è un dono perfetto per le persone a noi più care, quelle che vorremmo vedere sorridere sempre. | |||
A JEJU NASCE IL VENTO | Due uomini, un’amicizia inattesa, un viaggio attraverso la Corea. Minjung è timido, maldestro, un indeciso cronico, si sente ‘un erbivoro solitario in un mondo feroce come una giungla’. Andy è l’esatto contrario: un uomo risoluto, impulsivo, con un fisico da culturista e la sicurezza di chi della giungla si sente il re indiscusso. Diversi in tutto, eppure uniti da un destino che li ha voluti, in momenti distinti, al fianco di Jaeyeon. Per entrambi l’amore della vita, quello che continua a vibrare anche adesso che lei non c’è più. A un anno dalla sua morte, i due si incontrano per caso nel cimitero in cui è conservata l’urna di Jaeyeon. Sanno poco o niente l’uno dell’altro, e i loro volti sembrano dire: tu cosa ci fai qui? Ma quello che li stupisce di più è l’impressione di essere i soli a cui importi ancora di lei. Inoltre, com’è possibile che la famiglia abbia scelto un posto così sperduto e soffocante per custodire i resti di una donna tanto libera e vivace? Merita ben altro, si dicono Minjung e Andy, e in un istante di inattesa complicità decidono di rubare l’urna e di partire insieme alla ricerca del luogo perfetto in cui dirle addio. Ma dove? Sulla spiaggia di Namhae, come sostiene uno? O tra i vulcani dell’isola delle sue vacanze, come vorrebbe l’altro? Questa è la storia di due uomini che si conoscono come nemici, litigano per orgoglio e si mentono per egoismo, ma scelgono comunque di intraprendere un viaggio rocambolesco attraverso la Corea e attraverso la memoria. Un’avventura on the road scritta con la leggerezza di un K-drama in cui l’amore, anziché svanire, si trasforma, mischiandosi come polvere nel vento e trovando finalmente la libertà. | |||
STORIA DI UNA BRAVA RAGAZZA | Se nascere femmina può complicarti la vita, figuriamoci nascere femmina in una borgata romana alla fine degli anni Settanta. Crescere, scoprire l’altro sesso, le differenze di classe, e la vergogna. E andartene dall’altra parte del mondo, sposarti, fare figli, divorziare, costruire una carriera, con tutto lo sforzo che implica cambiare il proprio destino. Arianna Farinelli è una politologa: ha insegnato alla City University di New York, viene da un quartiere popolare. Negli anni del liceo si vergognava di abitare «allo sprofondo», ma grazie al lavoro da barista della madre ha fatto un dottorato negli Stati Uniti. Eccellere nello studio era un modo per essere vista al di là del suo corpo, che i maschi tentavano continuamente di predare, maldestri e ingordi come si è nell’adolescenza, soprattutto in un Paese sessista, in cui fino al 1996 lo stupro è stato reato contro la morale anziché contro la persona. Che cos’è un corpo femminile, che cos’è una donna? Farinelli si interroga e ci interroga, mettendo a nudo la sua storia personale e quella delle donne della sua vita: la nonna, la madre, le amiche di sempre. Facendo appello alle scrittrici che hanno segnato la sua strada, da Annie Ernaux a bell hooks, da Virginia Woolf a Susan Sontag, porta il loro sguardo fino alla periferia romana, per esplorarne le dinamiche primordiali e restituirle con irresistibile ironia. E ci racconta una tormentata emancipazione, senza negare le contraddizioni che toccano ciascuna di noi: l’aver introiettato, malgrado la fatica fatta per combatterlo, tutto il patriarcato possibile. «Puoi davvero scappare da un destino quando quel destino è scritto sul tuo corpo di donna?» | |||
L’ALBERO DI TUTTI | Era una calda giornata, quando Albero sentì un ticchettio di passetti sul tronco. Era Porporino. Zampettando, squittiva: “Lo dico io, quest’albero è tutto mio”. Albero ridacchiò. “Be’, ciao! Non ne sarei così sicuro. Da’ un’occhiata dietro di te!”. Un libro illustrato per bambini dai 3 anni che insegna la bellezza del vivere insieme. Età di lettura: da 3 anni. | |||
ZITTO ZITTO, PIANO PIANO | Nella notte un ladruncolo s’intrufola furtivamente in casa. Niente paura, è un mascalzone da quattro soldi! Non fa altro che ripetere – SHH! – chiedendo al lettore di fare silenzio mentre infila nel suo sacco tutto quello che gli capita a tiro: una pianta, un orsacchiotto di peluche… Il ladro è convinto d’essere scaltro, abile e silenzioso, s’illude di muoversi ZITTO ZITTO, PIANO PIANO. Ma non è così astuto come sembra. E quando tenta di rubare una grossa salsiccia dal frigorifero, è finita. Perché qualcuno nella cuccia ha un udito sopraffino e un buon naso… e un ottimo appetito! Una storia circolare, divertente e con finale a sorpresa, perfetta da leggere ad alta voce ai bambini più piccoli. Età di lettura: da 2 anni. | |||
L’ARTE DELLA VITTORIA (PER RAGAZZI) | Hai mai sognato di inseguire un’idea folle? Di creare qualcosa di grande partendo da zero? Phil Knight, il fondatore di Nike, in questo libro ci racconta come ha realizzato la sua Idea Folle, coinvolgendoci in un’incredibile avventura. Appena laureato e in cerca della sua strada, parte per un viaggio intorno al mondo ed è in quel periodo che la sua Idea Folle prende forma: importare scarpe da corsa di alta qualità dal Giappone. Con cinquanta dollari, avuti in prestito dal papà, tanto cuore e moltissima passione, avvia la sua azienda che diventerà uno dei marchi di maggior successo di sempre. Ma non aspettarti una storia fatta solo di numeri e successi. L’arte della vittoria ci svela il lato umano di un’impresa: sfide, fallimenti, risate e amicizie che cambiano tutto. È una storia fatta di passione, di fiducia in se stessi e della capacità di correre più veloce della paura, lasciando il segno nella Storia. Il bestseller internazionale L’arte della vittoria riproposto in un’edizione per ragazzi aggiornata e completa, per raccontare anche ai più giovani la leggenda del marchio sportivo più famoso di sempre. Età di lettura: da 10 anni. | |||
KING TORETTO | «Hai avuto un’emorragia cerebrale. L’hanno definito ematoma sottodurale post-traumatico». Queste parole risuonano nella testa di Daniele Scardina, per tutti King Toretto, come un rintocco lento e profondo. Aprire gli occhi e scoprire di aver lottato per giorni tra la vita e la morte è un colpo difficile da incassare anche per chi, come lui, delle sfide conosce a memoria ogni tempo, ogni movimento. Prima del successo e del suo nome in prima pagina su tutti i giornali, prima di diventare il campione italiano di pesi supermedi conosciuto e acclamato da tutti, lui era solo Danielino: un ragazzo di Rozzano cresciuto in un quartiere duro, dove ogni scelta aveva il peso di una promessa. Prima i guai, poi la scoperta del pugilato, la palestra come seconda casa, il borsone sulle spalle e l’odore ostinato del cuoio sempre nelle narici. Da qui è nato King Toretto, un nome che è anche un battesimo e che sa di rispetto, futuro, speranza. Speranza per sua madre, per suo fratello, per chi come lui si sentiva smarrito e cercava la via per ritrovarsi. Quante volte ha visto il fondo e quante volte si è rialzato, fino a fare di ogni sfida il suo motto di vita: “Toccare il fondo, risalire e continuare a lottare. Lottare sempre”. Avere fede. Come quando ha lasciato tutto ed è volato negli Stati Uniti, dove, tra i grattacieli di New York, il suo sogno sembrava più vicino e, finalmente, è diventato realtà. Oggi l’idea di aver perso il controllo del suo corpo lo colpisce ancora come un diretto a volto scoperto. Il suo nuovo ring è la vita quotidiana, e mentre tutto si muove veloce, lui ripassa le mosse. Jab-jab-paro. Respiro. Jab-jab-montante. Schivo-gancio sinistro. Pausa. Ora è il momento di rialzarsi. Per la sua famiglia, per tutti quegli anni di sacrifici, per chi lo vede come un esempio. Per quel bambino di Rozzano che un giorno, contro tutto e contro tutti, ha scelto di diventare un re. | |||
IL METODO SPAZZINI | «Sono qui per condividere con te qualcosa di più di semplici tecniche o protocolli. Sono qui per accompagnarti nel viaggio più importante: quello verso la versione straordinaria di te che forse hai solo intravisto nei tuoi sogni più audaci. Perché anche tu sei a un bivio. E questo è il tuo momento, la tua scintilla di cambiamento.» Ci sono momenti che cambiano tutto: in un pomeriggio qualunque di qualche anno fa, sotto il cielo grigio di Brescia, Giacomo Spazzini – allora giovane ribelle, arrabbiato e smarrito – è entrato in una palestra di periferia e ha trovato la sua strada. Ha scoperto che ogni sforzo fisico, goccia di sudore, non trasformava solo il suo corpo, ma anche la sua anima. Quando poi ha iniziato a studiare nutrizione, allenamento, sonno e tecniche di ottimizzazione del corpo e della mente, la passione si è trasformata in missione: aiutare gli altri a scoprire e vivere la migliore versione di sé. Ed è così che è nato il Metodo Spazzini che trovi in questo libro. Non un libro di teorie o formule magiche, bensì una guida pratica basata su scienza, esperienza e risultati reali. L’autore ti accompagna attraverso i 7 pilastri fondamentali per ottimizzare ogni aspetto della tua vita: allenamento e movimento, organizzazione del tempo, sonno e recupero, prevenzione e medicina di precisione, alimentazione, integrazione (nutraceutica), gestione dello stress e mindset. Ogni pilastro è approfondito con tecniche, strategie e protocolli che puoi applicare giorno dopo giorno (consultandoti sempre con il tuo medico di fiducia). Strumenti flessibili che si adattano al tuo stile di vita per creare cambiamenti sostenibili, che durano per sempre. Ti guiderà attraverso programmi concreti per migliorare il sonno, gestire lo stress, ottimizzare l’alimentazione e rallentare l’invecchiamento. Non importa da dove tu parta o quanto lontano ti sembri il tuo obiettivo. Se sei pronto a scoprire la tua vera forza e a trasformarti, questo libro ti farà da guida. È il momento di iniziare. La versione migliore di te ti aspetta. | |||
E’ ORA DI BUTTARSI | Sui social si fa chiamare “la Lupa”, simbolo di fierezza, femminilità e forza. Nella vita reale è Francesca, una giovane ragazza dal carattere deciso e dalla personalità travolgente che ogni giorno, su TikTok e Instagram, intrattiene una grandissima fanbase che le chiede consigli di tutti i tipi, soprattutto in campo sentimentale. E così, per incontrare i bisogni della sua community, Francesca ha deciso di scrivere una guida interattiva per il dating moderno. In ogni capitolo troverai storie, consigli, esercizi e “regole” per prepararsi nel modo migliore al primo appuntamento (anche agli scenari peggiori), o per riflettere sui date passati e capire cosa ha funzionato, cosa è andato storto e cosa fare per correggere il tiro. | |||
FARMACI – LUCI E OMBRE | Pochi e solo se necessari. Tutta la verità sulle sostanze cui affidiamo la nostra salute Ogni giorno usiamo farmaci per prevenire o curare malattie, ma la verità è che ne sappiamo molto poco: poco di come funzionano, di come vengono sperimentati e approvati, del loro reale costo per chi li produce e per il sistema sanitario. Ci siamo mai chiesti perché esistono più farmaci per lo stesso problema? E come funziona il loro mercato? Silvio Garattini risponde a queste e altre domande per guidarci in un mondo complesso e aiutarci a scelte più consapevoli. Se è innegabile che negli ultimi anni il settore farmaceutico ha fatto enormi progressi in terapie e riabilitazione, tuttavia ha anche lavorato per crescere e autoalimentarsi, producendo farmaci simili e promuovendo una ricerca che non sempre rispecchia le reali necessità dei pazienti. | |||
L’IRA FUNESTA | «Cantami, o Diva, del Pelide Achille l’ira funesta…» Ira è una delle prime parole che definisce la civiltà occidentale e nell’Iliade di Omero segna l’inizio della guerra di Troia che durerà dieci anni. Oggi i comportamenti «contro» persone e cose sono aumentati e hanno assunto forme specifiche: rabbia, aggressività, violenza e distruttività. È il momento d’interrogarsi allora, come fa Vittorino Andreoli in queste pagine, sui processi dinamici che portano a queste azioni che caratterizzano le relazioni umane, i rapporti tra padre e figlio, il mancato rispetto della donna e delle persone più fragili. Al centro domina la frustrazione che esprime il vissuto d’inadeguatezza che la persona avverte nell’ambiente in cui vive: il suo sentirsi incompresa, emarginata. La più rischiosa deriva contemporanea è la distruttività che si caratterizza per la totale assenza di un movente e guida i comportamenti disegnando un’atmosfera di paura e una percezione di impotenza. La cronaca purtroppo è ricca di casi di delitti familiari, di raptus e devastazioni vandaliche nella scuola; soprattutto tra gli adolescenti che provocano danni non solo agli altri ma anche a se stessi. Una delle ragioni che ne è all’origine è lo sfasamento tra realtà e mondo virtuale incoraggiato dalle tecnologie digitali, il comportarsi nella vita quotidiana come ci si trovasse nella finzione, guidati dai «mi piace» e senza regole etiche. Comprendere queste dinamiche è essenziale per favorire una maggiore consapevolezza di sé e prevenire i comportamenti più pericolosi. | |||
L’INQUISIZIONE A VENEZIA | “Difficile dire quando ebbe origine l’Inquisizione, un fenomeno storico che è durato molti secoli e si è propagato in forme differenti in numerosi paesi. Come accade spesso nelle vicende umane, fu necessaria una lenta maturazione perché si affermasse all’interno del mondo ecclesiastico una struttura di questo tipo, le cui radici possono essere ritrovate nel desiderio della Chiesa, da un certo momento della sua storia in poi, di combattere i dissidenti con qualsiasi mezzo, ricorrendo anche alla violenza più estrema, per imporre a ogni costo, in nome dell’osservanza dei dogmi, l’uniformità di pensiero e il silenzio su tutte le forme di dissenso. L’Inquisizione fu insieme farsa e tragedia, ma spesso più tragedia che farsa. Fu farsa perché molti processi colpirono persone modeste, accusate di piccole colpe, oggetto di vendette personali, di pettegolezzi o semplici maldicenze. Visti con gli occhi di oggi quei fatti sembrano ridicoli: essere messi sotto accusa per aver mangiato carne il venerdì o aver indossato un abito nuovo il sabato. Fu però anche tragedia perché i processi che si conclusero spesso con condanne apparentemente lievi, per esempio servire per qualche anno ai remi sulle galee della Serenissima, finirono per distruggere la vita di molti individui per nulla colpevoli e solo lievemente trasgressori.” (Riccardo Calimani) | |||
IL CARNEVALE DI NIZZA E ALTRI RACCONTI | Come fa una giovane donna di appena trent’anni, qual era all’epoca Irène Némirovsky, a scavare così profondamente nell’animo umano? si chiese Bernard Grasset, il suo primo editore, leggendo questi racconti. Come fa a capire, e a descrivere in modo così empatico e al tempo stesso spietato, non solo le lusinghe e le illusioni della giovinezza, ma anche la nostalgia degli amori perduti, il rimpianto delle vite non vissute, l’acredine delle esistenze sbagliate, le ferite dell’ambizione frustrata, l’angoscia della solitudine, lo sgomento per i segni che lascia sul corpo il passare degli anni, la ferocia che si annida nel cuore degli uomini? Le prove giovanili di Némirovsky continuano a riempirci di stupore non meno di quelle della maturità: le quattro «scenette», per cominciare, di sapore quasi lubitschiano, dove due aspiranti attricette di incantevole amoralità mettono in opera comici e insieme patetici tentativi di trovare un uomo molto ricco che le mantenga; i tre «film parlati» – in realtà vere e proprie narrazioni, condotte con la mano sapiente di uno sceneggiatore navigato, in grado di dare indicazioni su inquadrature, stacchi, dissolvenze, montaggio; gli struggenti “Una colazione in settembre” e “Le rive felici”; il truculento affresco finlandese dei “Fumi del vino”… Fino al sorprendente “I giardini di Tauride”, che appare qui in volume per la prima volta, e che, costellato di appunti in cui Némirovsky riflette sulla forma stessa del racconto, ci consente di gettare un’occhiata indiscreta nel suo laboratorio. | |||
IL DIO CHE HAI SCELTO PER ME | Il racconto di un coraggioso addio, ispirato alla vera storia dell’autrice, cresciuta nella comunità religiosa dei Testimoni di Geova. “Sei sempre stata un faro per la nostra famiglia”, le ripeteva sua madre. Alessandra, però, seconda di cinque figli, non voleva portare luce, voleva che qualcuno illuminasse la strada per lei e rispondesse alle sue domande di bambina. Cresciuta sotto la rigida disciplina dei Testimoni di Geova, ha sempre cercato di soddisfare le attese dei genitori e di non creare problemi. Così, fino a ventinove anni, non ha mai partecipato a un compleanno né spento una candelina. Non ha ascoltato la musica che ascoltavano i suoi coetanei né letto libri non approvati in comunità. E anche l’amore, quando l’ha incontrato, è stato subito sacrificato. Dopo aver sposato Federico, un uomo più grande scelto per lei all’interno dei Testimoni, Alessandra da figlia devota diventa moglie devota. Ma quando scopre di essere incinta qualcosa dentro di lei cambia. Non può più ignorare i propri desideri e per i suoi bambini vuole essere migliore: loro devono avere la libertà che a lei è sempre stata negata. Inizia così il coraggioso atto di allontanamento dalla comunità, un percorso di ricostruzione di sé stessa che stravolge il suo destino e quello delle persone che ama. Al suo esordio nella narrativa, Martina Pucciarelli scrive un romanzo potente ed emozionante, con il quale si inserisce tra le scrittrici contemporanee che hanno saputo trasformare la propria biografia in letteratura, come Tara Westover nel suo “L’educazione” e Deborah Feldman in “Unorthodox”. Il Dio che hai scelto per me è una storia intima e dolorosissima, fatta di privazioni, abusi e violenza, ma anche un libro impregnato di una forza straordinaria che ci mostra come il coraggio di cambiare nasca sempre da una forma altissima di amore, in questo caso da quello puro e incondizionato di una madre. | |||
UNA POCO DI BUONO | Dalla scrittrice che ha creato il personaggio dell’ispettrice Petra Delicado, sei racconti di intensa dose di mistero e intreccio. Il primo racconto si apre sul cadavere di un’anziana prostituta che sembra una mascherata, «buttato lì come una vecchia bambola rotta; era perfino difficile provare pietà; tutto era così grottesco». È così che inizia anche negli altri racconti: un cadavere indefinibile, che adombra l’enigma di una realtà irreale, inverosimile, su cui si focalizza subito la procedura dell’indagine; decifrato il cadavere, poi a poco a poco si aprono squarci su ambienti al contrario apparentemente normali, famiglie ben messe, individui irreprensibili, vite tranquille. Racconta in prima persona Petra Delicado della polizia di Barcellona. E il modo in cui Petra parla e riferisce il suo procedere di poliziotta disegna, senza esplicite descrizioni, il personaggio: dall’antipatia che non nasconde per ogni cliché formale e beneducato, affiora il suo passato femminista e la gioventù radicale; dagli scambi fuori dai convenevoli con il suo vice Fermín Garzón, che punteggiano il loro ménage professionale, emerge il suo graffiante umorismo; dai silenzi al cospetto delle vittime, o di fronte ai motivi umani e disumani dei colpevoli fino a un minuto prima insospettabili, s’intuisce che è una donna sinceramente compassionevole, anche se l’instancabile tenacia nel tirare dritto la arruola da investigatrice donna nella scuola dei duri. La sua spalla Fermín, un alter ego, un Sancho Panza, un Watson, rappresenta l’immagine contraria di lei: il suo bofonchiare e obiettare, questa mano di commedia latina distesa su un poliziesco da giungla d’asfalto, nasce anche dal sospetto segreto, che certe volte sembra nutrire Fermín, che il proprio capo sia forse appena appena una poco di buono. Le indagini di Una poco di buono sono tutte già comparse, sparse in precedenti antologie pubblicate da Sellerio. Concentrarle assieme dà la compiuta idea della profonda impronta letteraria di Alicia Giménez-Bartlett, una scrittrice capace di costruire con la materia delle strade di città misteri opachi, per poi decostruirli facendo agire una galleria inesauribile di tipi presi dalla realtà. | |||
SOLA CON TE ALL’INFINITO | Niente ti cambia la vita quanto incontrare qualcuno che ti vede per ciò che sei Regan è una giovane artista in psicoterapia per ordine del tribunale, che affronta la monotonia quotidiana vivendo nel modo più impulsivo possibile, nella speranza che ogni sua decisione riesca a darle un futuro alternativo ed elettrizzante. Aldo, dottorando in Matematica, è invece tormentato da pensieri distruttivi e trova conforto nella routine e nei calcoli ossessivi legati ai viaggi nel tempo: senza regole ferree, il suo mondo cadrebbe in pezzi. I due non potrebbero essere più diversi, ma hanno una cosa in comune: la loro vita è un continuo adattarsi a uno schema inevitabile. Quando le loro strade si incrociano, Regan rimane affascinata dalla mente brillante di Aldo, trovando un’insospettata bellezza nella struttura e nella logica che guidano la sua esistenza. Lui invece è attratto dalla vivacità e dallo spirito libero della ragazza, e scopre la gioia della spontaneità e dell’imprevisto. I due decidono di concedersi solo sei conversazioni, consapevoli che dopo l’ultima non si incontreranno più. Ma la collisione delle loro personalità dà vita a una passione travolgente, un incastro che a tratti appare perfetto, a tratti esplosivo, e che minaccia di alterare il corso delle loro esistenze in modi imprevedibili. | |||
LA POLVERE CHE RESPIRI ERA UNA CASA | La storia di una relazione come tante. Una ragazza e un ragazzo che si innamorano, si trasferiscono, si amano di un amore umano, domestico e imperfetto, sognano, si contraddicono, progettano una casa e un futuro. Un giorno, accanto a una tavolata di bambini al ristorante, avvertono una sensazione nuova: vogliono un figlio. Ma le cose non vanno come vorrebbero e le loro speranze si rivelano più difficili da affrontare del previsto. La polvere che respiri era una casa è un romanzo sulla creatività, intesa come creazione di vita e creazione letteraria; sull’impossibilità di non prendere determinate decisioni, sul fare i conti con i vuoti e la violenta inspiegabilità delle cose, e sul tentativo di affermarsi provando a inseguire un fantasma, raccontando una fiaba, o imponendo il proprio irrimediabile silenzio. Al suo esordio, Eleonora Daniel dimostra una mano sicura nella narrazione, che spazia tra diversi stili e voci narranti, e una straordinaria capacità di sviscerare i due punti di vista di una coppia, decostruendo ogni banalità e facile romanticismo. | |||
LE VENTISETTE SVEGLIE DI ATENA FERRARIS | “Mi chiamo Atena Ferraris e mi sa che non sono come gli altri, inutile girarci intorno. Mia madre mi ha sempre detto che siamo tutti diversi, e quindi è come se fossimo tutti uguali. Non ne sono convinta, ma mi fido di lei. Ho trent’anni, vesto fuori moda e odio le sorprese. E ho ben ventisette sveglie ogni giorno per ricordarmi di lavorare, di mangiare, di andare a letto, di smettere di pensare. Soprattutto faccio troppe domande, dicono. Perché per me è essenziale che ogni cosa abbia una spiegazione. Per questo dirigo una rivista online di enigmistica dove ogni gioco, rebus o anagramma ha una soluzione univoca. Mi fa sentire al sicuro. So che siamo in pochi a ragionare così. Ora, però, è successo qualcosa che ha scombinato le carte. Tutta colpa del mio fratello gemello. Febo è uno scrittore in crisi e, per ritrovare l’ispirazione, si caccia nei guai più assurdi. Al momento, per esempio, si è iscritto a una scuola di magia. Sembrerebbe una cosa innocua, se non fosse che, fra giochi di prestigio e illusioni, è inciampato in un mistero vero, di quelli che scottano. Mi ha supplicata di aiutarlo, dice che ha bisogno della mia capacità di vedere particolari che gli altri non notano. E così eccomi costretta a uscire di casa, a conoscere persone nuove e ad avere conversazioni normali. Ma forse è quello che ci vuole: forse è arrivato il momento di mettersi in discussione e capire se mia madre ha detto la verità sul mio modo di essere. A volte bisogna uscire dal guscio per capire chi si è davvero”. Dopo averci fatto sognare con le avventure di Vani Sarca e Anita Bo, Alice Basso torna dai suoi lettori con una nuova protagonista: diversa, ma che assomiglia un po’ a ognuno di noi. Perché siamo pieni di fragilità, ma anche di una forza che non sappiamo di avere. E Atena è qui per dimostrarcelo. | |||
TRE CANI ENORMI (E QUALCHE UMANO) | Markus Zusak ci apre le porte di casa per raccontare di come la sua famiglia abbia avuto la brillante – o forse folle – idea di adottare tre cani abbandonati. Reuben, che sembra più lupo che cane; Archer, che mordicchia fino a distruggere il tappeto buono e poi ti guarda con aria innocente, come a dire: «Be’, è colpa tua». E Frosty? Demolisce casa e poi si accuccia accanto a te, tenero e tranquillo, mentre chiami il falegname per chiedere un preventivo. Il risultato? Caos totale. Tra risate, imprevisti e danni permanenti al giardino, la catastrofe sembra inevitabile. Eppure, proprio in mezzo a quella confusione, accade qualcosa. I fallimenti diventano lezioni, il disordine si trasforma in un terreno fertile per crescere e, sopra ogni cosa, esplode un amore così intenso da rendere impensabile tornare indietro. Tre cani enormi (e qualche umano) è un memoir ironico e spietato, che racconta lo scompiglio, i legami che ti cambiano e quella bellezza disordinata che solo un animale può portare nella tua vita. Una lettera d’amore agli errori più belli e a chi ci aiuta a commetterli. | |||
SETTE VITE COME I LIBRI | In una Napoli semideserta all’indomani delle festività natalizie, Malù, archeologa con la passione per i gialli, ha un bel problema da affrontare: il suo dottorato di ricerca è finito e l’università non ha più fondi. In pratica, è disoccupata e senza un soldo. Per fortuna con l’aiuto dei suoi coinquilini trova un lavoretto in una libreria dell’usato, la Second Chance. E di quel posto si innamora all’istante: ogni libro sugli scaffali contiene tracce delle vite di chi l’ha letto, regalato, di chi fra quelle pagine si è perso, ha pianto, amato, sorriso. E alcuni di quei volumi ne hanno avute tante, di vite, prima di arrivare lì: tre, cinque, qualcuno persino sette. Come i gatti, sorride Malù pensando a quanto quel luogo pieno di odori e nascondigli piacerebbe al suo Mycroft. Un giorno le capita fra le mani una copia della Donna in bianco, capolavoro di Wilkie Collins. E sfogliandolo si accorge che alcune pagine sono intrise di sangue. Sangue fresco. Il suo istinto le dice che nel posto da cui proviene il libro è successo qualcosa di molto brutto. Ora sta a lei e alla compagnia dei suoi “Irregolari” – gatto Mycroft compreso – scoprire da dove viene il volume insanguinato, com’è arrivato fin lì e chi è la vittima. È l’inizio di una nuova, rocambolesca caccia al colpevole per gli irresistibili coinquilini di via Atri 36. | |||
Zanitonella | La Zanitonella è la più amata delle composizioni di Teofilo Folengo, noto anche come Merlin Cocai, autore cinquecentesco del Baldus e delle Macarenee. Ora Roberto Stringa riconduce Folengo ai suoi ultimi mesi nel piccolo monastero di Campese, dove le voci dei villani erano quelle del dolce dialetto vicentino della val di Brenta e della montagna. Una lingua nobilitata in anni recenti da nomi come Rigoni Stern, Zanzotto, Meneghello. La traduzione ha il testo originale macaronico a fronte ed è introdotta da Stefano Tonietto e Massimo Zaggia. Una nota biografica e un ricco apparato di note arricchiscono il testo con chiari riferimenti ai termini dell’originale e della traduzione. Roberto Stringa, vive a Bassano del Grappa. Ha prestato all’Associazione Amici di Merlin Cocai i suoi esemplari cinquecenteschi delle opere di Teofilo Folengo per diverse ristampe anastatiche, tra cui l’esemplare della redazione Paganini del 1517 per la ristampa a cura della Scuola Normale Superiore di Pisa e dell’Associazione Internazionale per gli Studi Folenghiani “Amici di Merlin Cocai” nel 2017. Con Massimo Caneva ha pubblicato la collana “Allegri Segni”, voll. 1-5 nel 2014-2015 per l’Associazione Amici di Merlin Cocai. | 16,00 € | ||
LA POLVERE DEL MONDO | Durante l’estate del 1953, un giovane di ventiquattro anni, figlio di una buona famiglia calvinista, lascia Ginevra e l’università, dove seguiva i corsi di sanscrito, storia medioevale e diritto, a bordo della sua Fiat Topolino. Nicolas Bouvier ha già fatto dei brevi viaggi in Francia, Algeria e Jugoslavia, ma questa volta punta più lontano, verso la Turchia, l’Iran, Kabul e il confine con l’India. I successivi sei mesi di vagabondaggio attraverso i Balcani, l’Anatolia, la Persia e l’Afghanistan, in compagnia dell’amico artista Thierry Vernet, danno vita a uno dei grandi capolavori del Ventesimo secolo. Puro resoconto di viaggio, pieno di avventure, meraviglie e scoperte, La polvere del mondo è anche e soprattutto un itinerario alla scoperta di se stessi. | |||
LE STORIE DI LUPO IL LUPO E IL LAGHETTO DEI DESIDERI | Oggi il bosco è stranamente silenzioso. E se i suoi abitanti lo avessero abbandonato? Lupo si dispera. Chi potrà terrorizzare ora? E cosa mangerà? Improvvisamente, davanti ai suoi occhi, gli animali sfilano uno dopo l’altro, trasportando ognuno un ricco bottino. Pare infatti che nel bosco ci sia un luogo magico, un laghetto dei desideri, dove ognuno può ricevere tutto quello che desidera… Una storia esilarante, con un colpo di scena finale che divertirà grandi e piccini! Età di lettura: da 3 anni. | |||
IL RITORNO | Dieci micro storie, dieci incontri con mostri terribili e pericolosi che Lyon, Anna e Giorgio fronteggeranno uniti con intelligenza e una buona dose di coraggio. Un tuffo nel passato, dove la storia dei cacciatori di mostri ha avuto inizio e dove bisogna fare ritorno per comprendere meglio il presente. In un’atmosfera sospesa, ma familiare, Lyon e i suoi amici dovranno sfuggire a creature estranee, che sembrano guidate dall’unica volontà di rubare loro ogni energia e nutrirsi del loro spirito vitale, annientandoli. L’unione tuttavia fa la forza, e così i nostri eroi riusciranno a sconfiggere di volta in voltai mostri che li minacciano e a trovare il coraggio di affrontare la nuova sfida che li attende alla prossima tappa. Ma il finale è ancora tutto da scrivere, e le sorprese non si faranno attendere: la storia dei cacciatori di mostri è solo all’inizio. Una serie di avvincenti storie dell’orrore che ci rivelano qualche indizio sulle origini della squadra WGF: che l’avventura abbia inizio! Età di lettura: da 12 anni. | |||
I MONDI ALLA FINE DEL MONDO | Ulysses Moore ha undici anni e nessuna voglia di andare a Eton, il più prestigioso collegio inglese. Lui vuole stare con i suoi amici nelle strade di Londra, esplorare edifici in rovina, lanciarsi con i carretti di legno fin dentro il Tamigi, trovare il coraggio di dire quello che prova a sua cugina Daffodille. Invece viene mandato dai nonni da un oscuro professore che gli farà lezione nei mesi a venire. C’è un imprevisto, però: non solo il professore aveva già dato lezioni a sua madre, quando era viva, ma conosce alcuni segreti della famiglia Moore, dei suoi antenati e di una casa perduta chiamata Villa Argo, da cui provengono storie che sembrano avere a che fare con la parte invisibile del mondo. Età di lettura: da 10 anni. | |||
NOVAK DJOKOVIC | Grazie al record imbattuto di 24 titoli del Grande Slam, al numero totale di vittorie e allo stile di gioco efficace su ogni superficie, Novak Djokovic ha consolidato il suo ruolo come il più forte tennista dell’era Open. Questa appassionante biografia illustrata, scritta da uno dei maggiori esperti di tennis inglesi, segue Djokovic in ogni fase della sua vita e ci fa scoprire non solo il campione – a partire dal primo titolo ATP nel 2006 per arrivare alle prestazioni più gloriose nei tornei del Grande Slam e in Coppa Davis – ma anche l’uomo: l’infanzia difficile in una Belgrado devastata dalla guerra, il suo ruolo nella cultura serba e le numerose sponsorizzazioni e iniziative imprenditoriali. Viene analizzato lo stile di gioco di Novak, la sua routine di allenamento, la sua particolare alimentazione e l’adesione alle medicine alternative. Si racconta del rapporto con la moglie, i figli, la controversa figura paterna, le sue prese di posizione fuori dal coro, i tanti allenatori e l’inesauribile impegno per raggiungere sempre nuovi obiettivi. Alle vicende personali e professionali si affiancano i resoconti di dieci match cruciali, che si sono rivelati determinanti per Djokovic, e le tappe fondamentali del suo inimitabile percorso nella storia del tennis. | |||
SONNY BOY UN’AUTOBIOGRAFIA | Uno dei più amati attori di sempre racconta il suo straordinario percorso creativo. Al Pacino esplode sulle scene artistiche come una supernova. Ottiene il suo primo ruolo da protagonista per “Panico a Needle Park” nel 1971, e nel 1975 ha già recitato in quattro film – “Il padrino”, “Il padrino – Parte II”, “Serpico” e “Quel pomeriggio di un giorno da cani” – che si affermano non solo come successi al botteghino ma come pietre miliari nella storia del cinema. Sono ruoli che diventano leggendari e cambiano la sua vita per sempre. Era dai tempi di Marlon Brando e James Dean, alla fine degli anni ’50, che un attore non conquistava l’immaginario collettivo con una tale forza. Pacino all’epoca ha poco più di trent’anni ma ha già vissuto diverse vite. Ha condotto un’esistenza bohémienne, fatta di lavoretti saltuari, per mantenersi come attore di teatro d’avanguardia a New York. Allevato da una madre affettuosa ma mentalmente instabile e dai nonni, dopo che il padre li aveva abbandonati quando Pacino era piccolo, viene in realtà cresciuto dalle strade del South Bronx e dalla banda di amici avventurosi con cui si ritrova, i cui spiriti non lo hanno mai abbandonato. L’incontro decisivo è con un’insegnante che riconosce in lui il talento per la recitazione e lo indirizza alla rinomata High School of Performing Arts di New York. Nei momenti migliori e in quelli difficili, nelle ristrettezze e nella ricchezza, attraverso il dolore e la gioia, la recitazione è stata la sua ancora di salvezza, la sua comunità, la sua famiglia. “Sonny Boy” è l’autobiografia di un uomo che non ha più niente da temere e nulla da nascondere. Al Pacino ripercorre le sue più grandi interpretazioni, le collaborazioni decisive, i legami più importanti, in equilibrio tra creatività e business. Il filo rosso del libro, tuttavia, è l’intreccio tra amore e determinazione. L’amore può tradirti e le ambizioni venire deluse: le luci che brillano possono, a un certo punto, affievolirsi. Ma Al Pacino si è innamorato profondamente del mestiere di attore prima di avere la minima idea di quello che avrebbe potuto offrirgli, e non ha mai smesso di amarlo. Questo ha fatto la differenza. | |||
CENTOPAROLE PER RACCONTARE UNA VITA | Le parole hanno il potere di emozionare, aiutarci a crescere, farci soffrire o placare i dolori dell’anima. In ognuna di esse si nasconde un mondo affascinante e complesso, che cambia e si trasforma a seconda del momento e del sentimento che viviamo. Red Canzian ha scelto cento parole, quelle che sente più sue, dando a ognuna un’interpretazione del tutto personale e raccontando quali ricordi rievocano, quanto hanno influito sulla sua crescita, sul suo modo di essere e di intendere la vita stessa. Un’occasione per fare un bilancio personale e professionale, in cui lo storico bassista dei Pooh allarga lo sguardo agli eventi che ha vissuto sul palco e fuori, ai valori che lo ispirano, agli affetti nei quali trova rifugio e riparo e ai progetti che coltiva incessantemente con instancabile entusiasmo. Ma il suo desiderio, con questo libro, è soprattutto quello di arrivare al cuore oltre che alla testa del lettore, per coinvolgerlo in riflessioni ed emozioni profonde, attraverso suggestioni che inducono a sognare, credere e osare, sempre con passione, per provare a trovare un nuovo significato alla parola domani. | |||
LORO DICONO NOI DICIAMO | Nonostante il fallimento dei tentativi di revisione costituzionale del 2006 e del 2016, l’ossessione per la modifica della Costituzione torna a occupare la scena politica italiana. Contro la democrazia partecipata si pone il premierato proposto da Fratelli d’Italia: una visione nella quale la democrazia si riduce alla scelta, tramite plebiscito, del capo cui sottomettersi una volta ogni cinque anni, senza che, tra una votazione e l’altra, possano operare contropoteri o i cittadini far sentire la propria voce. Sarebbe la negazione del costituzionalismo e della democrazia. Contro l’indipendenza e l’autonomia della magistratura si pone una riforma della giustizia che prevede la separazione delle carriere di giudici e pubblici ministeri e la creazione di due Csm separati e di una Alta Corte per i procedimenti disciplinari, composti tramite sorteggio di tutti i membri. Misure che manifestano soltanto la volontà di controllo della magistratura da parte della politica, ottenuta per svuotamento e indebolimento del suo ruolo. Contro il principio di uguaglianza opera l’autonomia regionale differenziata voluta dalla Lega: un progetto volto ad aumentare poteri e risorse economiche a favore delle regioni più forti e più ricche, con il conseguente abbandono a sé stesso del resto del Paese. L’esatto contrario di ciò di cui l’Italia avrebbe bisogno perché segnerebbe la fine della solidarietà sociale e dell’unità della Repubblica. Se l’Italia soffre una crisi trentennale, la soluzione non è acuirne le cause, annichilendo il Parlamento, il potere giudiziario e l’idea della cittadinanza nazionale, ma difendere sopra ogni cosa l’equilibrio dei poteri e il valore di un’appartenenza comune nel pieno rispetto delle differenze alimentate dal pluralismo delle idee. | |||
WAR | Bob Woodward, riconosciuto come uno dei più importanti giornalisti investigativi al mondo, ci consegna il racconto, inedito e sconvolgente, di uno dei periodi più tumultuosi della storia americana e della politica internazionale. Le sue fonti riservate raggiungono il cuore del potere, proiettando il lettore al fianco del presidente Joe Biden e dei suoi principali consiglieri nelle tese conversazioni con il presidente russo Vladimir Putin e quello ucraino Volodymyr Zelensky, e con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. E nel quadro non manca Donald Trump, il presidente-ombra che cerca di riconquistare con ogni mezzo il potere politico. Il dettagliato reportage dall’interno della stanza dei bottoni mostra nel suo svolgersi l’approccio del presidente Biden alla gestione della guerra in Ucraina, il conflitto di terra più significativo dopo la Seconda guerra mondiale, e il suo tormentato percorso per contenere il sanguinoso scontro tra Israele e il gruppo terroristico Hamas. Woodward ci rivela la straordinaria complessità della diplomazia bellica e dei processi decisionali messi in campo per impedire l’uso di armi nucleari e un rapido scivolamento verso un terzo conflitto mondiale. Tutto questo mentre gli americani si preparano a votare e si assiste all’inaspettata consacrazione della vicepresidente Kamala Harris come candidata democratica alla presidenza: WAR la ritrae con schiettezza nel suo agire politico, tra l’eredità del presidente Biden e la ricerca di una propria strada per conquistare la Casa Bianca. Per oltre cinquant’anni, Woodward ha realizzato reportage dirompenti su tutti i presidenti, a partire da Richard Nixon e lo scandalo Watergate. Con WAR il due volte premio Pulitzer alza ancora una volta l’asticella del giornalismo più autorevole e illuminante, indispensabile per capire il nostro tempo. | |||
DESTINAZIONE SPERANZA | In un presente dominato da terribili conflitti, disastri ambientali e inquietudini diffuse, guardare al futuro con ottimismo sembra un’impresa sempre più ardua: ripiegandosi su se stesso, l’uomo sta a poco a poco perdendo la speranza in un domani migliore. Viene dunque da chiedersi: «Che cosa posso sapere? Che cosa devo fare? Che cosa mi è lecito sperare?». Cercando di rispondere a queste tre fondamentali domande, formulate per la prima volta dal filosofo Immanuel Kant, Vito Mancuso ci guida alla ricerca del significato più profondo e autentico della nostra vita. Togliendo alla ragione ogni pretesa di possedere un sapere su Dio e sull’avvenire, “Destinazione speranza” rifonda il senso della nostra esistenza su un presupposto inedito e dirompente: la libertà di obbedire. Se saremo in grado di essere noi stessi in relazione con gli altri, di resistere all’egoismo favorendo la solidarietà, di ridare valore alla dimensione morale al fine di agire con responsabilità, allora non tutto sarà perduto: solo così, infatti, potremo definirci donne e uomini davvero liberi e guardare con speranza, ragionevole e fondata, al futuro che ci attende. | |||
BRUCIA L’ORIGINE | Da quattro anni Gabriele Bilancini non tornava a casa. Casa è il quartiere Tuscolano a Roma, dove è nato e vissuto insieme ai genitori, la sorella e una compagnia di amici inseparabili. Oggi Gabriele abita a Milano ed è tra i dieci designer emergenti più quotati al mondo. È uno che ce l’ha fatta: l’esempio perfetto di come si possa essere artefici della propria sorte. A credere in lui e a lanciarlo è stato Franco Zardi in persona, un guru del design mondiale, che ha riconosciuto in Gabriele la grazia del talento. Da quel momento, la sua vita si è trasformata, ha preso a correre a un ritmo frenetico alimentandosi di adrenalina e soddisfazioni, non ultima l’incontro e l’amore con Camilla, la figlia di Zardi. E ora, dopo quattro anni, torna. A casa tutto è rimasto identico, a partire dalla vita dei suoi amici, come se il tempo non fosse trascorso, stesse abitudini, stesse giornate – al posto della scuola il lavoro – che si concludono ai tavolini del bar del sor Antonio. L’abbraccio in cui lo avvolge il suo passato è la cosa più dolce e al contempo soffocante che potesse ricevere e lo costringe a prendere atto della frattura che lo abita. “Si vergogna della sua famiglia, della terra che lo ha allattato. Nel mondo che frequenta ora, quello dei ricchi, la nasconde come si nasconde un peccato. Da una parte le sue origini, dall’altra Milano e il suo presente di alto rango.” Quella che ha spinto Gabriele a disegnare è una passione vera, bruciante, su cui lui ha puntato tutto, uscendone vincitore. Eppure, una volta realizzato, il sogno non dà la felicità attesa. Cura poetica della lingua e potenza dei sentimenti si distillano con stupefacente limpidezza in un romanzo dal ritmo velocissimo. Mencarelli ci offre il quadro appassionante, la tranche de vie, di un quartiere della periferia romana che potrebbe essere una qualsiasi periferia, concreta ed esistenziale, in cui il protagonista coltiva un desiderio di esprimersi che non si appaga mai, un bisogno di appartenenza che non sa come incarnarsi. | |||
L’ORA DEL DESTINO | Sono trascorsi quarant’anni da quando il figlio del fabbro di Dovia ha mosso i primi passi in politica; quasi venti da quando ha impugnato lo scettro del potere; poche settimane da quando ha annunciato agli italiani che il destino batte l’ora della guerra. Proprio adesso, alla fine di giugno del 1940, quel destino offre al Duce un segno, forse un presagio: Italo Balbo, il condottiero della Milizia, il maresciallo dell’aria celebre in tutto il mondo, viene abbattuto in volo dal fuoco amico. Ma non c’è più tempo per volgersi indietro. Affinché la Storia metta in scena l’immane tragedia della guerra, ciascuno deve interpretare la sua parte. Come il generale Mario Roatta, feroce pianificatore di rappresaglie e capo di un esercito spaventosamente impreparato. Come Galeazzo Ciano, ossessionato dall’idea di dominare il Mediterraneo; Edda, pronta a unirsi alla Croce rossa per avere la sua prima linea; Clara Petacci, che stringe tra le braccia un uomo sempre più simile a un fantasma; Amerigo Dùmini, l’assassino di Matteotti, che ha prosperato ricattando quel fantasma. Come una generazione intera di soldati tra cui l’alpino Mario Rigoni Stern, arruolatosi volontario, che nel gelo del fronte russo apre gli occhi sulla natura del dramma a cui partecipa, o il maggiore Paolo Caccia Dominioni, che deve guidare il suo reparto nelle sabbie della tragica battaglia di El Alamein; e una generazione intera di gerarchi tra cui Dino Grandi, sempre più insofferenti verso il Duce. E infine c’è lui, Benito Mussolini, ancora convinto di poter bilanciare in Europa le brame conquistatrici di Hitler ma in realtà pronto a scodinzolare al fianco della tigre tedesca come un patetico sciacallo. A questo quarto pannello della sua epopea letteraria e civile Scurati affida il gigantesco affresco dell’Italia fascista sui fronti del secondo conflitto mondiale, degli errori, degli orrori e dell’eroismo ancora possibile per uomini e donne reduci da vent’anni di dittatura. E tratteggia il ritratto al nero di un uomo di fronte al destino che ha plasmato per sé e per un’intera nazione, solo all’incrocio tra il parallelo del crepuscolo e un meridiano di sangue. | |||
IL CANTO DELLA CICOGNA | Dove Susan Knowles-Chester va, la morte la segue: questo pensano gli abitanti di Bridge Fowling ogni volta che la vedono incedere a passo svelto. E a quale capezzale la moglie del falegname stia portando i suoi servigi, quale corpo laverà e renderà bello prima che finisca sottoterra, davanti alla canonica del pastore Drayden. La prima volta era stata in una tiepida notte d’agosto, la convocazione dalla canonica era giunta improvvisa. Il pastore voleva che fosse proprio lei ad accompagnare l’amata moglie nell’estremo viaggio. Amata troppo, sussurra qualcuno, tutte quelle gravidanze, per una donna tanto gracile, alla fine l’avevano uccisa. Dopo quella prima morta, Susan aveva riconosciuto la sua vocazione, ed erano arrivate tutte le altre. Anche le figlie del pastore, a una a una, come i grani di un rosario. Tra loro, nel 1847, Eliza May, umbratile e meravigliosa creatura, che aveva riempito la sua vita grama di nubile indigente con la scrittura, nata come un gioco tra sorelle, un linguaggio segreto di bambine. Uno spazio di libertà selvaggia che aveva generato un unico, poderoso romanzo, pubblicato sotto pseudonimo maschile. Un’opera che aveva indignato i benpensanti, consegnandola nondimeno all’eternità. Ma noi conosceremo Eliza May Drayden solo nella turbolenta esistenza dopo la sua morte; in una sorta di passaggio del testimone tra chi l’ha conosciuta, amata, rimpianta, raccontata, celebrata, denigrata; sulle tracce di un taccuino che passa di mano in mano attraverso tre secoli senza mai concedere il suo segreto. Ispirata dalla vita di Emily Brontë e dal suo capolavoro “Cime tempestose”, Anjet Daanje ha costruito un romanzo immenso, febbrile, che ne contiene tanti altri, in un gioco di specchi che canta l’amore, la perdita, la sorellanza, il potere eterno della letteratura. | |||
GLI UOMINI PESCE | «La guerra era di nuovo sui giornali, il fiume sempre più in magra ne restituiva le vestigia. Era riapparso un semicingolato tedesco. Era riemersa una chiatta di cinquanta metri. Erano tornati alla luce ponti di barche bombardati dagli inglesi. Alla fine di luglio, la secca aveva esposto le rovine del vecchio ponte tra Ostiglia e Revere. Ilario non aveva potuto vederlo. Ormai se n’era andato». È l’estate del 2022, il Po non è mai stato così basso. La morte di Ilario Nevi, partigiano, artista, intellettuale ferrarese di fama nazionale, scoperchia un segreto mantenuto per quasi cent’anni, attraverso le tragedie del Novecento e gli sconvolgimenti del nuovo millennio. Un segreto che ne nasconde altri, incastonati nel passato e annidati nel futuro, e ogni rivelazione è in realtà un nuovo enigma. Antonia, nipote di Ilario, vuole dare un senso a ciò che sta scoprendo. Andrà fino in fondo, ricostruendo la storia non solo di una vita, ma di un insospettato intrico di esistenze. Dalla guerra di liberazione nel Delta alle lotte per i diritti e per l’ambiente, “Gli uomini pesce” è un omaggio al Grande Fiume e alle sue terre. Un romanzo maestoso, una saga in cui la Storia è tutt’uno con le vicende dei protagonisti, innervata nei loro amori, nelle loro avventure, negli incubi peggiori e nei sogni più belli. | |||
INVASIONI CONTROLLATE | “Invasioni controllate” – «romanzo a due voci», come lo definiva l’edizione del 2007 – mette in scena un padre, Mario Trevi, psicanalista e pioniere degli studi junghiani in Italia, e un figlio, Emanuele Trevi, tra i più apprezzati scrittori e critici odierni. Lo psicanalista e lo scrittore si impegnano in un colloquio che è al contempo conversazione intima, viaggio filosofico, ricostruzione storica; Mario, nonostante il suo carattere schivo, acconsente a farsi «torturare» dalle domande di Emanuele, rievocando episodi, incontri, a volte personali e delicati a volte sintomatici di un’epoca. Perché quella di Mario è stata una vita appartata, sì, ma singolarmente ricca: leggeremo così dell’esperienza di partigiano e di soldato, dell’amicizia con Beppe Fenoglio e Federico Fellini, del rapporto col maestro Ernst Bernhard, del modo in cui le «invasioni controllate» dell’inconscio ci soccorrono nell’esistenza e nella creazione artistica. Antefatto imperdibile per i tanti che hanno amato “La casa del mago”, ma al contempo opera compiuta in sé, fra le più amate di Emanuele Trevi per i pochi che, fino a questa nuova edizione, l’hanno letta, “Invasioni controllate” scorre nello spazio-tempo fra anima, ombra e Storia, ricongiungendo due individui e due generazioni così diverse come quelle che in Occidente la Seconda guerra mondiale ha diviso – eppure così legate e reciprocamente debitrici. | |||
LE RAGAZZE DI URANIA | Urania Cottage, immerso nella dolcezza del paesaggio inglese, a parte il nome non ha molto della casa di campagna, col suo corrimano di legno lucido, il salotto color prugna che emana una sensazione di lusso pacato. Urania Cottage è la prima pagina del primo capitolo di una nuova vita, o così dice Mr Dickens, il gentiluomo vivace ed energico che le ha condotte fin lì. A Martha, arrivata da poco, ricorda una casa di bambola, di quelle dove il fuoco finto è fatto di nastrini colorati e le finestre non si aprono. Forse, pensa, anche la generosità di cui le ospiti beneficiano potrebbe non essere del tutto autentica. Le ragazze del Cottage, infatti, sono tutte come lei: spinte ai margini della società, con un passato ingombrante frutto di scelte sbagliate. Un passato che vogliono cancellare. Anche Angela Burdett-Coutts, colei dalla cui prodigalità dipende l’esistenza di quel rifugio per donne cadute, è tormentata, seppur non dalla miseria. È appena stato rilasciato dalla prigione l’uomo che l’ha perseguitata per anni e che ora, nonostante il tempo tra scorso, è ancora ossessionato da lei. I mondi di Angela e delle ragazze finiranno presto per scivolare l’uno nell’altro, e tutte impareranno che per libertà e indipendenza c’è sempre un caro prezzo da pagare. Ambientato nell’Inghilterra che ha ispirato David Copperfield, l’ultimo romanzo della «nuova Hilary Mantel» (Cosmopolitan) è un inno all’incrollabile audacia, alla perseveranza, alla forza corale delle donne. | |||
L’ORA BLU | Benvenuti a Eris: un’isola con una sola casa, un solo abitante e una sola via d’uscita. Irraggiungibile dalla terraferma scozzese per dodici ore al giorno. Un tempo era la casa di Vanessa: una famosa artista il cui marito, notoriamente infedele, è scomparso vent’anni fa. Ora è la casa di Grace: un’anima solitaria, soddisfatta del proprio isolamento. Ma quando viene fatta una scioccante scoperta in una galleria d’arte a Londra, un visitatore si mette sulle sue tracce. E i segreti di Eris minacciano di emergere… | |||
AI TEMPI DEL VECCHIO DIO | Tom Kettle è un poliziotto in pensione che crede di aver fatto i conti con il passato. Fino a quando due agenti bussano alla sua porta… In un’Irlanda di travolgente bellezza, “Ai tempi del vecchio Dio” esplora le radici profonde dell’amore, della memoria e del dolore, tra scandali e segreti a lungo nascosti. Tom Kettle, ex sergente della polizia irlandese in pensione, dovrebbe godersi il meritato riposo di chi ha conosciuto il crimine fin troppo da vicino e può finalmente aspirare a una vita di contemplativa solitudine, guardando il mare dalla sua comoda poltrona di vimini. Eppure non è così. Perso nei suoi ricordi, instabili, frammentari, talvolta confusi, Tom riceve un giorno la visita di due agenti che chiedono la sua collaborazione su un vecchio caso irrisolto. Le indagini che lui stesso aveva condotto decenni addietro legate a un orrendo caso di pedofilia richiedono rinnovata attenzione. Rivangare il passato è quanto mai doloroso, perché la vicenda, con i suoi più scabrosi risvolti, non è solo quella dei documenti ufficiali: è anche la storia personale di Tom e di sua moglie June, dei loro figli Joe e Winnie, e del grave peso che tutti hanno dovuto sostenere. I dettagli che riaffiorano via via nella mente di Tom, trasportati dalle stesse correnti che agitano la superficie del mare d’Irlanda, ricompongono un’indicibile verità. E allora non basta coltivare la memoria dell’amore nelle sue forme più pure, non basta stupirsi di fronte alla volitiva, indomabile natura del clima irlandese: la squallida brutalità della violenza umana, in tutte le sue sfumature più abiette e perverse, è sempre in agguato. Solo l’instancabile difesa dell’innocenza può salvare il mondo. | |||
LA VITA ACCANTO | Rebecca è nata irreparabilmente brutta. Sua madre l’ha rifiutata dopo il parto, suo padre è un inetto. A prendersi cura di lei, la zia Erminia, il cui affetto però nasconde qualcosa di terribile, e la tata Maddalena, affettuosa e piangente. Ma Rebecca ha mani bellissime e talento per il piano. Grazie all’anziana signora De Lellis, Rebecca recupera un rapporto con la complessa figura della madre, scoprendo i meccanismi perversi della sua famiglia. E nella musica trova un suo modo singolare di riscatto, una vita forse possibile. La Veladiano racconta senza sconti l’ipocrisia, l’intolleranza, la crudeltà della natura, la prevaricazione degli uomini sulle donne, l’incapacità di accettare e di accettarsi, la potenza delle passioni e del talento. | |||
UNA CASA NEL BOSCO | Se si fa squadra si vince! Inga Moore ce lo insegna popolando i suoi boschi di una magnifica comunità di animali tutti diversi, ma tutti molto socievoli. Quando Alce e Orso demoliscono per sbaglio le due casette dei due piccoli maiali, i quattro amici si ritrovano a ragionare di un’altra soluzione abitativa: una grande casa che li possa ospitare tutti? La saggezza impone che ognuno faccia il proprio mestiere e la valente squadra di castori costruttori, chiamata da Alce, si mette all’opera per mettere in piedi una villetta con i fiocchi. Un bosco tutto da esplorare, una villa tutta da arredare e una storia sulla collaborazione, sulla convivenza e sul senso profondo del detto: home sweet home! Età di lettura: da 4 anni. | |||
LA PARTITA DECISIVA | Antonio ha nove anni, è un super appassionato di basket e sogna di diventare un grande giocatore come Nicolò Melli. Quando la sua famiglia lascia il centro della città per trasferirsi in periferia, però, si ritrova di colpo senza nemmeno una palestra in cui allenarsi. In quel posto dove nessun ragazzino ha mai visto una palla a spicchi, Antonio vuole convincere i suoi due nuovi amici, Karim e Francesca, a provare il suo sport preferito. Decide allora di allestire un intero campetto da basket riciclando i rifiuti di un’area abbandonata, rimasta sino a quel momento nascosta dietro agli alberi del parco. Peccato che quella sia proprio la “base operativa” dei bulli del quartiere, per nulla intenzionati a condividere il loro territorio… Ma Antonio non è tipo da arrendersi e così, per conquistare il diritto a usare il campetto costruito con tanto impegno, sfida il capo della banda a… una partita di basket! Mentre il gran giorno si avvicina, e tutto il quartiere si prepara ad assistere all’attesissimo match, un nuovo, imprevedibile ostacolo si para davanti al trio di amici, ma anche ai loro avversari. Per superarlo ci sarà bisogno di unire le forze e, magari, chiedere un aiuto speciale proprio a Nik! Età di lettura: da 8 anni. | |||
LA BALENA PERDUTA | Quando Rio viene mandato in California a vivere con una nonna che conosce a malapena, si sente completamente solo. Ma tutto cambia quando incontra Marina, una ragazza che gli svela il segreto delle maestose balene grigie che migrano nelle vicinanze. E lì, al limite dell’incredibile immensità dell’oceano, Rio stringerà un legame inscindibile con Becco Bianco, gigantesca regina del mare. Ma quando Becco Bianco scompare, Rio dovrà rinunciare a una parte di sé e intraprendere un pericoloso viaggio per ritrovarla… Un’impresa travolgente per salvare il pianeta, una storia di amicizia sulla connessione tra un ragazzo e una balena e su un legame che li renderà entrambi liberi. Immergiti in questa avventura profonda e affascinante come l’oceano! Età di lettura: da 9 anni. | |||
ONE MORE TIME | Le seconde possibilità non capitano, ce le costruiamo. Ma come trovare il coraggio di provarci ancora una volta? Hai mai commesso un errore così grave da sentirti perduto, incapace di rialzarti? Ti sei mai trovato a fine corsa, dopo un fallimento rovinoso che non osi confessare a nessuno? In questo libro Luca Casadei, autore del podcast rivelazione «One More Time», ci mette faccia a faccia con persone che hanno dovuto affrontare i propri demoni per diventare quello che sono oggi. Persone che hanno sbagliato, a volte in modo imperdonabile, e tuttavia hanno trovato la forza di rimettersi in piedi. Attraverso le loro storie, Luca ci trasmette le emozioni vissute quando tocchiamo il fondo, donandoci gli strumenti necessari per trasformare le cadute in occasioni per spiccare il volo. Perché tutti ci facciamo male, ma c’è sempre un modo per rinascere. Nicoletta Amato; Benji; Guido Brera; Nathaly Caldonazzo; Giuseppe Caprotti; Gianluca Gotto; Mario Maccione; Danika Mori; Capo Plaza; Roberto Saviano. | |||
IO E KIRA | Kira è una cagnolina straordinaria. Ha conquistato il cuore di Noel dal primo momento in cui si sono incontrati. Perché Kira non giudica. Quando lui è in difficoltà, Kira è lì per ricordargli che si può solo fare del proprio meglio. Quando lui vede solo buio, Kira è pronta a illuminargli la strada. Una storia commovente di amicizia e amore, un racconto tenero e meravigliosamente illustrato che ci insegna ad abbracciare gli alti e bassi, la felicità e la tristezza, l’oscurità e la luce che fanno parte della vita. Un libro che promette di spezzarti il cuore e di ricomporlo ancora più forte di prima. | |||
LA MIA MUSICA | Che cos’è la musica? Per Frida, da sempre immersa nel mondo dei suoni, è molto più di una passione. Presenza fissa e compagna fedele, è diventata nel tempo la cifra della sua vita, un filtro per leggere il mondo: «È la mia essenza più profonda, è ciò che sono». A due anni aveva già le mani sul pianoforte, a cinque era capace di suonare a orecchio e adesso che ne ha venti è un’artista di successo. Curiosa, determinata, appassionata: queste pagine sono un omaggio alla musica, che è per lei un ponte tra le persone, un dialogo che non conosce barriere. Nel suo caso, neanche l’ipovisione ha rappresentato un ostacolo: «Anzi, ascoltare e suonare è stato un aiuto nella crescita. Usare le orecchie al posto degli occhi, le note al posto dei colori è stato fondamentale nel mio rapporto con il mondo». Con uno sguardo giovane eppure lucidissimo, Frida ci racconta la sua formazione musicale, le prime esperienze, il rapporto con il pubblico, il concetto di «genere» e la sua evoluzione, il legame quasi viscerale con i suoni. Aneddoti, consigli musicali (e non), un racconto che dal personale si allarga all’universale: questo libro è una piccola storia della musica, l’arte inclusiva per eccellenza. | |||
LA SOCIETA’ DEL PRESSAPPOCO | Stiamo passando dal mondo della precisione a quello del «pressappoco», guidati da un inconsapevole rifiuto della funzione ordinatrice del pensiero: persino la scienza ammette di non giungere alla «verità» ma solo a conclusioni parziali e provvisorie. I dialoghi del tempo presente sono dominati da una continua contrapposizione che fa emergere quanto ci divide e nasconde ciò che ci unisce. Domina la percezione d’impotenza esistenziale, siamo immobilizzati dal limite che sconfina nella frustrazione. L’incertezza emerge anche nel linguaggio: si pensi alla questione del «sesso delle parole» e alla proliferazione di neologismi che ci portano a parlare per non intenderci. Il pressappoco ci minaccia poiché la delinquenza nel contesto sociale è diventata «normale» e la legge un rifermento per evaderla. Il mondo virtuale delle tecnologie digitali sta cancellando quello concreto e genera preoccupanti comportamenti dissociati negli adolescenti. La paranoia dei potenti della Terra vede la sovrapposizione del delirio di onnipotenza a quello di persecuzione, e minaccia guerre di conquista e distruzione in cui scompare il vincitore e il vinto. Vittorino Andreoli, attento studioso del comportamento umano, ci pone di fronte a un variegato e poderoso ritratto dell’uomo contemporaneo e della sua attività mentale, perché si possa prenderne consapevolezza e cercare di porre il nostro cervello nella direzione evolutiva e cognitiva. Per evitare un pressappoco che avrebbe il senso dell’agonia della nostra straordinaria civiltà umana. | |||
IL RICORDO DI UN SOGNO | Più di cinquant’anni fa una bambina trova una foto nascosta in un baule pieno di vestiti e comincia a fare domande a sua madre. “Dimmi cosa ti è successo, io sono qui. Raccontami, che io ti ascolto, e crederò a tutto quello che mi dici. Non avere paura del buio, io ci sono.” È così che Bruna, la madre di Rosi, ascolta la storia della sua famiglia, delle sue donne e della loro sofferenza tramandata da generazioni. Poi a sua volta, moderna Sherazade, la racconta a sua figlia, passandole il testimone di un sogno che è quello di ricomporre la vicenda complicata di una famiglia dispersa, di ritrovarla anche solo nelle parole, di tenerla in vita anche solo nella scrittura. Seguendo il consiglio di Virginia Woolf di pensarci attraverso le nostre madri, Rosi Braidotti raccoglie una molteplicità di voci, attingendo a un archivio stratificato di fonti e mettendosi in viaggio per mezzo mondo. Ricostruisce da una parte «la piccola repubblica dei Braidotti», socialisti di Latisana, dall’altra il ramo fascista, tra Friuli, Austria e Cecoslovacchia. Il risultato è la storia suggestiva di una compagine di parenti che, da Buenos Aires all’Australia, testimoniano la dispersione che segna tante famiglie di italiani con la valigia, a dimostrazione di come l’identità sia sempre una fitta rete di relazioni, ricca di differenze, multipla, aperta e interconnessa. “Il ricordo di un sogno” è la storia scompigliata e selvaggia di una famiglia che continua a vagare, in cui risuona un’irruenza non priva di dolore ma sempre gioiosa, con la certezza assoluta che solo in un confronto perenne con il passato possiamo ridisegnare nuove potenzialità di vita. | |||
LA FINE DELL’IMPERO AMERICANO | È davvero la fine del “secolo americano”? Ci stiamo dirigendo verso un nuovo disordine mondiale, sempre più pericoloso e instabile, in cui dittatori come Putin e Xi sfideranno sempre più a viso aperto le democrazie occidentali? L’appassionante racconto di Alan Friedman ripercorre l’ascesa del dominio americano dalle origini fino al suo crepuscolo, quando dittatori conclamati e nuovi leader dispotici più o meno “mascherati” da statisti cercano di riempire il vuoto di potere lasciato dall’indebolimento della guida a stelle e strisce. Con uno stile veloce e appassionato, Friedman racconta la parabola fulminea di un “impero” dalla durata brevissima, poco più di 80 anni, dipinge i ritratti vividi e minuziosi dei suoi presidenti, e li inchioda ai gravi errori delle loro amministrazioni: da Franklin Delano Roosevelt a John F. Kennedy, da Jimmy Carter a George W. Bush, da Barack Obama a Joe Biden. Questo libro rivela il fallimento della leadership americana in alcuni snodi cruciali della storia, ci porta dietro le quinte dell’America di Donald Trump e Kamala Harris – un paese diviso come mai prima era accaduto – e anticipa gli scenari che dovremo affrontare nei prossimi anni: gli effetti del Nuovo Disordine Mondiale metteranno alla prova i nostri valori, in America come in Europa. Il destino dell’una determinerà il destino dell’altra, e del mondo intero. | |||
LUI, LEI E IL PARADISO | Nell’arco di una vita Dino Solbiati si è costruito una fortuna diventando un grande imprenditore conosciuto in tutto il mondo per la generosità e la simpatia. Come un sovrano vive circondato da uno stuolo di amici e collaboratori dei quali non può fare a meno, perché teme la solitudine. Un giorno, ormai anziano, si ritrova da solo, seduto in poltrona e vestito con raffinata eleganza, in un luogo misterioso circondato dal nulla. Smarrito e stanco si assopisce. Lo ridesta un fruscio lieve e vede comparire un’esile figura di donna anziana: è scalza, indossa un pigiama punteggiato da bianche stelline luminose e avanza lungo una scia di piccole nuvole. Gli si avvicina e si presenta: «Dottor Solbiati la disturbo? Sono Stella Recalcati». Lei è una scrittrice di romanzi popolari costantemente assetata di storie nuove. Gli spiega che si trovano entrambi in Paradiso e, curiosa com’è, lo induce a parlare di sé. Emerge così una biografia ricca di avventure fra intrighi e passioni che trascinano il lettore, coinvolgendolo nelle trame di un’esistenza incredibile. Una madre adorata che porta con sé un segreto scottante e ha condizionato il suo rapporto con le donne: i suoi flirt, i colpi di fulmine, le amanti e le mogli che prima vengono messe su un piedistallo, esibite e protette, e poi sostituite da nuovi amori, seguendo la sua insaziabile brama di vita. Una storia intensa e struggente che scava nell’animo umano, mettendo a nudo le contraddizioni di un’esistenza vissuta intensamente, con un incontenibile desiderio di conquistare tutto e tutti. | |||
LE VERITA’ SPEZZATE | Il grande regista de “Le verità spezzate”, Manlio Parrini, ha deciso di tornare dietro la macchina da presa. Celebrato da pubblico e critica, all’apice del successo aveva abbandonato il cinema perché gli sembrava “un posto senza verità”. Ma ora, superati i settant’anni, ha in testa una storia speciale: un film su Augusto De Angelis, pioniere del giallo italiano negli anni Trenta. La morte violenta di Augusto De Angelis – un uomo libero senza libertà – è, per il Maestro Parrini, un caso irrisolto, che puzza di ingiustizia e ottusa censura fascista e che oggi più che mai deve essere raccontato. Ma proprio quando il regista ha trovato un produttore per il suo progetto e avviato la stesura della sceneggiatura insieme all’amica e complice Sara De Viesti, un altro giallo irrompe nella sua vita: l’omicidio dell’anziana vedova Bastoni, proprietaria della villa adiacente a casa sua. La stampa, avida di notizie, si getta sul caso e gli inquirenti si muovono tra mille ostacoli e condizionamenti, e anche Parrini si sente attratto da questo omicidio, che gli ricorda un delitto d’altri tempi, di quelli usciti dalla penna del suo Augusto De Angelis. Un giallo di ieri che contiene un giallo di oggi, legati a doppio filo da una riflessione sui condizionamenti che tutti subiamo, sui limiti delle nostre libertà, così spesso spezzate. | |||
SETTEMBRE NERO | Il fiore non sa di essere un fiore finché non fiorisce. Settembre nero racconta la fioritura di un ragazzo di dodici anni, Gigio Bellandi, durante un’estate in Versilia nel 1972: la scoperta della musica, della lettura, dell’inquietudine, del desiderio, dell’amore – e poi di tutto questo l’impensabile, fulminea interruzione. Ricostruisce con plastica precisione le immagini, gli odori, i colori e i suoni che animavano quella vita andata perduta, e con vaghezza, invece, perché subìto senza tante spiegazioni, l’evento irreversibile che la travolge. Intorno a Gigio, vittime e colpevoli mescolati insieme, in una costellazione di personaggi struggenti e indimenticabili: il padre-tritone, la madre-leonessa, l’eroica sorellina e i due principali responsabili del suo improvviso sbocciare: lo zio Giotti, misterioso, timidissimo e purissimo Maestro della Forza, e Astel Raimondi, la ragazzina dalle treccine “nere come onice nera”, che fa in tempo a marchiarlo col segno indelebile dell’amore. Ma è anche un romanzo sul potere evocativo delle parole – muflone muflone muflone muflone muflone – e su quello seduttivo e salvifico della lingua, perché racconta l’esplosione di un talento puro e sorprendente, anch’esso destinato a durare per sempre: quello per la traduzione. La voce narrante è dello stesso Gigio, dal monte ventoso dei suoi sessant’anni, perché evidentemente ce l’ha fatta a risanare la ferita e ad andare oltre, cioè a “tradurre” alla fine anche se stesso, diventando così l’ultimo degli “eroi normali” tanto cari a Veronesi. | |||
LA GATTA E IL GENERALE | Nel dicembre del 1994, una truppa delle forze armate della Federazione Russa è di stanza in un villaggio del Caucaso con l’obiettivo di placare i separatisti ceceni. Da quelle montagne, dove i clan la fanno da padroni e la guerra minaccia di schiacciare ogni speranza di libertà, Nura sogna di fuggire. Ha diciassette anni, ed è bellissima. Una notte, davanti agli occhi di un giovane soldato, testimone e forse complice, la ragazza cecena è vittima di una feroce violenza. Vent’anni dopo, quel soldato idealista che si rifugiava nella letteratura è diventato il Generale, un uomo dal cuore duro e dal pugno di ferro che ha scalato i ranghi della società russa fino a diventare un ricchissimo oligarca e a disporre di tutto il potere che gli serve. Un giorno, mentre sfreccia per le strade di Berlino, vede la Gatta e ne rimane fulminato: ai suoi occhi, l’attrice di origine georgiana è una spaventosa copia di Nura. In quell’istante, il Generale decide che è arrivato il momento della resa dei conti. Ora potrà finalmente riportare ordine in una vicenda che ha segnato la sua vita, mettendo a tacere il ricordo della più crudele delle notti. L’oligarca russo e l’attrice di Tbilisi, che un giornalista incaricato di raccontare tutta la storia ha fatto incontrare, arrivano così a intrecciare i loro destini in un gioco fatale. Come nel suo celebre romanzo L’ottava vita (per Brilka), e poi ancora nella Luce che manca, ispirandosi alla testimonianza sulle guerre cecene di Anna Politkovskaja, Nino Haratischwili torna a guardare negli abissi che si celano sotto le macerie dell’impero sovietico e, in un racconto carico di tensione, narra della guerra sul campo e nelle menti delle persone, di delitto e castigo, di crimine ed espiazione, di vendetta, tradimento, morte e amore. Narra soprattutto del desiderio di redenzione, perché nessuno può togliere la colpa a qualcun altro, nessuno può, così semplicemente, cancellarla. | |||
BAMBINO | Siamo a Trieste, la guerra è appena finita. Un uomo beve un caffè al bancone del bar. Qualcuno lo chiama, lui si gira ma sente già la canna di una pistola puntata contro la schiena. Tutti lo conoscono come «Bambino»: è stato la camicia nera più spietata della città. «Ho ucciso e fatto uccidere. Ho sempre cercato di stare dalla parte del più forte e mi sono sempre ritrovato dalla parte sbagliata». Una storia veloce quanto un proiettile che attraversa guerre, confini, tradimenti. Come in “Resto qui”, Marco Balzano torna al grande romanzo storico e civile. E lo fa con il suo personaggio più duro, impossibile da dimenticare. Mattia nasce a Trieste nel 1900. La sua infanzia irrequieta, forse, è già un presagio: un fratello che parte per l’America, un amico che presto lo abbandona. Quando scopre che la donna che lo ha cresciuto non è la sua vera madre, dentro di lui qualcosa si spezza e nel petto divampa un fuoco freddo che non saprà mai domare. L’ingresso tra le file degli squadristi è una conseguenza quasi naturale. Nonostante il soprannome che gli hanno affibbiato per il suo viso da fanciullo, «Bambino», Mattia ostenta una ferocia da boia. Ma prima ancora dell’ideologia, prima della violenza e della brutalità antislava, il motivo per cui indossa la camicia nera e batte palmo a palmo le terre contese è la speranza di ritrovare quella madre senza nome né volto. La ricerca di una donna che non ha mai conosciuto diventa il senso di tutto. Suo padre, un vecchio orologiaio sicuro che le persone si possano riparare come gli ingranaggi, è l’unico a conoscere la verità ma la tiene sigillata in un silenzio blindato quanto una cassaforte. Nella frontiera d’Italia più dilaniata, la vita di Bambino scivola su un piano inclinato: ogni giorno una nuova spedizione, un nuovo assalto, una nuova rapina. E poi, tutto d’un fiato, lo scoppio della guerra, i nazisti in città, l’occupazione jugoslava di Trieste, le foibe. Un’esistenza vissuta da cane sciolto, scandita da un implacabile conto alla rovescia. Un romanzo palpitante in cui il giudizio – anche di fronte alle azioni più estreme – è sempre fuori scena. Con una scrittura trascinante e tagliente, Marco Balzano torna a indagare il rapporto tra individuo e collettività, tra le scelte personali e i grandi rivolgimenti della Storia. «La vita è aggredire o difendere, distruggere o prendersi cura». | |||
IL NONNO KILLER | Mariole è un ex sicario professionista, anziano, malato di Alzheimer, in fuga dalla casa di riposo perché ha un’ultima missione da compiere. Se solo ricordasse qual è… Mathilde è una giovane donna disperata, vittima di pornografia non consensuale: il mondo le è crollato addosso da un giorno all’altro. In fuga da sé stessa, ancora non sa di avere una missione da compiere… L’incontro fra i due dà origine a una scoppiettante avventura on the road: imparando a conoscersi, a fidarsi l’uno dell’altra, ad aiutarsi, Mariole e Mathilde troveranno la forza per affrontare i propri fantasmi, attraversando una rocambolesca serie di peripezie mentre scorrazzano tra Parigi, la Normandia, la Bretagna a bordo di una vecchia Renault Dauphine, sempre accompagnati dalla fedele maialina Chonchon. Ci sono un mistero da risolvere e una vendetta da portare a termine, e niente potrà fermarli. Dopo “Centenaria con la pistola”, Benoît Philippon conferma la propria eccezionale capacità di far convivere con stupefacente equilibrio, all’interno di un noir, acre umorismo, momenti commoventi e un solidissimo impegno nell’affrontare temi di scottante attualità. | |||
ELSEWHERE | Liz non sa com’è finita ad Altrove. Sa solo che non può più tornare indietro ed è quindi obbligata a restare in quello strano posto fatto di spiagge bianche, palazzi eleganti, negozi affollati; un posto in cui lei non conosce nessuno e in cui nessuno può ammalarsi, né invecchiare, né morire. E il motivo è semplice: sono già morti. Proprio come Liz, che è rimasta vittima di un incidente d’auto. Adesso, come tutti gli abitanti di Altrove, diventerà sempre più giovane, fino a tornare neonata, pronta per essere rimandata sulla Terra. Solo che Liz vorrebbe compiere sedici anni, non averne di nuovo quattordici. Vorrebbe imparare a guidare, andare all’università, provare sulla propria pelle l’emozione del primo amore, non ripercorrere un’infanzia che non vedeva l’ora di abbandonare. Vorrebbe riabbracciare i genitori e il fratellino, non essere costretta a fare conversazione con una nonna mai incontrata prima. In altre parole, non è pronta a lasciare andare una vita che non ha mai avuto nemmeno il tempo di assaporare. Però a poco a poco scoprirà che anche questa esistenza al contrario può essere piena di gioia e di sorprese… | |||
NELLA CASA DEL LEONE | Shizuku ha un solo desiderio: riposare contemplando il mare. Sprofondare in un sonno dolce e tranquillo, senza le braccia affollate di aghi e tubicini, i fedeli compagni delle sue giornate. Se la sua malattia ha un esito certo, il finale che Shizuku ha scelto di scriversi è il suo piccolo spazio di libertà. Per questo ora un traghetto la sta conducendo lontana dalla città, alla Casa del Leone. L’isoletta che ospita la residenza ricorda una meringa, vaporosa e sottile: il luogo ideale dove riempire gli occhi di bellezza e di energia lo spirito. Un porto sicuro in cui i clamori terreni non esistono e c’è posto solo per i sentimenti più genuini dei suoi abitanti, a cominciare da Madonna, la signora pacata e gentile che gestisce la Casa. Lì Shizuku spera di vivere nel modo più autentico il tempo che le è concesso. Non immagina quante sorprese la Casa abbia in serbo per lei: un amore meraviglioso, la scoperta dell’amicizia vera, la magia dei piccoli rituali. Come quello della domenica pomeriggio, quando a turno ognuno condivide con gli altri il piatto preferito dell’infanzia. Una madeleine dolceamara che innesca ondate di nostalgia e voglia di vivere, che gli ospiti assaporano insieme aggrappandosi al gusto dei dolcetti di tofu e arachidi, dei botamochi, della torta di mele. Con la sua scrittura delicata e inconfondibile, Ogawa ci conduce in un racconto poetico e profondo, e spalanca per noi una via verso la semplice gratitudine di esistere. | |||
L’INSAZIABILE | Caricamento in corso… | |||
LA DONNA DI SCORTA | Caricamento in corso… | |||
ROSY UNA GATTINA RIBELLE | Caricamento in corso… | |||
APPRENDISTA CERCASI | Caricamento in corso… | |||
I MIEI VICINI SPORCELLI | Caricamento in corso… | |||
WILD HOPE | Caricamento in corso… | |||
DENTRO DI ME C’E’ UN POSTO BELLISSIMO | Caricamento in corso… | |||
CALCIO E PEPE | Caricamento in corso… | |||
MORGANA | Caricamento in corso… | |||
LEGO UNA STORIA DI FAMIGLIA | Caricamento in corso… | |||
IL GIARDINO E LA CENERE | Caricamento in corso… | |||
RISPLENDO NON BRUCIO | Caricamento in corso… | |||
ONDA DI TEMPESTA | Caricamento in corso… | |||
LA CITTA’ E LE SUE MURA INCERTE | Caricamento in corso… | |||
QUATTRO FRATELLI PER UN DELITTO | Caricamento in corso… | |||
IL PENDIO DEI NOCI | Caricamento in corso… | |||
UN’INDICIBILE TENEREZZA | Caricamento in corso… | |||
SE MI AMASSI DAVVERO | Caricamento in corso… | |||
IL ROBOT SELVAGGIO | Quando Roz apre gli occhi per la prima volta, scopre che è sola su un’isola remota e selvaggia. Perché è lì? Da dove è venuta? E, cosa più importante, come sopravvivrà in quell’ambiente difficile? Rozzum unità 7134 è un robot femmina programmata per sopravvivere in qualsiasi condizione. Un giorno si sveglia su un’isola dopo il naufragio della nave su cui viaggiava. Con estrema fatica e determinazione, Roz impara il linguaggio degli animali, si costruisce una casa e adotta un’ochetta rimasta orfana con cui instaurerà un profondissimo legame. Ma, in un mondo lontano governato dalla tecnologia qualcuno la sta cercando, e non è disposto ad arrendersi senza combattere… Un libro illustrato, una storia profonda, tenera e travolgente sull’accettazione del diverso che dimostra come, ove esista rispetto e amore, sia possibile coesistere in armonia quando le differenze si trasformano in nuove possibilità. Età di lettura: da 9 anni. | |||
QUANTI MIRACOLI | Tanner Hughes è stato cresciuto dai nonni ed è diventato un ranger dell’esercito. Ha trascorso tutta la vita all’estero, sempre pronto a partire per la prossima avventura, un po’ meno a mettere radici e sistemarsi. Tutto cambia quando la nonna, prima di morire, gli rivela il nome del padre che non ha mai conosciuto e dove trovarlo. E così Tanner parte per Asheboro, in North Carolina. È in città da meno di ventiquattr’ore quando incontra Kaitlyn Cooper, dottoressa e mamma single, e tra loro scatta subito una connessione inaspettata, entrambi così misteriosi e affascinanti l’uno agli occhi dell’altra. Il loro destino si intreccerà presto con quello di Jasper, ottantenne perseguitato da un tragico incidente avvenuto decenni prima, che vive da solo, con il vecchio cane Arlo. È determinato a salvare dai bracconieri un cervo bianco avvistato nella foresta, una creatura leggendaria che ha ispirato suo padre e suo nonno. Nessuno dei tre si aspetta certo un miracolo… ma potrebbe essere proprio questo che cambierà la loro vita per sempre. Dall’amatissimo autore bestseller mondiale, un nuovo romanzo emozionante e potente sui viaggi che intraprendiamo per conoscere noi stessi e coloro che incontriamo e che toccano il nostro cuore lungo il cammino. | |||
IL VENTO E’ UN IMPOSTORE | Si può costruire un’intera vita su una bugia? Yefim lo ha fatto. E lo rifarebbe mille volte, perché della sua vita non cambierebbe nulla. Ha una moglie che lo tiene ancora per mano. Dei figli orgogliosi delle loro radici. Dei nipoti che credono che il nonno sia un eroe, perché tornato dalla guerra. Eppure, Yefim si domanda cosa farebbero i suoi famigliari se sapessero del segreto che nasconde da anni. Un segreto celato in una valigia che ora, all’insaputa di tutti, Yefim sta bruciando perché non ne rimanga traccia. Nessuno deve conoscere la storia del giovane, pieno di sogni e speranze, costretto a indossare un’uniforme e combattere i nazisti. Nessuno deve sapere del filo spinato, della fame, del freddo. Soprattutto, nessuno deve sapere del giorno in cui ha dovuto compiere una scelta impossibile: fingere di non essere ebreo per sopravvivere. Quel giorno terribile in cui ha iniziato la sua esistenza controvento, rinnegando sé stesso. Una condizione da cui è scappato con un’altra bugia, pur di tornare a casa. Ma, adesso, è proprio in casa sua che questi segreti stanno per essere riportati alla luce. Yefim avverte nell’aria lo stesso odore di tempesta dei cieli solcati dagli aerei. Ma la storia non può essere cancellata dalle fiamme. Perché quei periodi bui devono essere raccontati, anche quando è difficile. Soltanto così i sommersi non saranno solo polvere portata dal vento. Un romanzo ispirato a una storia vera, che interroga il lettore su cosa voglia dire essere un «salvato», come spiegava Primo Levi. Un libro che racconta un aspetto poco noto della tragedia della Seconda guerra mondiale. In quel passato, ci sono le domande e le risposte che oggi, forse più che mai, non vanno dimenticate. | |||
FIGLIA DEL TEMPORALE | È il 1974, Hira ha tredici anni ed è appena rimasta orfana. Deve lasciare la sua città, Tirana, e la casa in cui è cresciuta per raggiungere gli unici parenti disposti ad accoglierla. La famiglia dello zio Ben vive in un villaggio sui monti nel Nord del paese, una piccola comunità di pastori che sembra cristallizzata nel tempo, dimenticata persino dal regime comunista che da trent’anni tiene in scacco l’Albania. Lassù si vive ancora secondo i dettami del Kanun, il codice tradizionale della montagna. Piano piano Hira si adatta alla sua nuova vita: dalla cugina Danja impara a fare il bucato al fiume e a occuparsi degli animali, dal cugino Astrit a orientarsi nel bosco e a camminare in silenzio per ore. Astrit ha smesso di parlare quand’era bambino, da allora si esprime a gesti e ogni tanto sale sulle montagne e sparisce per giorni. Per questo al villaggio lo considerano strano, una specie di animale selvatico. Crescendo, Hira e Astrit trovano una lingua tutta loro per capirsi, fatta di sguardi, carezze e morsi che a volte sembrano baci. Quando a Hira viene imposto un matrimonio combinato, sceglie l’unica via di fuga ammessa dalla legge della montagna: rinunciare alla propria femminilità e diventare una burrnesh, una vergine giurata. E così a vent’anni prende il nome di Mael: si veste come un uomo, lavora come un uomo, beve e fuma come un uomo. L’intero villaggio la tratta – e la rispetta – come un maschio. Diversamente dai maschi, però, deve rimanere sola e casta. Eppure sotto la pelle di Mael talvolta riaffiorano, ribelli e vitali, i desideri e le emozioni di Hira. A quanta parte di ciò che siamo possiamo rinunciare per inseguire una vita che ci appare più libera? E di cosa è fatta quella libertà se non possiamo essere noi stessi alla luce del sole? Come i suoi personaggi, Valentina D’Urbano non ha paura di oltrepassare limiti e confini, di farsi domande dolorose e di cambiare pelle per rimanere fedele a se stessa. Il risultato è un romanzo coraggioso sul corpo e il desiderio delle donne e sul bisogno che la società patriarcale ha da sempre di controllarli. E, al tempo stesso, la più travolgente delle sue storie d’amore. | |||
DIMMI DI TE | Che fine avrà fatto il nostro primo, disperato amore? E la più desiderata della scuola? Il ribelle? Saranno rimasti all’altezza dei loro sogni? Saranno riusciti a non tradire chi sono? Con l’originalità che l’ha resa unica, Chiara Gamberale racconta l’impresa più straordinaria e terribile: fare pace con la persona che siamo diventati. «E tu? Tu come hai fatto? A tenere insieme quello che ti fa splendere e quello che ti consuma, a scegliere, a puntare tutto su un solo momento, su quell’incontro? Come fai, giorno dopo giorno dopo giorno, a rimanere fedele alla tua scelta, a lasciare un po’ di spazio per lo sperpero senza però permettergli di svuotare tutto di significato? Dove la metti la rabbia che avevi, dove le metti le voglie, come lo nascondi il terrore di invecchiare e la preghiera che, se deve succedere, che succeda subito, senza obbligarti prima a prendere delle decisioni? Dimmi di te». Ci sono momenti, nella vita, che somigliano a una palude: andare avanti sembra impossibile, possiamo solo lasciarci affondare. Succede a Chiara, quando si ritrova madre quasi per caso e si trasferisce con la figlia in un quartiere di famiglie “normali”, fedeli a regole che lei ha sempre rifiutato. Abituata a vivere come un’eterna adolescente e affamata di emozioni, non sopporta quella quiete fittizia e presto non riesce più a lavorare, ad amare, a confidare nel futuro. Ma il casuale incontro con un amico che non vedeva dai tempi del liceo le fa venire un’idea: ricontattare le persone che mitizzava quando adolescente lo era davvero. Per chiedere: e tu? La sopporti, la palude? Sei riuscito a crescere, senza rinunciare a chi sei? Mi spieghi come si fa? Così va a trovare la più desiderata della scuola, il rappresentante d’istituto rivoluzionario, il bravo ragazzo che forse avrebbe potuto salvarla da sé stessa, il tormentato che a sé stessa la condannava… E a ogni incontro la tensione sale, perché passato e presente si mescolano, fino a costringerla a un faccia a faccia con la tremenda verità che si ostinava a evitare. Chiara Gamberale, portavoce dei nostri segreti più profondi, ci regala un’indagine in forma di romanzo sul modo impacciato, tenace o incosciente con cui rimaniamo in bilico fra i sogni che avevamo e la vita che facciamo. E inventa per tutti la possibilità di trasformare una palude nel mare aperto. | |||
DI FIORE IN FRUTTO | Questo libro vuole essere un inno alla pazienza della natura e delle stagioni, capaci di donarci boccioli di meraviglia, alberi in festa, già con la fioritura. Vuole essere anche un invito all’attenzione, forse la più grande forma d’amore, per i germogli e per i sogni che la primavera dona già ai nostri occhi. Abbiamo seguito il calendario di fioritura e accompagnato il gioco divulgativo, percettivo, poetico e sonoro con attività laboratoriali e piccole ricette, per gustare insieme e in modo multi-sensoriale la meraviglia dai fiori ai frutti. Simbolica la scelta di otto piante, per richiamare il segno di infinito nell’otto rovesciato, ed è ciò che potrebbe accadere allenando lo sguardo: il gioco potrebbe continuare senza fine. Le canzoni accompagnano ogni albero. | |||
SULLE ALPI | “Le strade si ramificano in strade più piccole e in sentieri ancora più piccoli”, ha scritto Milan Kundera. “Per i sentieri vanno i boscaioli. Sulle strade ci sono panchine dalle quali si vede un paesaggio pieno di pecore e mucche al pascolo. È l’Europa, è il cuore dell’Europa, sono le Alpi.” Daniele Zovi in questo libro si mette in cammino tracciando un itinerario che è anche interiore, alla scoperta di un mondo vicino e al tempo stesso lontano, simbolico e reale. Racconta gli erbari di Camillo Sbarbaro, lichenologo di fama internazionale oltre che poeta: dei veri e propri “campionari del mondo” perché, come scriveva, “far raccolta di piante è farla di luoghi”; e poi il passo del Monginevro, quello probabilmente attraversato da Annibale e i suoi elefanti; la luce del Monte Bianco descritta da Goethe; la comunità walser a Macugnaga; le sculture di Marco Martalar: leoni, aquile, draghi costruiti con i resti dei boschi devastati dalla tempesta Vaia. Osserva la natura, ascolta gli animali, scopre il silenzio, immagina le vite degli altri: quello che racconta è un percorso sentimentale e conoscitivo che appare inesauribile. | |||
DR. QUATTRO ZAMPE | Un libro divertente e leggero, ma al tempo stesso informato e serio, che esplora il comportamento dei gatti e ci insegna a capirli, a interpretare il loro linguaggio, la loro postura, a entrare in un rapporto con loro che sia attivo e soddisfacente per entrambi. Il gatto è un animale misterioso che ha una lunghissima storia dietro le spalle. Considerati sacri dagli antichi egizi e persino dotati di poteri magici, ora condividono i nostri spazi e la nostra vita come creature domestiche. Ma, nonostante l’amore per i divani, non hanno perso le loro caratteristiche di cacciatori, che spesso esibiscono con orgoglio, consegnandoci le loro piccole prede. Dal tono dei suoi “miao” alla posizione che assume, fino a come tiene la coda, sono molte le sfumature con cui il gatto si esprime e ci dice quello che vuole in quel momento, quello che gli piacerebbe ricevere da noi. Perché sì, il gatto ci chiede, ci chiede cibo, attenzione, coccole, o semplicemente di essere lasciato in pace. Oppure ci comunica che non sta bene, che c’è qualcosa che non va, e noi dobbiamo imparare a decifrare i segni del suo malessere e, nel caso, non trascurarli, ma affidare il nostro micio a chi quei segni sa leggere, il veterinario. Dalle situazioni quotidiane agli aspetti clinici più complessi, Luca Buosi ci accompagna in un percorso di crescita e approfondimento in cui, esaminando vari aspetti del nostro felino, ci insegna a occuparci del suo benessere, che in fondo è anche il nostro. Perché il gatto ha molti benefici effetti su di noi, come dimostrano i recenti studi sulla “cat therapy”. Può aiutarci a ridurre lo stress, metterci in una disposizione d’animo più pacata, liberarci dalle paure. | |||
IMPARARE A DORMIRE | È chiaro a tutti, senza bisogno di dati scientifici, che il sonno è un ingrediente irrinunciabile della vita umana: è alla base di una buona salute psicologica, aumenta la capacità di mantenere l’attenzione, migliora la memoria, riduce la stanchezza e l’irritabilità. Dormire è una funzione vitale, come bere e mangiare, che quasi tutti apprendono nei primi anni di vita: se il meccanismo si inceppa è importante ripristinarlo al più presto. Fabio Leonardi, psicologo e psicoterapeuta, ha messo a punto una tecnica rivoluzionaria e molto efficace per sbloccare, senza fare uso di farmaci, gli ostacoli psicologici che ci intrappolano in una veglia continua. Il sonno, infatti, è come un’onda fuori dal nostro controllo: per addormentarci dobbiamo saperla aspettare e abbandonarci a essa. Se non siamo più capaci di dormire bene, questo libro ci spiegherà come imparare a farlo di nuovo: tre regole pratiche molto semplici che, se seguite con costanza, potranno restituirci il sonno perduto. | |||
SOTTO LA PELLE DEL MONDO | Viviamo una fase di egemonia contrastata. Antagonisti sfidano apertamente la supremazia statunitense, senza timore di incappare nella rappresaglia di Washington. I russi invadono l’Ucraina riportando la guerra nel continente europeo, gli iraniani colpiscono Israele tramite Hamas, i cinesi soccorrono Mosca e Teheran, mentre ci ricordano, a ogni esercitazione militare, che Taiwan dovrà tornare a loro, con le buone o con la forza. La Turchia conquista porzioni d’Africa mentre guarda all’Asia Centrale, la Germania è tormentata dalle sue divisioni interne, il Messico prova a stabilire da che parte stare. È dunque necessario immergerci nel mondo e provare a comprenderlo con strumenti nuovi. Ma come? Dario Fabbri ci guida applicando ai massimi temi dell’attualità il metodo della geopolitica umana. In cosa consiste? Nello studiare i popoli adottando il loro sguardo, approfondendo storie, lingue, antropologie, psicologie degli altri. In questo modo potremo comprendere la depressione degli americani, le pulsioni dei russi, le difficoltà dei cinesi, i cambiamenti nelle collettività tedesca e israeliana, il punto di vista di turchi e persiani, le contraddizioni dell’India, il dipanarsi della guerra israelo-palestinese, il perché di Brexit, la sospensione del nostro paese. I grandi eventi hanno cause più profonde di quello che immaginiamo. Dario Fabbri mostra ai lettori la differenza tra ciò che appare in superficie e la reale sostanza del nostro tempo. La crisi morale degli Stati Uniti, il peso di Taiwan, la questione russa, le contraddizioni dell’India, le proteste in Iran, la guerra di Gaza, l’immobilismo del nostro paese. Dodici casi dell’attualità che condizioneranno le nostre vite, studiati con la lente della geopolitica umana. | |||
FRATERNITA’ | «In questo libro, Enzo Bianchi, con la sua abituale profondità umana e intelligenza spirituale, mostra che la fraternità è la vocazione dell’umanità. Siamo tutti fratelli e sorelle in umanità, mortali ma con la consapevolezza di essere viventi per stare in relazione gli uni con gli altri. Il grande dono che possiamo accogliere è l’altro: vicino o lontano, conosciuto o sconosciuto, amico o nemico. Se ci mettiamo accanto, abbiamo sempre di fronte un fratello, una sorella, e sentiamo di avere un’unica vocazione: passare dal dire “io” al dire “noi”, per vivere insieme» (Dalla prefazione di Papa Francesco). | |||
IL DIO DEI NOSTRI PADRI | I nostri padri erano convinti di vivere sotto l’occhio di Dio: la sua esistenza era certa come quella del sole che sorge e tramonta. Oggi abbiamo smesso di crederci, o anche solo di pensarci. E la Bibbia nessuno la legge più. Invece la Bibbia è un libro meraviglioso. Che si può leggere anche come un grande romanzo. L’autobiografia di Dio. Aldo Cazzullo fa con la Bibbia quel che aveva fatto con Dante: ci racconta la storia, in modo chiaro e comprensibile a tutti, con continui riferimenti all’attualità, alla nostra vita, passando attraverso le vicende storiche e i capolavori dell’arte. La creazione, Adamo ed Eva, la cacciata dall’Eden, Caino e Abele, Noè e il diluvio. La storia di Giacobbe che lottò con Dio e di Giuseppe che svelò i sogni del faraone. Mosè, le piaghe d’Egitto, il passaggio del Mar Rosso, i dieci comandamenti. E poi la conquista della terra promessa, da Giosuè che espugna Gerico a Davide che taglia la testa di Golia, da Sansone, l’eroe fortissimo ma tradito dal suo amore, a Salomone che innalza il tempio. Cazzullo rievoca storie dal fascino millenario. E racconta le grandi donne della Bibbia: Giuditta che taglia la testa al condottiero nemico, Ester che salva il popolo dallo sterminio, Susanna che fa condannare i suoi molestatori. E poi l’angelo che salva Tobia e il diavolo che tormenta Giobbe, l’amore del cantico dei cantici e la disillusione dell’Ecclesiaste (“tutto è vanità”). Sino alla grande speranza della resurrezione, e di un salvatore che viene a riscattare l’umanità: per i cristiani, Gesù. Dopo averci raccontato la storia millenaria dell’impero romano e aver mostrato come sia ancora viva nei nostri giorni, Cazzullo invita il lettore a un entusiasmante viaggio nella Bibbia, mostrandoci che è il più grande romanzo mai scritto. “Il Dio dei nostri padri” è un libro appassionante e illuminante, che ci conduce alle radici della nostra cultura e delle nostre famiglie. | |||
IL FIGLIO DELLA TEMPESTA | Fine XIX secolo. Nikola Tesla sbarca negli Stati Uniti per dedicarsi alla carriera di inventore. Le sue scoperte rivoluzionarie nel campo dell’elettromagnetismo attirano presto gli interessi tanto dei servizi governativi quanto della criminalità e, in una New York flagellata dalle guerre tra gang, Tesla dovrà compiere una drastica scelta: portare a termine la sua ultima, potentissima invenzione o fermarsi prima che i risvolti militari dei suoi esperimenti creino tensioni irreversibili tra le grandi potenze? Quando Tesla muore nel 1943 i suoi segreti sembrano destinati a morire con lui. Ma il male non dimentica e non si ferma. La scomparsa dell’inventore getta un velo di silenzio sulla sua scoperta, ma basta sollevarlo per scoprire una terribile minaccia… 2023. Le tensioni tra Palestina e Israele precipitano e sfociano nei violenti attacchi del 7 ottobre. Tra gli ostaggi di Hamas vi è anche l’intera famiglia di Roxie Oshman, sorella di Toba, storica collaboratrice di Oswald Breil. Il vero bersaglio dell’azione militare è in realtà il marito di Roxie, l’ebreo statunitense Richard Goldberg, un ingegnere elettronico che stava lavorando a un progetto segretissimo… Incaricati di far luce sull’intera vicenda, Oswald e Sara Terracini si mettono al lavoro per scoprire che cosa nasconda Goldberg. In una corsa contro il tempo, Oswald e Sara dovranno impedire che l’arma più pericolosa mai creata finisca nelle mani sbagliate… Marco Buticchi torna con un romanzo che ripercorre le tappe più misteriose della carriera dell’inventore serbo, fino a incrociarle con i drammatici eventi più attuali della questione israelo-palestinese, in un crescendo di tensione e adrenalina. | |||
UNA CASA DI FERRO E DI VENTO | Della grande fabbrica non resta più niente, e Villa Badoni è ormai irriconoscibile. Eppure per Marta, ultima discendente della famiglia, quella grande casa è ancora un luogo dell’anima, il palcoscenico su cui, per decenni, si sono dipanate le esistenze delle sorelle Badoni. Come Laura, la primogenita ribelle e amante della libertà, che dopo essere scappata in America per amore di un intellettuale antifascista torna a casa col cuore spezzato ma lo spirito indomito. Come Sofia, alla quale uno sfortunato incidente sottrae troppo presto l’uomo della vita. Come Piera, anima fragile e solitaria, che riesce a esprimersi davvero solo grazie alla poesia. E come Adriana, che dedica la giovinezza all’impresa di famiglia, per poi compiere una scelta apparentemente sconvolgente… Al centro di questo microcosmo tutto al femminile si staglia lui, il patriarca, Giuseppe Riccardo Badoni: l’imprenditore visionario dall’ambizione sfrenata, che grazie al ferro prodotto dai suoi stabilimenti di Lecco diventa protagonista dell’industrializzazione del Paese e della ricostruzione del secondo dopoguerra; il padre amorevole di undici figlie, che però non riuscirà mai ad accettare la tragica morte dell’unico erede maschio, designato alla guida dell’azienda; l’uomo che non si è mai concesso un momento di debolezza e che tuttavia ha affidato i suoi segreti più intimi alle pagine di un diario, lo stesso diario che adesso è tra le mani di Marta. Così, attraverso le voci delle donne di casa Badoni, prende vita la storia intima di una famiglia straordinaria che ha attraversato il Novecento italiano. | |||
BASTA UN FILO DI VENTO | Gregorio Bajocchi è un uomo di successo: esperto di finanza, avvocato, possiede la Conventina, un’azienda agricola di oltre mille ettari adagiata sulle colline tra Po e Appennino. La tenuta appartiene alla sua famiglia da sempre ma quando Gregorio l’ha ereditata, dopo la morte prematura di entrambi i genitori, aveva solo diciassette anni. A quel tempo, erano stati i contadini, lì da generazioni, a prendersi cura della proprietà consentendo all’azienda di prosperare e a Gregorio di studiare. Ormai adulto e in grado di occuparsi della Conventina, Gregorio sposa Cora, che conosce fin da ragazzo, dopo essere stato per un periodo legato a Emma, un’esuberante ragazza tedesca dalla quale ha avuto un figlio. Un fatto importante, però, mette scompiglio nella sua esistenza: una società straniera vuole acquistare l’azienda e trasformarla in un complesso turistico di lusso. La cifra offerta è consistente, ma che ne sarebbe poi delle famiglie che hanno sempre lavorato lì e della tradizione stessa dei Bajocchi? Dopo molte esitazioni, Gregorio decide di vendere, ma un nuovo avvenimento arriva a sconvolgere la sua quotidianità e quella di Cora. Emma, colpita da una forma precoce di demenza, in uno dei rari momenti di lucidità ha espresso il desiderio di tornare alla Conventina, l’unico luogo in cui si sia mai sentita veramente felice e amata da tutti. Ecco allora l’importanza del paesaggio, la natura che consola, l’amicizia che è prima di tutto accoglienza e quel filo di vento che, a volte, basta a cambiare una vita. | |||
LA DONNA NEL POZZO | Un dettaglio. È sempre un dettaglio a fare la differenza. Capita a Cristina Mandas di dimenticare il compleanno del marito. Che vuoi che sia. Invece, la svista è il primo scricchiolio di una vita che sta per andare in frantumi. Perché a quarant’anni Cristina non è la maestra, la moglie, la madre, stimata e ben voluta dalla comunità di quel paesino sardo in cui si è trasferita tempo prima. Dietro la cortina di un’esistenza comune, custodisce un segreto che deve rimanere sepolto nelle profondità di un pozzo. E così è stato, almeno fino a un particolare colto di sfuggita, fino a quella dimenticanza. Qualcuno, però, si è accorto che Cristina non è più la stessa, che è sul punto di cedere. Qualcuno rimasto nell’ombra a spiarla per anni. Lorenzo Roccaforte è stato uno degli scrittori più amati d’Italia e ha anche vinto il Premio Strega. Ora che il successo è volato via a causa della sindrome da pagina bianca, si ritrova ad aver mancato lo status di “solito stronzo”, lui che puntava a rimanere un “venerato maestro”. Ermes Calvino ha un cognome di peso, nessuna parentela con il grande Italo e un abbonamento premium coi guai. Generoso, legatissimo alla madre e alla sorella, è anche uno sconosciuto scrittore di talento. Diversi come il giorno e la notte, Roccaforte e Calvino diventano gli involontari contraenti di un patto diabolico: Ermes scrive i romanzi che Lorenzo firma. Lo chiamano ghostwriting. L’ideatore del piano è Arturo Panzirolli, un ex galeotto che in carcere ha avuto l’idea del secolo: diventare editore! Sotto la regia di Panzirolli, un Roccaforte senza più speranze è ritornato sulla scena come autore di thriller e podcaster true crime. Scrittore e ghostwriter si ritroveranno in Sardegna a indagare sulla morte di Cristina Mandas e su un misterioso delitto di trent’anni prima, che sconvolse l’isola. Con “La donna nel pozzo” Piergiorgio Pulixi supera allo stesso tempo se stesso e tutti gli steccati di genere, con una miscela – mai sperimentata a queste dosi – di thriller, noir, commedia e spietata auto-analisi sul funzionamento della fabbrica del racconto crime. Leggendo queste pagine si ha la netta sensazione che stia iniziando qualcosa di nuovo. | |||
APEIROGON | Bassam Aramin è palestinese. Rami Elhanan è israeliano. Il conflitto colora ogni aspetto della loro vita quotidiana, dalle strade che sono autorizzati a percorrere, alle scuole che le loro figlie, Abir e Smadar, frequentano, ai checkpoint. Sono costretti senza sosta a negoziare fisicamente ed emotivamente con la violenza circostante. Come l’Apeirogon del titolo, un poligono dal numero infinito di lati, infiniti sono gli aspetti, i livelli, gli elementi di scontro che vedono contrapposti due popoli e due esistenze su un’unica terra. Ma il mondo di Bassam e di Rami cambia irrimediabilmente quando Abir, di dieci anni, è uccisa da un proiettile di gomma e la tredicenne Smadar rimane vittima di un attacco suicida. Quando Bassam e Rami vengono a conoscenza delle rispettive tragedie, si riconoscono, diventano amici per la pelle e decidono di usare il loro comune dolore come arma per la pace. Nella sua opera più ambiziosa, Colum McCann crea Apeirogon con gli ingredienti del saggio e del romanzo, e ci dona un racconto nello stesso momento struggente e carico di speranza. | |||
BESTIE VS UMANI | Avete passato secoli a renderci la vita impossibile? Be’, noi animali ci siamo stancati e siamo pronti… a farvi un guscio così! È in arrivo una vendetta bestiale, servita da un gruppo di agenti speciali. Una banda di animali tutta da ridere! Età di lettura: da 8 anni. | |||
CON LE MANI NON POSSO | Diciotto filastrocche che sono un inno al divertimento condiviso tra adulto e bambino. Un allegro gioco per esplorare e conoscere il corpo e la propria fisicità. Ci si muove con un salto, ma si impara anche a ridere del singhiozzo o della pipì che non si riesce a trattenere. Le filastrocche sono versi liberi, molto ritmati, ai quali non mancano pause per riprendere il fiato e neppure momenti di dolcezza, che si inseriscono nel gioco. È una lettura perfetta per il giorno, quando c’è più tempo per dedicarsi all’attività fisica, ma anche ideale per la buonanotte, con alcune storielle che accompagnano dolcemente al sonno. Età di lettura: da 2 anni. | |||
L’INCREDIBILE AVVENTURA DI UN SUPER-ERRORE | Fidatevi di me: se siete tipi fissati con la perfezione e agli errori reagite male, posate subito questo libro. Perché questa storia di errori è piena così, ma per una buona causa. Tutto è cominciato quando due alieni belli come idoli K-pop hanno consegnato a Ricky un costume da supereroe. Lui, però, più che altro si sente un super-errore: non solo è timidissimo, ma la tuta che doveva dargli poteri incredibili è in realtà una vecchia calzamaglia, gli evidenzia la pancetta e pizzica da morire. Sempre più spesso, poi, accadono cose inspiegabili: camion di ciambelle che esplodono al grido di ‘Melanzane nel bidet!’, vocabolari volanti, rane in fuga e soprattutto Ricky – quello timidissimo, ricordate? – che alzala voce davanti alle ingiustizie più ingiuste della Terra. Per fortuna, a risolvere questo e altri misteri, non è solo: con lui ci sono Jo, genio informatico in erba, Toni Tanaka, ex poliziotto un po’ matto, e un’ippopotama di peluche con dentro un’intelligenza artificiale dalla lingua taglientissima. Ah, e anche Flù, un camaleonte daltonico. Come? Chi sono io? È un segreto, ma forse alla fine anche questo mistero sarà svelato… Dopo “La Società Segreta dei Salvaparole”, Enrico Galiano torna con una storia di amicizia e coraggio, ma anche di fallimento e rinascita, che celebra l’errore come momento fondamentale per la crescita di ognuno di noi. Età di lettura: da 8 anni. | |||
LA SCIENZA DELLE MERAVIGLIE | Quando pensiamo alle materie scientifiche, e alla fisica in particolare, ci vengono in mente calcoli complicatissimi o teoremi incomprensibili da imparare a memoria. Ma, come spesso succede, è tutta una questione di prospettiva. Parlare della materia di cui è innamorata e del perché la trovi così affascinante e la missione di Virginia Benzi che, sui social come Quantum Girl, spiega la fisica in modo chiaro ed efficace. Nel suo primo libro l’autrice ci invita a seguirla in un viaggio dall’infinitamente piccolo all’infinitamente grande e, con un linguaggio alla portata di tutti ma senza perdere l’accuratezza e il rigore scientifico, ci racconta come la fisica può aiutarci a capire la realtà. Scopriremo così cosa si nasconde dietro una semplice e oscura formula matematica, andremo alla scoperta dell’atomo e poi delle particelle elementari; proveremo a capire le affascinanti teorie che ruotano attorno ai concetti di gravità e spazio tempo e partiremo per un’avventura alla ricerca della famigerata Teoria del Tutto; senza dimenticare due capitoli interi dedicati alla tanto chiacchierata meccanica quantistica con le sue contraddizioni e le sue intuizioni geniali. “La scienza delle meraviglie” mostra come tutte le grandi e piccole cose che ci circondano, se raccontate con il linguaggio della fisica, possono diventare affascinanti e incredibili e quanto guardare la realtà da una nuova prospettiva può farci vedere anche il mondo e noi stessi con occhi nuovi e pieni di curiosità. | |||
FITNESS PELVICO | Un metodo esclusivo: tre programmi che, a seconda delle tue esigenze, riabilitano con facili esercizi i muscoli pelvici e liberano dal dolore. Con questo libro hai accesso gratuito a video e materiali esclusivi. I problemi del pavimento pelvico sono tra le cause più taciute di disagio per le donne – ma anche per gli uomini, in quanto ne soffre 1 su 8. Dolore, incontinenza e disfunzioni sessuali sono i disturbi più frequenti, di cui non è facile parlare. L’espressione “pavimento pelvico” è infatti una tra le più ricercate su Google negli ultimi anni: sono quasi il 30% le donne che, a partire dai vent’anni fino alla terza età, soffrono di queste problematiche. E non si tratta solo di donne che hanno avuto un parto naturale: l’origine, come spiega in modo chiaro Angela Torretta, fisioterapista specializzata in riabilitazione pelvica, risiede spesso nella postura e nella respirazione. Il metodo esclusivo, messo a punto con Marcello Chiapponi e illustrato in questo libro, è basato su oltre dieci anni di studio e di pratica: con un programma di semplici esercizi, è possibile allenare la postura e modificare il proprio modo di respirare, così da tonificare e rilassare allo stesso tempo i muscoli interessati. Grazie ai tre percorsi personalizzati presenti nel libro, gli autori hanno aiutato centinaia di migliaia di persone a scoprire finalmente una nuova vita, libera dal disagio e dall’imbarazzo. | |||
LA DITTATURA DEL SAPORE | Hamburger di carne sintetica, panini con i grilli, patatine di farina di mosca: in nome del rispetto dell’ambiente e della salute, il nuovo menù del mondo globalizzato mette al bando ciò che per secoli ha plasmato la nostra identità alimentare, dal vino all’olio d’oliva, dalle carni al pane, annientando ogni diritto alla pluralità, alla differenza e al locale. Anche a tavola, nel modo in cui pensiamo, produciamo, prepariamo, gustiamo il cibo, si sta assistendo all’imposizione di un unico modello ammesso e autorizzato: il nuovo codice gastronomicamente corretto, applicato allo stesso modo in ogni angolo del pianeta, non è altro che la variante alimentare del politicamente corretto, proprio come il piatto unico è l’equivalente del pensiero unico. Diego Fusaro punta il dito sulla deriva in corso, ne smaschera la grigia ideologia omologante, ne denuncia gli effetti disastrosi – perdita della convivialità, della valenza simbolica e culturale del cibo, aumento delle disuguaglianze e dell’asimmetria tra i primi e gli ultimi – e insieme propone una nuova filosofia del mangiare bene in cui il cibo torni ad alimentare le teste oltre che le pance. | |||
IL TEMPO DEL BOSCO | «Una ragazza mi ferma nel cortile dell’università, mi parla della sua ansia, della paura di non essere all’altezza delle aspettative, piange silenziosamente e mi chiede come si può scegliere la strada.» Inizia da questa domanda il viaggio di Mario Calabresi in giro per l’Italia, alla ricerca delle storie di chi, attraverso la propria vita ordinaria e straordinaria, è stato capace di trovare una via nelle incertezze. Tra questi incontri ci sono un ingegnere che raccoglie i suoni più antichi della natura per trasmetterli alle generazioni future, una poetessa che impara dal silenzio ad ascoltare il visibile e l’invisibile, un professore di filosofia che insegna a vedere i limiti come occasioni, e un centenario che per tutta la vita si è preso cura di un bosco e ne ha ereditato il tempo. È un percorso lento, di ascolto, alla ricerca di un luogo in cui l’attimo presente non sia fine a se stesso ma si mescoli con il passato e ci parli di futuro, e di un’età in cui «essere grati è il primo passo per godere di ciò che è, e per averne cura». Una testimonianza preziosa, che ci fa riflettere su quanto abbiamo ancora bisogno di recuperare l’attenzione, il senso di un istante in cui esistono attesa e noia, e tornare a rimettere al centro delle nostre giornate le cose importanti e non quelle urgenti. Calabresi colleziona frammenti di vita, silenzi e gesti inattesi per rispondere a una giovane donna di cui non conosciamo il nome, ma della quale condividiamo i dubbi, che forse sono quelli di tutti noi. | |||
IL DUBBIO E IL DIALOGO | Gustavo Zagrebelsky, in occasione della ricorrenza dei vent’anni dalla morte di Norberto Bobbio, ha scritto un libro breve e appassionato che coglie il cuore del pensiero del grande filosofo, giurista, politologo e storico italiano, di statura internazionale. Bobbio è stato «uomo del dubbio», espressione che ha usato più volte in unione al suo essere «uomo del dialogo». Il dubbio che Bobbio nomina come caratteristica di se stesso è, per così dire, l’omaggio alla verità che è stimolo della domanda: ciò che penso, ciò in cui credo, eccetera, sarà “davvero vero”? Ma Bobbio è stato anche «uomo del dialogo», e l’etica del dialogo è la convivenza tra soggetti che muovono da posizioni diverse. E le posizioni non sono ferme e granitiche, ma si modificano e trasformano. Bobbio sapeva di essere «nel labirinto» delle idee: il suo intento non fu di raggiungere la verità. Il suo intendimento, invece, fu di aiutare le intelligenze a districarsi «per quanto possibile» tra le reciproche incomprensioni. | |||
SLOWEB CONVERSAZIONI PER UN DIGITALE SOSTENIBILE | Da inizio secolo le tecnologie digitali sono nelle mani di America e Cina, che le usano causando forti impatti nella società, nell’economia e nell’ecologia. Per una preziosa nuova materia prima – il dato – sono stati inventati nuovi strumenti, le pompe di dati: gli smartphone. I dati sono il nuovo petrolio e come quello, se mal gestiti, corrompono democrazie e inquinano cielo, acqua e terra. Di fronte all’incontrollato irrompere dei motori di Intelligenza Artificiale generativa ci si chiede cosa fare per un uso diverso delle tecnologie digitali che siano sostenibili, di minore impatto ecologico e di migliore impatto sociale. In tale prospettiva, il libro riporta alcune conversazioni che l’Associazione Sloweb ha organizzato per il suo annuale Digital Ethics Forum. Luciano Floridi, Cosimo Accoto, Francesco Varanini, Michela Meo, Dunia Astrologo e Paolo Gerbaudo portano le loro osservazioni su quello che potrebbe essere un salto antropologico o, viceversa, una semplice evoluzione del dominio monopolistico/oligopolisitico. Nicola Bonotto e Francesco Cara raccontano cosa sia il web sostenibile, mentre Paolo Foietta ricorda i principi del Bauhaus (sobrio, economico, democratico ed ecologico) e un approccio progettuale sostenibile di radici durature. Pietro Jarre chiude con un appello per una nuova industria digitale, sostenibile ed europea. | |||
LA MAESTRA DEL VETRO | Murano, 1486. Davanti agli occhi di Orsola Rosso si spalanca uno spettacolo meraviglioso: globi incandescenti che roteano come in una danza, ripiani e ripiani di bicchieri, vasi, lampadari aggrovigliati come polpi tentacolari, e poi i colori, lunghe canne blu, bianche, rosse, e dappertutto schegge di vetro che scricchiolano sotto i piedi come brina variopinta. È la vetreria Barovier, dove Orsola, figlia di un artigiano rivale, si è intrufolata per spiare. Lì, nella fornace, Marietta Barovier, una delle rarissime maestre di quell’arte, sta lavorando a qualcosa che cambierà il mondo: una nuova perla. Alle donne non è concesso fare altro, con il vetro, e Orsola si innamora subito di quell’oggetto ricoperto di stelle candide destinato a adornare il collo delle donne d’Europa e arrivare fino in Africa. Quando, poco dopo, il padre di Orsola muore in un incidente tanto doloroso quanto banale, saranno proprio la sua passione, la sua intraprendenza e il suo coraggio a tenere alto il nome dei Rosso. E tuttavia, anche se Orsola ha le mani e il cuore per lavorare il vetro, non potrà fare altro che le perle, dapprima di nascosto, al lume della cucina, e poi apertamente, ma sempre in lotta con la famiglia, le consuetudini, il pregiudizio. Nel corso dei secoli i Rosso vivranno straordinari trionfi creativi e perdite strazianti, ascese vertiginose e improvvise cadute, ma il tempo nella laguna si muove lentamente come il vetro fuso, e il dono di Orsola continuerà a brillare, all’apparenza delicato come le sue creazioni, in realtà indistruttibile. Come la Città d’Acqua. | |||
LUNARIO SENTIMENTALE | Ricordare un tempo che è stato e non tornerà è un esercizio pericoloso. Cantare la fine di un mondo porta con sé il rischio di cedere alla nostalgia. Ma non è il rimpianto a guidare il racconto di Mauro Corona, bensì il bisogno di farsi testimone di un passato che i ricordi vanno a stanare di continuo. Come nella sua infanzia ertana era il susseguirsi dei mesi e delle stagioni a dettare i ritmi della vita, anche in questo scritto è il calendario a scandire la memoria, in un moto circolare lungo un anno che, dalla neve di gennaio, a quel bianco ritorna, per iniziare un nuovo ciclo. Nel paese ripido la modernità ha ormai eroso tradizioni antiche, la fretta si è sostituita al tempo manuale, quello in cui si sapeva ascoltare la Natura e proteggerne i valori. Tornare indietro significa compiere un viaggio in una cultura contadina perduta, riscoprendo esistenze semplici e creative, innestate su riti ancestrali e credenze sospese tra fede e superstizione. Sarebbe tuttavia ingiusto cedere alla tentazione di idealizzare un’età in cui ogni cosa era fatica, sacrificio, in cui tutto si consumava sempre uguale, perché dove non c’è ricchezza, per campare bisogna fare sempre le stesse cose. Attraverso questo lunario, Corona, pur non rinnegando il presente, cui riserva lo sguardo dello spettatore curioso, ripercorre tra memorie personali e condivise un’epoca aspra e dolce. Nella certezza che ricordare sia anche un modo per insegnare la speranza. | |||
IL BAMBINO | Nicasio ogni giovedì si reca al cimitero di Ortuella per parlare con il nipotino, Nuco. Non riesce a rassegnarsi all’idea che il bambino non ci sia più, che sia morto insieme a tanti altri nell’esplosione di gas che ha distrutto la scuola. E quindi, nella sua testa, continua a portarlo in giro per il paese, a rimproverarlo, a giocare con lui. A partire da un tragico incidente, un fatto di cronaca che nel 1980 sconvolse i Paesi Baschi e l’intera Spagna, Fernando Aramburu torna nei luoghi e fra la gente di “Patria” e mescola finzione e realtà per raccontare la storia di una famiglia che deve affrontare la più dolorosa delle perdite. Ognuno dei protagonisti reagirà a modo suo, e dovrà trovare in sé la forza per andare avanti. Indimenticabile la figura del nonno con la sua lucida follia; ammirevole quella della madre Mariaje, che cerca con ostinazione di ricominciare a vivere ma per farlo non può continuare a nascondere i segreti su cui ha costruito il suo matrimonio; tenera e dolorosa quella del padre José Miguel, uomo semplice e goffo, che si aggrappa alla moglie nell’illusione di riuscire a salvare qualcosa. Aramburu accompagna il lettore in un’esplorazione psicologica e letteraria. Il suo nuovo romanzo è carico di emozioni profonde e contrastanti, ma soprattutto pieno di amore, l’amore infinito per i figli che unisce e divide, che fa nascere e può spezzare le famiglie. | |||
IL MANTELLO D’INVERNO | Normandia, 1067. Guglielmo di Normandia torna in patria trionfante dopo aver sconfitto il re sassone Aroldo II nella sanguinosa battaglia di Hastings. Costretto a portare con sé un gruppo di nobili inglesi, il nuovo sovrano sa che non può fidarsi degli uomini che lo circondano, pronti a tradirlo o a insorgere contro di lui. Tra questi vi è il giovane Waltheof, conte di Northumbria che, messi da parte i propri rancori verso Guglielmo, s’innamora di Giuditta, la giovane nipote del re, e riesce, con non poche difficoltà, a sposarla. Il loro matrimonio, però, è quanto mai burrascoso. Sospetto e diffidenza aleggiano tra i due sposi, e la situazione precipita quando Waltheof, accusato di alto tradimento, viene giustiziato. A occuparsi delle contee lasciate senza guida viene chiamato Simone di Senlis, il suo fedele scudiero, di cui Matilde, figlia maggiore di Waltheof e Giuditta, si innamora. Simone e Matilde si amano appassionatamente, ma ancora una volta i problemi non mancano. Giuditta, per rancori personali verso Simone, ostacola l’unione tra i due giovani che, per coronare il loro sogno d’amore, sono costretti a sposarsi di nascosto. Ma il loro idillio, purtroppo, non dura a lungo: Simone deve partire per la crociata e quella campagna in Terra Santa rischia di essergli fatale… | |||
DUE | Bologna, tardo giugno dell’anno domini uno nove nove due: il vecchio Alex è l’ombra di se stesso. A ridurlo in ruina, la partenza per l’America di una ragazza diversa da tutte le altre: la soave Adelaide è ormai approdata in una remota contea della Pennsylvania, e resterà laggiù per l’intero anno scolastico. Come sopravvivere alla sua mancanza per dodici lune? Per fortuna ci sono gli amici. È l’anno dell’Europa unita e dei confini che cadono, l’estate perfetta per raggranellare denari e partire in interrail, incontro alla libertà. Frattanto, dall’altra parte dell’oceano, Aidi prende le misure al Nuovo Mondo e fronteggia un’inattesa solitudine. L’estate trascolora in autunno, arrivano il Natale e un anno nuovo dallo sghembo finale dispari. Nessuno dei due sa dimenticare l’altro, ma la nostalgia rischia di mandarli a fondo entrambi. La distanza è una condanna senza appello? Si può crescere restando fedeli a se stessi? Cosa si può raccontare e cosa invece va taciuto? Sono domande che tanto lui quanto lei si pongono, consegnando la propria voce all’archivio magnetico, alle pagine del diario e a lettere struggenti che impiegano tre settimane per arrivare a destinazione. Un giorno, forse, non serviranno più le parole; basterà tornare a guardarsi negli occhi e all’istante sarà tutto chiaro. A trent’anni dalla pubblicazione di “Jack Frusciante è uscito dal gruppo”, uno dei più grandi bestseller della letteratura italiana, Enrico Brizzi ci regala un nuovo viaggio nel mondo di Alex e Aidi, i protagonisti che hanno emozionato tre generazioni di lettori. Cos’è successo dopo la loro separazione? La risposta è questo sorprendente romanzo a due voci, tenero e feroce come la stagione elettrica dei diciott’anni, con tutti i dolori, le domande e le sorprese che porta con sé. | |||
CACCIA IN LAGUNA | Venezia, 1946. La guerra è finita, con il suo carico di dolore e di sterminio. I veneziani riprendono a respirare e nelle sinagoghe riaperte da poco si tornano a celebrare i riti banditi da tanto tempo. Ma la morte non ha finito di colpire. Il maresciallo Giuseppe Russo è alla sua scrivania, soffocato dalle carte. Non ha nessuna voglia di lavorare e il suo pensiero torna di continuo alla giovane moglie, con cui preferirebbe stare piuttosto che passare la giornata in ufficio, ma a un tratto riceve una telefonata di un’anziana donna che lo informa di aver visto un cadavere in una calle. Quando si reca sul posto scopre che il morto è un commissario di polizia, notoriamente vicino alla Repubblica sociale italiana e ai nazisti con cui si diceva avesse a lungo collaborato. Il maresciallo Russo viene incaricato delle indagini e quello che scopre rende il caso particolarmente complesso. Il commissario era un uomo spregiudicato; appassionato di gioco d’azzardo, perdeva spesso e aveva debiti con quasi tutti i suoi compagni di gioco. Poi c’è il suo passato di delatore, di poliziotto spietato e senza scrupoli. Le strade da seguire sono molte e il maresciallo vi si applica con l’intuito e l’intelligenza che lo caratterizzano, senza rifiutare, ancora una volta, la collaborazione dell’amico Rodolfo, il giovane ebreo che l’ha aiutato nei casi precedenti. | |||
LA REGOLA DEL TRE | Una scritta rossa sul portone della chiesa di Montone, un pittoresco paesino ai piedi dell’Appennino umbro, preannuncia l’efferato omicidio di don Lucio Bessa, il parroco della comunità. Pochi giorni dopo, sempre a Montone, Santo Bianconi, giornalista della Gazzetta dell’Umbria, viene mandato fuori strada mentre indaga proprio su quel caso, e finisce in coma. Per l’ispettore della questura di Perugia Domenico Montemurro, Santo è quasi un fratello; mentre la sua vita privata va in pezzi, si getta perciò in quell’indagine nella quale ha molto da perdere e poco da guadagnare, con una frenesia che sfiora l’ossessione. Ad aiutarlo, più giovane di lui, c’è l’agente Nicola Russo. Ma quella che all’inizio sembra un’inchiesta su un’infermiera che condanna a morte i malati terminali si trasforma ben presto in una discesa agli inferi disseminata di cadaveri. I nuovi omicidi sembrano quasi delle punizioni divine, e a Montone richiamano alla memoria una maledizione: la regola del tre, secondo la quale in paese non si muore mai da soli, ma tre alla volta. Un thriller d’esordio teso e potente che richiama le atmosfere cupe e inquietanti di True Detective e disegna con precisione una provincia italiana dove la superstizione si intreccia con la diffidenza e l’avidità. Con la prima indagine dell’ispettore Domenico Montemurro, Roberto Rossi trascina il lettore in un vorticoso ottovolante di emozioni e colpi di scena, scandagliando i lati più oscuri delle relazioni e dei sentimenti umani: amore, amicizia, gelosia, vendetta. | |||
LE BUGIE DEGLI ARCANGELI | Per Angela Mazzola, sbirra nata e cresciuta nella periferia di Palermo, sono settimane di acque morte: dopo aver risolto un intricato mistero a cavallo tra due secoli e altrettanti Paesi, il lavoro alla Omicidi è tornato routinario, e nessuna emozione arriva nemmeno dalla sfera sentimentale, un pantano di delusione per la storia impossibile con il collega Francesco Agnello. Tutto sta per cambiare, però, proprio tutto: quando un falegname viene ucciso sotto casa da tre colpi di pistola, la stranezza di quel delitto – che ha il sapore dell’esecuzione – risospinge Angela e Francesco a lavorare fianco a fianco. L’indagine si presenta da subito complicata, ma imbocca una strada persino più oscura quando un opuscolo trovato nel laboratorio del falegname li mette sulle tracce di un gruppo di sedicenti messaggeri che promettono un contatto diretto con il proprio angelo custode. Sotto il profumo di rose, Angela percepisce immediatamente un sentore sulfureo – lo stesso che avvolge quattro arcangeli minori, considerati “innominabili”. C’entrano anche loro, in quella vicenda nerissima? E quale ruolo riveste, invece, un misterioso serial killer palermitano in trasferta al Nord? Torna in libreria Angela Mazzola, la creatura letteraria di Gian Mauro Costa che ha debuttato sugli scaffali con “Stella o croce” e “Mercato nero”, editi da Sellerio, per poi proseguire le sue indagini in “Ti uccido per gioco”, già pubblicato nel Giallo Mondadori. | |||
GUINNESS WORLD RECORDS 2025 | Tanti auguri a noi! “Guinness World Records” spegne le sue prime 70 candeline: quale modo migliore per celebrare un anniversario speciale come quello di platino che con un’edizione rivista e aggiornata dei record più strabilianti di sempre? Un altro compleanno è arrivato e ci sentiamo un po’ nostalgici: ripercorrete con noi i primati più sorprendenti dell’ultimo anno e quelli che hanno segnato la storia delle imprese “Officially Amazing!” con “Guinness World Records 2025”! Sfogliate l’album dei ricordi del Guinness in un capitolo interamente dedicato alla storia del libro negli ultimi sette decenni, per scoprire come il nostro “look” si è rinnovato col passare del tempo. Lasciatevi sorprendere dalle immancabili curiosità sul Mondo naturale, tra specie animali e vegetali da record e fenomeni climatici estremi. Incontrate gli esseri umani più iconici: i più alti, i più bassi, i più tatuati e i più in forma del pianeta. Dopo 70 anni, la Recordmania è più forte che mai! Quale primatista sa risolvere il cubo di Rubik nel minor tempo possibile? Quale possiede la collezione di oggetti più stravagante? Immergetevi in un capitolo ricco di hobby curiosi e imprese fantastiche. Entrate a far parte del Club degli esploratori, accompagnando i protagonisti di queste pagine in viaggi epici, tra mari, fiumi, montagne e luoghi insoliti per tentare di passare alla Storia! Non perdete le novità e i primati delle sezioni di Scienza e Tecnologia e Arte e intrattenimento, destreggiandovi tra nuove applicazioni dell’intelligenza artificiale, record “astronomici”, notizie sui dipinti più costosi al mondo e gli influencer più seguiti sui social. Ultimo, ma non per importanza, un capitolo di 30 pagine dedicato allo Sport, per ripercorrere i più recenti e significativi record registrati nelle varie discipline. Sezioni speciali: Icons – Vi presentiamo una selezione di detentori di record che si sono guadagnati lo status di “GWR ICON”. Incontrate, tra gli altri, la famosissima bambola protagonista del film Barbie, la primatista seriale Taylor Swift e l’uomo più alto del mondo. Kids’ Zone – Scoprite la nuova generazione di primatisti e come potete entrare a farne parte anche voi! Cinque nuovissime categorie di record under 16 da tentare e un nuovo gruppo di Giovani di successo, tra cui un’intrepida skateboarder, un abile mago e un gruppo di appassionati di hula hoop. Caro GWR… – I redattori di Guinness World Records hanno setacciato gli archivi per scovare alcune curiose proposte di record che non potevano soddisfare i rigorosi criteri di approvazione. Sono richieste piene di entusiasmo e idee originali, qualità molto apprezzate qui a GWR. Flashback – Queste pagine in formato poster ripercorrono la storia di alcuni famosi record. Scoprite come sono cambiati nel tempo i primati per la struttura più alta, il calciatore più costoso e la soluzione più veloce del cubo 3x3x3. | |||
NON VOGLIO I CAPELLI RICCI | Una buffa bambina dagli arruffati capelli ricci è disperata: vorrebbe tanto che questi fossero dritti e vellutati, e si ingegna per trovare un modo per tenerli ordinati, ma inutilmente. Quando, un giorno, incontra una bambina dai lunghi capelli lisci, che a sua volta li vorrebbe invece ricci, entrambe rimangono piuttosto confuse! Età di lettura: da 4 anni. | |||
IL PICCOLO LIBRO DELL’AMICIZIA | È una tranquilla domenica quando Benjamin si presenta a casa dello zio per passare la giornata con lui… Scoprirà così il segreto dell’amicizia tra Geronimo e l’esuberante Eddy Kaiman, la travolgente Rebella Strong e il distratto Ficcanaso Squitt. Sono proprio le differenze che ci aiutano a crescere insieme! Età di lettura: da 7 anni. | |||
I SEGRETI DELLE CITTA’ ITALIANE | Il mondo, per chi lo sa guardare, rivela dimensioni del bello spesso impercettibili a occhio nudo. Il bello che, quando si accende, porta salvezza. Il bello a cui Philippe Daverio ha dedicato la vita. Una visione appassionata, un rigore pieno di ironia, una curiosità eclettica che ritroviamo in questo volume ispirato alla celebre trasmissione televisiva Passepartout. Si va dalla Venezia di Canaletto alla Roma di Caravaggio, dalla Siena del Medioevo alla Genova del “secolo d’oro”, dalla Napoli dei Borbone alla Bologna dei Carracci e alla Mantova dei Gonzaga: un viaggio alla scoperta delle più importanti città italiane attraverso artisti, monumenti, antiche dimore e corti di mecenati. In compagnia della sua voce inconfondibile, visitiamo luoghi e conosciamo pittori, incrociamo biografie e scopriamo movimenti, ci soffermiamo su singole opere e componiamo grandi affreschi, scopriamo «l’allodola che salvò Brera» e i «piedi più sporchi della storia dell’arte». Seguendo le sue divagazioni, esploriamo il mondo senza paura di perderci, certi di arrivare sempre al cuore della questione. Un volume elegante, agile e veloce come lo sguardo di Daverio, così sapiente nel posarsi su ciò che è rilevante anche quando è solo un dettaglio, un segreto nascosto, un lampo che attraversa la scena. Il suo modo di narrare l’arte – e con l’arte la storia, la geografia, la filosofia, la musica, la letteratura – rende il passato presente e significativo. Ci trascina in un’avventura che supera i confini dello spazio e del tempo e, alla fine, ci riporta sempre a casa. | |||
I NOVE DONI | Nel turbine della vita, siamo felici? La domanda ci può apparire persino superflua, occupati come siamo nelle attività e nei pensieri quotidiani. Come tutti, non se la poneva Giovanni Allevi, immerso in una vita impegnativa: composizione, concerti, tour, registrazioni, conferenze stampa e viaggi in tutto il mondo. Poi, è arrivato lui, il mieloma. Tutto è crollato, la fragilità del corpo è diventata all’improvviso una tangibile realtà quotidiana, è cominciato un lungo e dolorosissimo percorso terapeutico. Ma camminando sopra l’inferno, Giovanni è riuscito a mantenere lo sguardo fisso sui fiori. E ad accogliere così nove specialissimi doni: come la libertà dal giudizio altrui, la coscienza di sé e l’autenticità, la prospettiva regalata dalla storia e dalla cultura, l’amore per la bellezza e per la Natura che guarisce, la gratitudine per gli incontri con persone, come i medici e gli infermieri, capaci di cambiare il corso dei suoi giorni. E una nuova e profonda dimensione dello Spirito che anche oggi, tornato sul palco, si fa tutt’uno con la Musica. Perciò, questo libro non è la storia di una malattia, ma una testimonianza sincera, una riflessione filosofica profonda, la proposta di un modo nuovo per guardare la vita, abbracciando se stessi e la propria umana fragilità. Anche attraverso le difficoltà, quando gli ostacoli sembrano invalicabili, la via verso una più compiuta felicità esiste, e su questa strada ci sono doni da scoprire: aspettano solo che noi impariamo a vederli. Così, come un vaso kintsugi riparato con l’oro, la nostra anima potrà risplendere di una luce nuova. | |||
THE WORLD OF TIM BURTON | Il volume “The World of Tim Burton” accompagna la grande esposizione – la prima, in Italia – che il Museo Nazionale del Cinema dedica a Tim Burton (1958). Una grande mostra immersiva, il viaggio esclusivo nella mente di un genio creativo: l’esplorazione della produzione artistica, dello stile inimitabile e della prospettiva specifica del regista. Suddivisa in nove sezioni tematiche, presenta oltre 500 opere d’arte originali, alcune mai esposte prima, dagli esordi fino ai progetti più recenti: schizzi, dipinti, disegni, fotografie, filmati, concept art, storyboard, costumi, opere in movimento, maquette, pupazzi e installazioni scultoree a grandezza naturale. Un’ambientazione suggestiva conduce il pubblico a immergersi nello straordinario universo creativo del regista. Il volume ripercorre l’evoluzione della singolare immaginazione visiva di un artista postmoderno multidimensionale, in una sorta di autobiografia raccontata attraverso il suo processo creativo senza limiti. La visione autoriale trascende i mezzi e i formati, rendendo chiaro come idee, temi e persino alcune immagini specifiche dell’arte di Tim Burton si ritrovino nei suoi film più iconici che oggi associamo allo sfarzoso spettacolo cinematografico. Testi di: Tim Burton, Jenny He, Domenico De Gaetano, Stefano Bessoni, Giona A. Nazzaro, Luca Beatrice. | |||
NEXUS | La storia di come le reti di informazione hanno fatto e disfatto il nostro mondo, dall’autore del bestseller mondiale Sapiens Negli ultimi centomila anni, noi Sapiens abbiamo accumulato un enorme potere. Eppure, nonostante tutte le nostre scoperte, invenzioni e conquiste, oggi ci troviamo in una crisi esistenziale. Il mondo è sull’orlo del collasso ecologico. La disinformazione dilaga. E ci stiamo buttando a capofitto nell’era dell’intelligenza artificiale, una nuova rete di informazioni che minaccia di annientarci. Perché siamo così autodistruttivi? Nexus ci porta a guardare attraverso la lente della storia umana per considerare come il flusso di informazioni ha plasmato noi e il nostro mondo. Partendo dall’età della pietra, passando per la canonizzazione della Bibbia, la caccia alle streghe della prima età moderna, lo stalinismo,il nazismo e la rinascita del populismo di oggi, Yuval Noah Harari ci chiede di considerare il complesso rapporto tra informazione e verità, burocrazia e mitologia, saggezza e potere. Esplora come le diverse società e i sistemi politici nel corso della storia hanno utilizzato le informazioni per raggiungere i loro obiettivi, nel bene e nel male. E ci consente di affrontare con maggior consapevolezza le scelte urgenti che ci attendono oggi che l’intelligenza non umana minaccia la nostra stessa esistenza. L’informazione non è la materia prima della verità né una semplice arma. Nexus esplora la via di mezzo tra questi estremi e, nel farlo, riscopre la nostra comune umanità. | |||
GRAZIE OCCIDENTE! | È ora che qualcuno lo dica: «Grazie, Occidente!». Ma sono due parole che non incontrerete altrove. Tutto il bene che abbiamo fatto, a noi stessi e agli altri, è il supremo tabù di questa epoca. Nelle scuole non si insegna più la storia vera del progresso, che è nato a casa nostra e dove ha avuto un ruolo anche l’Italia. Invece nelle piazze e nella cultura contemporanea siamo sotto un processo permanente. È ora di ribellarsi, in nome della verità. Cinesi o indiani, brasiliani o africani, il mondo è popolato da miliardi di persone che devono la loro stessa esistenza… a noi. La scienza occidentale, pensiamo alla nostra medicina e alla nostra agronomia, è stata copiata e applicata dal resto dell’umanità con benefici immensi. Se la longevità è aumentata, la mortalità infantile è crollata, il livello d’istruzione è cresciuto nel mondo intero, è perché l’Occidente ha esportato progresso. Dove si combatte per migliorare i diritti umani – per esempio la condizione della donna – il paradigma da emulare siamo noi. Il nostro modello industriale ha sollevato dalla miseria grandi nazioni. La sfida per un’economia più sostenibile e per decarbonizzare l’ambiente sarà vinta grazie alla ricerca scientifica e all’innovazione tecnologica dell’Occidente. Viviamo in un’epoca in cui pronunciare queste verità è scandaloso, è proibito. Il conformismo dominante impone una versione bugiarda della storia, in cui la «razza bianca», europea o nordamericana, ha seminato solo distruzione, oppressione, sofferenze. L’idea stessa di progresso è disprezzata, siamo sottoposti a un lavaggio del cervello quotidiano per inculcare la certezza che l’Apocalisse è dietro l’angolo (per colpa nostra). In questo viaggio tra la storia degli ultimi secoli e la geopolitica del mondo contemporaneo, Federico Rampini approfondisce quel che l’Occidente è stato davvero per l’umanità. Quali tratti originali della nostra civiltà hanno fatto sì che da mezzo millennio il progresso nasca qui e non altrove? Perché la Cina e l’Iran oggi si definiscono «repubbliche», un concetto che non esiste in Confucio o nel Corano? Una lezione di onestà storica è urgente per le nuove generazioni, aiuta a ricostruire la nostra autostima e a vedere il futuro con più fiducia. | |||
NEI NERVI E NEL CUORE | «È faticoso provare a cambiare la traiettoria di un destino, è da perderci il sonno.» Proprio quel tentativo è al centro di questo libro: un diario pubblico, nel quale l’apprendistato alla vita è sempre incespicante, come per chiunque. L’inizio è l’infanzia, il tempo che fonda l’esperienza di ognuno di noi e in cui, come scriveva Cesare Pavese, «nulla era avvenuto o dormiva solamente nei nervi e nel cuore». L’infanzia di Rosella Postorino è stata segnata da uno sradicamento, e il suo sentirsi estranea, diversa, ansiosa di riscatto ha generato lo sguardo che ha sul mondo. Così, in queste pagine, è continuo lo scambio tra narrazione personale e collettiva, perché in fondo le nostre esistenze, le nostre scelte, si somigliano: andarsene, restare, aver paura di fallire, di perdere qualcuno, o sé stessi. Siamo tutti mossi dal desiderio, dubbiosi sulla felicità possibile, tentati da un impossibile ritorno a casa, gettati nostro malgrado nella Storia. Con l’impeto dell’analisi e il rigore dell’empatia, Rosella Postorino racconta quel luogo edenico e scosceso che è la famiglia, le aspirazioni e le difficoltà delle donne, la vulnerabilità dei corpi, le ingiustizie che abitano la Terra, i dilemmi etici della contemporaneità, e la fede assoluta nella letteratura. Racconta lo sconcerto, l’abisso, la tenerezza di essere umani. | |||
LA RAGAZZA NASCOSTA | Da umile studentessa a top model nel giro di qualche mese. È quello che succede alla giovane Leah Thompson, diciassette anni, quando viene notata da una delle più importanti agenzie di modelle inglesi e dal piccolo villaggio nella brughiera in cui vive si trova catapultata sulle passerelle di Milano e New York. I suoi lunghi capelli castani e lo sguardo luminoso catturano chiunque la incontri. La sua gentilezza e riservatezza li fanno innamorare. Ma il suo cuore batte solo per Brett, il suo primo amore, che l’ha profondamente ferita e che non vede più da tempo. La nostalgia di casa è tanta e le insidie del mondo della moda non le rendono facile il distacco, tra rivalità inaspettate e amicizie per niente disinteressate. E mentre il fato tesse i suoi fili, intrecciando la sua storia con quella di due ragazzini polacchi fuggiti da Treblinka e in cerca di vendetta, Leah dovrà fare i conti con una profezia che incombe su di lei… stai attenta, la bellezza potrebbe non essere una benedizione. Non puoi cambiare il destino… Finalmente pubblicata in Italia una delle opere giovanili di Lucinda Riley, riveduta e attualizzata dal lavoro editoriale del figlio e co-autore di Atlas, Harry Whittaker. | |||
FUMANA | Il suo nome è Fumana, che nella bassa del Po vuol dire nebbia. In quel mare pallido che copre ogni cosa come un mantello, a lei piace perdersi, e non ha paura di nulla. Lo sa bene suo nonno, il rude Petrolio, che di notte la porta nelle paludi a pescare le anguille. Fumana cresce libera e selvaggia, ma quando comincia a farsi donna, Petrolio deve chiedere aiuto alla Lena, la «strigossa» della zona. Lena le insegnerà molte cose, da come stendere la sfoglia per i cappelletti alle parole segrete che usa per guarire le persone. Così, mentre l’Italia passa da una guerra all’altra, Fumana scopre il suo dono, la sua vocazione. Una storia piena di tenerezza sui legami e sulla trasmissione dei talenti, sull’accettazione del proprio destino ma anche sulla tenacia nel cercare la propria strada. A Fumana la nebbia piace così tanto che a volte, quando si immerge in quel bianco opalescente, sembra ci sia qualcuno – o qualcosa – ad aspettarla. Le piace pure pescare con il nonno, la notte, sul sandolo, una lanterna a illuminare il buio della palude. E poi, da un certo punto in avanti, inizia a piacerle anche Luca: dopo aver fatto il bagno con lui alla pozza delle monache, torna a casa senza sapere bene che cosa le si agita dentro, e perché. La notte in cui è nata, la gente di Voltascirocco se la ricorda ancora, sembrava che l’Adige volesse portarsi via tutto il Veneto. Se sopravvivi a un disastro come quello, con tua madre che muore di parto e tuo padre che forse è fuggito verso la Merica a cercare fortuna, è perché la vita ti ha destinato a qualcosa. I primi anni col nonno Petrolio, nella quiete immobile dei margini del paese, tra i canali pieni di rane, anguille e tinche, Fumana li passa a esplorare tutto ciò che può e a far finta di non sentire i giudizi degli altri. Ma poi l’infanzia finisce, e persino il burbero Petrolio capisce che deve fare qualcosa, che sua nipote sta diventando una ragazza: l’incontro con Lena, che con certe sue parole, con certi suoi segni, con certe sue erbe guarisce la gente, sarà la svolta. Ma accettare il proprio dono – Fumana è «venuta al mondo con la veste» e ha perciò qualità prodigiose – significherà forse sacrificare tutto il resto. Paolo Malaguti ci racconta una storia antica eppure ancora vicina. Un mondo perduto tra il fiume e la pianura, tra la pesca e la magia contadina, al centro del quale c’è un personaggio femminile tenace, alle prese con le aspettative di una società chiusa, a tratti meschina, e il desiderio di essere sé stessa. | |||
EVE A HOLLYWOOD | Evelyn Ross avrebbe dovuto prendere il treno per Chicago ma, come ben sanno i lettori della Buona società, ha proseguito la corsa fino a Hollywood. Sei mesi dopo, appare in una fotografia su una rivista di gossip mentre esce dal Tropicana Club di Los Angeles al braccio di Olivia de Havilland. In questa catena di sette storie ricche di dettagli e di atmosfera, ciascuna raccontata da una prospettiva diversa, Towles dipana gli eventi che portano Eve nel cuore della vecchia Hollywood. Partendo dal vagone ristorante del Golden State Limited nel settembre del 1938, seguiamo Eve nelle eleganti stanze del Beverly Hills Hotel, ai favolosi tavoli di Antonio’s, nei parchi divertimento sui moli di Santa Monica, nei locali da ballo afro-cubani di Central Avenue e infine sul set di Via col vento. Tratteggiando con abilità il glamour e la sfavillante epoca d’oro dello studio system, Towles introduce in ogni storia un nuovo, memorabile personaggio il cui destino viene stravolto dall’incontro con Eve. | |||
ACQUA SCURA | Scozia, costa occidentale. In una notte di tempesta, due famiglie accampate in una baia vengono aggredite brutalmente nel sonno da una banda di uomini mascherati. Tutti vengono torturati e uccisi. Solo Iris, la figlia maggiore di una delle due famiglie, riesce a scampare al massacro. Quindici anni dopo, Iris comincia a ricevere minacce anonime e a essere perseguitata da uno stalker, e poco dopo, Tanya, la sua migliore amica, scompare senza lasciare traccia mentre sono in vacanza insieme in Francia. Che sia stata vittima di un crimine che in realtà non aveva lei come bersaglio e che invece ha qualcosa a che fare con il passato di Iris? All’epoca Iris aveva dichiarato di essere fuggita in preda al panico e non aveva potuto fornire la descrizione di nessuno degli assalitori. Ma perché, poi, i responsabili di quegli efferati omicidi, dopo tanto tempo, decidono di prendersela con l’unica sopravvissuta? Non sopportano l’idea che qualcuno possa essere sfuggito al massacro o c’è qualcosa di personale che li lega a Iris? Di sicuro tutto ha avuto inizio quella notte in Scozia. Non trovando i colpevoli, la polizia ha ormai archiviato «gli omicidi di Kilbride», come da allora vengono chiamati. Kate Linville, appena nominata ispettore investigativo, si trova suo malgrado coinvolta nel caso insieme con l’amico ed ex ispettore Caleb Hale e, grazie al suo istinto, alla sua testardaggine e alla sua sensibilità, nota un dettaglio fondamentale: l’indizio decisivo in una vicenda destinata altrimenti a rimanere un atroce mistero. | |||
LA RETE PORPORA | Quando l’ispettrice Elena Blanco, capo della Brigada de Análisis de Casos, fa irruzione nella stanza di un adolescente come tanti altri non può immaginare quello che troverà sul suo computer: il video in diretta di due uomini incappucciati che torturano una giovane donna. La BAC sa di cosa si tratta, sono mesiche indaga sulla Rete Porpora, un’organizzazione criminale che affondale sue radici nel lato più oscuro del Deep Web, che commercia video di omicidi a un pubblico anonimo disposto a pagare cifre astronomiche. Quello che la BAC non sa, però, è che anche la formidabile ispettrice Elena Blanco ha un punto debole. Nel suo passato c’è una zona cieca, di cui non ha mai parlato a nessuno, nemmeno al suo collega e intimo confidente Zárate: la scomparsa di suo figlio Lucas, rapito quando era un bambino, potrebbe essere avvenuta proprio per mano della Rete Porpora. Ma se questo fosse vero, cosa ne è stato di Lucas? E in che modo è collegato a quegli uomini incappucciati a cui la BAC sta dando la caccia? Pur di rimettere insieme i pezzi della sua famiglia, Elena Blanco accetterà di immergersi nel male e affrontarlo fino alle più estreme conseguenze | |||
L’ORA DI FELICITA’ | Quest’anno la prima campanella di settembre ha un suono più dolce per Anna Tosetti. Sembra che, per una volta nella vita, tutto vada a gonfie vele. O almeno è così finché non va tutto a rotoli. Non è ancora una professoressa di ruolo. Ma dopo anni passati a fare supplenze brevissime e sempre con un preavviso praticamente inesistente, ora torna in quella che può considerare a tutti gli effetti la sua classe. Potrà rivedere i suoi ragazzi. E questa volta li potrà accompagnare sino alla fine dell’anno. Anna, però, ha un problema tremendo: non sa farsi gli affari propri. Vuole aiutare tutti, ma è anche una vera calamita per i guai. E così, mentre cerca di tirare fuori dai pasticci uno dei suoi studenti che è finito in giri loschi, si ritrova di fronte a realtà terribili alle quali non è affatto preparata. Quando le viene affidato un ragazzo problematico, non riesce a non portarsi il lavoro a casa e, per aiutarlo, si complica la vita. Quando si accorge che una collega è assente da troppo tempo, decide di improvvisarsi detective e deve fronteggiare una valanga di imprevisti (compreso un gatto che le fa agguati continui). Così, impegnata a risolvere misteri e a rimediare ai disastri altrui, Anna rischia di non rendersi conto che sta trascurando la sua vita. Eppure, è proprio dai suoi studenti, quelli a cui pensava di dover insegnare tutto, che impara le lezioni più preziose. E invece di lasciarla affogare in un mare di guai, le persone che ha aiutato la porteranno in salvo facendole posto sulla loro scialuppa. Cristina Frascà torna in libreria con un romanzo divertente, leggero e al contempo capace di raccontare la realtà del nostro tempo. Nelle sue pieghe più amare, ma anche nella bellezza racchiusa nei momenti più piccoli, nei gesti più dolci e nelle parole più sincere. Anna Tosetti è un personaggio difficile da dimenticare: una donna che forse si immischia un po’ troppo negli affari degli altri, ma che certamente non lascia da solo nessuno nei momenti più difficili. | |||
L’EMPORIO DEL CIELO E DELLA TERRA | Nell’America degli anni Trenta, il quartiere di Chicken Hill a Pottstown, Pennsylvania, è una vivace comunità in cui persone di colore e immigrati ebrei convivono condividendo sogni e sofferenze. I coniugi Moshe e Chona, originari dell’Est Europa, sono profondamente legati alla gente del posto, che aiutano sempre come possono, e nel tempo sono diventati un punto di riferimento per tutti. Un giorno bussano alla loro porta i vicini Nate e Addie: il nipote Dodo, un ragazzino di dodici anni rimasto sordo in seguito a un incidente domestico, è in pericolo; sua madre è venuta a mancare, il piccolo ora è orfano e gli zii hanno ricevuto una lettera. Dodo verrà prelevato dalle autorità per essere mandato in un istituto speciale per ragazzi con problemi. Moshe e Chona accettano di nasconderlo, ma in seguito a una soffiata si reca sul posto Doc Roberts, un medico bianco e razzista che finisce per aggredire la donna mentre Dodo, unico testimone, viene portato via dalla polizia. Non tutto, però, è perduto… | |||
OGNI COSA E’ PER GIULIA | Giulia Schucht affronta le trappole del Novecento vestita di bianco, circondata da uno spensierato disordine. Musicista di talento, cittadina di una terra, l’Unione Sovietica, governata da un uomo-acciaio, è una splendida lupa che vive sull’orlo di un baratro. Figlia di Apollon, un rivoluzionario aristocratico devoto a Rousseau, ha tante sorelle, tante speranze, tanti cammini possibili. Ma quando incontra Antonio Gramsci e gli si consegna perdutamente, incappa nel punto cieco dell’amore. Intorno a questo legame appassionato, fatto di assenze e di profonde felicità, fioriscono passeggiate notturne e panchine solitarie, lunghi viaggi in treno e spoglie camere d’albergo, funzionari di partito e lettere dal carcere. E due bambini, spettinati e scalzi, cotti dal sole. Da San Pietroburgo a Roma, da Cagliari a Vienna, da Mosca all’Alto Adige, Lucia Tancredi tesse magistralmente la sua rete dando vita a un personaggio tanto letterario quanto tragicamente reale. In queste pagine, Giulia intreccia il suo destino, vissuto o più spesso solo immaginato, a quello di un uomo che non può essere suo perché appartiene alla Storia, sperimentando sulla sua pelle il vento dell’utopia e i disastri dei totalitarismi, le sorprese di una relazione mai veramente vissuta, il desiderio impossibile di essere normale. E nella sua struggente freschezza, lascia affiorare una voce unica, sospesa e dimenticata come quella del suo violino. | |||
PICCOLO GUFO E LA BABYSITTER | Ma nulla sembra impossibile, per Spilly. Perciò decide di chiedere a Spilly una lunga storia della buonanotte, e poi uno spuntino con quaranta marshmallow, e poi ancora… la luna! Una storia perfetta per tutti i bambini che non amano restare con le babysitter, e per quelli che invece con loro si divertono un mondo. Piccolo Gufo non vuole che Spilly gli faccia da babysitter. Dopotutto non è più un bebè, e poi perché la mamma deve per forza uscire? Età di lettura: da 3 anni. | |||
GLI SPORT SPIEGATI AI BAMBINI | Lo sport è una parte importante della nostra vita: è spettacolo, salute, divertimento, educazione. In particolare, serve a far crescere bene i più giovani, che nell’attività fisica trovano al tempo stesso insegnamenti e gioco. Il libro propone una panoramica sui 14 sport più praticati e diffusi, con un approccio semplice e mirato ai piccoli lettori. Lo scopo è far conoscere le principali discipline al vasto pubblico di bambini e ragazzi che si affacciano all’attività sportiva o agonistica per facilitarne la scelta. Di ogni sport viene spiegata in modo efficace l’essenza: finalità, regole, tecnica di base, attrezzatura, ruoli principali e singole discipline. Tanti disegni divertenti aiutano a comprendere, a metà fra gioco e didattica, i concetti illustrati. Età di lettura: da 6 anni. | |||
DENTI, PIGIAMA E VIA! | Pianoforti parlanti, cabine del telefono per il teletrasporto, cuffie magiche per esplorare il mondo un libro imprevedibile per guardare la realtà con le lenti della pura fantasia. «C’è un barattolo al centro del mio sterno, odora di caffè, è pieno di sogni, di emozioni che sto ancora lavorando per sciogliere, e di storie che escono quando sono pronte. Il mio barattolo mi parla da quando sono piccolo. E io gli rispondo gentilmente». Età di lettura: da 5 anni. | |||
LA SENSIBILITA’ CAMBIERA’ IL MONDO | Da bambino, Gabriele ama perdersi nei libri e la sera trascorre ore con il naso all’insù a guardare le stelle con la sensazione di appartenere a un luogo diverso. Al contrario di molti suoi coetanei, le feste di compleanno, così rumorose e caotiche, sono un momento traumatico e, crescendo, l’ansia provocata da esami e interrogazioni e poi dal desiderio di non deludere le aspettative sul lavoro diventa quasi invalidante. Gabriele lo scoprirà più tardi, ma non c’è nulla di sbagliato in lui. Semplicemente, è un PAS: Persona Altamente Sensibile. Ovvero, percepisce gli stimoli in modo particolarmente intenso e li elabora in modo più profondo. Così come sensibilità non è sinonimo di fragilità, essere un PAS non è una patologia, ma può invece diventare un punto di forza. Infatti, se riusciamo a metterci in ascolto delle nostre emozioni senza lasciarci sopraffare da esse, scopriremo che la chiave della felicità consiste proprio nel saper cogliere le infinite sfumature e complessità dell’animo umano. Con uno sguardo attento, in particolar modo all’infanzia, Gabriele Genovese racconta il suo percorso di crescita e di consapevolezza e ci offre un libro di straordinaria delicatezza che si rivolge a tutti, dando gli strumenti per comprendere al meglio ciò che accade dentro di noi quando ci sentiamo traboccare di emozioni. | |||
LA MIA VITA CONTROVENTO | La leggenda vivente dell’alpinismo si racconta in occasione del suo 80° compleanno La costante nella vita di Reinhold Messner è il vento contrario: che siano le tempeste del Polo Sud o il ghiaccio della Groenlandia, mentre arrampica da solo su strette creste, oppure sulle pareti sommitali più ripide. Ma soprattutto è nel cosiddetto mondo civile che Messner si è trovato controvento, a causa delle critiche, spesso feroci, che hanno sempre accompagnato le sue imprese. Nell’autobiografia che ha scritto in occasione dei suoi ottant’anni, si volta indietro e ricostruisce la sua visione del mondo, ripercorrendo le azioni che ha compiuto e le reazioni che ha suscitato. Chi si aspetta un Messner appagato da una vita eccezionale e pacificato con gli altri e con se stesso, rimarrà deluso. Questo libro palpita dell’eccitazione di chi per primo ha salito gli Ottomila, ha disegnato vie eleganti e impossibili, ha ridefinito la scala delle difficoltà alpinistiche, ha espresso una forte passione politica e ambientalista. E allo stesso tempo freme di sdegno contro chi ha cercato di mettere a tacere le sue verità, lo ha accusato di aver sacrificato la vita degli altri alla sua ambizione, ne ha criticato l’anticonformismo. In “La mia vita controvento”, Messner non fa sconti a nessuno, neppure a se stesso, ma riconosce che è proprio da tutti gli ostacoli che ha dovuto affrontare nella vita che ha tratto e trae la sua forza e la costanza di andare sempre avanti. Perché, come dice, è «il vento contrario che ti fa crescere le ali». | |||
IL MIO CUCCIOLO – ALBUM E GUIDA | Un album per annotare le tappe più importanti della vita del proprio micio. Proprio come in un libro nascita, si raccoglieranno tutti i ricordi più importanti e felici, con foto e note. Il volume è anche una guida preziosa per conoscere e accudire al meglio il proprio piccolo felino: dalla scelta del cucciolo alla sua salute e benessere, fino ai trucchi sul comportamento e l’educazione, maturati in oltre 35 anni di esperienza. | |||
CINQUECENTO ANNI DI RABBIA | Nel Cinquecento, l’invenzione di Gutenberg – la stampa a caratteri mobili – fu il motore inconsapevole di una rivoluzione. La capillare diffusione di fogli stampati con la nuova tecnologia a basso prezzo portò chi non aveva mai avuto accesso al potere a prendere coscienza per la prima volta di istanze comuni. La rabbia sociale che ne esplose assunse una forma nuova e organizzata, da cui scaturì la Guerra dei contadini, alla fine repressa nel sangue nel 1525. Da allora il mondo non fu più come prima; da quel momento il potere iniziò a occuparsi dei mezzi di informazione per poterli imbrigliare e rendere innocui. Cinque secoli dopo – parliamo di noi -è accaduto qualcosa di molto simile. È il 6 gennaio 2021 quando il sogno della «più grande democrazia del mondo», incredibilmente, vacilla. Una folla inferocita, composta in maggioranza da uomini bianchi, dà l’assalto al Congresso degli Stati Uniti, a Capitol Hill. La rabbia popolare di quel giorno viene incanalata e organizzata dai social media. In entrambi i casi un nuovo mezzo di comunicazione, sfuggito ai filtri del potere, porta in superficie la rabbia di chi si sente escluso dalla narrazione dominante. In “Cinquecento anni di rabbia” Francesco Filippi discute una tesi affascinante: c’è uno stretto rapporto che intercorre tra le rivolte e i mezzi di comunicazione dal Cinquecento a oggi e senza dubbio quella a cui stiamo assistendo in questi anni è una rivoluzione, di cui noi siamo i protagonisti. Mai come ora abbiamo bisogno di fare un buon uso della storia per capire con maggiore profondità il mondo nel quale viviamo. | |||
I DEMONI DELLA MENTE | Cosa hanno in comune Donald Trump e Taylor Swift? Siamo davvero sicuri che la realtà che ci circonda non celi una terribile verità tenuta nascosta? Esistono risposte più seducenti di quelle offerte dalle scienze tradizionali? È da queste insidiose domande che nascono i complottismi, i demoni della mente, dubbi infondati quanto seducenti volti a dimostrare un motore segreto dietro tutte le nostre incertezze. In questi anni in cui la mala informazione imperversa, abbiamo visto crescere l’interesse per ciò che è antiscientifico e molti hanno sposato la convinzione che niente è come sembra: quello che sperimentiamo è poco più di un’illusione, una trama d’inganni e conflitti interpretativi dietro alla quale si nasconde un’altra realtà che ha il pregio di essere autentica e il tragico difetto di essere oscura e disperata. Il giornalista Mattia Ferraresi compone un quadro attuale e inedito del nostro presente prendendo in esame cinque grandi delusioni legate alla società e alla politica contemporanea che hanno concorso a radicalizzare i nostri convincimenti azzardati. Dai social network (come nuove fonti di informazioni a costo zero) alla confusione tra scienza e pseudoscienza, dalla famiglia Kennedy ai mitologici uomini-pipistrello avvistati sulla Luna, Ferraresi ci pone di fronte alle conseguenze dell’attuale tendenza a non avere fiducia in niente, ma credere a tutto. Un viaggio inedito sul crinale del contemporaneo, dove i complottisti della destra reazionaria e i progressisti della sinistra woke si tengono per mano, accomunati dall’idea che la realtà che sperimentiamo è una copertura che nasconde qualcos’altro. | |||
ON LEADERSHIP | Tony Blair ha imparato i principi del buon governo nel modo più difficile: guidando un Paese per oltre dieci anni. Ora ha scritto il libro che avrebbe voluto avere a disposizione quando, nel 1997, è diventato primo ministro del Regno Unito. Una sintesi di lezioni di leadership frutto dell’esperienza ai vertici di una grande e antica democrazia liberale, in cui condivide le intuizioni che ha fatto proprie durante la sua lunga carriera politica, attraverso l’osservazione di altri leader e grazie al lavoro dell’istituto che ha fondato per sostenere i governi a livello globale. Scritto in capitoli brevi e incisivi, ricchi di esempi tratti dai sistemi politici di tutto il mondo, il libro risponde alle domande chiave: Come stabilire le priorità, sviluppare una strategia efficace, organizzare il proprio ufficio e assumere le persone più adatte? Come affrontare le crisi o gli eventi imprevisti e bilanciare le vittorie a breve termine con i cambiamenti strutturali a lungo termine? Qual è il modo migliore per gestire una burocrazia inefficiente, attrarre investimenti, riformare la sanità o l’istruzione e garantire la sicurezza dei cittadini? Cosa dovrebbero fare i governi per sfruttare le enormi opportunità della rivoluzione tecnologica del XXI secolo? Questo saggio è una lezione magistrale sulla leadership in generale, e sulla leadership politica in particolare, da parte di un grande statista. | |||
LA PRIMA BUGIA VINCE | Ci sono persone per cui mentire è facile, altre per cui è praticamente impossibile. Perché mentire è difficile, e una bugia non è mai isolata. Una ne richiama inevitabilmente un’altra, e poi un’altra ancora, e occorrono grande lucidità e freddezza per fare sì che lo scintillante ma fragile castello di carte che abbiamo eretto tra noi e gli altri non cada all’improvviso, rivelando una volta per tutte chi siamo. Poi ci sono persone per cui mentire è, semplicemente, un mestiere. E in questo Evie Porter è la migliore. Per questo Mr Smith, il suo misterioso datore di lavoro, fa ricorso alle sue doti quando la parte da recitare è quella di una ragazza dell’Alabama fidanzata di Ryan Sumner, il tipico ragazzo d’oro che chiunque vorrebbe sposare. Peccato che sia la solita bugia e che Evie, come al solito, stia mentendo per carpire informazioni da un tutto sommato forse non così limpido Ryan. Peccato, perché la sua vittima questa volta è davvero carina e la vita che le promette è proprio il genere di esistenza che Evie ha solo potuto brevemente sognare di tanto in tanto leggendo qualche romanzo d’amore. In fondo si trova lì per fare il suo lavoro, in cui è così brava, e poi sparire. Ma un giorno, durante una festa, le si avvicina la fidanzata di un amico di Ryan e sorridente le si presenta. Strano nome, il suo: Lucca. Lucca Marino. Molto strano. Anche perché è il vero nome di Evie. Qualcuno almeno bravo quanto lei a mentire, improvvisamente, è sul terreno di gioco. Ma il gioco, questa volta, qual è? | |||
LA FURIA | La sera del 27 agosto 1934 cinquantasei ragazzini evadono dalla Colonia penale per minori di Belle-Île-en-Mer, un’isola al largo della Bretagna. Subito le guardie e i gendarmi organizzano una vera e propria caccia, a cui prende parte anche la «brava gente» del posto e perfino qualche turista. La ricompensa è di venti franchi per ogni fuggiasco. In poco tempo tutti vengono catturati. Tutti tranne uno, non sarà mai ritrovato. Quando viene a conoscenza di questa storia Sorj Chalandon pensa: quel ragazzino sono io. Immagina il suo nome, Jules Bonneau, racconta la sua storia. Jules, abbandonato dai genitori, vive in casa dei nonni paterni, che non esitano a liberarsene appena finisce davanti alla Giustizia. A soli tredici anni si ritrova in un cosiddetto Istituto di rieducazione, in realtà una prigione. Dentro quelle mura, Jules impara a farsi rispettare e temere, guadagnandosi il soprannome di Tigna, per sopravvivere a una realtà dominata da soprusi e violenze. E mentre sogna di diventare marinaio, dentro di lui cova una rabbia che fa fatica a contenere. Chalandon si infila nella pelle di un ribelle cresciuto senza amore e scrive il suo romanzo più potente, che più gli assomiglia: «Perché questa rabbia è sempre stata in fermento dentro di me. È una rabbia autobiografica». E a quel ragazzo che avrebbe potuto essere lui, vissuto nell’oppressione degli adulti e della società, offre una possibilità di salvezza, quella di aprire i pugni per accogliere mani amiche, e trasformare la sua furia in bellezza, l’odio in fiducia. | |||
MALASTRADA | I Malarazza hanno conquistato l’America. Alla fine dell’Ottocento l’impero dei Montalto si estende dagli Stati Uniti all’Europa, i loro commerci fioriscono, le loro navi collegano le sponde dell’Atlantico e il loro vino è sulle tavole più prestigiose. Prima di lasciare New York, Rosaria Battaglia ha affidato ai figli Leonardo e Paolo la guida della banca di cui è stata la prima donna presidente, ed è tornata a Castellammare del Golfo con la figlia minore, Benedetta: è lei che un giorno dovrà prendere le redini del ramo siciliano della famiglia. Giovane, bella ed emancipata, Benedetta si innamora di Ignazio Rizzo, che con il padre Vincenzo ha gestito la ricchezza dei Montalto. Ma Don Vincenzo sa che quell’amore, travolgente e viscerale, non deve andare oltre ed è disposto a tutto pur di separare i due giovani. E mentre Benedetta deve affrontare l’allontanamento di Ignazio e la nuova mole di responsabilità, in America la gestione attenta di Leonardo e il suo impegno nel tessere legami con l’alta società newyorkese non bastano a evitare le insidie che si affacciano all’orizzonte. Il rapporto sempre più burrascoso con il fratello Paolo, al contrario sregolato e dissoluto, e l’incombere della Mano Nera minacciano di spezzare gli equilibri familiari. È solo l’inizio di una nuova, turbolenta, fase per gli eredi di Antonio Montalto: tra ambizioni personali e lotte fratricide, Leonardo, Paolo e Benedetta dovranno guardarsi le spalle non solo dai nemici esterni, ma ciascuno dal sangue del proprio sangue. | |||
VEGLIARE SU DI LEI | Nel grande gioco del destino, Mimo sembra proprio aver ricevuto le carte sbagliate. Affetto da nanismo, nato in una famiglia di poveri immigrati italiani in Francia, perde il padre, scultore che gli aveva insegnato i rudimenti dell’arte, durante la prima guerra mondiale quando lui è ancora molto piccolo. Incapace di mantenere entrambi, la madre lo affida a uno “zio”, Alberto, in Italia, anche lui scultore, ma dedito più alla bottiglia che allo scalpello. Mimo, però, ha dalla sua un grandissimo talento per la scultura, coraggio e determinazione. Viola Orsini, invece, erede di una famiglia importante, tra le più potenti di tutta la Liguria, trascorre l’infanzia e l’adolescenza tra gli agi e le comodità, ma è troppo intelligente e ambiziosa per potersi rassegnare a vivere una vita di ozio e noia. Sin da bambina va contro le consuetudini tipiche della sua classe e sogna in grande. Mimo e Viola non si sarebbero mai dovuti incontrare, ma il destino è inintelligibile, e così, a tredici anni, si trovano, si sfiorano, si riconoscono e giurano solennemente di non lasciarsi mai. Su di loro, però, incombono le differenze di ceto, che sembrano precludergli ogni possibilità di stare insieme. Sullo sfondo, gli anni convulsi e turbolenti del primo conflitto mondiale, del dopoguerra, del fascismo e della liberazione, attraverso i quali Mimo e Viola saranno costretti a camminare, cercando di tenersi stretti l’uno all’altra, uniti da un legame incrollabile. Romanzo vincitore del premio Goncourt 2023, “Vegliare su di lei” è un travolgente affresco in cui si mescolano storia e passione, un racconto avvincente che con grazia e bellezza sa parlare ai nostri cuori unendo l’amore per l’arte, a quello, eterno, tra un uomo e una donna capaci di sopportare qualunque cosa pur di inseguire i propri sogni. | |||
LA BAMBOLA DI PORCELLANA | Rosie studia all’Università di Oxford e una volta al mese va a Londra a trovare la madre, una donna cupa, intristita, che si rifiuta di parlare del passato. Alla sua morte, Rosie si ritrova in possesso di una collezione di bambole e di un vecchio quaderno di fiabe scritte in un alfabeto di cui ha solo un vago ricordo; storie che l’accompagnano nella Russia del 1915, in un tempo lontano in cui già si respira il vento della rivoluzione. Un mondo avventuroso e romantico, colmo di violenza e tradimenti, che custodisce un grande amore, profondo e proibito, tra una nobildonna e un bolscevico. Rosie decide di accettare un lavoro di ricerca proprio a Mosca, sua città d’origine, dove intende scavare nei segreti della sua famiglia per scoprire cosa è realmente accaduto prima che lasciasse la Russia. Armata del quaderno come di una bussola che le indica la strada, ritroverà il filo di una matassa complessa e letteralmente costellata di colpi di scena. Quando ogni mistero sarà svelato e le memorie che si volevano seppellire verranno alla luce, allora la vita potrà riprendere il suo corso, con la consapevolezza che il nostro innato desiderio di appartenenza, se può condurre a verità dolorose, può anche aiutarci a perdonare. In fondo, se una storia è bella, se è capace di coinvolgere ed emozionare, noi vogliamo crederci. | |||
VIVA IL LUPO | Un romanzo che racconta il presente nei desideri e nelle sconfitte, nella violenza della competizione e nella dolcezza dell’amicizia, capace di rappresentare lo smarrimento della vecchiaia che incombe, lo struggimento di un’adolescenza che pare non aver fine, il disagio di una società di adulti fragili, convinti che invece la fragilità sia dei giovani. Un mercoledì di fine luglio Gabriele Purotti si sveglia senza voce. Ha poco più di cinquant’anni ed è il leader dei Dorita, uno dei gruppi rock più in vista della scena indie italiana. Tutti lo conoscono come Puro, è diventato davvero famoso grazie alla televisione, ogni settimana gli passano davanti le giovani speranze della musica italiana e lui è il loro giudice, nel talent show musicale di maggior successo, «Viva il lupo». Adesso il suo futuro di cantante è a rischio, i medici non sanno darsi spiegazioni, lui sì. La voce si è spenta appena saputo della morte di Tete, una ragazzina sedicenne. È stata travolta da un treno mentre attraversava in monopattino un passaggio a livello, con le cuffie alle orecchie e la musica alta. Due giorni prima, alle audizioni del programma, aveva dimostrato un grande talento. Però era stata rifiutata con il voto decisivo del Puro. Forse – sospetta la Procura – potrebbe essere stato un gesto volontario. Gabriele sprofonda nell’abisso del rimorso e comincia una doppia ricerca, dentro e fuori di sé. Vuol sapere tutto di Tete, ricostruire i suoi sogni e quel mondo che sente d’aver spezzato. Poi ha l’urgenza di rintracciare le altre ragazze e i ragazzi da lui bocciati negli anni, di verificare se si è lasciato dietro una scia di dolore e disperazione. Mentre la gara televisiva prosegue inarrestabile senza di lui, macinando rivalità e rancori, vincitori e sconfitti, Puro riesce a entrare in contatto con la famiglia della ragazzina, scoprendo una nonna straordinaria e un fratello stralunato e geniale. Un doppio incontro che cambierà il senso della sua ricerca e il corso della vita di ognuno di loro. | |||
UN GRIDO DI LUCE | Non è una notte come tutte le altre. Domani, finalmente Adunni andrà a scuola. Tia ha lottato a lungo per dare a quella ragazzina brillante e coraggiosa la possibilità di lasciarsi alle spalle la miseria di Ikati, il villaggio nigeriano in cui è nata e cresciuta, per inseguire il suo sogno più grande: studiare, per costruirsi un futuro diverso e, un giorno, insegnarlo anche alle altre bambine che, come lei, sarebbero altrimenti relegate al ruolo di moglie e madre, senza prospettive né istruzione. Eppure, adesso che la guarda dormire, tutto ciò cui Tia riesce a pensare sono le parole che ha origliato per caso pochi giorni fa, mentre faceva visita alla madre gravemente malata. Perché, da quelle parole, è chiaro che la madre le ha mentito per vent’anni, nascondendo un segreto che potrebbe cambiare per sempre la sua vita. Tia vorrebbe cercare risposte, ma non c’è tempo: qualcuno sta bussando alla porta di casa sua, con l’intenzione di riportare Adunni a Ikati e dal marito da cui è fuggita. Dovrà quindi scegliere che cosa sia più importante: se fare luce sul proprio passato o aiutare Adunni, affinché la sua voce non venga messa a tacere, ma diventi un faro di speranza per tutte le ragazze del suo villaggio. Una storia commovente di amicizia e solidarietà femminile. Due protagoniste dal coraggio esemplare. Un viaggio sull’importanza di trovare la propria voce e restituirla a chi non ce l’ha o ancora non sa di averla. | |||
IO SONO L’UOMO CON DUE FACCE | Questa è una storia di guerra, dichiara subito l’autore di queste pagine, che contengono il racconto di alcune vite: la sua e quella della sua famiglia. Non solo autobiografia; non solo memoir; non solo acuminato ritratto del Grande Paese che li ha accolti nel 1975, in fuga dal Vietnam. Loro, che non sono esuli, espatriati, migranti né immigrati, ma rifugiati. Del resto, è con l’arrivo in America, dove lo separano da papà mamma fratello anche se ha soltanto quattro anni, che comincia la memoria di Viet Thanh Nguyen, e allora sappiamo che leggeremo una storia di dolore, perché ciò che non smette di far male rimane per sempre fissato. Tuttavia è molto più anche di questo, dal momento che, come scrive l’autore del Simpatizzante con la sua affilata autoironia, lui ha abbastanza cicatrici da essere un bravo scrittore ma non tante da essere totalmente fottuto. Ed è il bravo scrittore a ripercorrere l’infanzia riunito alla famiglia e poi l’adolescenza a San José, California, facile come non è mai stata per i suoi, reduci di una guerra infinita, consumati dal lavoro. La biografia procede aprendo di continuo squarci lirici, storie più grandi, storie politiche, di diaspora, di colonizzazione, di razzismo, ma anche di ordinaria violenza, come quella della sparatoria che vede coinvolti i suoi genitori. Non mancano poi Hollywood e le sue pellicole iconiche, che suscitano nel giovane Viet l’angosciosa domanda esistenziale: posso essere americano e vietnamita? Colui che uccide e colui che viene ucciso? Diventato scrittore e accademico di successo, l’uomo con due facce tornerà in visita nella sua terra, dove toccherà tutto ciò che i suoi genitori hanno dovuto abbandonare, dimenticare per poi ricordare. E riconoscerà che è tempo di chiudere il cerchio, di prendersi cura di chi ci ha amato. Il nome cattolico di Ba è Joseph. Quello di mia madre, Maria. Come molti altri migranti e rifugiati prima di loro, diventano dei sacrifici umani, si gettano sul filo spinato perché io possa entrare in questo strano mondo nuovo camminando sulle loro schiene. Lavorano senza posa, quasi tutte le ore di veglia, quasi ogni giorno dell’anno eccetto Pasqua, Tê’t e Natale. Ogni giorno la loro stazione di viacrucis. | |||
NUMEROLOGIA ANTICA | Fin dall’antichità la numerologia è considerata una disciplina in grado di interpretare e spiegare il comportamento umano, la personalità e il destino degli individui: dalla salute all’amore, dagli affari alle relazioni. Alberto Ferrarini ha studiato a lungo i numeri e il loro potere esoterico, ed è un esperto di ciclicità e simbologie. La sua continua ricerca l’ha portato a intuire e comprendere ciò che la mente non vede e non distingue, ma che l’energia e l’empatia conoscono. Le sue capacità e la sua esperienza aiutano centinaia di migliaia di persone, attraverso i suoi social e i suoi eventi sempre sold out, a conoscersi nel profondo e a fare le scelte giuste al momento giusto. Molti personaggi del mondo dello sport e dell’imprenditoria lo interpellano per migliorare l’esito delle loro performance e raggiungere i loro obiettivi. In questo libro esclusivo ha deciso di condividere il suo sapere e di darci uno strumento prezioso e unico per interpretare i numeri della nostra vita e trovare risposte e nuovi significati a ciò che ci accade. | |||
QUANDO MUORI VIENI A ME | Un viaggio con suo padre verso il paesino tra le Dolomiti da cui proviene la famiglia paterna sarebbe la scusa perfetta per capire meglio Genitore 2, ma Zerocalcare e suo padre sono incapaci di parlarsi di cose significative. Questo rende difficile la trasferta, quando si capisce che la loro famiglia non è vista di buon occhio, anzi, da alcuni è proprio odiata, in paese. Le radici dell’odio risalgono a prima della Grande guerra, e si intrecciano al mistero che circonda, da trentacinque anni, il giorno più misterioso ed emblematico della vita di Calcare, quello che lui fin da bambino ricorda come “Il giorno di Merman”. Negli interstizi dei non detti, l’amore incrollabile di un padre per il suo unico figlio attraversa alcune delle pagine più buie della Storia del nostro Paese, silenziosamente coraggioso. Una storia in cui Zerocalcare si costringe a guardarsi allo specchio e non si fa sconti nel raccontare ciò che vede. | |||
SULLA PIETRA | Un rapimento, svariati delitti e un assassino, forse mancino forse no. Saranno solo leggende e superstizioni ma, da quando è ricomparso il fantasma dello Zoppo, in Bretagna le sciagure non si contano più. A sei anni da “Il morso della reclusa”, torna Fred Vargas con uno dei personaggi capolavoro del noir, lo svagato e visionario Jean-Baptiste Adamsberg, commissario del XIII arrondissement di Parigi. Il guardacaccia Gaël Leuven era un marcantonio solido come uno scoglio bretone, ma per ucciderlo sono bastate due coltellate al torace. A Louviec lo conoscevano tutti. Compreso Josselin de Chateaubriand (forse discendente di quel Chateaubriand), il nobilastro dall’abbigliamento eccentrico che adesso è il principale sospettato. Richiamato in Bretagna dal commissario locale, Adamsberg si addentra nelle numerose ramificazioni del caso. Ma pur perdendosi come di consueto in false piste e digressioni mentali, in osservazioni prive di qualunque nesso con l’indagine, c’è da scommettere che anche questa volta verrà a capo del groviglio di omicidi ed efferatezze. Grazie alle sue illuminazioni proverbiali ma anche, forse, all’energia ancestrale dei menhir. | |||
LA REGINA DEI SENTIERI | Serena, mamma di due figlie, casalinga ultraindaffarata, chimica con il «superpotere» dell’olfatto formidabile e professionalmente coltivato nel suo ultimo lavoro da sommelier. E Corinna, sovrintendente di polizia, alta un metro e novanta e con un carattere ruvido, opposto a quello irruente e solare di Serena, ma con lei da subito in sintonia. A riunire l’irresistibile coppia è un caso che coinvolge il mondo vitivinicolo del borgo toscano di Bolgheri. È stato ritrovato il motocarro del marchese Crisante Olivieri Frangipane, patriarca di una antichissima famiglia di produttori di vino, scomparso anni fa in circostanze misteriose. Una sera di ottobre del 2013 il conte si allontana con il suo Ape coupé e non farà mai ritorno. Il ritrovamento del mezzo durante il drenaggio di un bacino artificiale della tenuta Tegolaia fa scattare immediatamente nuove indagini e riaccende vecchie scintille tra le due proprietà. La tenuta Tegolaia, passata dalla famiglia Colantoni ad una multinazionale olandese, era diventata bersaglio degli scherzi pungenti in perfetto stile toscanaccio del vecchio Crisante. A loro volta, attraverso il manager italiano, Walter Gori, gli olandesi si lanciavano in continue minacce di azioni legali o, peggio ancora, di azioni fisiche contro la persona. Quando all’interno della tenuta riaffiora anche il corpo del conte, alle due argute investigatrici appare chiaro che la risoluzione dell’enigma deve trovarsi all’interno di queste schermaglie. E nella memoria di Andrea Pace, ora nuovo proprietario della tenuta Tegolaia, nonché nel 2013 enologo della famiglia Olivieri Frangipane. L’umorismo, i colori, i profumi e i sapori della campagna toscana, in un intrigo giallo in cui emerge con forza la sensibilità femminile delle due protagoniste. | |||
LE FORMIDABILI DONNE DEL GRAND HOTEL | Stoccolma, 1901. Il Grand Hôtel, che ospiterà la cerimonia del primo Premio Nobel della storia, è in verità sull’orlo del fallimento. Riuscirà una donna a risollevarne le sorti? In una fredda sera di dicembre del 1901, mentre nella sontuosa sala dei banchetti del Grand Hôtel fervono i preparativi per la prima cerimonia d’assegnazione del Premio Nobel, negli uffici ai piani superiori l’atmosfera è decisamente meno gioiosa. L’albergo, un vanto per la corona svedese e per l’intera nazione, in realtà è sull’orlo del fallimento. Per sovvertire un destino già scritto ed evitare lo scandalo, viene deciso di rivolgersi alla persona che, da sola e dal niente, negli ultimi anni è riuscita a dare vita a una catena d’alberghi di grande successo: Wilhelmina Skogh. Nonostante le sue indubbie qualità, però, la scelta di una donna a capo del Grand Hôtel fa storcere il naso a molti e suscita una vera e propria rivoluzione tra il personale maschile, tanto che la maggior parte arriva addirittura a licenziarsi. Ma Wilhelmina non è certo tipo da lasciarsi intimidire, anzi, sostituisce prontamente gli uomini con una nuova generazione di ragazze che, per scelta o necessità, cercano un’esistenza che vada oltre i confini del focolare domestico. Grazie al coraggio e all’intraprendenza di Wilhelmina e delle sue formidabili collaboratrici, il Grand Hôtel diventa così un modello di eccellenza al femminile, un elegante scenario in cui s’incrociano i destini di umili cameriere e arroganti nobildonne, ricche ereditiere e governanti ambiziose. Un luogo in cui modernità e tradizione s’incontrano e dove tutto sembra possibile, anche realizzare i propri sogni… Ispirato a una storia vera, questo romanzo ci fa entrare non solo nelle stanze segrete di un albergo iconico che ha segnato un’epoca, ma soprattutto nei cuori e nelle menti di un gruppo di donne brillanti e determinate, che non hanno avuto paura di sfidare le convenzioni del loro tempo pur di realizzare le proprie aspirazioni, diventando così un esempio di emancipazione e successo. | |||
CAFE’ ROYAL | Storie che corrono a perdifiato, dove le traiettorie della vita s’intrecciano con i capricci del destino: un bar di Milano come il centro del mondo. Dal Café Royal prima o poi ci passiamo tutti: genitori e figli, donne indaffarate, coppie di amanti e adolescenti spaesati. Davanti al bancone si srotolano relazioni da aggiustare e nuovi incontri, una galleria degli specchi in cui ciascuno può sorprendersi riflesso. Come spesso accade nelle grandi città, i personaggi di questo imprevedibile romanzo corale s’incrociano ogni giorno, si salutano, a volte si confidano e altre si ignorano. Forse non ne sono consapevoli, ma insieme formano una comunità. | |||
PROFESSOR ASTRO GATTO E LE FRONTIERE DELLO SPAZIO | Arricchito dalle coloratissime illustrazioni di Ben Newman e aggiornato con i nuovi dati scientifici di questi ultimi anni, torna in una nuova veste uno dei titoli più fortunati della collana BaBAO: Professor Astro Gatto e le frontiere dello spazio. Un libro divulgativo dalla capacità di intrattenere lettori di tutte le età, già vincitore nel 2015 del prestigioso Premio Andersen come “miglior libro di divulgazione”. Il primo capitolo di una serie di volumi che hanno conquistato sempre più lettori e hanno portato la conoscenza… verso una nuova frontiera! Età di lettura: da 8 anni. | |||
NON FARE MAI MERENDA CON UN T-REX | Quando hai a che fare con i dinosauri faresti bene a seguire i consigli di questo spassoso libro pop-up. Pieno di curiosità che ti faranno torcere le budella dalle risate! Età di lettura: da 5 anni. | |||
IL VIAGGIO NELLA GALASSIA DI ERICK E DOMINICK | Erick e Dominick sono in gita al Museo della Scienza quando notano il perfido Dottor Giniu e il Dottor Timoti sparire dietro una porta misteriosa. Che ci fanno lì? E quale sarà il loro piano malvagio questa volta? Per scoprirlo li seguono e, senza accorgersene, finiscono dentro a… una navicella spaziale! Erick e Dominick si ritrovano catapultati all’improvviso nello spazio profondo, tra pianeti fantastici e strani abitanti galattici. La prima tappa del loro viaggio è il pianeta Flo, un luogo ricco di florida vegetazione, dove vengono accolti con grande ospitalità dalla principessa Siinix e da suo padre, re Polw il blu. Proprio durante la prima notte che i DinsiemE trascorrono sul pianeta viene rubata la Pietra dell’Energia, che alimenta e rende tanto rigoglioso Flo, e i suoi abitanti accusano del furto i nuovi arrivati. Siinix tuttavia si lascia sfuggire che a rubare la Pietra potrebbero essere stati gli abitanti del pianeta Star, sempre in cerca di energia. Decisi ad aiutare Siinix e Polw Erick e Dominick invece di fare ritorno sulla Terra si dirigono su Star, un pianeta ipertecnologico dove incontreranno nuovamente due vecchie conoscenze, che questa volta sembrano avere dalla loro parte un misterioso aiutante. Età di lettura: da 6 anni. | |||
DOVE E’ STATO GIRATO? | Vi siete mai chiesti dove sono realmente ambientati la vostra serie TV o il vostro film preferiti, magari con l’idea di scegliere quella meta per il vostro prossimo viaggio? Grazie a questa guida, pensata per i fanatici del grande e del piccolo schermo, troverete le risposte che cercate. Rivivrete la battaglia di New York degli Avengers, visiterete la location croata di Approdo del Re in Il trono di spade, viaggerete per il Regno Unito sulle tracce dei protagonisti di Good Omens, Outlander e Doctor Who, scoprirete come la Nuova Zelanda si è trasformata nella Terra di Mezzo de Il Signore degli Anelli, dove è realmente ambientato il magico mondo di Harry Potter, gli scenari da brivido di Stranger Things e Supernatural e tutti i luoghi che hanno reso Star Wars, Ritorno al futuro e Blade Runner dei veri classici senza tempo. Il tutto condito da aneddoti e dietro le quinte esclusivi e da mappe di location reali per raggiungere facilmente tutti i siti, senza dimenticare il rispetto per la natura e per la popolazione del luogo. Un’originalissima fonte di ispirazione per il vostro prossimo viaggio o, più semplicemente, un libro da sfogliare per volare con la fantasia. | |||
LO ZEN E L’ARTE DI SCALARE LE MONTAGNE | La storia di Gigi Mario è la storia di un uomo che, ancora giovane, ha raggiunto una grande abilità nell’arrampicata, ma ha anche scoperto che nell’arrampicata e nelle montagne non c’era la risposta alle sue domande. Fu così che, spinto da domande che riguardano il senso della vita e della morte, un giorno partì per l’Oriente alla ricerca di un maestro che potesse rispondere a quelle domande. Quel maestro lo trovò nel rosci Yamada Mumon del monastero Shofukuji di Kobe, con cui percorse un duro cammino, più duro di quello che porta in cima alle montagne. | |||
LA PRIMA GUIDA PER CHI VIAGGIA IN ELETTRICO – ITALIA | Ogni viaggio con un veicolo elettrico dovrebbe essere un’opportunità per sperimentare un nuovo impegno con il territorio circostante, un’esperienza positiva sostenibile da vivere senza pensieri. Questa guida è stata pensata dagli ev-driver per gli ev-driver, per scoprire le bellezze di questo Paese e il suo stile di vita unico in un modo di viaggiare totalmente sostenibile. Scopri i migliori itinerari per veicoli elettrici ed esplora oltre 500 strutture ricettive che offrono servizi di ricarica per tutte le auto elettriche. Viaggia direttamente verso l’hotel grazie a un sistema interattivo tramite l’app di ricarica evway. | |||
SIGNORE CHE AMAVANO ALTRE SIGNORE TANTO TEMPO FA | Ventuno brillanti ritratti di donne che si ribellarono al matrimonio e infransero le regole. Donne mai sottomesse. Artiste geniali e decadenti. Signore, illustri o meno, che nonostante le difficoltà della loro epoca osarono esprimere la propria sessualità e sfidare le condizioni sociali. Questo libro esplora la storia pubblica e privata di donne che amavano altre donne – Anne Damer, Caterina Vizzani, Josephine Baker e molte altre – per portare alla luce una realtà che per troppo tempo è rimasta nascosta e proibita. | |||
ARTE E FASCISMO | “Un ventennio. Vent’anni del Novecento, dalla marcia su Roma nell’ottobre 1922 al drammatico epilogo della seconda guerra mondiale nel 1945, che sono stati giudicati dalla storia come il momento più triste del secolo che abbiamo alle spalle. Gli stessi anni, nell’arte, sono il tempo di ‘Valori Plastici’, di ‘Novecento’, del gruppo di artisti che si raccoglie attorno a Margherita Sarfatti. Una tale ricchezza di esperienze, autori, circoli che ha fatto dire a una grande studiosa, Elena Pontiggia, che ‘gli anni trenta non sono un decennio, mi fanno pensare a un secolo’.” Vittorio Sgarbi segue il filo dell’arte in una storia che inizia prima del Fascismo, che dentro il ventennio cresce, e dopo il Fascismo viene spazzata via insieme alla naturale condanna del regime. Sgarbi distingue l’espressione artistica dal potere e per questo, a fianco di de Chirico, Morandi, Martini, salva dall’oblio Wildt, Guidi, la grande stagione dell’architettura e della grafica, ma anche Depero, il Futurismo e oltre, fino alla rivelazione di due scultori formidabili mai apparsi all’onore della critica, Biagio Poidimani e Domenico Ponzi. “Un crocevia di dimenticanze e di rimozioni ha reso difficile la ricostruzione dello stato dell’arte durante il Fascismo. Ci sono voluti decenni, ma alla fine la verità storica si impone. Per capire chi siamo stati, come siamo stati e a quale storia apparteniamo.” (Dalla prefazione di Pierluigi Battista) | |||
LA 50° LEGGE | In un mondo che richiede resilienza e adattabilità, “La 50ª legge” si presenta come un moderno manifesto per l’impavidità e l’empowerment. Prendendo spunto dalla straordinaria esperienza di 50 Cent, icona dell’hip hop rinato mille volte, e attraverso aneddoti tratti dalle vite di personaggi illustri come Napoleone, Hemingway, John F. Kennedy che hanno superato le difficoltà grazie all’osservanza di una semplice regola, Robert Greene, autore bestseller, ci regala con maestria una saggezza senza tempo, aiutando i lettori a vincere le proprie paure, ad abbracciare il cambiamento e a diventare padroni del proprio destino. Greene compone una ideale «Bibbia» del successo, nella vita e nel lavoro, basata su un solo principio: non temere nulla. Il risultato è un libro di grande ispirazione, perfetto per gli imprenditori, i giovani e chiunque sia interessato alla vita di 50 Cent e a migliorare la propria idea di successo. Con consigli pratici e una narrazione avvincente, “La 50ª legge” trasforma i lettori in architetti della propria vita, pronti a non temere nulla e a vivere alle proprie personali condizioni. Non temete, perché la grandezza attende coloro che osano. | |||
APPUNTAMENTO FATALE | Monte Carlo. Abbie Elliot e le sue tre migliori amiche, Winnie, Serena e Bryah, sono appena scese da un jet privato per fare il loro ingresso nel più lussuoso ed esclusivo hotel in cui abbiano mai soggiornato. La loro elegantissima suite si affaccia sul golfo di Monte Carlo e per quattro giorni, senza figli né mariti, saranno libere di godersi il sole a bordo piscina, ristoranti di lusso, locali alla moda e casinò scintillanti. Finché una sera, trascorsa a bere fiumi di champagne e a divertirsi alla follia, tutte e quattro decidono di seguire i compagni di quella notte a bordo di uno yacht privato. Ma quando la mattina le amiche si svegliano, si accorgono subito che qualcosa è andato storto. Sotto la minaccia di un gruppo di poliziotti, vengono arrestate con l’accusa di aver ucciso due degli uomini conosciuti la sera prima. Uno di loro, scoprono, era un personaggio politico di spicco… Che cosa è successo quella maledettissima notte? Qualcuno voleva incastrarle? Il rischio è quello di marcire in prigione, e per scongiurare il massimo della pena alle ragazze viene offerta la possibilità di confessare. Abbie però non ci sta: vuole scoprire tutta la verità, anche a costo di sprofondare in un incubo lunghissimo dal quale non sa se uscirà viva o morta… | |||
SIRENE | Sorelle separate da centinaia di anni. Voci che non possono essere soffocate. 2019. Nel cuore della notte Lucy si sveglia di soprassalto; si trova nella stanza del suo ex ragazzo, a cavalcioni su di lui, con le mani strette attorno alla sua gola. Cosa ci fa lì? Confusa e terrorizzata, cerca rifugio dalla sorella Jess, sperando che possa aiutarla a capire il sogno che da qualche tempo popola le sue notti: la scena vivida e inquietante di due sorelle che stanno naufragando. 1800. Le sorelle Mary ed Eliza vengono strappate al loro amato padre in Irlanda e costrette a imbarcarsi su una nave diretta in Australia. Mentre vengono trasportate sempre più lontano da tutto ciò che amano e conoscono, iniziano a notare nei loro corpi degli strani cambiamenti che non riescono a spiegarsi. 2019. Giunta a casa di Jess, Lucy non trova alcuna traccia di lei. Mentre attende il suo ritorno, inizia a sentire strane storie sulla cittadina di mare dove la sorella si è da poco trasferita: racconti di uomini scomparsi, rapiti dagli abissi; sussurri di voci femminili che serpeggiano tra le onde. Nel frattempo, quello strano sogno inizia a sembrare più reale che mai. Sirene è la storia di quattro donne separate dal tempo eppure legate più di quanto si possa immaginare. Un nuovo romanzo sulla resilienza femminile, che racchiude tutto il potere della sorellanza e l’ineffabile magia del mare. | |||
SOTTO LE STRADE DI LONDRA | Londra, 1943. Quando la biblioteca in cui lavorava è stata distrutta dai bombardamenti, Clara non ha esitato: ha salvato quattromila volumi e cercato un posto sicuro in cui ricostruirla. Perché, quando intorno ci sono solo buio e morte, i libri possono essere la luce. E l’unico rifugio è il sottosuolo, dove le bombe non arrivano. Così dà vita alla sua biblioteca in un ramo morto della metropolitana. Sono tanti i lettori che arrivano, ma non solo. Perché quel luogo attira anche chi ha perso tutto a causa della guerra o chi deve nascondersi. Come la piccola ebrea Marie e sua sorella, che sono fuggite dalla Francia per trovare la libertà. Vivono insieme ad altri nel sotterraneo, e Clara li aiuta consigliando loro libri e leggendo favole. Ma il fragore della guerra non conosce barriere e il pericolo arriva anche lì sotto. Quando Marie scompare, Clara farà di tutto per ritrovarla: vuole salvarla, proprio come ha fatto con i libri. Solo così, forse, potrà finalmente liberarsi da una colpa che non riesce a dimenticare. In “Sotto le strade” di Londra, l’autrice ha preso spunto da una reale biblioteca nascosta nella metropolitana che ha salvato centinaia di vite, non solo perché è stata un rifugio per chi scappava dalle bombe, ma anche perché nei libri c’è la possibilità di trovare salvezza. | |||
LA DONNA CHE DIPINGEVA IL VENTO | Svezia, oggi. Lena ha trentacinque anni e lavora come ortopedico in una clinica di Stoccolma. Quando muore l’amato nonno, con cui aveva vissuto dalla perdita dei genitori, nella sua casa al mare trova un dipinto della bisnonna, Eva Peterson, pittrice di fama internazionale. Affascinata dallo splendido paesaggio montano raffigurato nel dipinto e ferita dal tradimento del compagno con cui sognava di costruire una famiglia, Lena decide di scoprire che cosa avesse ispirato la bisnonna e di partire. Cavalese, maggio 1914. Dopo un lungo viaggio dalla Svezia, Eva giunge in Trentino: il padre, esperto di alberi, ha ricevuto dalla Magnifica Comunità della Val di Fiemme l’incarico di curare la foresta dei violini, gravemente danneggiata da un incendio. Abilissima a dipingere, Eva si innamora dei paesaggi delle Dolomiti e viene accolta con calore dalla famiglia Sieff, a cominciare da Andreas, figlio del proprietario della tenuta che la ospita. Scure nubi di guerra, però, si stanno addensando nei cieli, costringendo molti giovani di quella terra di confine a schierarsi dalla parte dell’Impero austriaco o da quella dell’Italia. E sullo sfondo dei grandi cambiamenti portati dallo scoppio della Prima Guerra Mondiale, Eva sarà costretta a fare una scelta che cambierà per sempre la sua vita e quella delle persone che ama… In un viaggio sulle orme del passato, tra gli abeti rossi e le suggestive cime del Trentino, Giulia Dal Mas ci racconta la storia di un antico amore, di una grande famiglia spezzata dalla guerra e di due donne, legate dal destino, che hanno saputo rimettere in discussione la propria vita. | |||
L’ATTESA | Isako ha un piano audace, meticoloso: sbarazzarsi nel giro di tre anni dell’anziano marito, Nobuhiro, che con le sue invenzioni ha fatto la fortuna della S. Optics, e impadronirsi di tutto ciò che possiede. Certo, può contare sul fatto che Nobuhiro è fragile di cuore, ma deve prima estorcergli un testamento che escluda le due figlie che lui ha avuto da un precedente matrimonio. Sesso e denaro: nient’altro conta per Isako. Seducente com’è, del resto, non ha problemi a manipolare gli uomini: dal marito, che la ama con senile devozione, al giovane che si porta a letto, il fascinoso Kanji, all’ex amante Shiotsuki – nipote di un alto papavero del Partito conservatore -, di cui sfrutta le influenti relazioni. Per Isako, in fondo, non sono che strumenti, sacrificabili. Difatti, quando Kanji viene accusato di aver picchiato a morte la donna con la quale viveva, pur di non essere coinvolta non esita a chiedere all’avvocato difensore – che lei stessa ha ingaggiato con l’aiuto di Shiotsuki – di farlo condannare. Anche l’avvocato, Saeki, non saprà d’altro canto resisterle a lungo. C’è però un nemico invisibile che nessuno può sgominare, il solo in grado di sventare le più gelide macchinazioni: il caso, di cui il finale svelerà la sbalorditiva incarnazione. Ritratto memorabile di una dark lady dalla sconfinata cupidigia, “L’attesa” è come sempre anche il ritratto di una società – quella del Giappone dei primi anni Settanta – asservita al profitto e affetta da una temibile astenia etica. | |||
I MISTERI DEL BRIAR CLUB | Washington, 1950. È un fortuna aver trovato posto a Briarwood House, un anonimo pensionato per sole donne un po’ malandato ma economico, situato in una delle zone più tranquille della città, dove grandi ville coloniali sonnecchiano tra i viali alberati e i difetti si nascondono dietro le staccionate bianche. Quando si trasferisce nella sua nuova stanza, Grace March sente di essersi finalmente lasciata alle spalle le ombre della sua vecchia vita e di poter ricominciare daccapo: lì, nessuno riuscirà a trovarla. A poco a poco, la sua innata gentilezza e la sua personalità travolgente le permettono di riunire intorno a sé un affiatato gruppo di amiche, che lei chiama affettuosamente il Briar Club. Almeno finché, nel giorno del Ringraziamento, il passato non torna a bussare alla sua porta e il pensionato diventa teatro di un tremendo delitto. Allora Grace si rende conto di non essere l’unica del Briar Club ad avere qualcosa da nascondere. Anzi, c’è qualcuno pronto a tutto pur di proteggere il suo segreto… | |||
LA GATTA HA DATO L’ALLARME | Miss Rachel Murdock, anziana cacciatrice di intrighi, ha escogitato un modo per girovagare senza spese: fingersi interessata alle case in affitto e farsi scarrozzare per tutta Los Angeles dall’agente immobiliare di turno. Durante uno di questi sopralluoghi, nel giardino di una casa vuota di periferia una bambina intristita sta celebrando il funerale di un rospo schiacciato da una scarpa. Claudia è una bambina chiacchierona e dopo un po’ spiffera alla affettuosa vecchietta dell’ostilità tra le famiglie dei suoi nonni, gli Hayes e i Byers, che abitano le due case limitrofe. La madre Annie è morta giovanissima, e il padre Ronald non si è mai risposato, ma qualcosa continua a legarlo a una sua vecchia fiamma, Alma Tellingham, che vive nella casa di fronte. Miss Rachel si convince che il rospo ucciso così crudelmente sia una sorta di minaccia alla bambina. E tanto basta a spingerla a prendere in affitto la grande dimora che stava visitando, portandosi dietro, naturalmente, la gatta Samantha, inseparabile compagna dagli occhi verdi. E non sbaglia: presto iniziano i messaggi sinistri. Tracce di incursioni nelle molte stanze, anfratti segreti, vecchi plichi nascosti, perfino un oggetto insanguinato lasciato nella camera da letto, mentre Samantha dà vivi segnali di allarme. Finché, proprio nella casa di Miss Rachel, si scopre il cadavere: è la dispotica e intrigante matriarca di una delle due famiglie, la bisnonna di Claudia. Miss Rachel chiama in aiuto il burbero ma onesto tenente Mayhew, le cui indagini puntano in direzione di una faida familiare che vede coinvolti gli abitanti delle tre case vicine a quella che Rachel ha affittato. La situazione si complica quando viene commesso un secondo delitto. Miss Rachel Murdock e la vigile gatta – sensibile agli sgarbi e dalla memoria lunga – dovranno venire a capo del groviglio di rancori che forse costituisce una minaccia per la piccola Claudia. Con i romanzi di Miss Rachel e la gatta Samantha, Dolores Hitchens ha creato dei cat mysteries che, ha scritto Joyce Carol Oates, «meritano di essere riscoperti specialmente alla luce della letteratura poliziesca femminile»: perché c’è in essi grazia unita a mistero, una inesauribile inventiva che moltiplica sorprese e colpi di scena, piccoli brividi e molta ironia, e c’è l’originalità di una coppia inedita di investigatori credibili nella loro eccentricità. | |||
ITALIA SUPER POP UP | In un nuovo super formato da sfogliare con piacere, lasciatevi sorprendere dalle 10 spettacolari creazioni 3D che riproducono i monumenti più emblematici dell’Italia, accompagnati da tante curiosità e testi interessanti. Le illustrazioni dalla grande qualità pittorica, opera di una straordinaria artista italiana, sono accompagnate da informazioni e aneddoti sulle più famose bellezze architettoniche: il Ponte di Rialto a Venezia, il Duomo di Milano, la famosa piazzetta di Portofino, Roma con i suoi Fori Imperiali, Pompei, il Teatro di Taormina e molti altri capolavori meravigliosamente riprodotti in 10 pop up. Età di lettura: da 5 anni. | |||
LA BARCHETTA DELLA BUONANOTTE | Un bagno con le bolle, una spazzolata ai denti, tra soffici coperte si va lieti e contenti. Fiere, tesori, pirati, squali… le emozioni di tutto il giorno affollano la testa del piccolo Chandan, ma quando sua madre posa la loro barchetta della buonanotte sul suo pancino e lo incoraggia a osservare il movimento guidato dal respiro, lui scivola dolcemente nel sonno. Una coccola di rime e respiri, perfetta per tranquillizzare i piccoli anche più irrequieti. L’autrice, Sita Gorasio Chapman è un’insegnante di yoga qualificata, che utilizza la mindfulness come parte della routine della nanna dei suoi stessi bambini. Età di lettura: da 5 anni. | |||
MINDFULNESS PROFONDA | Ci sono momenti nella vita che decidono il nostro destino. Si ripercuotono sul futuro e dettano il modo in cui viviamo il mondo negli anni successivi: positivo e edificante, oscuro e caotico, o piatto e monotono. E se potessimo riconoscere questi momenti prima che prendano il controllo della nostra vita? E se potessimo usarli per incamminarci verso un futuro migliore? In Mindfulness profonda , il professor Mark Williams e il dottor Danny Penman, già autori del bestseller Metodo Mindfulness , presentano un nuovo programma di meditazione guidata di otto settimane che combina i più recenti progressi delle neuroscienze con tradizioni sapienziali millenarie. Una via che apre le porte a una pratica di mindfulness che raggiunge un livello più profondo e trasformativo, e che può cambiare in meglio la nostra vita. Queste scoperte ci guidano in uno strato più immersivo della mindfulness, quello del “tono emotivo”, che rappresenta il punto di svolta per riequilibrare la nostra serenità interiore e riportare in acque sicure la nostra vita, ormai travolta da un mondo sempre più complicato e caotico, al riparo da ansia, stress e depressione. “Mindfulness profonda” è un percorso pratico che ci accompagna dolcemente attraverso la bellezza e il disordine della condizione umana e ci insegna come e perché tutto, in fondo, può andare bene. | |||
SOLI NELLA TEMPESTA | «Alcuni treni sono persi per sempre, su altri ho la sensazione che potrebbe esserci ancora posto per me; certe occasioni o relazioni pensi sempre che potrebbero tornare da un momento all’altro. Con il nuoto è successo così, è rimasto in sospeso per anni, poi si è ripresentato.» La storia di Manuel la ricordano tutti: uno scambio di persona, un colpo di pistola, una carriera nel nuoto professionistico stroncata a soli diciannove anni. Quei momenti, quei primissimi difficili mesi sono stati raccontati in Rinascere, un libro del 2019 da cui è stata poi tratta una fiction di successo per Rai1. A cinque anni di distanza, molte cose sono cambiate: Manuel è un uomo, ha attraversato una nuova fase della sua vita con una maturità che lui stesso non si aspettava, ha scoperto altre passioni, ha dovuto fare i conti, stavolta davvero, con la disabilità e un futuro da disegnare. Lo ha fatto da solo nella tempesta, in parte, e con le persone che nel tempo gli sono state vicine, delle quali in queste pagine parla con affetto e senza riserve. Lo ha fatto con la musica e il pianoforte, una vocazione e un impegno, una risorsa e un sostegno. Soprattutto, lo ha fatto ancora una volta grazie allo sport, alla piscina, all’acqua: entrato nella selezione nazionale, sarà a Parigi in vasca per le Paralimpiadi. Queste pagine riescono, con la delicatezza e la semplicità che Manuel ci ha insegnato ad apprezzare, a restituire la battaglia di un «guerriero senza spada» che all’imprevedibile ha saputo reagire, con disciplina e armonia, con coraggio e forza di volontà. Sempre consapevole che cadere non è essere sconfitti, che ognuno ha la sua battaglia quotidiana. Da vincere, per volare: «In questi anni non sono diventato diverso, ma mi sono preparato per qualcosa che mi renderà diverso, che deve ancora accadere. Costruire il nido a grandi altezze come le aquile nella solitudine». | |||
NORDEST IN BICICLETTA | Veneto, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige: tre regioni che insieme uniscono panorami che spaziano dall’Adriatico al confine con la Slovenia alle più alte cime delle Dolomiti, da ecosistemi unici al mondo come il Delta del Po ai grandi parchi regionali come i monti Lessini, dai grandi laghi come il Garda e quello di Caldonazzo ai piccoli specchi d’acqua come il Ledro e il Corlo. I 20 percorsi proposti in questa guida attraversano le lagune di Venezia e del Delta del Po, Vicenza, Verona e le loro montagne, le dolci pendenze dei Colli Euganei e dei Berici, le acque cristalline del lago di Garda e le vette di Feltre e Belluno. Poi sconfinano in Friuli Venezia Giulia, esplorando la laguna di Grado, la storia romana di Aquileia e le terre di confine con la Slovenia, veri e propri paradisi terrestri. Infine, salgono a nord e pedalano in Trentino, scoprendo laghi meravigliosi come quello di Ledro, di Caldonazzo e di Levico. | |||
RASPUTIN – L’ANGELO DELL’APOCALISSE | Dopo il successo di “Putin e Ucraina”, Nicolai Lilin ci racconta l’enigma Rasputin, una delle figure più affascinanti, controverse e misteriose della storia russa. Rasputin è stato tante cose: un mistico rozzo ma con grande seguito, un guaritore, un seduttore, un visionario dai tratti profetici, un manipolatore di anime morte, per dirla con Gogol, un abile e furbo stratega. Un “impostore” dalla vita piena di contraddizioni, un arrampicatore sociale, un genio che sapeva parlare al cuore delle persone semplici e non solo. Aveva ai suoi piedi la dinastia dei Romanov. Come ha fatto a diventare l’uomo di fiducia dello zar? Chi era veramente questo contadino semianalfabeta, ma con un carisma straordinario? Lilin ci porta dentro la storia della Russia prerivoluzionaria. Indagando l’uomo e le sue azioni e immergendosi nella vastissima letteratura che lo riguarda, tra fonti storicamente accertate e pure e semplici invenzioni dei suoi apologeti, ci consegna un affresco incredibile della Russia dei primi anni del Novecento. Un paese enorme, in gran parte arretrato, con una dinastia tra le più colte del mondo che presto verrà spazzata via dai moti rivoluzionari dei bolscevichi. La biografia di un personaggio mitico e allo stesso tempo la biografia di un impero sul limitare della decadenza. | |||
MORDERE IL CIELO | Dove sono finite oggi le nostre emozioni? Chiederselo non è un esercizio retorico, ma un interrogativo necessario. Viviamo in un mondo nel quale guerre, migrazioni epocali e nuove emergenze contribuiscono a creare un senso di precarietà, spingendoci a credere che le uniche modalità plausibili per sopravvivere siano la negazione e la paura. Solo che la prima ci condanna all’indifferenza, la seconda ci paralizza. In entrambi i casi, finiamo per relegarci in una solitudine che accomuna giovani e adulti, vecchi e bambini. Siamo all’età dell’atarassia, dell’insensibilità? Il rischio c’è, ed è sempre più concreto. Ai nostri giovani insegniamo a rimandare il momento di fare i conti con la vita vera. Li condanniamo a crescere fragili e spaesati. Rivendichiamo una scuola senza voti, riscriviamo per loro fiabe in nome del «politicamente corretto», privandoli della possibilità di far maturare le loro emozioni. Perché le nostre emozioni vanno allenate ogni giorno, ma, per crescerle e allevarle, occorre saperle sfidare, non negarle né rinunciarci. Preferiamo invece colmare quel vuoto emotivo con il cinismo e affidarci ciecamente ai nuovi prodotti dell’intelligenza artificiale, che minacciano di depotenziare le nostre capacità fisiche, cognitive ed emotive, la nostra meravigliosa imprevedibilità. La maggior parte di noi non è consapevole di questa diffusa anestesia dell’anima, ciascuno si limita a godere dei privilegi e del benessere materiale rinchiuso nel proprio bozzolo. Ignorando che in questo modo l’umanità intera rischia di imbarbarire. Ma, per chi lo volesse cercare, l’antidoto c’è. È l’empatia. Condividendo ricordi personali, incontri e riflessioni, Paolo Crepet ci esorta con passione a ribellarci all’indifferenza, a non aver paura delle nostre idee e neppure dei nostri inciampi. Ci invita a riappropriarci con audacia, quasi con sfrontatezza, delle nostre emozioni per tornare finalmente a «mordere il cielo». | |||
UN’EREDITA’ DI VIOLENZA | Il guanto di velluto dell’Impero britannico ha nascosto per centinaia di anni un pugno di ferro fatto di feroce sfruttamento delle risorse, repressione e tortura. “Un’eredità di violenza” rivela il lato oscuro di un potere che anche oggi non vuole essere messo in discussione. Il 7 giugno del 2020 migliaia di manifestanti hanno marciato verso Westminster e sono giunti ai piedi della statua di Winston Churchill, reclamando giustizia e urlando in coro che il «grande statista» non era stato altro che un grande razzista. In quell’estate tante statue del regno sono state prese di mira: alcune sono crollate, altre sono finite dentro un fiume. A essere messe sotto accusa da chi protestava erano le fondamenta ancora solide di un impero ormai svanito. Caroline Elkins in queste pagine documentate e sconvolgenti porta alla luce l’oscuro basamento su cui si è retto il sistema coloniale britannico; ne ricostruisce le origini e le istituzioni, le pratiche e l’ideologia. E così, da quelle profondità buie, emergono chimere spaventose ma per nulla immaginarie; emergono le terribili sofferenze inflitte a milioni di persone con la scusa di dover portare sulle spalle il «fardello dell’uomo bianco», la «responsabilità» di educare i selvaggi. Una triste responsabilità che ha segnato per secoli il destino di una parte enorme di mondo. La violenza non fu soltanto un mezzo ma il fine, il tratto endemico di una struttura di dominio andata avanti per secoli dietro la maschera dell’imperialismo liberale pacificatore e civilizzatore. Una maschera che ancora oggi la Gran Bretagna non intende abbandonare. | |||
SARA’ QUEL CHE SARA’ | Un affresco familiare degli anni Trenta del Novecento in cui, come in un film in bianco e nero, scorrono le vicende di Georges e Irène, dei loro figli e degli inseparabili amici dei ragazzi che andranno a comporre quello che Guenassia chiama ‘il quartetto di Saint-Maur’. Daniel, militare che finisce immischiato nella guerra d’Algeria, tema imprescindibile per l’autore che in Algeria è nato. Marie, restauratrice delle tante vetrate antiche di chiese e consimili devastate dalla Seconda guerra mondiale. Arlène, che brilla quasi da protagonista della storia, con la sua ambizione di diventare ingegnere nucleare in un campo e un’epoca a predominio maschile. E Thomas che trova nella poesia l’unica consolazione. Tra amori perduti, destini tragici e appuntamenti mancati in uno scenario di sconvolgimenti sociali e politici, “Sarà quel che sarà” è anche l’epopea di un secolo, di una gioventù sconvolta da tre guerre, di donne che lottano per sottrarsi a un destino già segnato e di chi ambisce a cambiare se stesso e il mondo. | |||
LA NEVE IN FONDO AL MARE | Matteo Bussola racconta un nodo del nostro tempo: la fragilità adolescenziale. Scrive una storia toccante, piena di grazia, sul tradimento che implica diventare sé stessi. E ci mostra, con onestà e delicatezza, quel che si prova davanti al dolore di un figlio, ma anche la luce dell’essere genitori, che pure nel buio continua a brillare. Perché è difficile accogliere la verità di chi amiamo, soprattutto se lo abbiamo messo al mondo. Ma l’amore porta sempre con sé una rinascita. Un padre e un figlio, dentro una stanza. L’uno di fronte all’altro, come mai sono stati. Ciascuno lo specchio dell’altro. Loro due, insieme, in un reparto di neuropsichiatria infantile. Ci sono altri genitori, in quel reparto, altri figli. Adolescenti che rifiutano il cibo o che si fanno del male, che vivono l’estenuante fatica di crescere, dentro famiglie incapaci di dare un nome al loro tormento. E madri e padri spaesati, che condividono la stessa ferita, l’intollerabile sensazione di non essere più all’altezza del proprio compito. Con la voce calda, intima, di un padre smarrito, Matteo Bussola fotografa l’istante spaventoso in cui genitori e figli smettono di riconoscersi, e parlarsi diventa impossibile. Attraverso un pugno di personaggi strazianti e bellissimi, ci ricorda che ogni essere umano è un mistero, anche quando siamo noi ad averlo generato. | |||
UN GATTO PER I GIORNI DIFFICILI | Su per la Fuyachodori, ovest sulla Rokkakudori, giù per la Tomikojidori, est per la Takoyakushidori: è facile perdersi nel dedalo di strade del centro di Kyoto. Qui, nascosta tra condomìni anonimi e vicoli bui, c’è una clinica speciale. Può essere trovata grazie al passaparola solo da chi sente davvero di aver smarrito se stesso ed è in cerca di un aiuto, una mano tesa. Il trattamento che offre, infatti, è unico nel suo genere: a ciascuno, secondo il caso, si prescrive un gatto. Ad affidarsi con un po’ di sorpresa e di iniziale scetticismo alle cure feline saranno un impiegato stufo delle sopraffazioni, un uomo che si sente sempre fuori posto, una ragazzina immalinconita dal rapporto conflittuale con la madre, una stilista di borse alla ricerca di un nuovo equilibrio emotivo e un’apprendista geisha oppressa dal senso di colpa. Le loro vite ordinarie saranno sconvolte dai nuovi amici non umani: Bi, una meticcia di otto anni che ama mangiucchiare la carta; Margot, una gattina dagli occhi verdi come il tè che detesta le porte chiuse; un micetto di pochi mesi che scatenerà ricordi dolorosi; una coppia di gattini che sono come il giorno e la notte, e insieme speranza di un futuro vitale e coraggioso; e infine, gli amanti delle fughe notturne Chitose e Mimita. Saranno proprio loro, con piccoli disastri e un grande bisogno di cura, a dare una svolta alle giornate dei nuovi padroni, restituendogli la spinta per cambiare finalmente le loro vite. Ishida Syou racconta con delicatezza e humour il legame profondo tra uomo e animale, attraverso il quale l’anima può guarire grazie a un amore fatto di gesti semplici, capace di restituire un tocco di magia anche nei momenti più difficili. | |||
BEBI, IL PRIMO AMORE | «A ben vedere, nella mia vita non è successo nulla» annota nel suo diario il protagonista, e narratore, di questo romanzo: un professore di latino poco più che cinquantenne, celibe, alieno da qualunque sentimento nei confronti dei propri simili, maniacalmente attaccato a una routine fatta di lezioni, passeggiate, serate al circolo, rare visite a una casa di tolleranza. Ma durante un soggiorno alle pendici dei monti Tátra qualcosa si incrina, nel suo corpo e nella sua mente: si accorge di essere triste, «costantemente in attesa di qualcosa», al punto da confidarsi, quasi contro la propria volontà, con uno sconosciuto per il quale sembrava provare solo ripugnanza. La crepa non farà che allargarsi quando gli verrà assegnata una classe dell’ultimo anno – e per di più una classe in cui sono presenti sei ragazze. Con raffinatissima, pressoché diabolica abilità Márai ci fa percepire, attraverso le parole stesse del professore, i cambiamenti che avvengono in lui allorché scopre che due dei suoi allievi stanno vivendo il primo amore – un primo amore che, sebbene sia incapace di ammetterlo, forse sta sperimentando anche lui. E quando lo vedremo comprarsi un abito nuovo, tagliarsi la barba, accettare perfino che il barbiere gli faccia dei massaggi per cancellare le rughe, sapremo che, come accade a von Aschenbach nella Morte a Venezia, il baratro che gli si è spalancato davanti non potrà che inghiottirlo. Appena ventottenne e al suo primo romanzo, Márai si rivela un acutissimo indagatore d’anime, e un magistrale narratore. | |||
IL MISTERIOSO CASO DEGLI ANGELI DI ALPERTON | «Hai una chiave che apre una cassetta di sicurezza. Dentro c’è un plico di documenti. Devi leggerli e prendere una decisione. Riporli nella cassetta e buttare la chiave dove nessuno possa trovarla. Oppure rivolgerti alla polizia». Tutti conoscono il caso degli Angeli di Alperton, ma nessuno conosce la verità. È per questo che Amanda, giornalista di cronaca nera, vuole scriverne in un libro. Per riuscirci, dovrà risolvere il mistero prima di chiunque altro e aggiudicarsi lo scoop dell’anno. La giornalista Amanda Bailey sta lavorando a un libro sugli Angeli di Alperton, una setta religiosa i cui seguaci, manipolati da un carismatico guru, tentarono di uccidere il figlio di una di loro, convinti di trovarsi di fronte al «male». Ma la madre, Holly, si rivolse alla polizia e gli Angeli si suicidarono in massa, consentendo a Holly e al piccolo di salvarsi e scomparire nell’anonimato. Vent’anni dopo, quel bambino è diventato maggiorenne e Amanda vorrebbe intervistarlo. Per farlo, è costretta a vedersela con un collega rivale, anche lui sulle tracce del ragazzo. Ben presto però, indagando, entrambi si renderanno conto che la verità sugli Angeli di Alperton nasconde qualcosa di molto più oscuro e pericoloso di quanto avessero mai immaginato. | |||
L’AMORE E’ UN FIUME | Venâncio e Dalva, marito e moglie, si amano di un amore totale. La loro è un’unione inestricabile di anima e corpo; amano parlarsi, toccarsi, guardarsi, abbandonarsi completamente l’uno all’altra. Lui e lei, lei e lui. Fino al giorno in cui la tragedia irrompe nella loro vita incrinando questa simbiosi perfetta. Nelle crepe di un amore che all’improvviso sembra svanito si insinua Lucy, prostituta orgogliosa che invade le loro esistenze a testa alta. È la più desiderata della città, desiderata da tutti ma non da Venâncio, che inizialmente non la degna di uno sguardo. E si sa, non esiste miccia più potente dell’indifferenza: il disinteresse di Venâncio accende Lucy di una passione irrefrenabile. La giovane farà di tutto per averlo, ma solo il giorno in cui, per puro caso, compierà un gesto che gli ricorda la moglie, riuscirà a farlo suo. E ogni cosa cambierà per sempre. Perché l’amore, come un fiume, è inarrestabile, e il suo flusso ininterrotto plasma le vicende dei protagonisti assumendo le forme più inaspettate. | |||
LA SIRENA DI POSILLIPO | Dicembre 1586. Nella sublime cornice del golfo di Posillipo, dove il rosso della lava incontra il blu del mare, viene alla luce Adriana Basile. Il talento è una questione di sangue, per i Basile: Adriana, infatti, oltre a una bellezza fuori dal comune, rivela prestissimo una voce capace di ammaliare come il canto di una sirena, mentre il fratello maggiore, l’introverso Giambattista, passa le giornate a scrivere, la testa tra le nuvole. La Napoli secentesca, culla di nuove arti e metropoli labirintica, è il palcoscenico perfetto per entrambi: Giambo abita il mondo della letteratura e porta il peso di un segreto inconfessabile; Adriana, volitiva e determinata a raggiungere la gloria, cresce diventando la cantante più contesa dai potenti del tempo. Ma a turbare la partitura del suo destino arriva Angela, un’orfana affidata alle suore, che si guadagna da vivere cantando nelle taverne. Non potrebbero essere più diverse, lei e Adriana – sfacciata e carnale l’una, altera e indecifrabile l’altra -, ma il comune talento per la musica sarà la scintilla di una rivalità violenta, che nulla potrà fermare. Tra un miracolo del sangue di San Gennaro e una gara di canto in occasione della festa di Piedigrotta, “La sirena di Posillipo” ci accompagna in un viaggio tra le corti dei Gonzaga e la Roma dei papi, nei postriboli più sordidi e sulle terrazze più stupende di Napoli, per raccontarci la storia di una passione furiosa come solo l’amore per l’arte sa generare. Il ritratto autentico e inedito di Adriana Basile, una donna fuori dagli schemi, capace di riscrivere la propria sorte, e del mondo immaginifico che ha ispirato l’immortale “Cunto de li cunti”. | |||
MORTE SULLE COSTE DEL KENT | Inghilterra, primi anni Sessanta. In un villaggio di una remota area del Kent, il cadavere di una ragazza viene rinvenuto in un fosso in mezzo alle paludi. Agnes, una donna del paese, è assalita da dubbi inquietanti: qualcuno a lei molto vicino sembra sapere qualcosa… Ma gli eventi prenderanno una piega assolutamente inaspettata. Tra le nebbiose paludi del Kent un giallo insolito dalla trama disturbante, dove verità e menzogna si intrecciano nelle vite solitarie di una piccola comunità. | |||
IL FILO INVISIBILE CHE MI LEGA A TE | Nora ha scoperto il segreto nascosto nel suo ombelico: un filo invisibile che la unisce a tutte le persone a cui vuole bene: la mamma, il papà, i nonni, gli amici… Perciò ora sa che non dovrà più avere paura quando loro non saranno con lei perché, grazie al filo invisibile, il loro legame è in grado di superare qualsiasi distanza, nello spazio e nel tempo. Un racconto per ricordarci che talvolta le cose più importanti sono quelle che non si vedono. Età di lettura: da 5 anni. | |||
JANNIK SINNER | Competitivo e determinato sul campo da tennis, nella vita di tutti i giorni Jannik Sinner gioca e scherza tanto. Sa che per vincere bisogna anche saper perdere, persino quando si è già un campione come lui. Ecco la sua Vita Straordinaria! Età di lettura: da 6 anni. | |||
INDOVINELLI PER RAGAZZI | “Corpo umano vado veloce quando sei in ritardo. A volte capita di essere più lungo della tua gamba… Cosa sono?” “Vestiti e accessori sono nella tasca, ma la tasca è vuota. Cosa sono?” “Sport ho la forma di un diamante, ma non puoi portarmi al dito! Cosa sono?”. All’interno del libro ti aspettano oltre 350 indovinelli pazzeschi! Indovinelli di ogni tipo, su tanti soggetti: animali, corpo umano, scuola, sport, natura, città, casa, cibi e bevande, vestiti e accessori, numerici e alfabetici, con 3 livelli di difficoltà differenti: facile livello, medio livello, difficile livello. In ogni categoria potrai metterti in gioco anche tu, provando a scrivere spassosi indovinelli. Il divertimento è assicurato!” Età di lettura: da 7 anni. | |||
CRIMINI E MISTERI DA RISOLVERE | Sei casi da risolvere ambientati in diverse epoche del passato. I predatori della piramide di Kripthamon. Cospirazione al Senato romano. Intrighi alla corte di Lorenzo il Magnifico. Caccia al tesoro di Henry Morgan. Il mistero del fantasma del Tamigi. Whisky e pallottole. Il detective sei tu! Esplora le varie ambientazioni, soffermati sui dettagli, decifra codici e rompicapo e collega tutti gli indizi. Un punteggio da una a tre stelle rivelerà il tuo profilo enigmistico. | |||
DIARIO DI RICORDI A QUATTRO ZAMPE | Un album, un’agendina, un diario creativo tutto dedicato a te che ami alla follia il tuo gatto. In cui tenere nota e conservare i vostri ricordi più belli insieme: dai primi giorni alla scelta del nome, dai primi momenti insieme alle prime foto, dai viaggi alla vita quotidiana. Un racconto per immagini, fotografie, parole, da compilare e impreziosire di dettagli nel corso degli anni, da riporre insieme agli album di famiglia e risfogliare ogni tanto per ripercorrere attraverso i ricordi, la gioia, l’amore, la tenerezza, la vita trascorsa insieme. | |||
GRUPPO DI LEPRECAUNI IN UN INTERNO | Il leprecauno è presto detto: gnomo di importazione, ex agente del caos oggi imbolsito dal folklore, pacificato ma non meno scalpicciante, tutto panciotti, barbe a elastico e pipe in bruyère. Il leprecauno moderno pare fatto apposta per essere snidato – sono sufficienti un pettinino e tanta pazienza – e proiettato altrove con una schicchera, come briciole da un tavolaccio. Considerate il presente testo, quindi, un agevole manuale di caccia. Gori torna affamato di sfaceli con un grappolo di racconti mai così monelli, scatologici, adolescenziali, gioiosamente impresentabili: tra esteti del cappuccino e acrobati del boudoir, indie sanremese e lutti social, ristoratori romani e oncologi sul triclinio. Si arresta galantuomo dinnanzi a pochi, selezionati intoccabili (la Riviera Romagnola, un Pietro Pacciani al centro dell’entropia), ma è solo un attimo prima di tornare, con indice allenato, a disfare di schicchere i demoni minori del nostro contemporaneo. | |||
I 47 CONFINI CHE DIVIDONO IL MONDO | La volontà di distinguere fra «noi» e «gli altri» ha spinto gli esseri umani a delimitare e difendere i propri territori in ogni epoca della storia. Dal primo confine a noi noto, che nel IV millennio a.C. divideva Alto e Basso Egitto, ai cinquantamila chilometri di lunghezza della Muraglia cinese, dalla spartizione a tavolino di un intero continente – l’Africa -, fino alle avventure della marina boliviana, tuttora attiva in uno stato privo di sbocchi sul mare, Jonn Elledge dimostra come i confini si plasmino sull’incontro e sullo scontro di idee, siano la conseguenza della formazione e dell’affermazione di identità politiche, rispecchino tanto una visione del mondo quanto la manifestazione, su larga scala, dell’umana follia. Ora derivate dalla geografia fisica, ora del tutto arbitrarie, le linee che vediamo tracciate sulle mappe potrebbero insomma apparire assai diverse se solo una guerra, un trattato di pace o un gruppo di viaggiatori stanchi e sfiduciati avesse preso un’altra direzione. In un racconto esuberante e sorprendente attraverso i secoli e le civiltà, “I 47 confini che dividono il mondo” racconta la nostra storia come non l’abbiamo mai letta prima. | |||
BADA A COME PARLI | “Ecco qui il mio primo workbook, un libro di esercizi guidati per diventare bravissime e bravissimi a padroneggiare le tecniche di intelligenza linguistica. Saper giocare col linguaggio a me ha richiesto anni e anni di pratica; a voi invece basterà seguire il percorso che si snoda nelle prossime pagine. Per realizzare questo workbook mi sono basato su una serie di principi neuroscientifici che ho assimilato e approfondito nel corso degli anni. Ormai li conosco così bene da poter affermare con assoluta certezza che anche solo il fatto di leggere gli esempi e fare gli esercizi proposti vi consentirà di diventare più intelligenti (non solo linguisticamente), di migliorare la vostra vita (soprattutto dal punto di vista dell’intelligenza emotiva: le emozioni sono, del resto e prima di tutto, una questione di parole) e le vostre performance personali e professionali. Allenare il linguaggio vi consentirà poi di arricchire la vostra realtà (la percezione è un fatto linguistico, e la realtà che viviamo è il risultato delle parole che usiamo per descriverla) e, probabilmente, di diventare più carismatici.” Con Bada a come parli , Paolo Borzacchiello ci regala il primo workbook dedicato all’intelligenza linguistica. Ventuno lezioni che spaziano in ogni ambito della vita, personale e professionale. Ciascuna lezione si articola in cinque momenti didattici: la sezione “osserva”, con esempi e dialoghi più o meno immaginari che hanno attinenza con la vita reale; “comprendi”, la parte più teorica, che offre una spiegazione concisa dell’argomento della lezione; “fai”, il cuore del libro, con gli esercizi per fare pratica e verificare di aver compreso tutto; “ricorda”, che presenta un breve riassunto del tema trattato; e infine “idee chiave”, i tre principi fondamentali da tenere a mente. Un libro semplice eppure potentissimo, in grado di cambiare il nostro modo di parlare e di parlarci, e di trasformare la nostra vita, per sempre. | |||
IL SUCCESSORE | Quanto c’è di vero a proposito della convivenza apparentemente «tesa» tra i due Papi di cui tanto si è parlato negli ultimi anni? Dove finisce la realtà e dove comincia il mito nella ricostruzione di una vicenda storica senza precedenti, che ha suscitato e continua a suscitare giudizi contrastanti? Per chiarire che cosa è avvenuto dietro le mura vaticane in un decennio decisivo per il futuro della Chiesa cattolica, sostiene Javier Martínez-Brocal, non si è tenuto conto del punto di vista di un personaggio principale, l’unico in grado di fare luce sul tema dall’interno: papa Francesco. Intenzionato a consegnare al lettore la versione di Bergoglio, il vaticanista di lungo corso lo ha incontrato varie volte tra l’estate del 2023 e l’inizio del 2024, e insieme hanno ripercorso le tappe fondamentali dei due pontificati, tra cui la rinuncia di Benedetto, i momenti più intimi e dolorosi, le cerimonie più significative. Bergoglio non si sottrae, al contrario incoraggia gli interrogativi del giornalista, che sempre lo incalza attingendo al confronto tra la biografia di Benedetto e quella di Francesco, a quanto avevano detto l’uno dell’altro prima e dopo essere divenuti successori di Pietro, a cronache e interviste, alla ricerca dei punti di contatto e delle differenze. Il risultato è un dialogo vivace e mai scontato che, al riparo dalle semplificazioni e dal sensazionalismo dei titoli della stampa, permette al Papa di aprirsi e raccontare per la prima volta la verità sul suo rapporto con Benedetto XVI. Ricca di rivelazioni e di riflessioni, questa straordinaria testimonianza in presa diretta è profondamente toccante per le esperienze umane e spirituali su cui getta nuova luce. | |||
LA CASA DELLA COLPA | Napoli, inizio del Secolo breve. È ormai un anno che Giuseppina, ultima mater familias dei Morelli, è chiusa in carcere con l’accusa di aver scaraventato dalle scale il vecchio marito Alfonzo. Giuseppina si dichiara innocente, ma non ha prove per dimostrarlo. Quando grazie a un insperato aiuto riesce a uscire, tra le pareti della casa di famiglia trova affetti e altrettante tensioni, a cominciare dalle quattro figlie, diversissime l’una dall’altra: Angela è austera, poco socievole, e non crede all’innocenza della madre; Genoveffa è la donna di casa, petulante, grassa, brava a cucinare; Maddalena è intelligente e inquieta, forte e forse fin troppo determinata; Adelaide è bellissima ma schiava dei sensi e delle passioni. E poi c’è Eduardo, l’ultimogenito, a cui Giuseppina si lega in modo viscerale, forse eccessivo. Sulla casa sembra però pesare una tenace, ereditaria colpa indefinita, e le donne della famiglia Morelli pian piano scivoleranno lontano, molto lontano, nel corpo come nell’anima, rinnegando affetti, amori e spesso – troppo spesso, purtroppo – i loro stessi desideri. E intanto, la Storia scorre insieme e attraverso loro, con Napoli che si trasforma, il progresso che incede e divora e poi il fascismo che muterà per sempre il volto dell’Italia, anche a chi è distante dalle trincee della guerra. Continua la saga della famiglia Morelli, un’epopea ispirata a fatti realmente accaduti che diventa grande affresco dell’Italia nei decenni più significativi della storia contemporanea. | |||
DOMANI, DOMANI | Salento, 1959. Lorenzo e Agnese hanno perso tutto. E lo capiscono quando, con gli occhi tristi che si porta dietro da una vita, il padre annuncia di aver venduto il saponificio di famiglia, un’eredità che lui ha vissuto come una condanna. Per Lorenzo e Agnese, invece, quella fabbrica che il nonno ha creato dal nulla, che profuma di talco, di essenze floreali e di oli vegetali, e che occupa ogni loro pensiero, era la certezza di un presente sereno e la promessa di un futuro da tracciare insieme, uniti. Quindi l’idea di rimanere lì come semplici operai sotto un nuovo, arrogante padrone è devastante per entrambi. Lorenzo, orgoglioso e impulsivo, se ne va sbattendo la porta, col cuore colmo di rabbia e con un solo obiettivo: trovare i soldi necessari per riprendersi quello che è suo. Ma Agnese non lo segue: tanto risoluta se si tratta di formulare saponi quanto insicura quando le tocca abitare il mondo al di fuori del saponificio, dichiara: «Io resto dov’è casa mia». È una crepa profonda, apparentemente insanabile, quella che si apre tra fratello e sorella e li spingerà su strade opposte e imprevedibili. Perché vogliono la stessa cosa, Lorenzo e Agnese, almeno finché l’amore non li porterà di nuovo a un bivio. Ognuno dei due farà una scelta, tracciando un altro domani… Sarà per entrambi un domani senza rimpianti? Questa è la storia della passione che prima unisce e poi divide un fratello e una sorella. Una storia che parla di decisioni prese ascoltando la mente o il cuore oppure tutti e due. Di quell’istante che può cambiare una vita intera. Ma anche di un’Italia che, incredula, sta scoprendo un improvviso benessere, che lavora alla catena di montaggio e poi canta con Mina e balla al ritmo del twist, giovane, creativa, impaziente… | |||
MARGO HA PROBLEMI DI SOLDI | Un vero page turner dal piglio trascinante, “Margo ha problemi di soldi” racconta la storia di una ventenne studentessa californiana, che un giorno scopre di aspettare un bambino da Mark, suo professore all’università, sposato e con due figli. Margo decide di tenere il bimbo, nonostante tutti le ricordino che l’aspetta una vita difficile, soprattutto perché non ha un soldo. E infatti, com’è prevedibile, quando Bodhi nasce la situazione si complica: le coinquiline con cui divide l’appartamento si lamentano per le urla del piccolo, Margo non riesce a trovargli un posto all’asilo nido e il ristorante in cui lavora la licenzia. Del tutto al verde, Margo decide di sbarcare su OnlyFans ma la situazione finisce solo per intricarsi ulteriormente… Con un tono scanzonato che accompagna il lettore lungo i divertenti successivi snodi di trama, Rufi Thorpe ha scritto un romanzo dal ritmo serrato che tiene il lettore incollato alla pagina con il sorriso sulle labbra, fino a un happy ending che lascia un sentimento di positività. E se per i personaggi, la materia trattata, l’ironia con cui si guarda al presente e la velocità della narrazione sembra quasi di leggere lo script di una sit-com, Thorpe è comunque abilissima nell’inserire riflessioni acute ed emozionanti sulla vita e le relazioni affettive, con una prosa molto curata e di grande potenza. | |||
I FANTASMI DELL’ISOLA | Dark Isle è una piccola isola disabitata allargo della Florida non lontana da Camino Island, rinomato ritrovo di scrittori e intellettuali. Con la sua natura selvaggia e le sue spiagge incontaminate, Dark Isle ha tutto ciò che si può desiderare per una vacanza indimenticabile. Uno spregiudicato colosso immobiliare fiuta l’affare, determinato ad appropriarsene a ogni costo e a trasformarla in un mega resort turistico con un casinò. Intorno a quel paradiso aleggiano però leggende sinistre: annegamenti, sparizioni, storie di fantasmi e riti vudù da sempre hanno scoraggiato chi avrebbe voluto avvicinarsi. Solo una persona conosce la verità: la formidabile e indomita Lovely Jackson. Ottant’anni, ultima discendente degli schiavi che quasi tre secoli prima erano riusciti a liberarsi e avevano eletto Dark Isle a loro rifugio, Lovely è nata e ha vissuto lì per quindici anni e sostiene di essere l’unica legittima proprietaria dell’isola. Riuscirà a provarlo e a fermare la speculazione edilizia onorando la memoria dei suoi antenati? Ad aiutarla saranno il noto libraio antiquario Bruce Cable con la sua amica romanziera Mercer Mann, desiderosa di scrivere un libro sulla preziosa e commovente vicenda umana di Lovely, e Steven Mahon, avvocato esperto in battaglie ambientaliste, pronto ad affiancarla in una causa che si presenta dagli esiti davvero incerti. Dopo “Il caso Fitzgerald” e “L’ultima storia”, John Grisham ritorna a Camino Island con una storia avvincente toccando alcuni dei temi che gli sono più cari: il razzismo, l’ingiustizia sociale e la corruzione. | |||
DIECI SECONDI | Tutto inizia con una cena di compleanno fra giornalisti in un ristorante affacciato sul Tamigi. A tavola, fra battute, arguzie e discussioni vivaci, ci sono il cronista investigativo Ben Harper, il suo capo Madeline Wilson e il padre di lei. Vino e ottima cucina. Ma la serata ha in serbo tutt’altro. A tarda ora, Madeline si congeda per rientrare a casa a bordo della sua Mercedes con autista. E da quel momento sembra sparire nel nulla. L’indomani non si presenta agli appuntamenti e non risponde al telefono. Finché al padre non arriva un messaggio che lo raggela: Abbiamo tua figlia. Chiama la polizia ed è morta. L’anziano chiede subito l’aiuto di Ben, che non ha scelta: deve scoprire chi ha rapito il suo direttore, la donna a cui deve molto della propria carriera. Qualcosa, in questa vicenda, lo riporta a un’inchiesta che Madeline aveva firmato dieci anni prima e che aveva destato molto scalpore. Una vicenda ancora densa di domande senza risposte. E che coinvolge persone insospettabili. Persone molto vicine. Ben dovrà usare tutto il proprio ingegno, perché Madeline potrebbe non essere la sola persona in pericolo. E più i secondi passano, più cresce il rischio che la più importante delle indagini di Ben Harper fallisca. Dopo “Gli undici inganni” e “I dodici segreti”, con ben otto edizioni in due anni, Robert Gold torna a catturare il lettore sfidandolo con una trama in cui ogni dettaglio è parte di un meccanismo perfetto di suspense e colpi di scena. | |||
I DIECI PASSI DELL’ADDIO | Come si ricomincia a vivere dopo la fine di un amore? Come si prepara il caffè, come ci si guarda allo specchio, come si aprono e richiudono gli armadi, come ci si veste per andare al lavoro? Tutto è precipitato perché ti sei innamorato di un’altra donna: sei tu che hai convocato il disastro. Ora sei solo nella casa semivuota e non smetti di pensare a tutto ciò che è stato. Vuoi cercare tra i crolli quello che ancora splende. Non vuoi dimenticare niente. Vai al tavolo e scrivi, uno dopo l’altro, i dieci passi dell’addio. «Ci siamo solo io, lei, il dolore e l’amore. Questo dovevo dirle: ci lasciamo, non ci lasceremo mai. Non verrai più a casa, ci sarà sempre la tua stanza. Amerò un’altra donna, continuerò ad amarti. Farò dei figli, saranno anche tuoi. Non siamo più niente, siamo una cosa sola». Quando finisce una storia d’amore? Il giorno in cui si va davanti a un giudice? Il giorno in cui un tradimento viene scoperto o confessato? Ma può davvero finire la storia di due persone che sono entrate l’una dentro l’altra, si sono esplorate con grazia, si sono prese cura dei sogni e delle paure che ciascuno di noi alleva dentro di sé? E quanto ci si può sentire sperduti, quando ci si separa dalla persona con cui si è diviso tutto? Come si può vivere senza sapere più nulla di lei? Dove si trova, come mette i piedi uno davanti all’altro, dove va, da quanta vita è pervasa, da quanto futuro è scossa? Quando c’era l’amore, anche ripiegare i vestiti era un’azione radiosa. Piegavi, riponevi nel cassetto, facevi ordine nel mondo e quell’ordine fuoriusciva dal cassetto e si adagiava su di te. Non avresti mai potuto ammalarti, e se anche fosse avvenuto, pensavi, l’amore ti avrebbe guarito. Adesso è tutto diverso. Adesso devi trovare una via e iniziare col primo passo. La casa è diventata un bivacco. Sei solo, circondato da scatoloni, sull’orlo del precipizio. Per non precipitare ti dai un compito: cambiare nome alle stanze, fare la pace con gli oggetti rimasti, scrivere i cataloghi delle gioie e dei dolori, bruciarli. Abbozzare dieci piccoli passi verso la salvezza. Nelle sue vesti di viandante e guida, nonché di autore e poeta della «viandanza», Nacci trasforma l’addio in un sentiero, dove i passi si possono contare e mettere in fila. E porta con sé lungo il cammino tutti noi, che come lui abbiamo amato e siamo stati amati. Se il secondo passo è fare pace con quello che resta, il terzo è non dimenticare. E al decimo passo, forse, sapremo fermarci nel luogo che abbiamo davanti agli occhi. | |||
A SCUOLA NON SI MUORE | A scuola non si fuma, a scuola non si beve alcol, a scuola non si alza la voce e non si alzano nemmeno le mani, a scuola si insegna prima di tutto il rispetto, a scuola non ci sono differenze, soprattutto a scuola non si muore. Come tutte le intenzioni e i buoni propositi, anche quello di tenere la morte lontana dalle aule scolastiche fallisce miseramente per Margherita Magnani, che insegna Inglese in una scuola della periferia romana frequentata da studenti della periferia romana con famiglie che vivono nella periferia romana, abbandonate dalla politica e sostenute, quando lo sono, da traffici vari e spesso illeciti. Così, quando la mattina successiva al consiglio di classe il professor Giuliano Colagrossi viene trovato morto e con le mani amputate sul pavimento di un’aula, Margherita Magnani decide di indagare. Non che l’insegnante abbia una particolare tensione investigativa; anzi, è di quelle che nei film dell’orrore, quando si avverte un rumore dalla cantina, per l’ansia si precipitano a vedere, e non tornano più. L’unica tensione della Magnani è la fede. Ma non è una faccenda religiosa, la Magnani crede in alcuni esseri umani, e cioè nei suoi studenti e nelle sue studentesse. E infatti, quando al professor Colagrossi e alle mani tagliate si aggiungono altri cadaveri, sempre professori mutilati, e la tensione tra corpo docente e studenti cresce, saranno proprio la Magnani e i suoi studenti – sbagliando, inventando, intralciando senza volerlo le indagini della polizia – a trovare il filo che lega i corpi morti a un passato che lo è ancora di più. | |||
UN’ORA | Una volta all’anno il tempo si ferma, regalandoci un’ora in cui tutto è possibile. È ciò che succede a fine ottobre, nel passaggio dall’ora legale a quella solare, ed è in questo momento sospeso che nasce la storia di Diego e Camilla. I due si incontrano in un bar neanche ventenni, allo scoccare dell’ora solare, e sullo scadere del loro tempo insieme si fanno una promessa: ritrovarsi tutti gli anni nello stesso posto per vivere quell’ora che in realtà non esiste, senza vedersi mai oltre quello spazio sicuro e senza mai parlare di sé al passato e al futuro. Un qui ed ora in cui si annida l’affetto di cui hanno bisogno, in cui prendersi una pausa da un’esistenza che, nelle sfide quotidiane, può logorare anche i sogni e gli affetti più forti. Lucio, il proprietario del locale, da dietro il bancone è arbitro e testimone dell’accordo: anno dopo anno li osserva e li ascolta tra una sigaretta e un bicchiere, senza mai immischiarsi, provando a immaginare le loro vite e a indovinare chi siano davvero fuori da quelle quattro mura dove hanno deciso di prendersi una pausa da ciò che li aspetta tutti i giorni. E la loro relazione diventa così per lui un’occasione inattesa per riflettere sulla propria realtà. Christian Bergamo ci regala nel suo romanzo un’inedita storia di quasi amore, di due vite che si incontrano di rado, come le lancette di un orologio, e che, in un mondo che corre veloce, trovano uno strano modo per non perdersi mai. | |||
GIOCO CON GLI ANIMALI | Un libro grande e colorato, con pagine robuste e sei animali con cui giocare, trovando la loro collocazione sulle grandi pagine illustrate. Un gioco divertente e utilissimo, per sviluppare manualità, logica, capacità di osservazione e vocabolario! Età di lettura: da 2 anni. | |||
MARIE CURIE | Quando pensiamo agli eroi, ci vengono in mente creature straordinarie con poteri magici e un mantello svolazzante sulle spalle. Ma esistono anche eroi in carne e ossa, umani come te e me, che a volte sbagliano e altre volte fanno qualcosa di davvero grande e speciale! Marie Curie era una di queste. I suoi poteri erano un piccolo laboratorio, un grande talento e un’enorme tenacia con cui affrontare le difficoltà. Grazie a loro riuscì a diventare una grande scienziata e a vincere due premi Nobel, in un’epoca in cui si credeva che la scienza fosse una cosa da uomini. Ha dimostrato che l’ingegno e l’impegno sono le uniche cose che contano per essere un grande ricercatore. Questa è l’impresa di Marie Curie, e questa è la sua storia. Questo volume fa parte della collana “I miei piccoli eroi”, una raccolta di biografie illustrate per bambini dove i personaggi che hanno cambiato il mondo con i loro valori raccontano la loro vita in prima persona! Età di lettura: da 7 anni. | |||
FRIDA NEL VENTO | Frida e Jannis sono partiti col piede sbagliato. Lei ama i cavalli, li considera spiriti liberi, amici con cui trascorrere il tempo, correndo sulla spiaggia con i capelli al vento e le braccia al cielo. Lui viene da Berlino, e i cavalli gli servono solo per vincere le competizioni di salto ostacoli. Il fatto poi che Jannis si sia trasferito proprio di fianco alla scuderia della famiglia di Frida non aiuta per niente. E non aiuta nemmeno che Linh, la migliore amica di Frida, si sia presa una cotta per il “tenero-ma-sexy” Jannis. Frida vorrebbe solo ignorarlo, questo arrogantone che pensa di saper tutto di cavalli… poi però scopre che Jannis non è affatto il pallone gonfiato che sembra. È odioso, certo, e viene dalla città, sicuro, ma è davvero molto affezionato alla sua giumenta, Darina. Così affezionato che quando il cavallo comincia a comportarsi in modo strano, il ragazzo è disposto addirittura a chiedere una mano a Frida, pur di aiutarlo. Ma proprio quando Darina sembra iniziare a migliorare, ecco che il vento cambia di nuovo, e porta all’orizzonte una tempesta… Età di lettura: da 12 anni. | |||
LA SCENA DEL CRIMINE | Sarete in grado di risolvere i casi senza farvi depistare? Preparatevi a vestire i panni del detective in questo terzo volume ricco di nuove scene del crimine da analizzare. Un astronauta espulso dalla navicella senza tuta spaziale, un famoso scrittore trovato morto dopo l’annuncio del suo prossimo libro, un cacciatore ucciso con un colpo di fucile alla testa, un trofeo sportivo misteriosamente scomparso… Quali segreti si celano dietro questi avvenimenti? Furti inspiegabili, apparenti suicidi e morti improvvise metteranno alla prova il vostro intuito e il vostro spirito di osservazione, tra indizi da sbloccare e prove da raccogliere per portare a galla la verità. Portate a termine le indagini, elaborate le vostre teorie e scoprite se avete davvero la stoffa del detective! | |||
CAPITANI | Simboli di fedeltà, rappresentanti dei colori e della gloria di un club. Garanti dell’unità della squadra, in campo e fuori. Campioni che hanno consegnato le loro gesta alla leggenda. Condottieri capaci di migliorare i compagni, dando l’esempio con generosità, mentalità vincente, attaccamento. Gianfelice Facchetti racconta storia, aneddoti e virtù dei capitani del pallone, capaci di accendere l’immaginario collettivo dei tifosi, dalle origini del football fino al meno romantico calcio-business di oggi. In queste pagine incontreremo uomini di poche ma incisive parole, come Armando Picchi, Gaetano Scirea e Franco Baresi (o come Gigi Riva, capitano di fatto anche se mai ha voluto indossare la fascia), e trascinatori sempre pronti a suonare la carica ai compagni, come Valentino Mazzola e Giampiero Boniperti. Miti immortali capaci di rappresentare un popolo, come Francesco Totti e Totonno Juliano, o di unire le generazioni, come Cesare e Paolo Maldini. Capitani per supremazia tecnica, come Roberto Baggio o Alex Del Piero, e capitani punto di riferimento pur senza essere campioni. Dal primo capitano della Nazionale Francesco Calì, a Giacinto Facchetti, padre dell’autore, a cui la fascia sopra la maglia azzurra conferiva responsabilità degne di un diplomatico. E poi Zanetti, Di Bartolomei, Piola, Antognoni, Zoff; e stelle internazionali come Puskás, Jasin, Charlton, Beckenbauer. Le loro storie di passione, coraggio, lealtà insegnano che nel calcio il capitano non è solo il leader di una squadra, ma un simbolo capace di unire tutti gli appassionati, incarnando lo spirito del gioco e i suoi valori. | |||
CAMMINI D’ITALIA | Vi siete mai chiesti quanti sono i Cammini italiani? Da Nord a Sud, è fitta la rete di percorsi, itinerari storici e vie di pellegrinaggio che negli ultimi anni sono tornati a vivere. Crescono i Cammini, i camminatori e chi sceglie questa “nuova” forma di turismo: lenta e sostenibile. Partiamo! Verso borghi nascosti, parchi naturali, luoghi di fede e città d’arte. È l’Italia dei Cammini, che apre a un mondo fatto di comunità locali, progetti nati dal basso e amore per i territori. Una selezione di 100 percorsi per tutti, dai camminatori più esperti a chi si avvicina per la prima volta a un viaggio zaino in spalla. Per progettare – e sognare – la prossima avventura a piedi. Cammini d’Italia È la più grande community sul viaggio lento e sul trekking in Italia con oltre 220mila follower su Facebook e 143mila su Instagram. Il sito camminiditalia.org ha oltre un milione e mezzo di visualizzazioni all’anno e raccoglie tantissimi articoli che spaziano dall’equipaggiamento ai consigli per affrontare un itinerario di più giorni, anche per chi è alla prima esperienza. | |||
COSA SIGNIFICA ESSERE UMANI? | Una rivoluzione della portata di quella copernicana è sotto i nostri occhi. Coinvolge ognuna e ognuno di noi e ridefinisce alla radice cosa siamo come esseri umani. Dal primato del soggetto scopriamo la centralità della relazione e che l'”io” che pensavamo di essere deriva dai “noi” di cui siamo parte; oltre la centralità della mente riconosciamo di essere un corpo; scopriamo l’origine della conoscenza nella nostra capacità di azione e movimento; ci accorgiamo che non siamo sopra le parti ma parti del tutto nei paesaggi della nostra vita; constatiamo che dietro ogni pensiero c’è un’emozione; scopriamo che l’empatia ci precede e ci contiene, nel bene e nel male, e che quella risonanza sottende le nostre possibilità di comprenderci, amarci, cooperare ma anche offenderci e farci del male; ci riconosciamo capaci di immaginazione e finzione e scopriamo incarnata e corporea la bellezza che ci conduce alla possibilità di creare l’inedito. Un paradigma corporeo, basato sull’intersoggettività, si fa strada nella comprensione di noi stessi per una collocazione più appropriata della nostra presenza e una lettura più adeguata della nostra esperienza. I sentieri narrati nel dialogo da cui nasce questo piccolo libro si propongono come un agile vademecum per viandanti planetari quali noi siamo. | |||
VENT’ANNI DI RABBIA | In tutto l’Occidente, i primi vent’anni del XXI secolo sono stati segnati da una serie di movimenti di protesta e manifestazioni di frustrazione collettiva: dal movimento no-global d’inizio anni 2000 a quello no-vax durante la pandemia di COVID-19, passando per il «Vaffanculo-Day» di Beppe Grillo, gli Indignados spagnoli, Occupy Wall Street, il voto per la Brexit, l’elezione di Donald Trump, i Gilets jaunes francesi e le proteste legate a #MeToo e #BlackLivesMatter. Ciascuno di questi eventi ha ovviamente una storia particolare, ma c’è anche un filo rosso che li unisce: la rabbia nei confronti delle istituzioni. Nonostante la frenesia attivistica, queste mobilitazioni si sono rivelate, nella maggior parte dei casi, prive di finalità concrete, mentre è stata evidente la loro dimensione spettacolare e dimostrativa, volta a esprimere una condizione di risentimento diffuso nei confronti dell’ordine costituito, secondo una logica che tende a dividere la società in «amici» e «nemici», «buoni» e «cattivi». Ma come si spiega questa animosità crescente, dati i livelli di benessere materiale e di diritti acquisiti storicamente senza precedenti? Ridurre la rabbia odierna a un’espressione di emotività irrazionale o all’ignoranza delle masse, avverte Carlo Invernizzi-Accetti, è un errore. Per uscire dal vortice in cui siamo caduti è necessario comprenderne le ragioni. Nel fornire un’interpretazione di ciò che Hegel avrebbe chiamato lo Zeitgeist , cioè lo «spirito del tempo», “Vent’anni di rabbia” propone una rilettura storico-filosofica degli ultimi due decenni che apre nuove prospettive di azione sul futuro. | |||
OLTRE L’INVISIBILE | “Dopo trentacinque anni di studio sulla coscienza, sono sicuro che esista un’unione profonda tra il mondo della scienza e quello della spiritualità, due mondi che spesso sono considerati incompatibili tra di loro. Mi auguro che questo libro possa rendere le mie idee più chiare e fruibili e che aiuti i lettori a orientarsi meglio nella realtà più vasta in cui scienza e spiritualità sono una sola disciplina che mostra la ricchezza, la bellezza e il significato dell’universo che possiamo creare insieme. Noi siamo luce, dobbiamo solo aprire gli occhi.” Dopo aver contribuito notevolmente a rivoluzionare il mondo fisico che ci circonda, Federico Faggin ha deciso di andare oltre la materia, oltre il visibile e l’invisibile, e di indagare la fisica dell’ineffabile: “L’avvento dell’intelligenza artificiale, combinato con i principi materialisti e riduzionisti che considerano l’uomo una macchina classica, favorisce una forma di scientismo che sta portando la società umana su una china pericolosa. Se ci consideriamo macchine, saremo prima o poi superati dalle macchine costruite da chi potrebbe controllarci… Per questo è necessaria una nuova scienza che includa la spiritualità e una nuova spiritualità che includa la scienza. Ho chiamato Nousym la loro unione”. Oltre l’invisibile è un libro dirompente, coraggioso, profondissimo eppure straordinariamente chiaro, che propone un nuovo sguardo sulle cose, una nuova affascinante teoria della realtà: “Pensiamo che la realtà sia assurda, invece siamo noi che siamo assurdi quando vogliamo forzarla dentro le nostre idee preconcette. Bisogna liberarci dai presupposti errati del pensiero materialista e partire da altre ipotesi, che si concilino con le proprietà strabilianti della fisica quantistica. Occorre dunque una nuova scienza, che, anziché ignorare ciò che contraddice il materialismo e le domande a cui finora non siamo stati in grado di rispondere, parta invece da quelle. Perché è proprio indagando ‘l’assurdità’ dell’entanglement quantistico, del libero arbitrio e della coscienza, fenomeni che la fisica non riesce a spiegare, che si potrà trovare la risposta.” | |||
LA PISCINA | Il grande Maestro Klaus Signori, artista famoso in tutto il mondo per le sue disinstallazioni, sta per festeggiare gli ottant’anni nel castello umbro dove si è ritirato. Intorno alla grande piscina di Gheddafi – che il Maestro ha smontato e rimontato in giardino piastrella per piastrella – ci saranno i due nipoti Lucrezio e Laudomia e i pronipoti Lea e Luis Miguel, l’infermiere (e spacciatore di fiducia) Mario, la cinica gallerista Emanuela Favre e l’avido avvocato Magnoni; al loro servizio, una schiera di domestici. Il vecchio artista sa che gli invitati non sono accorsi per il suo compleanno, ma per l’eredità. Sarà una settimana di grandi risate, nuotate, mangiate, battute di spirito e di caccia, con il fucile e con il falcone. E sabato, gran finale, arriverà una troupe lituana per girare il documentario sulla vita di Klaus Signori. Qualcosa, tuttavia, va storto perché al loro arrivo Klaus è morto: Inés, la cuoca peruviana, lo trova in cantina dentro uno dei grandi congelatori per la cacciagione. L’avvocato è fuori di sé, Klaus una settimana prima gli aveva parlato di un tesoro, cinque milioni di euro in contanti, forse nascosti in una improbabile valigia d’oro. Magnoni accusa il personale di averlo ucciso per intascare il denaro, ma i domestici non ci stanno e Florin, l’autista tuttofare con la fedina penale sporca, si ribella. La rivolta prende la mano, ed ecco in un attimo i padroni servire, in livree e crestine, cocktail e tramezzini ai domestici sdraiati al sole, a bordo piscina. Nel castello di Abborracciano, dalle cantine al torrazzo, fra sospetti, paure, antenati fantasma, un ispettore con l’hobby della pesca alla trota e una scatenata caccia al tesoro, Giacomo Papi trasforma il giallo classico alla Agatha Christie in un affilato romanzo satirico sul potere dei soldi e sulla lotta di classe. | |||
MARE DI PIETRA | Un insolito trio composto da Andrea, la Signora e Donna Achille – esemplare di un non meglio definito animale fuggito da un circo – si gode la tranquillità della cabina al mare, di fronte alle onde di Posillipo. La quiete però dura poco, perché Marzio Mansi ha un incarico per loro: recarsi su un’isola al largo della costa sorrentina e infiltrarsi tra gli eccentrici ospiti di Villa Genziana, in apparenza esclusivo resort, in realtà centro di ogni sorta di traffico lecito e, soprattutto, illecito. Lo scopo è scoprire che fine ha fatto la spietata maîtresse Gada di Spagna: si sa che è stata uccisa. Ma da chi? Perché? E dov’è finito il cadavere? Così, Andrea e la Signora, fingendosi l’una aspirante soubrette pronta a tutto e l’altra manager-protettrice, si trovano al centro di un intrigo torbido e pericolosissimo. Tra raffinati voyeur e medici corrotti, cantanti isteriche e cuoche dalle insospettabili risorse, scopriranno come le ferite del passato tornino facilmente a sanguinare. Ma anche come si possano guarire. Dopo “Guaio di notte”, Patrizia Rinaldi regala ai suoi lettori un nuovo caso per la Signora e Andrea, in cui si mescolano le tinte più fosche del noir e l’umorismo partenopeo nutrito da una verve linguistica irresistibile. | |||
QUALCUN ALTRO | Costa Azzurra, primavera 2023. Al largo di Cannes, uno yacht è ancorato nelle acque calme di un’insenatura. A bordo riposa Oriana Di Pietro, editrice ed erede di una famosa famiglia milanese. Sotto il sole, in quell’angolo di paradiso, viene aggredita selvaggiamente da un uomo e muore dopo dieci giorni di coma. Suo marito Adrien, un pianista jazz di fama mondiale, è il primo sospettato, ma durante l’interrogatorio appare sfuggente. Ha davvero ucciso lui Oriana? Sul caso, che eccita morbosamente l’opinione pubblica, indaga l’ispettrice Justine Taillandier, una poliziotta eccezionale che sta però attraversando un periodo difficile: il duello con il sospettato diventa così, per lei, la partita della vita. Tra di loro, appare Adèle Keller, una ragazza che vive nell’ombra, un’amante capace di scomparire e riapparire come un fantasma tentatore. Tre donne dai segreti inafferrabili, un uomo che potrebbe essere sia vittima sia assassino. Nessuno di loro mente. Nessuno è d’accordo sulla stessa verità. Guillaume Musso cattura il lettore con un thriller imprevedibile e seduttivo, un’indagine vorticosa che rivela la sua chiave soltanto all’ultima riga. | |||
L’ULTIMO CONCLAVE | Era scritto che sarebbero tornati. E ora la Chiesa trema… Quando, a soli due anni dall’elezione, papa Giovanni XXIV viene trovato morto nel suo letto, il Vaticano deve superare in fretta lo sconcerto e organizzare un nuovo conclave. Il giorno d’apertura, dopo la tradizionale processione dei cardinali elettori, viene sancito l’Extra omnes e si chiudono le porte. Nel pomeriggio i fedeli attendono l’esito della prima votazione, tuttavia le ore passano e dal comignolo su cui sono puntate migliaia di telecamere non esce nessuna fumata, né nera né bianca. Stretta fra gli obblighi del cerimoniale e un senso di inquietudine sempre più forte, la segretaria di Stato Elisabetta Celestino decide di compiere un atto senza precedenti: rompere il sigillo del conclave e aprire le porte. E la scena che si trova davanti è surreale. La Cappella Sistina è vuota. I cardinali elettori sono svaniti nel nulla. Arrivato in Vaticano come collaboratore della CNN per commentare il conclave, Cal Donovan si unisce subito alle indagini su quella scomparsa apparentemente impossibile. E, mentre il mondo rimane col fiato sospeso in attesa di notizie, a poco a poco Cal si rende conto con orrore che quello è solo l’ultimo tassello di un piano ordito da un gruppo di persone potenti e determinate, persone che da otto secoli tramano nell’ombra per lavare nel sangue le colpe della Chiesa e ricostruirla dalle fondamenta… | |||
LA PRIMOGENITA | Roma, 1849. Floreat in adversis: fiorisca nelle avversità. Queste parole sono incise all’interno dell’antico medaglione che Ortensia stringe al petto per trovare coraggio. Tutt’intorno, Roma fa sentire la propria voglia di indipendenza, e lei vuole seguire quel fiume ribelle per cambiare vita. Cresciuta orfana, sa che quel ciondolo è l’ultimo dono di una madre che le ha dato il nome di un fiore perché, anche nella terra più brulla, un seme riesce sempre a germogliare. Con il passare degli anni, il medaglione e la sua eredità si tramandano di generazione in generazione. Ogni primogenita lo porterà al collo per credere nei propri sogni anche quando sembra impossibile realizzarli. Così è per la figlia di Ortensia che, in una Parigi infiammata dalla rivolta della Comune, segue i cronisti dell’epoca armata di taccuino, anche se una donna non può fare la giornalista. È invece la nascita di una bambina illegittima a vanificare il sogno di Violette di fare la ballerina, ma proprio l’amore per la sua primogenita la spronerà a non arrendersi mai. Quella primogenita francese che a Roma vuole aprire un atelier di moda tutto suo, a dispetto del nazionalismo esasperato del fascismo. Dopo di lei, Erica lotta per diventare medico in un ambiente fatto solo di uomini e sua figlia, macchina fotografica al collo, non si fa spaventare dai tumulti degli anni di piombo. Tocca a Iris, infine, scoprire da dove viene quel medaglione e dove tutto è cominciato. Tocca a Iris scoprire un segreto che affonda le sue radici in un amore contrastato e nelle speranze di una giovane donna che ha cercato di lasciare alle sue discendenti il monito più importante: non abbiate paura di fiorire nonostante le avversità. Una storia ricca di personaggi forti, ribelli e indipendenti. Un romanzo in cui la finzione incontra donne realmente esistite che molto hanno da raccontare. I fiori crescono anche nel deserto, anche nel cemento, così come le protagoniste di questo libro. | |||
GRANITA E BAGUETTE | A giugno Monte Pepe si prepara all’arrivo dell’estate. Che camurria! Da due anni ormai nel piccolo borgo immerso tra le montagne siciliane si attendono orde di turisti curiosi di assaggiare gli arancini più famosi dell’isola, e non solo, e conoscere Rosa, Nunziatina, Maria, Giuseppa e Sarina, “le Signore di Monte Pepe”, proprietarie dell’ormai noto “Regno degli arancini”. Fra amori finiti, nuove relazioni che stanno per cominciare, partenze, arrivi, delusioni, speranze nel cuore, c’è una novità che le rende elettrizzate e preoccupate allo stesso tempo: Luciano Bellini, ex direttore di un albergo poco distante da Monte Pepe, chiamato a Parigi a dirigere un hotel a cinque stelle, ha invitato le Signore di Monte Pepe nella capitale. Il loro compito è incantare i clienti più ricchi ed esigenti dell’albergo con una cena sontuosa, a base dei profumi, dei colori e dei sapori dei piatti siciliani. E Parigi è il luogo adatto per sognare, circondati dalla bellezza e dall’eleganza, e perché no, imbattersi anche in un nuovo amore, specialmente per chi ormai non ci crede più. Una commedia brillante tra la Sicilia profonda e la Ville Lumière. | |||
COME DIVENTARE ANNA KARENINA | Scavalcare una corda rossa e poi mimare un insetto in volo, passeggiare con i sensi all’erta, arrampicarsi sugli alberi, nuotare nell’acqua gelata. Sembrano le attività di un campo scout, invece è un corso di scrittura. Almeno così diceva il volantino che Eleonora ha interpretato come un segno del destino. Ma il destino tende a contraddire le aspettative, e infatti a guidare il corso c’è un tizio belloccio che fa l’attore e sembra seriamente convinto che nella scrittura, e forse pure nella vita, la questione sia tutta lì: scavalcare o non scavalcare quella corda rossa. E se avesse ragione lui? Se provando a diventare la persona che vorrebbe essere, Eleonora potesse scoprire chi è davvero? Un libro allegro e inconsueto, che mescola le forme narrative e le voci, le trame dei grandi romanzi alle biografie dei loro autori. La storia di un’educazione letteraria (e sentimentale) avventurosa, un po’ sghemba e strenuamente spensierata. Eleonora, «trentadue anni, impiegata di concetto, sposata felicemente», da bambina ha scritto un romanzo sulle pecore che ha mandato in solluchero la mamma. Ed è stata proprio sua madre a piantarle in testa il sogno di diventare una scrittrice, ma da quel momento Eleonora non ha più buttato giù una sola riga, neppure sulle pecore, limitandosi a farsi fotografare di tre quarti con sguardo assorto come i grandi romanzieri. Veste di scuro, ha capelli e unghie fragili – e fragile sembra anche la sua felicità: si è impegnata talmente a non farsi sovrastare dal dolore, che adesso non sente più niente con chiarezza. Solo un disagio che ha imparato a ignorare, come si ignora una goccia d’acqua fredda che ti cola sul gomito mentre lavi i piatti. Quando finalmente si decide a frequentare un laboratorio di scrittura, scopre che i suoi compagni, un manipolo di studenti malinconici e sentimentalmente instabili, sono tutti come lei: aspiranti scrittori che però non scrivono mai. A guidarli c’è Enrico, che sembra materializzarsi giusto il tempo delle sue lezioni. Sarà perché fa l’attore, ma il suo metodo appare fin da subito poco ortodosso. Anziché farli scrivere, li obbliga a recitare nei panni di Romeo e Giulietta. A bruciapelo rivolge loro domande tipo: «Siete innamorati come Emma Bovary?», «Brillate come Anna Karenina?», «Sareste capaci di vivere nei boschi?» Spaesati, addirittura sospettosi, Eleonora e i suoi compagni si ritrovano così a studiare – e a copiare – le abitudini e le manie di Tolstoj, Mary Shelley, Stevenson e Conan Doyle, ma pure quelle dei loro personaggi. E intanto le loro storie si intrecciano, e qualcuno comincia a confondere i romanzi e la vita… | |||
STORIE DI DONNE SPOSATE | Barcellona, oggi. Gabriela, Silvia e Cosima sono amiche e colleghe che lavorano per “La Femme”, la più importante rivista spagnola di moda. Gabriela, per tutti Gabi, è responsabile di una seguitissima rubrica settimanale, Storie di donne sposate. Da più di dieci anni è sposata con un uomo che ama e con il quale ha fatto un figlio. Un uomo che la desidera come il primo giorno e che le chiede di fare l’amore… almeno una volta al mese. E Gabi, proprio perché lo ama, pur non provando il desiderio di un tempo, lo accontenta. Ma nella vita di Gabi non c’è solo Germán, c’è anche Pablo, uno scrittore di successo, incontrato per caso a una fiera letteraria, da cui si sente irresistibilmente attratta. E come Gabi, anche Silvia, la fotografa di “La Femme”, e Cosima, la stravagante stilista, vivono piccole e grandi crisi di coppia e nascondono inconfessabili segreti ai loro mariti. Autentico e a tratti scanzonato, “Storie di donne sposate” è un romanzo sul desiderio e la complicità, l’amore e l’infedeltà. È la storia di alcune donne che, come tante, si trovano a vivere esperienze che mai avrebbero immaginato. Ma è anche un meraviglioso inno all’amicizia femminile, quella vera, profonda, intima, quella che soltanto le donne sanno intrecciare, in grado di diventare solida certezza tra le intemperie della vita. | |||
I MIEI GIORNI ALLA LIBRERIA MORISAKI | Jinbôchô, Tokyo. Il quartiere delle librerie e delle case editrici, paradiso dei lettori. Un angolo tranquillo e fuori dal tempo, a pochi passi dalla metropolitana e dai grandi palazzi moderni. File e file di vetrine stipate all’inverosimile di libri, nuovi o di seconda mano. Non tutti lo conoscono, più attratti da Ginza o dalle mille luci di Shibuya. Di sicuro Tatako – venticinquenne dalla vita piuttosto incolore – non lo frequenta assiduamente. Eppure è qui che si trova la libreria Morisaki, che appartiene alla sua famiglia da tre generazioni. Un negozio di appena otto tatami in un vecchio edificio di legno, con una stanza al piano superiore adibita a magazzino. È il regno di Satoru, l’eccentrico zio di Tatako. Entusiasta e un po’ squinternato, dedica la sua vita ai libri e alla Morisaki, soprattutto da quando la moglie lo ha lasciato. L’opposto di Tatako, che non esce di casa da quando l’uomo di cui era innamorata le ha detto di voler sposare un’altra. È Satoru a lanciarle un’ancora di salvezza, offrendole di trasferirsi al primo piano della libreria. Proprio lei che non è certo una forte lettrice, si trova di colpo a vivere in mezzo a torri pericolanti di libri e minacciosi clienti che continuano a farle domande e a citarle scrittori ignoti. Tra discussioni sempre più appassionate sulla letteratura moderna giapponese, un incontro in un caffè con un timido sconosciuto e rivelazioni sulla storia d’amore di Satoru, scoprirà pian piano un modo di comunicare e di relazionarsi che parte dai libri per arrivare al cuore. Un modo di vivere più intimo e autentico, senza paura del confronto e di lasciarsi andare. | |||
LA FONTE SEGRETA DENTRO DI ME | A Pietro piace molto cantare, e anche disegnare dinosauri. Quando fa queste cose gli sembra di volare e di poter toccare il cielo con un dito. Spesso immagina che questa sensazione provenga da una fonte magica nascosta nel suo petto, e vorrebbe che anche il papà, che gli sembra un po’ triste, trovasse la sua fonte. Così, decide di aiutarlo… E per questo si farà venire un’idea davvero geniale. Un racconto per ricordarci che il primo luogo dove cercare la felicità è dentro noi stessi. Età di lettura: da 5 anni. | |||
I FANTASMI DI VILLA SIMMONS-PIERCE | A sedici anni la vita di Leigh è già fin troppo complicata, anche se all’apparenza non si direbbe: in fondo, si è appena trasferita in una villa gigantesca, antica dimora di ricchi cugini che nemmeno sapeva di avere. Ma ha dovuto farlo dopo aver perso entrambi i genitori in circostanze inspiegabili, e da quando è successo non riesce a darsi pace. È sconvolta dal dolore e tutti questi cambiamenti l’hanno come congelata, rendendola incapace di andare avanti. Quando anche la polizia sembra voler rinunciare a risolvere il mistero dell’assassinio dei suoi genitori, Leigh capisce che l’unico modo per ritrovare la serenità è scoprire lei stessa la verità. Soprattutto perché anche a Villa Simmons-Pierce iniziano ad accadere cose strane, e non tutte sono opera dei fantasmi che, si dice, da secoli infestano il castello. Nel primo thriller per ragazzi a diventare virale su TikTok, segreti, tradimenti e suspense si intrecciano al racconto introspettivo, delicato e inaspettatamente ironico dell’elaborazione del lutto. Età di lettura: da 10 anni. | |||
OCCHI D’ARGENTO | La vita di Jonas sta per cambiare: presto traslocherà con la sua famiglia, abbandonando amici e scuola. Non sa però che il vero cambiamento lo attende nel giardino abbandonato di una villa misteriosa. Quando vi si intrufola, scopre di non essere solo. In mezzo alle piante vive nascosta una bambina magica dagli occhi d’argento. L’incontro è magico. Ma il giardino è in pericolo, e così il suo segreto. Jonas ha una missione da compiere: salvare le piante e la sua nuova amica, a qualunque costo. Età di lettura: da 12 anni | |||
IL SATIRO SCIENTIFICO 3 | Con TikTok, Instagram e le foto pucciose ormai pare che se non sei un un panda tenero puoi crepare male. Mentre degli aracnidi schifosi o dei viscidi molluschi chissenefrega. Ma vaffanculo, allora. Questo è ingiustificato specismo. Io non ci sto, e ho deciso che per il terzo numero de “Il Satiro Scientifico” ci renderemo portavoce dei deboli, dei cessi, dei bistrattati, degli schifomadò, dei freaks, degli inguardabili, dei belli dentro e dei brutti sempre. Parleremo del ruolo della bellezza in natura e di quanto ci influenzi, di tutte quelle bestiacce che ci fanno ingiustamente schifo, del bello nel brutto e soprattutto del brutto nel bello. Perché non è bello ciò che è bello, ma è vero che i belli hanno rotto il cazzo. Se siete qui state per unirvi alla lotta. A un certo punto, il signor Mondadori mi ha chiesto di diventare il curatore di una rivista scientifica. «Signor Mondadori, sono lusingato, ma mi concede un azzardo?» «Quale, o villoso Barbascura?» «Mi faccia fare una rivista a modo mio.» «Intendi a cazzo di cane?» «Esatto. Una rivista scientifica più pop, dove possiamo parlare anche di roba sconcia, che sia tanto scientifica quanto spassosa, e che se ci scappa faccia venire pure una paresi facciale.» «Intendi “ridere”?» «Non esageriamo.» Quel babbeo del signor Mondadori ha accettato, ed eccoci qui. L’idea è semplice: 1. Scegliere l’argomento del volume. 2. Chiedere a varati e ben noti divulgatori scientifici di scrivere pezzi su tale argomento nello stile più smaliziato e pop possibile. 3. Chiedere a stand-up comedian di gettarla in caciara in inserti a loro dedicati. 4. Mischiare il tutto con una mannaia. 5. Ingollare crudo. | |||
TI INSEGNO IL LEGNO | “Lavorare il legno è un regalo che fate a voi stessi. Perché questo materiale vi avvicina alla terra, vi consente di non perdere il contatto con la realtà in un mondo pieno di chiacchiere e di rumori di fondo.” Riparare mobili antichi o rinnovare quelli vecchi è il modo perfetto per approcciarsi alla falegnameria, cominciando a cimentarsi con piccoli interventi semplici. Ha iniziato così anche Raffaele Piscitelli che, assecondando la sua creatività, è poi passato a costruire manufatti da zero, provando di volta in volta a dare una nuova forma ad assi, tronchi e materiali recuperati qua e là. La passione e il rispetto che nutre per il legno lo hanno reso in pochi anni una delle voci più autorevoli del web nel campo della falegnameria, o come ama definirsi lui un “woodblogger”. In questo libro, partendo dalla sua esperienza, ha creato una guida completa strutturata in livelli crescenti di difficoltà e divisa in tre sezioni: conoscere, per scoprire i diversi tipi di legno, come sceglierlo e come prendersene cura; riparare, per cimentarsi con piccoli lavori di manutenzione e imparare tutti i trucchi del fai da te casalingo; costruire, per chi vuole mettersi alla prova anche con progetti più complessi. Perché i mobili in massello non vanno mai puliti con prodotti a base di alcol? Qual è il metodo più efficace per eliminare macchie o aloni dalle superfici senza danneggiarle? Come aggiustare un’anta che striscia o un cassetto che cigola? Pagina dopo pagina, tutte le vostre domande troveranno risposta, imparerete le tecniche di base e non solo: nell’ultima parte potrete anche mettervi alla prova con due veri e propri progetti per realizzare uno sgabello e un tavolino partendo da zero. “Ti insegno il legno” è un manuale pratico ricco di informazioni, consigli e strumenti utili per gli appassionati di falegnameria e per chi vuole imparare a fare piccole o grandi riparazioni con le proprie mani. | |||
NEVER FINISHED | In “Niente può fermarti” David Goggins, «l’uomo più duro al mondo», ha svelato l’enorme potenziale inutilizzato che c’è in ognuno di noi. Ma era solo il punto di partenza. In “Never finished” ci accompagna nel cuore del suo laboratorio mentale, il luogo interiore dove custodisce i segreti della sua forza e dove ha sviluppato la filosofia, la psicologia e le strategie che lo hanno aiutato a raggiungere obiettivi che sembravano impossibili. “Never finished” è un libro che ti trasformerà una pagina alla volta. Un testo ricco di esercitazioni, in cui Goggins usa la sua esperienza di militare e di atleta per aiutarti nella scalata verso il tuo vero IO, creando le condizioni per fronteggiare le paure, trasformare i traumi e le avversità in potenza pura, prendere odio e insicurezze e usarli come propulsori. Perché vincere i propri limiti è l’inizio. Ma la ricerca della grandezza non ha fine. | |||
LETTERA SULL’AMORE | L’amore è un bisogno dell’uomo: un legame che mette insieme due persone facendo trovare a ognuno sicurezza nell’altro. La sorgente dell’amore si lega alla percezione del proprio limite, della fragilità umana. Non riguarda solo «lui» e «lei», esiste anche tra fratelli, tra padre e figlio, tra madre e figlio. C’è nell’adolescenza, diverso da quello che nasce nella vecchiaia. Domina la convinzione che l’amore appartenga alla magia, che sia promosso da «un colpo di fulmine», da «un’attrazione fatale», fino all’immagine di due mezze mele che per caso costituiscono, nell’unione, un frutto unico. Ma è una mitologia da superare. Questa Lettera è rivolta a tutti, giovani e adulti, e mostra che un «vero» amore è una costruzione e richiede la verifica di condizioni che emergono dall’esperienza quotidiana. Non si riducono all’attrazione o alle emozioni di una «sera indimenticabile». Non basta un semplice contratto, ma occorre godere della condivisione e ancor più del compromesso, inteso come saper trasformare due idee diverse in un’unica visione: una risorsa sottovalutata ma necessaria, affinché la relazione d’amore disegni una storia esistenziale che gode del presente, ma senza dimenticare il futuro, come lo spazio dei desideri. Solo così si perpetua quella «forza straordinaria che è parte inestricabile dell’umano». | |||
QUANDO INIZIA LA FELICITA’ | “Ogni mia grande rivoluzione personale, che fosse professionale, relazionale o spirituale, è iniziata non da una certezza assoluta, ma da una domanda. La ricerca di una risposta era l’unico modo per conoscere la verità. E quando non la trovavo subito, ero costretto a partire per cercarla. Nel mondo, dentro me stesso, nelle altre persone. Questo libro è una raccolta delle domande che più di tutte hanno smosso qualcosa di profondo nel mio cuore e nella mia mente. Sono domande inusuali, talvolta molto specifiche, in altri casi bizzarre. Portano alla riflessione, ma anche al desiderio di agire per cambiare le cose. Spesso risultano scomode, addirittura impertinenti, ma sono necessarie per far emergere dal caos interiore uno spunto, una consapevolezza, un frammento appuntito di verità da maneggiare con cura.” In “Quando inizia la felicità”, Gianluca Gotto condivide le domande che lo hanno accompagnato nel corso della sua crescita personale per raccontare senza reticenze le esperienze vissute in questi ultimi anni. I momenti difficili e le fragilità, ma anche la sua rinascita, i sogni realizzati, la consapevolezza acquisita attraverso il buddhismo, i tanti incontri che hanno illuminato la sua strada, l’amore smisurato per Claudia e la gioia, immensa, della paternità. Un libro pieno di consigli e spunti per vivere al meglio la propria vita, ma anche rassicurante come una tazza di tè in un freddo pomeriggio di pioggia, il primo abbraccio dopo molto tempo, una chiacchierata con quell’amico che ti ascolta senza giudicare. Un diario di viaggio scandito da domande su cui tornare più e più volte, per trovare un segnale, un’ispirazione, una motivazione a smettere di aspettare o inseguire la felicità, ma cercarla dove già siamo: qui e ora. | |||
OPPOSIZIONE - L’ULTIMA BATTAGLIA DI ENRICO BERLINGUER | Un leader conservatore, ideologico, ancorato a categorie novecentesche: così viene dipinto Berlinguer all’inizio degli anni Ottanta. Analisti e giornalisti decretano che il suo tempo politico è finito e nella direzione del Pci monta un dissenso sempre più duro verso le sue scelte. Ma intanto, nel Paese, il segretario comunista è diventato un mito per intere masse di persone: compresi tanti che non votano per il suo partito. Il suo funerale, con milioni di italiani in lacrime che sfilano davanti alla bara, lo dimostrerà con l’evidenza di un lutto collettivo mai più provato dopo di allora. Cosa era successo? Semplice: Berlinguer, in quegli anni, aveva fatto opposizione. Difendeva gli interessi dei lavoratori, dei ceti popolari, degli ultimi, che per lui erano i primi. E intercettava i problemi più vivi e contemporanei: la difesa della pace, la lotta delle donne, la battaglia per l’ambiente. Non era, come è stato dipinto, l’uomo della questione morale, ma quello della questione sociale e proprio per questo, negli anni che portarono a quell’ultima campagna elettorale, navigò nel più difficile dei mari: senza rendite sicure, appoggi forti o scelte facili. Perse il consenso della classe dirigente, ma conquistò un popolo. Luca Telese ripercorre oggi gli ultimi anni dell’avventura umana e politica di Enrico Berlinguer e la battaglia che lo portò a una morte epica e straziante, sul palco di Padova. Lo fa ridando voce, volti e nomi a un mondo ormai scomparso, ma la sua non è un’operazione nostalgia. È un messaggio attualissimo per la politica di oggi, per le sue ritrosie, per i suoi compromessi: l’opposizione è stata un’altra cosa. E potrebbe ancora esserlo. | |||
LA LETTRICE RIBELLE | A Kingston, in Jamaica, una donna è destinata a starsene a casa, buona buona, accanto ai fornelli. Akisha lo sa bene. Ha solo undici anni, ma si rende conto che, intorno a lei, pochissime ragazze hanno l’opportunità di studiare. Come la zia Sophie e la nonna, che l’hanno soprannominata Pumkin perché la sua pelle ha il colore dorato della zucca e le hanno insegnato che tra le pagine di un libro può essere libera. Fino al giorno in cui queste due donne se ne vanno e lei rimane sola con la madre, che la chiama ironicamente «zucca vuota» e la prende in giro per i suoi sogni. Ma Pumkin sa che, se si impegna, può realizzarli. Perciò, quando decide di raggiungere la zia a Marsiglia, mette in campo tutti gli strumenti a sua disposizione e apre il ricettario di dolci della nonna. Inizia così a sfornare tartufi al cocco e torte al burro per pagarsi le lezioni di francese. Ma, per una donna, farsi largo in un mondo che vuole rinchiuderti non è semplice. Pumkin dovrà trovare dentro sé stessa la forza per ribellarsi e uscire dalla prigione della cultura in cui vive. Ishi Robinson ha conquistato gli editori di tutto il mondo con il suo romanzo d’esordio, che racconta la storia di una giovane alla ricerca della propria identità. Una ragazza che riesce a trovare il riscatto personale grazie all’impegno, alla tenacia e all’intelligenza. Perché solo chi tiene fissi gli occhi sulla meta sa che, per quanto il viaggio possa essere pieno di difficoltà e momenti di disorientamento, l’orizzonte non è mai irraggiungibile | |||
TUTTO CIO’ CHE LA LUCE TOCCA | Shai è una giovane donna indiana disillusa e stanca, ma decisa a ritrovarsi. Un viaggio per salutare la sua vecchia tata le farà scoprire radici indigene che le parlano di futuro più di quanto non facesse la grande città. Evelyn è una studentessa dell’Inghilterra edoardiana che osa interessarsi di botanica e salpare alla volta dell’India non per cercare un marito, ma una pianta da studiare. E poi c’è Goethe, lo scrittore, che durante il suo viaggio in Italia trova un’ispirazione decisiva e illuminante. Tre storie, tre epoche, tre luoghi diversi. Tre personaggi che, a un certo punto della loro vita, si ritrovano a cercare una pianta nota come Diengiei, che grazie a un’auto-metamorfosi costante sembrerebbe contenere in sé le caratteristiche di qualunque altra pianta al mondo. Viaggi diversi, ma uniti dall’ascolto di una natura senza tempo, in cui tutto risuona, tutto è connesso: l’urgenza delle emozioni, la necessità della riflessione, la sete di avventura e di giustizia. Che il Diengiei sia reale o leggendario alla fine non conta, nella ricerca trovano qualcosa di veramente prezioso: un sentiero da percorrere che dà serenità e appagamento alle loro vite. Un libro in cui immergersi, un romanzo audace e con una sorprendente potenza evocativa, da una delle voci più apprezzate della narrativa e della poesia indiana contemporanea. | |||
IL GIARDINO DELLE ERBE | Ogni coppia ha i suoi segreti che gli altri non possono capire. Tra i panorami mozzafiato della riviera ligure, in una grande cascina ristrutturata trasformata in borgo, Linda Bonsanti vive insieme a suo marito Fabio e alla piccola Adele. Accanto a loro abitano i genitori di lei, e poco più in là Greta, l’amica inseparabile di Linda. Protette dalle piante aromatiche del Giardino delle Erbe, da generazioni le donne del borgo si scambiano confidenze, ridono, sognano, piangono insieme. Un’ombra di indicibile sospetto grava sul cuore di Linda. Da qualche tempo Fabio è strano, non la racconta giusta: e se avesse un’altra? Greta sa qualcosa ma non trova le parole per dirglielo: come si gestisce un dubbio che può minare non solo il matrimonio di Linda ma anche il loro rapporto di amicizia? E poi anche Greta ha dei problemi, una relazione con un uomo sposato che le lascia più cicatrici che gioie. Ma due arrivi inattesi romperanno il delicato equilibrio che lega gli abitanti del borgo… Il Giardino delle Erbe, con i suoi colori e profumi, è un piccolo mondo magico nel quale è facile abbandonarsi alla forza dei sentimenti, all’imprevedibilità dei segreti, e alla sensibilità di una autrice che – chiunque essa sia – sa mostrarci la vita sotto la lente di un prisma. | |||
DODICI CAVALLI | «Per la prima volta da quando era uscita dalla Scuola di polizia, non conosceva più nessuno nel palazzo anonimo che ospitava la centrale di Oslo. L’èra di Hanne Wilhelmsen, forse, era finita». Un apparente suicidio, un giro di inspiegabili gravidanze, un piano ramificato e terrificante. Hanne Wilhelmsen dovrà risolvere il caso più complesso della sua carriera. La vita di Hanne Wilhelmsen sta per andare in pezzi. Dopo due anni di pandemia, sua moglie Nefis l’ha lasciata, portando con sé la figlia Ida. E quando una delle rare persone al mondo a cui tiene viene uccisa, Hanne si ritrova a fare i conti con un’indagine intricata e particolarmente violenta. Che la costringerà a lavorare giorno e notte e a combattere per scoprire la verità. | |||
IL CIMITERO DEL MARE | Tra i due rami della stirpe dei Falck non corre buon sangue. Un rapporto al veleno che è destinato a inasprirsi con la morte dell’anziana matriarca. Quando Vera, un tempo famosa scrittrice, muore in mare, porta infatti con sé due grandi misteri: quello del suo testamento, che risulta introvabile, e quello di un vecchio manoscritto mai dato alle stampe a cui aveva lavorato in silenzio tanti anni prima. Si dice che in quelle pagine raccontasse del naufragio in cui, durante la Seconda guerra mondiale, aveva perso la vita il marito, ma nessuno ha mai potuto leggerle. La nipote Sasha si mette sulle tracce di entrambi, accompagnata nelle ricerche dal giornalista John Berg, un uomo affascinante dal passato poco chiaro, che sembra nutrire verso i Falck un interesse non solo professionale. Nonostante il padre cerchi di dissuaderla, Sasha è decisa a rivelare segreti che potrebbero scuotere dalle fondamenta il potere costruito dalla dinastia in oltre mezzo secolo. La nonna l’aveva avvisata: la verità che Sasha vuole portare alla luce è in conflitto con la lealtà verso la famiglia. Ma che cosa intendeva? In effetti, sono tante le domande senza risposta. Perché una scrittrice di successo smette improvvisamente di scrivere? Quali segreti nasconde la Saga, la potente società dei Falck? E che ruolo giocano nelle loro vicende l’espresso costiero naufragato in seguito a un’esplosione nel 1940 o gli ultimi eventi in Medio Oriente? Menzogne, affari controversi, attività legate ai servizi segreti, un’eredità contesa tra i due rami rivali della stessa famiglia: nella lunga e intricata storia dei Falck non manca nulla, comprese le grandi storie d’amore e i grandi tradimenti, tutto perfettamente calibrato in un romanzo labirintico, che è al tempo stesso un thriller appassionante e un’indimenticabile saga familiare. | |||
MAGNIFICO E TREMENDO STA L’AMORE | Tutti gli amanti giurano che il loro amore è diverso da quello degli altri. Specie all’inizio, quando la risacca della vita non ha ancora intaccato il sentimento. Poi le cose cambiano, e le storie tendono a somigliarsi. Ma non questa. L’amore raccontato in queste pagine – tratto da una vicenda di cronaca nera – ha avuto un finale sorprendente, che solo la realtà e una sua misteriosa giustizia potevano immaginare. Del resto «il destino, quando si accanisce, mostra pure una certa fantasia». Dopo “Dove non mi hai portata”, Maria Grazia Calandrone indaga le vite dei protagonisti di un fatto realmente accaduto, con sguardo da investigatrice e sensibilità da poetessa. E ci restituisce una vicenda in cui i chiaroscuri sono così tanti e intrecciati da impedirci una lettura unica. Come in tutte le storie d’amore. «”Magnifico e tremendo stava l’amore” rielabora un caso di cronaca nera. Il 27 gennaio 2004, dopo circa vent’anni di violenza subita, Luciana uccide con dodici coltellate l’ex marito Domenico e, insieme al nuovo compagno, ne getta il corpo nel fiume Tevere. Il 24 giugno 1965 mia madre Lucia, dopo anni di violenza subita da parte del marito, getta sé stessa nel fiume Tevere, insieme al suo nuovo compagno, mio padre. Perché in quegli anni non esiste la legge sul divorzio. Il motivo della mia ossessione è fin troppo evidente. Ma la vicenda giudiziaria di Luciana si conclude con un provvedimento destinato a fare giurisprudenza. Mi è parso allora utile, anzi necessario, rintracciare negli atti processuali le motivazioni umane e legali di una sentenza tanto d’avanguardia. L’analisi della storia e dei suoi esiti ha finito per generare un libro che ha sorpreso per prima chi l’ha scritto, essendo diventata un’opera scorretta, che non assume esclusivamente il punto di vista della vittima, si chiede anzi chi dei due sia la vittima, quale patto leghi i protagonisti e in quale oscurità delle persone quel patto abbia radicato. Chi scrive, insomma, ha cercato di comprendere profondamente le ragioni della violenza. E forse, chissà, ha lavorato proprio per emanciparsi da uno sguardo semplice sulla violenza. Non c’è dunque condanna, ma esposizione, quando possibile poetica, di quel magnifico e tremendo amore» (Maria Grazia Calandrone). | |||
TUTTO IL BELLO CHE CI ASPETTA | Viviamo in un’epoca in cui niente è impossibile, dunque se le cose non vanno dev’essere per forza colpa nostra: Selene se ne è quasi convinta. Passati i trent’anni, non ha ancora trovato la sua strada: dove ha sbagliato? È stata l’ultima delle sue azioni impulsive, aprire un ristorante che ora è sull’orlo del fallimento, oppure è successo quindici anni fa, quando ha preso la sua prima decisione da adulta? È lì che sono rimaste impigliate le sue aspirazioni? Per scoprirlo, una notte d’estate fugge da Milano verso un paesino nel cuore della Puglia, il posto dove è cresciuta, immersa in una comunità spirituale, circondata dall’affetto degli amici e della famiglia. La valle è sempre uguale, punteggiata di ulivi e di trulli, con il mare che orla l’orizzonte. Peccato che, appena prima di arrivare a destinazione, il motore della macchina fonda e da lì in poi niente vada più per il verso giusto. Eppure, a volte sono proprio gli imprevisti a cambiarci la vita per il meglio. In attesa dei pezzi di ricambio, le viene messa a disposizione Amanda, una Uno rossa ricca di personalità con cui cercherà di raggiungere l’ashram dove viveva da bambina. E se non tutti sono rimasti fermi ad aspettarla, nel giro di poco Selene riabbraccia la vecchia tata Flora, fa nuovi incontri e decide di prendersi cura di un asinello di nome Virgilio, che ha tutta l’aria di sentirsi solo come lei. Tra gite in Salento, discussioni sul senso della vita, yoga e pomeriggi in cucina con persone che forse la conoscono meglio di quanto lei non conosca se stessa, Selene inizia a comprendere che a volte è necessario perdersi e sbagliare strada per trovare il coraggio di seguire i propri sogni. E andare finalmente incontro a tutto il bello che ci aspetta. | |||
LE SPINE DEL FICODINDIA | Nenè Indelicato, commissario di polizia senza superpoteri e papà single, lo sa bene: detective e genitore sono lavori a tempo pieno. Quello che certamente non si aspetta è di dover passare dall’una all’altra veste nel giro di venti metri… E invece è proprio quel che succede una mattina, quando, dopo aver lasciato a scuola la figlia Sara – ben lontano dai cancelli come da sua richiesta, per salvarle la reputazione -, giusto davanti al liceo si imbatte nella vittima di una inaspettata, violenta aggressione. Ma è solo il primo mistero del giorno, perché tempo mezz’ora e a chiamarlo sono un’emittente radio e una televisiva, sconvolte per aver ricevuto un identico, macabro pacchetto. Che c’entri la coppia di amiche di cui una coinquilina ha appena denunciato la scomparsa? Nenè e la sua squadra, capitanata dalla vice Salvina Russo, battono ogni pista possibile, ma più indagano, più la matassa si ingarbuglia. E intanto, come nel Visconte dimezzato, per la sua Trapani si aggirano concentrati di pura gentilezza ma anche individui che hanno decisamente perso la loro metà buona. E l’equilibrio tra gli uni e gli altri pare tutt’altro che scontato. La verità per il commissario questa volta sarà particolarmente difficile da scoprire… e ancora di più da accettare. Ma sarà complicato anche trovare un compromesso tra il suo desiderio di star vicino a Sara e la consapevolezza di doverla lasciar crescere. | |||
STAI TRANQUILLO, PICCOLO BRUCO | Per Verdolino è un momento importante: sta per diventare farfalla. “Che bello!” dicono tutti. “Che paura!” dice Verdolino. Se fosse per lui, resterebbe bruco. L’idea di cambiare non gli piace per niente. Ma qualcuno lo aiuterà ad accogliere e superare la sua paura. Come? Ascoltandolo. Un libro illustrato per bambini dai 4 anni. Una storia divertente e insieme profonda sulla bellezza dei cambiamenti e della crescita. Età di lettura: da 4 anni. | |||
A CVALLO DI UN SOGNO | Non sempre la vita va come ci aspettiamo e spesso il destino ha in serbo per noi delle sorprese che, a volte, si rivelano un dono prezioso. Lo sa bene Nicole Cereseto che, a distanza di due anni dalla pubblicazione del suo primo libro, “Prendi fiato e ricomincia”, ci conduce per mano nell’affascinante mondo dell’equitazione, presentandoci i nuovi arrivati nella sua famiglia straordinaria, e facendoci vivere con lei, passo dopo passo, le frenetiche giornate di un’amazzone. Un racconto che ha come protagonisti l’impegno, la dedizione e la passione, accompagnato da fumetti simpatici e divertenti su tutti gli imprevisti che ogni giorno Nicole si trova ad affrontare e corredato da una serie di giochi per scoprire curiosità e notizie sui cavalli. Ma non di soli cavalli è fatta la vita di Nicole che, da sempre amante degli animali, ha anche una schiera di cagnolini che le impegnano il tempo libero, combinandone di tutti i colori! Un libro divertente, ma anche commovente per avvicinarsi al mondo dell’equitazione in un modo diverso, giocoso e appassionante! | |||
ALLENAMENTE IN VACANZA | Tenersi in esercizio con parole e numeri non è mai stato così divertente! Italiano, matematica, inglese… Tanti esercizi per allenare la mente in vacanza, senza rinunciare al divertimento! Età di lettura: da 6 anni. | |||
QUADERNO DI COMPITI DELLE VACANZE PER ADULTI 5 | Il primo e unico quaderno di compiti delle vacanze per adulti. Tutto quello di cui la tua estate aveva bisogno! 150 esercizi 120 ore di divertimento. Su una sdraio sotto l’ombrellone o la sera mentre prendi aria sul balcone. Su un prato imbandito per il picnic o sul treno che ti porta al mare. Dovunque tu sia in questa magica stagione, con chiunque tu la voglia trascorrere, il Quaderno Blackie è il compagno ideale per la tua estate. | |||
GUIDA AL MANGA | “Vi andrebbe di disegnare un manga?” Con queste parole il Dio del Manga in persona, Osamu Tezuka, apre la sua guida, dedicata a tutti coloro che desiderano saperne di più su questo affascinante mondo. Con consigli pratici e suggerimenti (come trovare un’idea e sviluppare una storia, come passare da scarabocchi a matita a una tavola strutturata), capitolo dopo capitolo l’autore di Kimba e i Tre Adolf svela le sue tecniche e le regole di un linguaggio che ha contribuito a creare. Pubblicata nel 1977, la Guida al Manga è un testo fondamentale studiato da generazioni di mangaka e una lettura preziosa anche per appassionati e aspiranti autori dei giorni nostri. | |||
IL MIO VIAGGIO A NEW YORK | New York è un grande laboratorio in cui tutto si sperimenta e si cambia: ristoranti, grattacieli, spettacoli, quartieri che rinascono, tendenze che si affermano. È impossibile cogliere l’essenza di questa metropoli e cristallizzarla in un’unica immagine: esistono tante New York, e sono tutte meravigliosamente in contraddizione tra loro. Al prezzo di una singola corsa in metropolitana, infatti, si viene trasportati come d’incanto in un caleidoscopio di esperienze ogni volta diverse. Non esiste in nessuna parte del mondo un luogo simile. Questa guida insolita, aggiornata con tutte le novità del 2024, ci porta a spasso per gli itinerari meno tradizionali, alla scoperta dell’anima più segreta della Grande Mela, la cui offerta culturale, culinaria, artistica e musicale non ha eguali. Preparatevi a partire per un viaggio indimenticabile, accompagnati dai racconti e dai consigli dell’urban explorer che da più di dieci anni condivide con i lettori e i turisti italiani il suo sogno di vivere da vero newyorkese. Le grandi icone, i quartieri da vivere, i rooftop imperdibili, shopping e cibi cult: la guida definitiva alla città che non dorme mai. Un compagno di viaggio indispensabile per un’esperienza da veri newyorkesi, con una mappa aggiornata da avere sempre con sé. Tanti itinerari imperdibili, dal cuore di Manhattan ai luoghi leggendari del Bronx. | |||
MONDO NUOVO VIAGGIO ALLE ORIGINI DELLA MAGNA GRECIA | «Questo è un libro di storie. Riguarda vicende di alcune antiche genti che hanno vissuto nel I millennio a.C. nei territori della Magna Grecia. È una storia di mobilità e incontri, perché per tutti, Greci e Italici, la rete di connessioni e il rapporto con gli altri sono stati la cifra esistenziale più rilevante della vita quotidiana.» È questo il «mondo nuovo» che dà il titolo al saggio di Massimo Osanna: un paesaggio dell’incontro che solo l’archeologia può aiutarci a riscoprire, restituendo voce a oggetti e strutture di per sé muti, raccontando chi li ha realizzati, usati, trasformati in memoria o distrutti. Reperti «capaci di narrare le storie di uomini e di popoli che in questa terra si sono incontrati, affrontati, amalgamati in un processo dinamico e senza soluzione di continuità». Attraverso un viaggio in parchi archeologici e musei più o meno noti del nostro Meridione (da Sibari a Taranto, da Metaponto a Paestum, passando per Crotone, Venosa, Caulonia), Osanna illumina il rapporto tra Greci e non Greci, mai univoco né scontato; ridefinisce l’idea stessa della «colonizzazione» per come la immaginiamo comunemente, spostando l’accento sui fenomeni di ibridazione che in Magna Grecia sono stati frequenti e articolati. Un lavoro avvincente sulla memoria degli oggetti (materialità dei contatti), dei luoghi (i paesaggi dell’intreccio), sulla memoria dei morti (quello che le tombe ci dicono), perché l’archeologia è fondamentale per ricostruire le storie non raccontate dalla Storia (il rumore di fondo dei frammenti, «vivo» e «parlante»). | |||
SISTEMA DELLA MODA | Scritto tra il 1957 e il 1963, “Sistema della moda” ha dato il via alla ricerca scientifica sul tema non solo in semiotica, ambito di cui il volume rappresenta un pilastro, ma praticamente in tutte le scienze sociali. Basandosi sulle principali riviste di settore, tra cui le edizioni francesi di “Vogue” ed “Elle”, Barthes lavora sull’indumento scritto o de-scritto per ricostruire le argomentazioni della giurisprudenza della Moda, un mito creato per convincere le persone della necessarietà della rotazione del guardaroba, associando capi e accessori a tratti della personalità e a eventi mondani. Leggere Barthes nell’epoca della social moda ricongiunge con il peso della parola, scarnificata dall’overload visivo. La descrizione di un capo risulta ancora necessaria nella fase creativa e comunicativa; dunque, non è mai stata così necessaria una corretta (in)formazione sui termini e sulle materie della Moda. La contemporaneità di Barthes raggiunge il culmine con la lucida analisi della retorica del significato di Moda, dove la rappresentazione del mondo offre spunti su ruoli e corpi-modello, identità e alterità, genere e statuto binario della lingua come sistema digitale, in una visione lungimirante e progressista. | |||
UNA GIORNATA PARTICOLARE | Cosa ha provato Cristoforo Colombo il giorno in cui è partito per andare oltre l’orizzonte? Cosa ha significato per Dante intraprendere un incredibile viaggio all’Inferno? Quand’è che Spartaco decise di spezzare le catene che lo tenevano prigioniero? In quale modo San Francesco riuscì a convincere il Papa che non avrebbe distrutto ma salvato la cristianità? In che modo i Medici diedero un’impronta decisiva all’intero Rinascimento italiano nonostante la tragedia dell’assassinio di Giuliano, fratello di Lorenzo il Magnifico, durante la congiura dei Pazzi? Oggi, in un’epoca di profonda crisi, politica e sociale, Aldo Cazzullo sceglie tredici grandi eventi del passato per raccontare le svolte principali della nostra storia e il coraggio delle persone che hanno saputo cambiarla. Tredici giornate memorabili, che rappresentano il culmine di una stagione o l’inizio di una nuova era: dalla scoperta dell’America alla disfatta di Caporetto, dal processo di Artemisia Gentileschi alla strage di Capaci. Date, personaggi, luoghi e momenti che hanno trasformato l’Italia e il mondo intero. Per conoscere meglio il nostro passato in un racconto vivido e avvincente che restituisce il senso e il valore della memoria e che indaga la dimensione dell’individuo, quella più appassionante e carica di umanità. | |||
L’ESTATE DEI MORTI | Sibilla è annegata nel pozzone, uno stagno limaccioso in mezzo al bosco, durante l’estate dei morti del 1984. Assieme a lei c’era Luce, la sua migliore amica, che ha sempre spergiurato di non essere mai entrata in acqua. Anche se era fradicia, quando l’hanno trovata sulla riva, sconvolta. Vent’anni dopo, nello stesso periodo dell’anno, tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre, due uomini vengono brutalmente uccisi in un casale abbandonato. A segnalare il delitto e guidare il rinvenimento dei cadaveri – con una chiamata al commissariato di Case Rosse – è una ragazza che si presenta alla polizia proprio con il nome di Sibilla. E il casale in cui si è consumata la strage è quello in cui aveva abitato Luce che, nel frattempo, sembra essere sparita da anni, senza lasciare traccia. Toccherà al commissario Roberto Serra e all’agente Rubina Tonelli cercare di risolvere un caso che coinvolge vivi e morti, riprendendo il triste epilogo di una tragedia dimenticata. Per trovare l’assassino, dovranno accettare di entrare nel fitto del bosco e incontrare la Borda e le altre creature che ne custodiscono i segreti. Giuliano Pasini affonda le mani nella tradizione emiliana e architetta un thriller psicologico mozzafiato, che evoca le paure più nascoste di tutti noi. Un romanzo che infine ricorda, pur chiamando in causa forze apparentemente sovrannaturali, come il vero, unico mostro che abita la Terra sia l’uomo. | |||
NORFEVILLE | Léonie è una “mela”: rossa fuori, bianca dentro. Così l’hanno sempre chiamata i nativi americani della riserva, perché è figlia di una madre innu e di un padre bianco. È cresciuta a Norferville, una piccola cittadina mineraria tagliata fuori dal mondo, nel Grande Nord canadese. Dopo la chiusura della miniera, Léonie abbandona la sua terra di ghiaccio e si ripromette di non rimetterci mai più piede, perché Norferville l’ha brutalizzata lasciandole una ferita che non si rimargina. Ma la vita decide altrimenti e, vent’anni più tardi, Léonie si ritrova costretta a tornare in quel luogo maledetto e affrontare una volta per tutte i fantasmi del passato. Ad altre latitudini, Teddy Schaffran – un criminologo di successo che indossa un’enigmatica benda da pirata sull’occhio sinistro – è tormentato da un antico dolore. Anche lui ha un grosso conto in sospeso con Norferville e le sue sorti sono destinate a incrociarsi con quelle di Léonie. Al centro di tutto, un efferato omicidio che solleva enormi interrogativi e scoperchia un vaso di Pandora di cui Léonie è determinata a vedere il fondo. | |||
PIETRA DOLCE | In Val Germanasca la natura detta le proprie volontà: nella miniera di talco, negli orti, nei boschi, nelle borgate che guardano la cascata. Così accade anche il giorno del crollo: tre boati tanto forti da far tremare la montagna. Due minatori mancano all’appello e nel piazzale si scava tra i detriti. L’ultimo a uscire dal foro nella roccia è un giovane che tutti conoscono. Si chiama Lisse, senza la U, e in quella lettera mancante è già scritta gran parte della sua vita. È ferito, eppure a far sanguinare l’animo di Lisse sono ben altri tagli. Quell’uomo partorito in un prato, accolto e nutrito dalla sua gente, è anche l’invisibile, il senza-storia, esiliato entro i confini della sua Valle. Stravolto da quell’ennesima sciagura, Lisse si rifugia in una baracca a Paraut, dove è nato. Giosuè Frillobèc, l’amico di sempre che zoppica sulle parole, non può stare a guardare. E con lui nemmeno Mina, che ha cresciuto entrambi come una madre; e Lumière, il gigante che fa oracoli; e Tedesc, il vecchio liutaio che parla tre lingue. Insieme escogiteranno un piano per riportare Lisse a casa e restituirgli speranza, immaginarsi ancora possibile. L’arrivo di Alma, partita dall’Argentina con una chitarra in spalla, porterà nelle loro vite il canto delle Ande e un sogno gentile da coltivare. Passano molti anni, Frillobèc ha lasciato la Valle e vive isolato tra le colline, con la sola compagnia di una corva. A spezzare la sua solitudine è l’improvvisa visita di un ragazzo, Jul, venuto dalle montagne a riportargli un oggetto che gli è appartenuto. Insieme cuciranno la storia, gli amori distanti un oceano, le libertà sfilacciate dal tempo, le promesse incompiute. Una miniera di piccole cose, incise nella pietra dolce. | |||
UNA PICCOLA LAVANDERIA A YEONNAM | Yeonnam-dong è un quartiere di Seul in perpetua trasformazione e sempre alla rincorsa dell’ultima moda. Eppure, tra locali modernissimi e temporary shop, c’è una piccola lavanderia automatica che, per alcuni abitanti della zona, rappresenta un porto sicuro in un mare di cambiamenti. Perché qui trovano luci calde, scaffali pieni di libri e profumo di caffè che si mischia a quello del bucato appena lavato. E poi, un giorno, anche un taccuino verde dimenticato chissà da chi, un taccuino che in breve tempo diventa una sorta di diario del quartiere. Da un anziano signore che non sa come ricucire il rapporto col figlio a una madre minacciata di sfratto, da una sceneggiatrice in cerca di fortuna a una ragazza incastrata nel rapporto sbagliato, tutti vedono in quel diario un’occasione per confidare gioie e dolori, delusioni e speranze. Ma non solo. A poco a poco, il taccuino diventa un mezzo con cui dare consigli, offrire conforto e aiuto, aprire il cuore a quegli sconosciuti le cui vite si sfiorano da anni ma che solo ora finalmente iniziano a intrecciarsi. Così, quando da quelle pagine emerge una vicenda più complessa e oscura delle altre, tutti daranno il loro contributo per rimettere insieme i pezzi della storia e riportare l’armonia in quel magnifico mosaico di esistenze imperfette… Con uno stile semplice e diretto, questo romanzo celebra il valore delle relazioni umane, della solidarietà di quei piccoli gesti che hanno la forza di migliorare la vita degli altri e la nostra. Nella frenetica Seul c’è una piccola lavanderia dove il tempo pare fermarsi e dove si alleviano le solitudini degli abitanti del quartiere. | |||
LA BIBLIOTECARIA DI MADRID | Madrid, 1939. La città intera è scesa in piazza per la Giornata nazionale del libro. Ma nella Spagna franchista, ciò vuol dire che è il giorno in cui i libri devono bruciare. Bruciare un libro significa dare fuoco alle idee, alle speranze e alla vita di chi l’ha scritto. Tina fatica a trattenere le lacrime mentre assiste al rogo. Non può permettere che quella devastazione avvenga davanti ai suoi occhi. Eppure, lei sa cosa deve fare ed è per questo che, incoraggiata da una zia eccentrica, ha deciso di entrare a far parte di una società segreta: l’Associazione della biblioteca invisibile, il cui scopo è preservare i libri e la cultura, sottraendoli alla distruzione politica. Mentre muove i suoi primi passi come bibliotecaria, scopre il fascino di una Madrid nascosta, all’apice del fermento artistico e culturale, e si lascia immediatamente travolgere dai segreti della città e delle persone che ne sono protagoniste: dai poeti spagnoli più famosi a bibliotecari e archivisti che condividono con lei il suo più grande amore. Salvare i libri è più di una passione o un impegno sociale. Salvare i libri è una vocazione, la chiamata che stava aspettando. Ma in un periodo tanto ostile, la missione non è semplice. Tina sa che deve agire a tutti i costi, anche se per farlo dovrà mettere in pericolo la propria vita. La bibliotecaria di Madrid porta con sé un’eroina con una passione così forte da essere contagiosa, in una città che cela una storia tutta da scoprire. Ma soprattutto, tra le righe di questo libro, si rivelano le storie di bibliotecari, archivisti e intellettuali dell’epoca, realmente esistiti, che hanno lasciato un’impronta indelebile nella storia del Novecento. Grazie a loro, oggi possiamo leggere libri che altrimenti sarebbero andati distrutti. E grazie a María Zaragoza, oggi possiamo conoscere la storia di chi li ha salvati. | |||
POTREI VIVERE QUI PER SEMPRE | Leah ha venticinque anni e frequenta un master in scrittura creativa presso l’università del Wisconsin. Un giorno, in coda al supermercato, conosce Charlie, di qualche anno più grande, i cui modi diretti e gentili la conquistano subito. Quando Charlie la invita per la prima volta a casa sua, Leah ha i primi dubbi, non capisce perché abiti ancora con i genitori, dorma nel seminterrato, non tenga in ordine la sua stanza. Non appena lui le confessa il suo segreto – è alle prese con un programma di riabilitazione – Leah si spaventa, ma poi cede alla forza dell’amore che inesorabilmente divampa tra loro. Nel frattempo, la vita di Leah procede tra i workshop di scrittura – un suo racconto riscuote parecchio successo -e l’insegnamento. Il rapporto con Charlie prosegue tra alti e bassi, tra indimenticabili momenti di felice quotidianità e altri molto più complessi, ambigui, al punto che Leah si convince che lui possa nasconderle un’inconfessabile verità. La loro storia d’amore però cresce, diventa sempre più intensa, travolgente, finché lei dovrà prendere una decisione in grado di cambiare la vita di entrambi. Con una grande tensione narrativa sorretta da una prosa limpida e magnetica, Hanna Halperin scrive un romanzo di straordinaria profondità, capace di esplorare le dinamiche di una relazione totalizzante, e di catturare il lettore nel desiderio della protagonista di venire a patti con i vincoli della dipendenza affettiva e al tempo stesso vivere un amore assoluto, indimenticabile. | |||
L’ISOLA DOVE VOLANO LE FEMMINE | Alicudi, 1903. Caterina guarda il corpo gelido e duro come una crosta di pane di Maria, la sua gemella, e pensa che ora la vita cambierà per sempre. Era Maria a scegliere per lei i pensieri giusti da pensare, e adesso chi lo farà al suo posto? Se l’è portata via un male cattivo e tutti in famiglia – dalla bisnonna che non ci vede più bene ma capisce tutto, a Palmira, la madre che ha per la quarta volta un bambino in pancia ma ha perso la testa per il dolore – pensano sia colpa di Ferdinando, che sconta una pena al Castello di Lipari, e vuole fare la rivoluzione. Ora che Maria non c’è più, anche se la stanza di Caterina si è allargata, la vita è diventata molto più stretta: lavora nei campi di don Nino fino al tramonto, consegna le acciughe sotto sale e aiuta la mamma con le fatiche di casa, aspettando il suo giorno preferito, quello in cui tutti si riuniscono per impastare il pane. Da qualche tempo, però, alle spighe di segale dell’isola sono spuntati dei piccoli corni neri come il carbone, tizzonare le chiamano. All’inizio non s’erano fidati a mangiare quel pane aspro, ma ora non c’è altro, così anche Caterina butta giù quei morsi duri che hanno l’odore della morte. Forse però in quei bocconi grami c’è la chiave per scappare da un presente sempre più solitario e amaro, e raggiungere le majare, le streghe che vivono sull’isola e si librano in cielo, libere nell’ala scura della notte. Caterina non lo sa, ma non è l’unica a vedere cose che poi sfumano nella nebbia. Per lei, come per tutti i settecentotredici arcudari, verrà il momento di scegliere tra la realtà e il sogno. Con una lingua originale e antica, Marta Lamalfa riporta alla luce un fatto storico dimenticato e ci trasporta in una terra battuta dal vento, minuscola eppure universale. | |||
NESSUN PERDONO | «L’Accademia… promettimi che te ne occuperai… la lascio a te.». Sono le ultime parole del suo maestro e Angela Di Cori non può che promettere. La Crime Academy è il loro sogno che si realizza, un istituto di eccellenza dove si formano futuri criminologi. Ma per Angela, docente e psicologa investigativa, sopravvissuta a un trauma che l’ha segnata in maniera indelebile, è molto di più. Cresciuta con i nonni nel ghetto di Roma, Angela ha deciso di aprire proprio lì uno sportello antiviolenza, in cui la affiancano i suoi studenti più brillanti, la «squadra» che collabora con lei anche nelle indagini: Nic, intelligente e talentuoso, Mia, empatica e determinata, e Franco, generoso ma tormentato. Il caso che li aspetta potrebbe essere decisivo perla sopravvivenza dell’istituto: a chiedere il loro aiuto è infatti un personaggio importante, il senatore Moretti, il cui figlio è stato ritrovato senza vita nella sua stanza. Gli inquirenti hanno archiviato la faccenda come morte per overdose, ma il padre è convinto che sia stato assassinato. Nel frattempo, Franco non risponde più al telefono e nessuno sa dove sia finito: la sua scomparsa può essere collegata al presunto omicidio su cui stanno indagando? Una verità crudele attende i protagonisti di questo noir, che si svolge sullo sfondo di una Roma contemporanea, una città che sa regalare splendidi scorci, ma che può anche spalancare imprevedibili squarci sulle ossessioni e i vizi dei suoi abitanti. | |||
DIO DI ILLUSIONI | Caricamento in corso… | |||
STORIA SEGRETA DEL MONDO DEI CALZINI | Caricamento in corso… | |||
LA CASA SULL’ALBERO DI 91 PIANI | Caricamento in corso… | |||
HAI VISTO CHE MUSCOLI? | Caricamento in corso… | |||
UNA VITA IN CAMPER | La vita nomade non è per tutti, ma può diventarlo. E Daniela De Girolamo lo sa bene: lei ha davvero mollato tutto per inseguire il sogno di vivere viaggiando, e adesso è pronta a condividere trucchi e segreti con chiunque desideri esplorare il mondo su una casa a quattro ruote. Come funziona un camper, quali sono gli accessori indispensabili da avere sempre con sé, come orientarsi tra normative e documenti, come risparmiare sulle aree di sosta: una guida facile rivolta tanto ai principianti quanto ai camperisti di lungo corso. Pieno di consigli, ma anche e soprattutto di aneddoti e ricordi, questo libro ci ricorda che l’unica cosa davvero fondamentale per una vita in camper è tirar fuori il coraggio: di essere sé stessi, di buttarsi, di realizzare i propri desideri senza voltarsi indietro. Dopo, non resta che abbassare i finestrini e godersi l’avventura. | |||
KARMA LA MIA STORIA | Caricamento in corso… | |||
PERDERE SENNA | Caricamento in corso… | |||
VERRANNO DI NOTTE | Caricamento in corso… | |||
LA FINE DELL’INGHILTERRA | Caricamento in corso… | |||
L’INTELLIGENZA DEL FUTURO | Caricamento in corso… | |||
MUOIO PER TE | Caricamento in corso… | |||
I BONORA | Dall’Archivio Pirelli, il romanzo – finora inedito – di Giovanni “I Bonora” è un romanzo incompiuto e finora inedito, che grazie | |||
LA FAMIGLIA E’ ANCORA QUI | Caricamento in corso… | |||
LA STANZA DEI SEGRETI | La guerra civile infuria e, per aggiudicarsi la vittoria, servono armi più potenti di cannoni e fucili. Servono informazioni. Per Kate Warner è l’occasione che aspettava da tempo, fin da quando è stata assunta dalla leggendaria Pinkerton National Detective Agency. Kate è l’unica agente donna e lotta da anni per conquistarsi il rispetto dei colleghi, che la considerano troppo emotiva per le operazioni sul campo. Ma adesso, nell’agosto del 1861, è lo stesso Allan Pinkerton a sceglierla per una missione delicatissima. Nessun uomo infatti potrebbe far collaborare Rose O’Neal Greenhow, una vedova sudista che è stata trovata in possesso di un messaggio cifrato che, se decrittato, potrebbe porre termine a quella carneficina. Ricca, viziata e razzista, la donna rappresenta tutto ciò che Kate disprezza. Lei che è nata povera e che ha sempre potuto contare solo su se stessa, non può sopportare l’arroganza con cui la vedova Greenhow si ostina a proteggere un sistema basato sul privilegio e la sopraffazione. Eppure, per riuscire a conquistarsi la sua fiducia, Kate deve imparare a mettersi nei suoi panni, scoprendo così una persona forte e determinata, che combatte per ciò che ritiene giusto. Solo allora Kate si rende conto che una donna del genere – così diversa eppure così simile a lei – non può essere piegata. E che tutte e due sono pedine di un gioco dall’esito imprevedibile… | |||
LA LIBRERIA NASCOSTA | Caricamento in corso… | |||
IL LADRO DI SCARABEI | Cagliari, 1928. Segnato da un’infanzia di stenti e privazioni, Antino è un cosiddetto majolu, uno dei tanti ragazzini che per scappare dalla povertà della campagna e trovare un futuro migliore arrivano in città, e lì, nelle dimore dei signori, offrono i loro piccoli servigi in cambio di vitto e alloggio. Ad accoglierlo in casa sua è l’ingegner Italo Dejana, un imprenditore antifascista dall’animo generoso: è stato fortunato e lo sa, Antino. Cercherà in ogni modo, infatti, di conquistare la fiducia del suo benefattore e vincere la diffidenza nutrita dalla moglie Elsa e dai figli Leonardo, Agnesa e Asmara. E quando a un certo punto si troverà a un passo dal perdere ogni cosa, per assicurarsi il posto che crede di meritarsi nell’albero genealogico dei Dejana non si farà alcuno scrupolo, disposto a tutto pur di ottenere quello che la sorte gli ha negato per nascita. Anche a conquistare l’amore della timida Asmara, figlia adottiva dell’ingegnere, per la quale ha sempre provato disprezzo e invidia. Asmara, però, non è la creatura insignificante che Antino crede, e quando il ragazzo se ne renderà conto, sarà ormai troppo tardi. Vanessa Roggeri ha dato vita a una storia familiare di ambizione e passioni sullo sfondo dell’Italia fascista. Il racconto emozionante e vivido delle vie oscure che può seguire il desiderio di riscatto sociale. | |||
DUE DI NOI | Caricamento in corso… | |||
NAUFRAGIO | Caricamento in corso… | |||
UNA BUONA MADRE | Un appuntamento tra due donne in un caffè di Dublino, che segnerà per sempre il loro futuro. Tess non ha idea di chi sia Maeve, questa donna che l’ha cercata dicendole di avere informazioni importanti su uno dei suoi figli, Luke, quello scapestrato, quello che a tutti i costi deve distruggere la serenità dei genitori e del fratello Aengus, spesso costretto suo malgrado a coprirlo. Che cosa avrà fatto questa volta Luke? Ma se veramente Maeve è una sconosciuta, perché Tess ha la vaga impressione di averla già vista? Dall’incontro tra Tess e Maeve si dipanano le storie delle loro famiglie, che si scopriranno legate in un intreccio indissolubile. Tess è cresciuta in una famiglia numerosa nell’Irlanda degli anni Settanta, troppe responsabilità hanno gravato precocemente sulle sue spalle perché avesse voglia di diventare madre a sua volta, e ha faticato a calarsi in quel ruolo. Invece Maeve è rimasta incinta troppo presto, ha rischiato di vedersi sottrarre sua figlia, e solo il coraggio di una zia che aveva subito quel feroce destino è riuscito a salvarla da un istituto per ragazze madri molto simile a una prigione. Tess e Maeve sono due facce della maternità in un’Irlanda che, attraverso le generazioni, sembra negare alle donne la possibilità di scegliere. Un filo sottile lega le protagoniste di questo romanzo corale – e le loro madri, e i loro figli -, un filo simile a quello delle coperte patchwork che una di loro realizza, metafora dell’inesauribile capacità femminile di tessere, creare, rammendare e rinnovare sentimenti e relazioni. Gli atteggiamenti radicati nei confronti della maternità richiedono molto tempo per cambiare. C’è la maternità come imperativo biologico e c’è la maternità come costrutto sociale. Navigare in un ambito così impegnativo è il fulcro di questo mio romanzo. | |||
TAYLOR SWIFT UN LIBRO SWFTIE | Persona dell’anno del Time, artista, cantautrice, attrice, regista e vincitrice di migliaia di premi, Taylor Swift è una delle più importanti icone di oggi. Questo libro racconta la sua storia personale e artistica. Segui i successi, i fallimenti e gli avvenimenti che hanno segnato la sua vita, il rapporto con i fan, i retroscena delle sue canzoni e come Taylor Swift sia diventata la cantautrice di un’intera generazione. Se sei uno degli oltre 9 milioni di Swifties del mondo, questo libro è per te. | |||
IERI, OGGI, PER SEMPRE CON TE | Shosh è una ragazza di 17 anni con grandi sogni. Leggenda del teatro del liceo, il suo desiderio più grande è quello di frequentare il college di arti sceniche di Los Angeles. Una stella in ascesa, insomma. Ma quando sua sorella Stevie muore in un incidente stradale, quella stella si spegne. Tutto ciò che rimane è il vuoto della disperazione, sino a quando, un giorno, Shosh sente una canzone molto dolce che sembra indicarle una strada… Evan ha 17 anni e diversi progetti. Vorrebbe trascorrere un anno sabbatico in Alaska, purché qualcuno si prenda cura di Will, il suo fratellino “speciale” con la passione di E.T. e della madre, single da quando il marito se ne è andato. Ma i suoi piani cominciano a vacillare quando sua madre riceve una diagnosi inaspettata. Finché, un giorno, Evan sente una melodia struggente che sembra indicargli una strada… Shosh e Evan riescono a sentire una musica che nessun altro può udire. Ancora non lo sanno, ma le loro anime sono legate da sempre, e sono destinate a incontrarsi, amarsi e ritrovarsi per l’eternità. In un romanzo romantico e commovente, David Arnold ci riporta al significato più profondo dell’amore, capace di attraversare il tempo e lo spazio. Perché il vero amore, quello sì, può durare all’infinito. | |||
IL RAGAZZO TUTTO NUOVO | Quando George, un enigmatico ragazzo nuovo, si unisce alla classe di Daniel, tutti pensano che sia parecchio strambo. Ma è bravissimo nel calcio e in matematica, adora i gatti e le patatine. Per Dan e Maxie il calcio e le patatine sono cose che contano parecchio, e presto si affezionano a George, così come gli altri compagni di classe. Con il passare del tempo scoprono che in fondo in fondo lui è proprio come loro, sotto molti aspetti tranne uno: George fa parte di un nuovo ambizioso esperimento multimilionario, con persone sinistre intenzionate a sfruttarlo sino alla fine. Comincia così una missione disperata per proteggerlo, contro tutto e tutti… David Almond ci guida dolcemente attraverso un’avventura che sfida le nostre percezioni di ciò che è ‘normale’ e ci ricorda che l’umanità può essere trovata nei luoghi più inaspettati. Una storia coinvolgente che affronta con grande sensibilità temi come l’intelligenza artificiale e l’inclusione, ma che soprattutto è un inno all’inarrestabile forza dell’amicizia e della comprensione umana. Età di lettura: da 9 anni. | |||
STORIA DEL MONDO IN 12 PARTITE DI CALCIO | Storia del mondo in 12 partite di calcio è un’epopea | |||
CAMBIO VITA, VADO AL SUD | Ti capita mai di fermarti per caso e realizzare di non essere felice? Di pensare che il lavoro d’ufficio e un appartamento troppo stretto all’improvviso non fanno più per te? Forse il problema non è solo quello che fai, ma anche l’aria che respiri e il posto in cui vivi. A quarantasei anni, Alessandro si divide fra bagni all’Idroscalo, ‘il mare di Milano’, e apericena aziendali. Nel suo DNA ci sono i geni del milanese perfetto. Non si ferma mai, va a cento all’ora. La sua quotidianità è fatta di multinazionali, startup e intelligenza artificiale. Poi un giorno sente un click nella sua testa e decide di mollare tutto. Si trasferisce in Puglia, stravolge la sua vita e trova qualcosa a cui non era più abituato: la felicità. Il Nord apre le porte a tutti i tuoi sogni, è vero. Ma esiste anche un modello mediterraneo di felicità, in cui l’amore peri contatti sociali, i pranzi lunghi diciotto ore, il ruolo decisivo della famiglia e l’attenzione alle piccole cose hanno un’importanza vitale. Perché al Sud il benessere è quasi una scienza e come tale può essere appresa, studiata e condivisa. Mettendo a disposizione la sua esperienza in ‘Southshifting’, Brunello insegna – con naturalezza e ironia – non tanto a diventare terroni, quanto a trovare il terrone che si nasconde in ciascuno di noi. Non esistono regole per la felicità, ma esistono posti in cui essere felici non è poi così impossibile. | |||
IL LIBRO DEI QUIZ DI VIAGGIO 1 | Mettiti alla prova giocando con gli amici, con la tua famiglia o anche sfidando te stesso: 2000 domande in un crescendo di difficoltà, che spaziano dalle capitali alle montagne, dalla storia ai piatti nazionali, dalle location cinematografiche allo sport, fino a sconfinare nell’universo. Le Chocolate Hills sono una famosa attrattiva turistica, di quale nazione asiatica? Quale pianeta del sistema solare ha il giorno più corto? Qual è la città degli Stati Uniti che ha organizzato più combattimenti di boxe con in palio il titolo mondiale? Ce ne sono più di 5000 sulla parete di Cal Orko, in Bolivia. Di che cosa si tratta? Se qualcuno in Australia vi offre uno schooner o un pot, che cosa vi aspettate di ricevere? | |||
LA VITA S’IMPARA | Arrivato alla soglia dei novant’anni, dopo aver affascinato i suoi lettori con i segreti della Storia, della musica e della religione, Corrado Augias racconta l’avventura di una vita, la sua. E con grande talento di narratore, evoca l’infanzia in Libia, il ritorno a Roma, l’incubo dell’occupazione tedesca, il collegio cattolico, i primi passi nel giornalismo, e poi «Telefono giallo» e «la Repubblica». È un racconto che ha il calore e l’empatia della conversazione tra amici: la vita s’impara, ci dice Augias – soprattutto se non si perdono mai la curiosità intellettuale e la passione civile. A quasi novant’anni, Corrado Augias è un prezioso testimone del cambiamento. L’Italia di oggi – esclusi gli eterni vizi nazionali – assomiglia poco a quella di ieri. Augias ci racconta l’infanzia passata in Libia al seguito del padre ufficiale della Regia Aeronautica; la guerra e i bombardamenti; l’incubo di una feroce e lugubre occupazione; gli anni in un collegio cattolico, per lui che oggi si confessa ateo. E poi la vita professionale, il giornalismo, i libri, le fortunate circostanze che lo hanno reso partecipe di tre eventi importanti nella vita culturale del paese: la nascita della Direzione centrale programmi culturali della Rai; la fondazione del giornale «la Repubblica» nel 1976, il rilancio di RaiTre nel 1987. L’invenzione di alcuni fortunati programmi televisivi da «Telefono giallo» a «Babele», da «Città segrete» alla più recente creatura «La gioia della musica», ultimo programma ideato per la Rai prima del passaggio a La7 ancora una volta con un fortunato programma di cultura: «La Torre di Babele». Accadimenti che sono però solo la parte pubblica di un percorso che ha una componente intima ancora più interessante: il lungo apprendistato a una matura dimensione d’intellettuale. Agli eventi che hanno scandito la sua vita, Augias affianca le letture di cui s’è nutrito e dalle quali ha «imparato a vivere». Da Tito Lucrezio Caro a Renan, da Feuerbach a Freud e poi Spinoza, Manzoni, Beethoven, Nietzsche, Leopardi, i suoi maestri sono pensatori, poeti, narratori, musicisti: una costellazione ampia che non esita a chiamare il suo pantheon, figure che hanno arricchito il suo percorso professionale e, insieme, la sua consapevolezza di cittadino. | |||
SPECIE ALIENE | Dalla xylella al granchio blu, negli ultimi anni si parla sempre più spesso di specie aliene. Per la verità, è da tempi remoti che noi umani trasportiamo piante, animali e altri organismi al di fuori dei loro ambienti originari. È un fenomeno antico, che ha arricchito la nostra vita, ad esempio diffondendo in Europa alimenti come il pomodoro o le patate. Ma è quando l’arrivo di una nuova specie incrina gli equilibri naturali che iniziano i problemi. Al di fuori del loro habitat, alcune specie aliene possono infatti diventare invasive, con effetti molto gravi sugli ecosistemi. E anche su di noi. Lo sanno bene i pescatori dell’Adriatico, che hanno visto gli allevamenti di vongole decimati dal granchio blu. Con la globalizzazione sono queste ‘invasioni biologiche’ a essere aumentate, fino a diventare una delle principali minacce alla biodiversità, responsabili di un numero impressionante di estinzioni. Quali misure dobbiamo adottare per prevenirle? E cosa può fare ciascuno di noi? Piero Genovesi, uno degli scienziati ambientali più influenti al mondo, ci indica come invertire la rotta, se vogliamo davvero proteggere la natura, le nostre società e la salute delle persone. | |||
IL RE INVISIBILE | È stato detto che i microchip sono “il nuovo petrolio”. Questa suggestiva definizione è tuttavia errata: i circuiti integrati racchiudono un potere persino più grande e pervasivo di quello dell’oro nero. Dalla fabbricazione dei dispositivi tecnologici all’esplorazione spaziale, dalla produzione di energia atomica all’industria militare, il microchip è oggi la tecnologia più importante e strategica al mondo. Si tratta indubbiamente del manufatto più complesso che siamo in grado di produrre in modo seriale – quasi mille miliardi di minuscole piastrine di silicio ogni anno attorno alle quali ruotano interessi smisurati. Nel giro di poco più di mezzo secolo i semiconduttori sono diventati così essenziali da essere ormai considerati come vere e proprie materie prime. In quanto tali, essi sono al centro delle maggiori trame geopolitiche contemporanee – su tutte, la contesa tra Cina e Stati Uniti. In questo libro Cesare Alemanni ricostruisce la storia poco nota dei microchip, dalla loro progettazione attraverso complesse catene del valore, fino alle nuove frontiere della microelettronica e dell’informatica su cui poggerà la società di domani. | |||
LA DONNA CHE PIANGEVA AI FUNERALI | In un piccolo villaggio della Cina settentrionale vive una donna che, certi giorni, indossa una lunga veste bianca, si incipria il viso e appunta con cura un fiore di stoffa tra i capelli. È quanto le serve per svolgere il proprio lavoro: piangere al funerale di perfetti sconosciuti. Entra nelle case in lutto, si accomoda su una sedia e comincia a singhiozzare. È talmente brava che tutti i presenti si commuovono alla vista delle sue lacrime. Ed è proprio per le lacrime che lo fa. Perché sono l’unica emozione che riesce a provare nella vita. Pianto dopo pianto, scopre però che, dietro scuri tendaggi e bianchi crisantemi, ogni famiglia nasconde dei segreti; che, dietro la mite apparenza di mogli e madri silenziose, molte donne coltivano sogni e speranze. E quando emerge all’improvviso una rivelazione che ha a che fare con il suo matrimonio, sente il desiderio di credere di nuovo in qualcosa, di essere amata, di avere un obiettivo: non le bastano più le lacrime finte. Vuole piangerne una sola, ma che sia sua davvero. Che le venga dal cuore. Eppure, quando risponde allo sguardo dell’unico uomo che la fa sentire importante, nulla va come aveva immaginato. Perché, in fondo, ha passato la vita a fingere dolore e non le è facile cogliere la sincerità quando la incontra. Neanche se si perde in una goccia che le accarezza la guancia per la prima volta. In una Cina affascinante e poco conosciuta, la potenza della solitudine e del dolore incontra la forza della speranza e dell’amore. | |||
LA RAGAZZA DEL MICROSCOPIO | Londra, King’s College, inizio anni ’50. Rosalind Franklin è tra le poche ricercatrici donne e, anche se non sono in tanti a riconoscerglielo, tra le menti più brillanti. Per lei la scienza non è solo materia di studio: è l’unico modo – il più bello, il più intimamente poetico – di interpretare il mondo. E quando le viene assegnato un importantissimo progetto sul DNA, la cui esistenza all’epoca era ancora poco più di una congettura, Rosalind è certa che sia arrivato il momento di compiere il suo salto nella Storia. Sa che con i suoi studi di cristallografia è l’unica a poter scattare una foto ai raggi X di quella molecola che avrebbe cambiato per sempre la storia della scienza. E sarà la prima al mondo a vedersi comparire davanti, incredula, una struttura a doppia elica… Eppure la Storia aveva altro in serbo per lei: l’oblio. A diventare famosi per questa scoperta furono James Watson e Francis Crick, insieme al genetista Maurice Wilkins, scienziati brillanti, grandi comunicatori e, soprattutto… uomini. Quella di Rosalind Franklin è la straordinaria vicenda di una grande scienziata dimenticata da una Storia fatta dagli uomini, e raccontata da Marie Benedict in un romanzo carico di passione e forza narrativa. | |||
ALLA FERMATA DEI DESIDERI | Ci sono moltissime persone che usano il treno tutti i giorni: chi per andare al lavoro, chi per correre a scuola, chi per necessità. Salgono sui convogli sferraglianti per semplice abitudine, senza alcuna aspettativa. In Giappone, però, c’è un treno speciale. Chi è abbastanza fortunato da salire sul vagone giusto può incontrare la signora Tokie, mano nella mano con la nipote Ami. Lei ha un dono: le basta capire da dove è partita e quale bagaglio porti con sé la persona che ha davanti, per darle il consiglio giusto e cambiare qualcosa nella sua vita e in quella di tanti passeggeri che si sentono persi. Come Shôko, che è stata abbandonata all’altare dal promesso sposo e ora non sa quale direzione prendere. Oppure Misa, che non riesce a ribattere alle dure parole del fidanzato che sminuisce sempre i suoi meriti. O ancora il giovane studente Keiichi, che si rifugia nella musica per sfuggire alla timidezza, soprattutto nei confronti delle ragazze. Tokie riesce a vedere il desiderio di ciascuno e consigliare loro una fermata diversa dal solito. Perché alle volte bisogna uscire dai binari per ritrovare la strada giusta. “Alla fermata dei desideri” arriva nelle mani dei lettori italiani che sono alla ricerca di un romanzo che li emozioni, ambientato nelle magiche atmosfere nipponiche, come nel suo “Cronache di un gatto viaggiatore”. Una storia che ci insegna come, deviando dalla via più nota, si possa ritrovare la felicità perduta. | |||
IL SANGUE DELLA CITTA’ | Sangue, vino, poesia e segreti: a Gemina sono indistricabilmente intrecciati fra loro. Racchiusa dentro due immense mura, è una città tentacolare e sovrappopolata, governata da duchi che si combattono per la gloria, il potere e ogni centimetro di spazio. Fra i suoi vicoli si muove Nox, garzone della più ricercata bottega gastronomica e cantastorie nel tempo libero. Nessuno conosce ogni scorciatoia e nascondiglio meglio di lui, fin quando un giorno, grazie a un antico libro di poesia, entra in contatto con un’altra Gemina, una città-specchio che però non riconosce, popolata da misteriose creature in agguato in una nebbia mortale: è il Nihilo, un luogo che sembra dimenticato da tutti e a cui Nox è l’unico ad avere accesso. Con una scrittura piena di colori, profumi e rumori, Chamanadjian intesse una trama ricca di colpi di scena, in cui il fascino della magia si unisce all’oscurità del potere. Perché niente, a Gemina, è come sembra ma ogni cosa, a Gemina, può essere un tassello per svelare la verità. Primo romanzo di una doppia trilogia, questo volume inaugura la saga fantasy della Torre della Guardia. | |||
LA COMPAGNIA DEGLI ENIGMISTI | In una magione del Bedfordshire che ha visto giorni migliori, di proprietà della celebre enigmista Philippa Allsbrook, un eccentrico gruppo composto da sciaradisti e sciaradiste, creatori e creatrici di rebus e labirinti, enigmisti ed enigmiste per lo più ottuagenari trascorre la propria esistenza ideando e risolvendo rompicapi. Le loro menti sono le più acute e affinate d’Inghilterra, eppure c’è un segreto che nemmeno i soci della Compagnia conoscono, un segreto che Philippa, sul letto di morte, affida a Clayton Stumper, il giovane uomo che lei stessa, un giorno di venticinque anni prima, ha trovato abbandonato in fasce fuori dalla porta della villa. Clay, allevato dai più brillanti geni del secolo scorso, si veste come un uomo d’altri tempi, beve sherry e non sa niente delle proprie origini. Ma, forse, il fitto mistero che ammanta il suo passato può trovare una soluzione grazie alla curiosa scatola che Philippa gli ha lasciato in eredità. Aiutato dalla bislacca quanto astuta Compagnia, Clayton (e con lui il lettore) cercherà di decifrare gli indizi contenuti nel cofanetto in un viaggio fra labirinti e rompicapi che, forse, lo porteranno a sciogliere l’enigma più difficile di tutti, quello che riguarda chi siamo veramente. | |||
LO SPESSORE DI UN CAPELLO | Una coppia perfetta, Étienne e Vive. Solida di una solidità costruita in dieci anni di convivenza. Come tutte le coppie, Étienne e Vive hanno i loro rituali: i vernissage a cui viene invitata Vive, i concerti di Étienne il martedì, le vacanze insieme in Italia, ogni agosto. Una vita sociale piena, a cui Vive partecipa con entusiasmo e che Étienne in parte subisce. I problemi di soldi, gli occasionali litigi, le riappacificazioni. Étienne e Vive si compensano: Étienne, un correttore di bozze un po’ rigido, preciso al limite della paranoia, appassionato di musica e di Verlaine, nasconde la propria frustrazione lavorativa sotto una patina di serietà. Vive, invece, fotografa per diletto, è solare, creativa, piena di interessi. Étienne e Vive si amano. Fino a quando non si amano più. Fino a quando piccole cose ordinarie non assumono nuovi significati: un taglio di capelli passato inosservato diventa un dettaglio senza importanza per Étienne, una ferita per Vive. Un concerto mancato è una liberazione per Vive, un’indicibile offesa per Étienne. Le vacanze in Italia, un indistruttibile patto d’amore per Étienne, una costrizione insensata per Vive. Ed ecco che il rancore che covava sotto le abitudini si accende fino a diventare una vampa incontrollabile, che precipita Étienne verso l’abisso di trentasette colpi di coltello. A separare la banalità del quotidiano dall’assurdità della tragedia, ci dice Claire Berest, è qualcosa di imprevisto, sottile quanto lo spessore di un capello. Con una lingua asciutta e chirurgica, l’autrice si cala nella testa dell’assassino esplorando con acume un fondamentale momento di metamorfosi: quello in cui angoscia e stupore cancellano ogni morale, quello capace di sprofondare una coppia nel baratro dell’odio. | |||
SONO QUASI PRONTO | Che bambini siamo stati? Chi eravamo, prima di divenire ‘adulti consapevoli’? E i nostri genitori, prima che nascessimo? Possibile che fossero come noi, «quasi pronti» ma mai del tutto, titubanti di fronte alle soglie che la vita, con i suoi tanti cicli, ci mette davanti? L’imminenza della nascita del primo figlio induce il narratore di questo intenso romanzo, un uomo ancora giovane, a ripensare la propria esistenza, rivisitando l’infanzia, la vita sentimentale e il rapporto con la compagna Bianca, quello con i genitori – che in modi diversi vanno incontro al temuto declino – e soprattutto esplorando il senso sfuggente del cambiamento. Con Sono quasi pronto, il suo romanzo forse più bello, Giorgio Biferali ci consegna una visione pulsante del nostro tempo e dell’esistenza, e alcuni momenti romanzeschi tanto potenti che il lettore non potrà non avvertire un caratteristico, antico sobbalzo del cuore. Leggerlo può offrire un’autentica esperienza in prima persona, uno di quei rari frangenti in cui sembra di vederci vivere da fuori, di poter abbracciare la vita intera cogliendone l’essenziale. | |||
ANIMALI NOTTURNI | Alla fine degli anni Zero, Milano è il centro dell’universo: appena cala il sole, una generazione intera si ritrova sottoterra a far festa fino all’alba. Sono anni di musica indie e serate leggendarie, di club con la selezione all’ingresso, di sbronze infinite e skinny jeans, di after quando fuori è già giorno e soprattutto di cocaina, tantissima cocaina. L’impero della notte è caotico e disperato, e proprio per questo non può durare. Quando G si getta nel vuoto dal sesto piano, è come se con lui venisse giù tutto quanto. Come se, dopo una lunga caduta, per gli animali notturni fosse arrivato il momento dell’atterraggio. Un romanzo sintetico e acido, che è insieme denuncia e grido feroce. Carlotta Vagnoli ha scritto senza mai provare pietà, neanche verso se stessa, ricordandoci a ogni pagina che nessuno di noi è davvero innocente. Se hai vent’anni negli anni Zero, le possibilità sono poche. Il mito del lavoro in giacca e cravatta, con mutuo e aspirazioni borghesi, è pura utopia. Vale anche a Milano, che però vive una doppia esistenza: di giorno è la città grigia degli uffici e del fatturato, dopo il tramonto diventa una metropoli seducente alla quale abbandonarsi. E allora, dato che il futuro non è più un’opzione, non rimane che la notte. E con la notte la musica, l’alcol, la cocaina, i pr, le cubiste, i buttafuori e le file davanti ai locali. È in queste serate che conosciamo Mick, il principe delle feste, e Mon Chéri, che si guadagna la vita facendo lap dance. E poi c’è una ragazza coi capelli rossi che in quel mondo luccicante e bizzarro vorrebbe disperatamente capire chi è davvero. Insieme agli animali notturni ci spostiamo in sciame: dai bar dove sbronzarsi ai club sotterranei, dall’aria umida dei night agli after negli appartamenti mentre fuori è già l’alba. L’obiettivo è partecipare a un party lunghissimo, infinito, perché se tutti quanti lo desiderano nello stesso istante, magari il giorno dopo il sole su Milano non sorgerà. Ma quando le persone cominciano a buttarsi dai palazzi, e quando la presenza di un predatore sessuale genera un clima di psicosi, gli animali notturni capiscono che il loro territorio è sotto attacco. Con la sicurezza di chi quegli anni se li è bevuti alla goccia, Carlotta Vagnoli cattura la fine di un’epoca e l’inizio di un’altra. Quando i cellulari avevano ancora i tasti veri, Facebook muoveva i primi passi e si restava in contatto su Myspace. Dopo aver trovato le parole più efficaci per raccontare il femminicidio e la violenza di genere, con questo romanzo lisergico Vagnoli dà voce a una generazione perennemente esclusa, sfruttata, messa da parte: quella dei millennials. La prima vera fotografia a frantumi di ragazze e ragazzi che qualcuno, un giorno, ha deciso di masticare e sputare via senza nemmeno guardare negli occhi. | |||
LE GRANDI DOMANDE | Quello che vedi è reale? Ti senti libero? Da dove vengono i tuoi pensieri? Dio esiste? Cinquanta domande per ragionare intorno ai grandi temi della vita, sviluppare senso critico e capacità di indagare noi stessi. Attraverso le parole dei pensatori che via via incontriamo in queste pagine, si apre lo spazio per il dialogo e per un gioco senza confini perché, come spiega Umberto Galimberti, domandare e rispondere è “fare filosofia”. Età di lettura: da 9 anni. | |||
UN INDIZIO SULLA PELLE | New York, 1946. Lillian Pentecost, la detective privata più famosa e meno ortodossa in circolazione, e la sua assistente ed ex artista circense Will Parker ricevono una chiamata direttamente dal passato di quest’ultima. Il circo itinerante Hart and Halloway’s, dove la ragazza è stata accolta dopo essere scappata di casa da adolescente, è sconvolto da un terribile evento: in un vicolo tra il tendone e le roulotte degli artisti, è stato trovato il corpo senza vita di Ruby Donner, l’Incredibile Donna Tatuata. Una spaventosa ferita le taglia la schiena, attraversando le decine di disegni di cui è costellata. A peggiorare ulteriormente la situazione, tutti i sospetti ricadono su Valentin Kalishenko, il lanciatore di coltelli della compagnia e vecchio mentore di Will, che lo ha ancora molto a cuore. Decise a scoprire l’identità del vero assassino e a salvare Kalishenko da un appuntamento con la sedia elettrica, Pentecost e Parker raggiungono il circo a Stoppard, una sonnolenta cittadina della Virginia, ma si ritrovano presto immerse in un groviglio di vecchi rancori, misteri e bugie. Nessuno dei membri della compagnia sembra completamente sincero e, a quanto pare, anche Ruby aveva qualcosa da nascondere, un segreto ben custodito da tutto quell’inchiostro. Schivando risse, proiettili e bombe incendiarie, le due eroine si mettono un’altra volta sulle tracce della verità. | |||
IL PICCOLO MONDO DELLE FORMICHE | Ti sei mai chiesto dove vivono le formiche, che cosa gli piace fare o di che cosa hanno paura? Unisciti al loro piccolo mondo, solleva le finestrelle e scopri tante divertenti curiosità! Età di lettura: da 1 anno. | |||
LA VITA NON E’ UNA CORSA | Risucchiati dal vortice dell’urgenza, dalla smania di riempire ogni buco delle nostre giornate, dal terrore della noia, abbiamo smesso di cercare un ristoro profondo, dormiamo poco, riflettiamo a stento. Ogni tanto, fermiamoci: perché la vita non è una corsa e quando non alterna, come la musica, suoni e silenzi, diventa un fracasso insostenibile. Le pause sono la chiave per ritrovare l’energia che ci manca e sono anche la strada per sperare di vivere bene e a lungo. Dosarle può ridurre il rischio di cancro, infarto, diabete, demenze, come emerge dagli studi scientifici. Può dare spazio alla creatività, puntellare la memoria, proteggere dalle decisioni avventate. Allontanare la stanchezza e l’ansia. In certi casi rende più magri, spesso sereni, perfino più giovani. In questo saggio Eliana Liotta, insieme agli specialisti dell’Università e dell’Ospedale San Raffaele di Milano, disegna un percorso di soste possibili, per imparare a rispettare i tempi del nostro corpo e della nostra mente. Anche nelle esistenze più frenetiche, quando il lavoro e lo stress ci opprimono, possiamo immaginare la vita come una passeggiata, dove non conta solo il punto di arrivo, ma è ancora più importante quello che facciamo lungo il cammino. Con l’aiuto di un team di neuroscienziati, endocrinologi, gastroenterologi, psicologi, medici del sonno e fisiatri, l’autrice individua quattro tipi di intervalli fondamentali: le pause secondo natura, cioè previste dai nostri bioritmi, dal sonno alla respirazione profonda e al digiuno; le pause dei pensieri lenti, che passano per la ricerca di un equilibrio tra lavoro e privato, per la disconnessione dai dispositivi elettronici, per il coinvolgimento in cause ideali come il volontariato; le pause sentimentali, che costruiscono e rafforzano i nostri legami con gli altri, il fondamento vero della felicità e della salute; le pause non negoziabili, personalissime, a cui si deve il proprio senso di benessere. Conoscere e rispettare queste pause è una ricetta facile, economica ed efficace per ritrovare l’equilibrio di cui il nostro corpo ha bisogno. | |||
V1NCERE O NIENTE | Tim Grover nella sua carriera come coach ha allenato e aiutato a raggiungere il successo Michael Jordan e Kobe Bryant, i più grandi campioni della storia del basket. La sua formula è semplice: per vincere, nel lavoro, nella vita o nello sport, bisogna essere costantemente affamati di sfide, bisogna mettersi sempre in discussione, impegnarsi al massimo per eliminare tutti quei cliché e quei pensieri negativi che ci rendono mediocri. Che tu sia un atleta, un imprenditore, un dipendente, un libero professionista cambia poco o nulla; il mindset per raggiungere la vittoria deve essere lo stesso. Vincere o niente è un percorso che, attraverso 13 princìpi fondamentali, struttura uno schema infallibile per migliorare le tue performance, per abbattere tutte le piccole grandi bugie che ti costruisci, autosabotandoti, e che ti impediscono di esprimere il massimo del tuo potenziale. Prima di iniziare, però, devi essere sicuro di essere pronto a buttarti nella mischia senza la paura di affrontare gli ostacoli e le sfide che il metodo di Tim Grover ti metterà sul tuo cammino. Non c’è spazio, infatti, per chi non crede davvero di voler cambiare, di voler migliorare, per chi non desidera raggiungere il successo con tutte le sue forze. Non sarà facile, ma se vi affiderete con convinzione a Tim Grover, come hanno fatto i più grandi atleti dello sport contemporaneo, capirete finalmente come innalzare il vostro livello e come diventare i campioni in quello che fate, senza aver più alcun timore nei confronti di possibili avversari, competitor o sfide che sembrano apparentemente impossibili da vincere. | |||
APRITE IIL CERVELLO | “In un Paese nel quale si tenta ogni giorno di tenere a bada le menti, informarsi è il primo atto politico da compiere. Analizziamo e combattiamo le politiche di oppressione, i pregiudizi di genere, il razzismo e il fascismo sempre più dilaganti in Italia. Siate la quotidiana opposizione, il preludio di una grande rivoluzione.” A che punto siamo in Italia con l’estensione dei diritti, con l’abbattimento degli stereotipi di genere, con il definitivo superamento della mentalità e delle nostalgie fasciste? Cosa ne è stato del Ddl Zan, che avrebbe dovuto finalmente dotare anche il nostro Paese di una legge contro l’omobitransfobia e che invece, dopo essere stato bocciato al Senato nel 2021, è uscito dall’agenda politica? E cosa ne è stato della presunta “emergenza immigrazione”, sventolata per anni dalla destra a colpi di fake news? L’impressione, netta e chiara, è che, complice la presenza al governo dei partiti di destra, stiamo vivendo un autentico autunno delle nostre libertà. Con rabbia, ma mai con rassegnazione, con coraggio, lucidità e speranza, in “Aprite il cervello” Davide Mazzotta traccia il triste panorama dell’Italia di oggi – anche attraverso il confronto con la situazione degli altri Paesi -, prova a immaginare un futuro migliore e ci chiama a raccolta per costruirlo insieme. Nella convinzione che è dal basso, dal vissuto quotidiano di ognuno di noi, che può e deve nascere il cambiamento. | |||
SOPRAVVIVERE AL XXI SECOLO | Questo libro racconta l’incontro fra «l’intellettuale vivente più influente del mondo» e «il politico più amato del pianeta», orchestrato e diretto dal giovane attivista e documentarista messicano Saúl Alvídrez. Ne scaturisce un dialogo appassionato, e appassionante, sui grandi temi del mondo di oggi: dai cambiamenti climatici alle guerre, alla crisi del capitalismo e alle sue mutazioni, alla corruzione sistemica, alla diffusione dei populismi e al degrado generalizzato della politica istituzionale. Ma oltre ad affrontare singole rilevantissime questioni contemporanee, Chomsky e Mujica, il saggio del Nord e il saggio del Sud, come li definisce affettuosamente Alvídrez, nella seconda parte del volume tracciano una mappa dei valori che devono guidare l’umanità nel ventunesimo secolo. Valori che è necessario seguire perché un futuro possa ancora esistere; valori che rappresentano tutto ciò che rende la vita degna di essere vissuta. Colloquio fra due punti di riferimento mondiali del pensiero contemporaneo, “Sopravvivere al ventunesimo secolo” è un’occasione unica: fermarsi ad ascoltare Chomsky e Mujica è istruttivo, e bellissimo. | |||
RIAVVIARE IL SISTEMA | La promessa originaria di Internet è stata tradita. Nata come uno spazio infinito di libertà creativa e partecipazione democratica, questa tecnologia rivoluzionaria si è trasformata in una grande arena in cui vince chi applica le logiche commerciali più spietate. Ogni azione che oggi compiamo online – come informarci, comunicare, fare amicizia o acquistare qualcosa – rende sempre più ricchi gli oligarchi della rete e finisce per impoverire noi, i suoi abitanti. In questo libro, Valerio Bassan ricostruisce i processi capitalistici che hanno reso Internet un «luogo inabitabile», accompagnandoci in un viaggio ricco di disillusioni e colpi di scena. Nel mettere a nudo le dinamiche e le insidie che si celano dietro i nostri schermi, Bassan indica una possibile via per scardinare questo meccanismo e ricostruire un’Internet più sostenibile e giusta, aiutandoci a capire come mettere in discussione – e ripensare – gli iniqui modelli di business che governano il web. Per farlo sarà necessario ripartire dalle basi, cambiando il modo in cui investiamo collettivamente tempo e attenzione, ma soprattutto maturando la consapevolezza che solo reclamando a gran voce i nostri diritti digitali saremo in grado di riscrivere il futuro della rete. Che Internet vogliamo lasciare a chi verrà dopo di noi? | |||
LIFE – LA MIA STORIA NELLA STORIA | Nel raccontare qui per la prima volta la storia della sua vita, ripercorsa attraverso gli eventi che hanno segnato l’umanità negli ultimi ottant’anni, Papa Francesco condivide le origini di quelle idee che in molti considerano audaci e che contraddistinguono il suo pontificato: dalle coraggiose dichiarazioni contro la povertà e la distruzione ambientale, alle dirette esortazioni ai leader mondiali affinché traccino una rotta diversa su temi come il dialogo tra i popoli, la corsa agli armamenti, la lotta alle diseguaglianze. Dallo scoppio della Seconda guerra mondiale nel 1939 – quando il futuro Pontefice aveva quasi tre anni – fino ai giorni nostri, Jorge Mario Bergoglio prende per mano le lettrici e i lettori accompagnandoli con i suoi ricordi lungo un viaggio straordinario attraverso i decenni. La voce del Papa, con le sue personalissime memorie, si alterna a quella di un narratore che in ogni capitolo ricostruisce lo scenario storico in cui si inseriscono. Nelle parole del Pontefice: «Life vede la luce perché, soprattutto i più giovani, possano ascoltare la voce di un anziano e riflettere su ciò che ha vissuto il nostro pianeta, per non ripetere più gli errori del passato. Pensiamo, ad esempio, alle guerre che hanno flagellato e che flagellano il mondo. Pensiamo ai genocidi, alle persecuzioni, all’odio tra fratelli e sorelle di diverse religioni! Quanto dolore! Giunti a una certa età è importante, anche per noi stessi, riaprire il libro dei ricordi e fare memoria: per imparare guardando indietro nel tempo, per ritrovare le cose non buone, quelle tossiche che abbiamo vissuto insieme ai peccati commessi, ma anche per rivivere tutto ciò che di buono Dio ci ha mandato. È un esercizio di discernimento che dovremmo fare tutti quanti, prima che sia troppo tardi!» | |||
LA GRANDE FORTUNA | È l’autunno del 1939 e i novelli sposi Guy e Harriet Pringle dall’Inghilterra si trasferiscono a Bucarest. Guy insegna all’università e Harriet, che non ha una vera famiglia, ha accettato di seguirlo in Romania. I due non potrebbero essere pi diversi, lui è tanto socievole quanto lei è introversa, e la giovane, con sgomento, si rende subito conto che dovrò condividere l’adorato marito con un’ampia cerchia di amici e conoscenti; tra questi il principe Yakimov, britannico di origini russe caduto in disgrazia, che vive di espedienti e trascorre le notti folleggiando; e la bella Sophie Oresanu, una studentessa universitaria locale che da tempo ha messo gli occhi su Guy. Ma sono ben altre le difficoltà che attendono Harriet: a mano a mano che i giorni passano la minaccia dell’avanzata nazista si fa sempre più concreta e la combriccola di stranieri di stanza a Bucarest assiste con orrore alla disfatta degli eserciti alleati. È un mondo strano e incerto, quello in cui la coppia si ritrova a vivere: i mendicanti bazzicano a pochi passi dagli eccessi dei reali mitteleuropei, mentre i nuovi ricchi imitano la vita alla moda parigina e i giornalisti espatriati si abbuffano di tartufo e quaglie in gelatina in sfarzosi ristoranti. In questo scenario esotico Harriet imparerà a conoscere suo marito, meravigliandosi giorno dopo giorno di fronte alla complessità dell’uomo semplice che credeva di aver sposato. | |||
SCANDALO ALLA RADIO | Francia, 1967. Mentre le femministe si preparano a vivere la loro stagione d’oro, Menie Grégoire è una madre di famiglia con la passione del giornalismo. Una donna che vorrebbe cambiare le cose per tutte le donne, non solo per quelle che presto bruceranno in piazza i reggiseni, ma anche per le mamme, per le casalinghe, per tutte quelle che vivono vite silenziose fatte di troppi doveri e poche libertà. Finché per caso le viene offerta la conduzione di un programma radiofonico, “Pronto, Menie”, un’ora di tempo ogni settimana per rispondere alle telefonate delle ascoltatrici. Nelle mani di Menie – brillante, temeraria, decisa – quell’ora diventa magica: un appuntamento imperdibile per le donne francesi. Pian piano, tutte si confidano con lei. Per la prima volta, si fanno avanti e, certe della sua comprensione, le pongono domande mai fatte a nessuno, le chiedono pareri su argomenti tabù, si confrontano, si aprono. E, seminando una scia di polemiche di cui non ha nessuna paura, Menie parla loro liberamente di contraccezione, d’amore, di maternità e di sogni. In questo romanzo, scritto con mano emozionata e piena di empatia, Adèle Bréau racconta la storia della donna fuori dal comune che è stata sua nonna; un personaggio di irripetibile forza, un grande esempio di donna libera. | |||
LA PRINCIPESSA DI LAMPEDUSA | Eros, passione, misteri e segreti di famiglia fiammeggiano nella personalità di Beatrice Tasca Filangeri di Cutò, principessa di Lampedusa, che nel maggio del 1943 attraversa una Palermo deserta, tra le rovine provocate dai bombardamenti alleati. Beatrice riprende possesso del palazzo di famiglia: tra soffitti sfondati e librerie crollate, si riaccende il ricordo dei giorni in cui la città era meta di viaggiatori stranieri, un passato di grazia e splendore, sogni, fantasie e amori forse ancora possibili. Fuori dalle mura del palazzo, il presente si sgretola, l’Italia e l’Europa sono teatro di una guerra spaventosa, gli Alleati stanno per sbarcare in Sicilia. Il mondo sembra alla fine, ma Beatrice non si tira indietro: protegge, esorta, si espone. E il futuro? Il futuro ha gli occhi malinconici di suo figlio Giuseppe e la splendida vitalità di Eugenia, giovane appassionata di stelle e pianeti che osserva Beatrice dalla finestra di fronte. La ragazza è affascinata dalla libertà naturale e ostinata con cui la principessa si comporta; libertà che la sua famiglia invece le nega, avendola prima costretta a interrompere gli studi di Fisica e ora cercando di imporle un matrimonio combinato. Per la ragazza e per il figlio, la principessa ha in serbo progetti ambiziosi che sfidano il tempo. E mentre tesse le sue trame d’amore, con l’aiuto della gente del quartiere organizza un ricevimento al quale saranno invitati i più grandi nomi del bel mondo palermitano, dai Lanza di Trabia ai Florio, dai Valguarnera ai Moncada. Un invito spregiudicato per un ultimo ballo sotto le bombe. Beatrice Tasca Filangeri di Cutò, madre dell’autore del Gattopardo, e autrice a sua volta di un’opera di cui non si sono salvate che poche pagine, diventa protagonista di questo romanzo grazie a Ruggero Cappuccio, il solo scrittore che poteva – per cultura, sensibilità, storia personale – ridarle vita. | |||
IL CUORE E’ UNO ZINGARO | Il maresciallo Gino Clemente avrebbe immaginato tutto tranne che doversi trasferire dalla sua amata Polignano a Bressanone, in Alto Adige, a pochi chilometri dall’Austria, dove molti parlano tedesco e la gente cena alle sette di sera. Per cercare di integrarsi nella comunità altoatesina si muove in mountain bike, mentre l’inseparabile moglie Felicetta si dà al giardinaggio nella loro nuova casa, con risultati altalenanti. A rallegrare la permanenza al Nord è il ritorno inatteso di una vecchia gloria della musica pop italiana: Gabriel Manero, noto per aver scritto nel 1983 il suo unico grande successo – Todo corazón – che li aveva fatti innamorare. Il cantante, originario proprio di quella città dove non si esibisce da quarant’anni, viene invitato a inaugurare la Casa del luppolo, la birreria gestita dalla biondissima Barbara Kessler, e il suo concerto chiama a raccolta tutti gli abitanti dei dintorni. È l’occasione per un tuffo nel passato: molti fra i presenti lo conoscono dai tempi dei Righeira, e lui dopo l’esibizione decide di festeggiare questa rimpatriata nella sua eccentrica villa. Tutto sembra andare per il meglio ma, tra lo sconcerto generale, la mattina seguente Gabriel viene trovato senza vita sulle scale di casa. Si tratta di una caduta accidentale oppure no? Sarà il maresciallo Clemente, aiutato dalla moglie, dal cane Brinkley e dal proprio formidabile intuito a risolvere quello che sembra un enigma incomprensibile. A sostenerlo nell’impresa ci sono il brigadiere Guglielmotto, un intraprendente piemontese dai denti che “più bianchi non si può”, e il suo storico braccio destro Agata De Razza, che a Bressanone è di casa e lì ha lasciato un grande amore. Tra vecchie canzoni e indizi difficili da decifrare, il maresciallo resta fedele a se stesso e scopre l’anima inquieta e vibrante di un paese che alcuni chiamano Brixen e che fino a quel momento sembrava molto, troppo tranquillo. | |||
IL VECCHIO AL MARE | «Nel corso della mia vita ho fatto di tutto, proprio di tutto, per smania di racconto». Sulla spiaggia di un ottobre caldissimo c’è un vecchio signore che legge, scrive, passeggia. Una mattina qualcosa gli leva il respiro, gli sfugge. Cosa se ne sta andando per sempre? Muove da questo istante di smarrimento un racconto vorticoso e raffinatissimo, teso e scanzonato, che insegue Rosa, ombra di madre sarta, morta troppo presto, e Lu, giovane commessa di boutique che, nel tempo libero, coltiva la passione per la canoa. Un libro sulla perdita del proprio mondo, sulla vecchiaia, sull’amore per le donne, sul prodigio e lo smacco della scrittura. Gli ultimi sessant’anni di Nicola sono stati una corsa. Ha amato, ha promesso molto e dato molto meno, inseguendo un’idea tutta sua di felicità svagata. Ora ha ottantadue anni, e da tredici giorni ha preso in affitto una casa al mare tra le dune. Ogni mattina va a sedersi in spiaggia, in camiciola e calzoncini, quaderno e matita in mano, e osserva una ragazza pagaiare con eleganza tra le onde. Lu ha vent’anni e quando non va in canoa fa la commessa nella boutique di Evelina. A Nico fa venire in mente sua madre, anche se non le somiglia, come del resto nessuna delle donne della sua vita. Una madre morta troppo presto, reinventata dalla memoria e dalla fantasia, una madre che si faceva bella come un’attrice anche solo per uscire a fare la spesa, che cuciva abiti per le sue clienti, ma soprattutto per sé, quasi una disobbedienza, una fantasia peccaminosa, contro la gelosia furibonda del marito. Per questo gli abiti femminili per Nicola sono tuttora una festa, il segno di una passione ancora viva per le donne. Così nella boutique di Evelina assiste incantato, sedotto, al susseguirsi di blazer e caban, taffettà e seta damascata, che le amiche di Evelina prima e Lu poi si scambiano entrando e uscendo dai camerini. In una cittadina ventosa in cui sembra non accadere nulla, Nicola prova a districare le matasse di un variegato catalogo umano fatto di dispetti e pettegolezzi. E allora forse comprarsi un kayak, alla sua età, e andare a caccia di piovre giganti insieme al piccolo figlio di Lu diventa il modo per imbastire la trama di un’infanzia ancora tutta da scrivere, nell’inesausto tentativo di «trovare le parole giuste per dare un senso a ciò che mentre vivi viene giù a vanvera». “Il vecchio al mare” ha la malinconia di certi orizzonti meravigliosamente lontani visti la sera da terrazze piene di salsedine, e di quegli incontri casuali, un mattino d’ottobre sul bagnasciuga, che a distanza di tempo ricordiamo con gratitudine. Il nuovo romanzo di Domenico Starnone è un perfetto congegno di erotismo, crudeltà, sottigliezza. | |||
LA CONDANNA | Giovanni ha ventiquattro anni e ha coronato il suo sogno, quello di lavorare nella redazione di un quotidiano. Intorno a sé, però, ha soltanto colleghi più anziani, ormai apatici, storditi da un mestiere sempre più in crisi. Tranne uno, Sergio Fabiani, caposervizio della cultura, che gli affida il compito di scrivere un pezzo su Donato Carretta, direttore del carcere di Regina Coeli, linciato in modo selvaggio dalla folla nel settembre 1944. Il giovane giornalista si immerge allora nella ricerca e nello scavo: sotto la guida paterna di Fabiani, Giovanni ci porta sui luoghi che furono teatro del fatto – il Palazzo di Giustizia, il Tevere, Regina Coeli -, ci mostra le testimonianze di chi quel massacro l’ha visto e documentato, e ce lo restituisce in un racconto vivido, crudo, reale. Chi era Carretta? Un fascista o un antifascista? Oppure uno della “zona grigia”? Con la precisione del reporter e l’abilità dello scrittore, Giovanni ricostruisce la storia di una condanna controversa, brutale, di certo ingiusta. Indagando le pulsioni e la rabbia che agitano la folla di quel settembre 1944 rivede, nella Roma liberata dal fascismo e dall’occupazione nazista, gli strepiti e i livori che si muovono, velenosi, nelle relazioni di oggi, nella comunicazione, sui social. Walter Veltroni torna con un romanzo intenso, capace di raccontare un passato ancora attuale, in cui possiamo leggere in controluce – e forse decifrare, un passo alla volta, insieme a Giovanni – il presente in cui viviamo. | |||
LE REGOLE DELLA VENDETTA | Il Veneto orientale è un territorio unico: pianure a perdita d’occhio, campi coltivati, strade strette e impervie. Il tutto tagliato da lunghi rettilinei che puntano verso il mare. Qui niente si muove se non lo decide Santo Di Paola. Il suo impero, appoggiato dai “calabresi”, si basa su un gruppo di società fittizie gestite da Arianna Marino, manager capace e spregiudicata. La loro tattica è semplice: da una parte si insinuano nelle aziende in difficoltà riciclando denaro sporco, dall’altra stoccano rifiuti tossici e gestiscono il traffico di droga. Il risultato è una montagna di denaro che prende ogni giorno la strada di San Donà di Piave, dove Di Paola vive. Un giorno, però, le cose cambiano. Piccoli e grandi imprevisti cominciano a complicare gli affari: una partita di droga tagliata male, qualche imprenditore che alza la testa… Niente di davvero grave, eppure la sensazione è che qualcuno stia provando a fare terra bruciata attorno a Di Paola, spingendolo al passo falso. Quello che il boss non può sapere è che sulle sue tracce si è messa una donna estremamente pericolosa. Una donna che cova vendetta da cinque lunghissimi anni, Valentina Luisetto. È scaltra, paziente e ha una grande ossessione: eliminare Di Paola e riprendersi il suo territorio. In un crescendo di sospetti reciproci, di omicidi sempre più spietati e di innocenti brutalmente torturati, il cerchio attorno a Di Paola si stringe. Finché il vecchio boss non rimane solo. Ma è Valentina a gestire le trame dell’operazione, o è solo una pedina in un gioco più grande di lei? | |||
AMBOS MUNDOS | Una giovane vagabonda, fiera e ribelle, diventa oggetto di contesa sessuale in un gruppo di clochard, unica regina tra soli uomini, su uno sfondo di angoscia e pareti di cartone. Una donna vittima di bullismo e incapace di una relazione sana con l’altro sesso, incalzata da movimenti oscuri della sua immaginazione, finisce col credersi coinvolta in un caso criminale. Un marito, una moglie, un’amante, costretti a fronteggiare i propri demonî in un mondo di incertezze e di attese glaciali, scivolano verso una separazione inevitabile e insieme impossibile. Tre colleghe in vacanza a Shanghai si confidano esperienze sessuali in cui si insinuano con prepotenza equivoci, imbarazzi e traumi lontani. Una ragazza intrappolata in una famiglia e in un lavoro opprimenti fa sogni terribili, in cui si intersecano l’odio per il patrigno presente e l’adorazione per il padre naturale mai conosciuto. Un’insegnante di scuola elementare sprofonda in un irrefrenabile amore proibito su cui piomba, inatteso, un evento fatale. La figlia di un noto scrittore appena scomparso ripercorre la storia di famiglia fino a una drammatica epifania. Donne e uomini, sesso e incomunicabilità, eccessi e intimismi, passione e violenza, amore e morte abitano i sette racconti di Natsuo Kirino. Tra personalità multiformi e relazioni umane tortuose, Kirino si destreggia in questi suoi mondi paralleli che si toccano di rado e talvolta deflagrano, confermandosi voce originale della letteratura giapponese di oggi. | |||
IL CERVELLO NON HA SEMPRE RAGIONE | Cuore ama i cuccioli, il cioccolato, le montagne russe e ballare ascoltando la musica. Cervello, invece, adora le liste, i broccoli, le ringhiere e i vestiti poco appariscenti. Più di ogni altra cosa, però, a Cervello piace avere sempre ragione. Età di lettura: da 5 anni. | |||
IL CAVALIERE INESISTENTE – ROMANZO A FUMETTI | Nel lontano Medioevo, tra i paladini di Carlomagno, combatte coprendosi di gloria Agilulfo, cavaliere senza corpo di cui vive solo la bianca e lucida armatura. Mosso dalla forza di volontà e dalla fede nella causa e accompagnato dallo scudiero Gurdulù – che invece c’è ma non sa di esserci -, Agilulfo si mette sulle tracce di una fanciulla salvata diversi anni prima. Seguito a distanza dall’amazzone innamorata Bradamante e dal compagno d’armi Rambaldo – un giovane entrato nell’esercito per vendicare il padre ucciso -, tra battaglie e inseguimenti, naufragi e contrattempi, i vari personaggi si perderanno, ma solo per trovare il loro posto nel mondo. Il romanzo di Calvino sulla ricerca di sé e della propria strada per la prima volta in versione graphic novel: un intreccio rocambolesco, tenuto insieme dallo stile inconfondibile di Sualzo. Età di lettura: da 10 anni. | |||
I BAMBINI DI GAZA | Estate 2003. Mahmud e Samir vivono a Gaza City, una città colpita ogni giorno dai bombardamenti. Non potrebbero essere più diversi, ma hanno una grande passione in comune: il surf. Appena possono, corrono al mare ad aspettare un’onda da cavalcare, quell’attimo sospeso in cui sentirsi liberi, l’unico modo per scappare, anche solo per un momento, dalle difficoltà della guerra. I due ragazzi si incontrano spesso sulla spiaggia, ma si guardano a distanza con curiosità mista a sospetto: uno è palestinese, l’altro israeliano, e le loro famiglie non vogliono neanche che si rivolgano la parola. Ma l’incontro con Bill, un maestro di surf, cambierà ogni cosa. Perché nel surf, come nell’amicizia, non esistono barriere… Un racconto di libertà e coraggio, ispirato a fatti realmente accaduti, già conosciuto come “Sulle onde della libertà. Una storia di amicizia a Gaza City”, torna in libreria in una nuova veste cinematografica. Età di lettura: da 10 anni. | |||
HAYAO MIYAZAKI IL SOGNATORE | Hayao Miyazaki è tante cose per chi è cresciuto con i cartoni animati del Sol Levante, i celebri “anime”. È un padre spirituale, un guru dispensatore di meraviglie disegnate, uno stregone storyteller dal tocco magico. “Hayao Miyazaki Il sognatore” è un libro per conoscere meglio il mondo poetico del più grande animatore vivente, con contributi di studiosi, artisti, amici, tavole originali dei suoi storyboard. Il racconto del nuovo film, “Il ragazzo e l’airone”, dagli esordi di Miyazaki il resoconto di una carriera leggendaria. | |||
SURVIVING TO DRIVE | Guenther Steiner, ex responsabile del team Haas e amatissimo manager del circuito, ci offre una visione a 360 gradi di tutto ciò che accade dietro le quinte di una memorabile stagione di Formula 1. Attraverso una prospettiva unica, l’inimitabile voce dell’autore ci accompagna nel cuore delle prove e dei Gran Premi, tra adrenalina, montagne russe emotive, imprevisti e decisioni dell’ultimo minuto. In un racconto pieno di colpi di scena, Steiner ci mostra tutti gli aspetti di uno sport straordinario, dai test prestagionali alla scelta e al licenziamento dei piloti, dalla progettazione, lancio e collaudo di una vettura ai resoconti mozzafiato delle gare, fino agli ultimi avvenimenti che aprono nuovi, sorprendenti scenari. Un appassionante viaggio nel mondo della Formula 1 che non ci fa mancare nulla. | |||
LEGGERE PERICOLOSAMENTE | «Finché possiamo immaginare, siamo liberi» ha detto David Grossman. Ma – si potrebbe obiettare – non sarà un lusso riservato agli scrittori? In altre parole: la letteratura esercita un effettivo potere sulla nostra vita quotidiana? Le cinque lettere che fra il 2019 e il 2020 Azar Nafisi ha indirizzato al padre, proseguendo un dialogo che la morte di lui non ha interrotto, sono la più persuasiva risposta a questo cruciale interrogativo. Mentre intorno a lei, anche negli Stati Uniti, la realtà si fa sempre più allarmante – dall’affermarsi di tendenze totalitarie alla pandemia di Covid-19 – e indignazione e angoscia paiono sopraffarla, Azar Nafisi torna a immergersi nei libri che più ha amato, e ci mostra, intrecciando racconto autobiografico e riflessione sulla letteratura, come Salman Rushdie e Zora Neale Hurston, David Grossman e Margaret Atwood, e altri ancora, l’abbiano accompagnata nei momenti più difficili, come veri e propri talismani. E le abbiano dischiuso, con la loro multivocalità, inattese prospettive: insegnandole per esempio a dubitare della soffocante dicotomia tra aggressore e vittima; a vedere nell’odio e nella rabbia, in apparenza capaci di conferire identità, una fuga dal dolore – a comprendere che le grandi opere letterarie sono davvero pericolose, giacché smascherano ogni impulso tirannico, fuori e dentro di noi. Sicché leggerle pericolosamente significa accogliere l’irrequietezza e il desiderio di conoscenza di cui ci fanno dono. | |||
FRONTIERA | C’è una storia che ascoltiamo da un po’ di tempo, e descrive la più grande superpotenza del pianeta come in balìa di un irrimediabile declino. È la narrazione di un paese che balla sull’orlo del precipizio, dove la radicalizzazione non è arrestata, le differenze fra conservatori e progressisti si sono allargate e le donne hanno perso persino il diritto a interrompere una gravidanza. Tutto vero. L’aria che si respira oltreoceano è elettrica, le tensioni razziali si sono inasprite e c’è un ex presidente che ha cercato di restare al potere dopo la sconfitta, che deve rispondere di oltre 90 gravi capi d’accusa e che nonostante questo – o proprio per questo? – è venerato da un’agguerrita minoranza della popolazione. Eppure sta succedendo anche altro. Gli Stati Uniti hanno ampliato la forza lavoro come non era mai accaduto prima, stanno riducendo le diseguaglianze, hanno innescato una rinascita industriale, hanno approvato il più grande investimento di sempre contro il cambiamento climatico. Non hanno mai avuto così tante donne con un lavoro, così tante persone con disabilità con un lavoro; il reddito mediano non è mai stato così alto, le persone afroamericane sotto la soglia di povertà mai così poche. Il tutto mentre la Cina affronta una fase di grande incertezza e rinuncia al sogno del tanto atteso sorpasso. Gli Stati Uniti d’America stanno attraversando un momento affascinante e contraddittorio, poco compreso e per certi versi unico nella loro vicenda nazionale. Com’è possibile che queste cose accadano contemporaneamente, nello stesso posto? Cos’hanno in testa gli americani, al di là delle caricature che vanno forte sui media? Attraverso un racconto frastagliato e mai lineare, come la realtà che descrive, Francesco Costa ci accompagna in un sorprendente viaggio on the road nel Nuovo Mondo, procedendo frammento dopo frammento nell’esplorazione di un paese che trova sempre il modo di mostrarci le prove generali di quello che vedremo dalle nostre parti, nel bene e nel male. Buon viaggio. | |||
L’OCCIDENTE E IL NEMICO | Sono passati due anni dallo scoppio della guerra in Ucraina, che continua a seminare lutti e disperazione. Un nuovo conflitto è sorto in Medio Oriente, come conseguenza della mancata soluzione alla questione palestinese che si trascina da più di un secolo. Le due crisi presentano il rischio di trasformarsi in guerre globali e nucleari, e i loro resoconti mediatici si basano sulla stessa narrativa dominante, sebbene gli scacchieri internazionali siano molto diversi: prevale un approccio di stampo etico e religioso, lo scontro tra il bene e il male, rispetto a un’analisi razionale e storica. Come mai? Non è una coincidenza. L’autrice illustra come i giochi strategici globali siano frutto di una visione patologica del mondo dell’Occidente che, braccato dal declino che esso stesso ha creato, porta avanti disegni imperialistici ed espansionistici, focalizzandosi sulla supremazia militare e relegando in un angolo diplomazia e mediazione: si allontana così l’idea di un Occidente sano, possibile protagonista del nuovo riformismo, e si alimenta il bisogno di un nemico permanente, che è ormai dato per scontato dai governanti occidentali. Prefazione di Luciano Canfora. Postfazione di Alberto Bradanini. | |||
CARA GIULIA | Le parole di un padre che ha scelto di non restare in silenzio. Un appello potente alle famiglie, alle scuole e alle istituzioni. Il libro è parte di un progetto più ampio a sostegno delle vittime di violenza di genere. Dal giorno dei funerali della figlia Giulia, Gino Cecchettin ha scelto di condividere il proprio dolore cercando di affrontarlo e renderlo costruttivo perché possa essere di aiuto alle giovani e ai giovani del nostro Paese. In questo libro, attraverso la storia di Giulia, si interroga sulle radici profonde della cultura patriarcale della nostra società. «Tu in questi giorni sei diventata un simbolo pubblico», scrive Gino Cecchettin alla figlia Giulia e a quanti vorranno ascoltare le sue sofferte parole di impegno, di consapevolezza e di coraggio. «Sei la mia Giulia e sarai per sempre la mia Giulia. Ma non sei più solo questo. Tu dopo quanto è successo sei anche la Giulia di tutti, quella che sta parlando a tutti. E io sento forte il dovere di manifestare al mondo che persona eri e, soprattutto, di cercare attraverso questo di fare in modo che altre persone si pongano le mie stesse domande». | |||
CI VEDIAMO IN AGOSTO | Il sorprendente romanzo inedito dell’autore di Cent’anni di solitudine e L’amore ai tempi del colera. Si sentì maliziosa, allegra, capace di tutto, e imbellita dalla mescolanza sacra della musica con il gin. Pensava che l’uomo del tavolo di fronte non l’avesse vista, però lo sorprese a osservarla quando lo guardò per la seconda volta. Lui arrossì. Lei sostenne il suo sguardo mentre lui controllava l’orologio da tasca con la catenina. Ogni anno, il 16 agosto, Ana Magdalena Bach – quasi cinquant’anni di età e una trentina scarsa di soddisfacente vita matrimoniale – raggiunge l’isola dei Caraibi dove è sepolta sua madre. Il traghetto, il taxi, un mazzo di gladioli e l’hotel: questo rituale esercita su di lei un irresistibile invito a trasformarsi – una volta all’anno – in un’altra donna, a esplorare la propria sensualità e a sondare la paura che silenziosa cova nel suo cuore. Lo stile inconfondibile di Márquez risplende in “Ci vediamo in agosto”, romanzo musicalissimo di variazioni sul tema che è nello stesso tempo un inno alla libertà, un omaggio alla femminilità, una riflessione sul mistero dell’amore e dei rimpianti. Un’esplorazione del desiderio che non si affievolisce con l’età. | |||
PROFETA | In una sperduta località dell’Inghilterra cominciano a succedere cose strane. Una tavola calda perfettamente accessoriata compare in mezzo al nulla, e qua e là vengono rinvenuti una serie di oggetti improbabili: giocattoli, peluche, mazzi di rose, cassette degli attrezzi. Poco prima, in una vicina base militare, si è verificata una morte in circostanze singolari. Secondo le autorità potrebbe esserci un collegamento tra il decesso e le apparizioni. Ma quelle stesse autorità brancolano nel buio. I due agenti speciali Sunil Rao e Adam Rubenstein, diversissimi come carattere ma straordinari nel portare a termine missioni internazionali della massima importanza, vengono chiamati a indagare. Dopo un po’ scopriranno che circola una misteriosa sostanza, chiamata Profeta, che materializza i ricordi più belli e nostalgici delle persone, salvo poi usarli contro di loro. Ma chi c’è dietro a questa terribile operazione? Perché uccidere degli innocenti? E soprattutto, come sottrarsi a questa terribile rappresaglia del proprio passato? | |||
TUTTO SU DI NOI | Marzia, “dall’andatura marziale”, si racconta con furia, violenza, spudoratezza. La sua è una prima persona che morde e che si muove dentro lo spazio asfissiante di una famiglia malata, tremenda, cattiva. Cresce nella periferia di Roma, con un padre crudele e codardo e una madre devota, sino allo strazio, al coniuge infedele. Mentre il fratello, cuffie sulle orecchie, si estrania sino all’indifferenza, Marzia combatte, e nulla le viene risparmiato. Educa il suo fisico asciutto alla lotta greco-romana e impara a mettere fra sé e il mondo la barriera del suo corpo. Ma non basta. Non può sfuggire al conflitto, alla strategia del ragno che padre e madre, in maniera diversa, le tessono intorno. Ha creduto e continua a credere che esiste la perfezione: l’ha vista in un cane che non è riuscita a difendere e l’ha vista in un ragazzo incontrato su un sentiero di montagna. L’ha vista ma la sa perduta, minacciata dalla volgarità di una pernacchia. Per arrivare a una via d’uscita sono necessari un sacrificio, una svolta, una chiusura di conti. Sul sentiero sgretolato degli affetti, Marzia avanza impavida al di là della scuola di rabbia, rimpianto e morbosa dedizione in cui si è formata. Avanza come un cowboy o ancora meglio come la donna libera che ha sempre voluto essere. Romana Petri accompagna l’io martellante della sua Marzia sull’orlo di un abisso. Eppure l’inferno che ci mostra appartiene a un “tutto” che, quanto più sente l’ustione del mosaico guasto dei sentimenti, tanto più apre a una esistenza possibile. | |||
TUTTA LA VITA CHE RESTA | Uno strappo che sembrava impossibile da ricucire, una famiglia che nel corso degli anni ritrova la strada nella forza dei legami. Ci sono libri che ti entrano dentro, che ti accompagnano per mano nella vita di tutti i giorni. È ciò che succede con l’esordio magnetico di Roberta Recchia, una storia da cui non ci si stacca, con protagonisti vivi, autentici. Come Marisa e Stelvio Ansaldo, che nella Roma degli anni Cinquanta si innamorano nella bottega del sor Ettore, il padre di lei. La loro è una di quelle famiglie dei film d’amore in bianco e nero, fino a quando, anni dopo, l’adorata figlia sedicenne Betta – bellissima e intraprendente – viene uccisa sul litorale laziale, e tutti perdono il proprio centro. Quell’affetto e quella complicità reciproca non ci sono più, solo la pena per la figlia persa per sempre. Nessuno sa, però, che insieme a Betta sulla spiaggia c’era sua cugina Miriam, al contrario timida e introversa, anche lei vittima di un’indicibile violenza. Sullo sfondo di un’indagine rallentata da omissioni e pregiudizi verso un’adolescente che affrontava la vita con tutta l’esuberanza della sua età, Marisa e Miriam devono confrontarsi con il peso quotidiano della propria tragedia. Il segreto di quella notte diventa un macigno per Miriam fin quando – ormai al limite – l’incontro con Leo, un giovane di borgata, porta una luce inaspettata: l’inizio di un amore che fa breccia dove nessuno ha osato guardare. “Tutta la vita che resta” è un romanzo dolcissimo, doloroso, accogliente, intimo e corale, che esplora i meccanismi della vergogna e del lutto, ma soprattutto dell’affetto e della cura, e li fa emergere con delicatezza sapiente. | |||
IO SONO MARIE CURIE | Parigi, 1894. Mentre si immerge nelle intricate ricerche per la sua seconda laurea in Matematica, dopo aver conseguito quella in Fisica, Marie s’imbatte in Pierre, un animo affine in grado di decifrare la sua mente complessa. Tra loro nasce un connubio di intelletti straordinari, uniti dalla sete di conoscenza e dalla volontà di esplorare insieme gli enigmi dell’universo. Tuttavia, Marie fin da giovane si rivela essere una donna particolare: rifiuta il destino di moglie tradizionale, respingendo l’idea di confinarsi tra le mura domestiche. Per lei, l’amore per la scienza è un compagno di viaggio nel sogno comune, un’ossessione che la guida lungo un percorso inedito. Quando si ritrova improvvisamente sola, costretta a confrontarsi con l’ostilità dell’ambiente scientifico maschilista e conservatore, inizia una battaglia per affermare la sua identità e il suo ruolo nel mondo. La vita di Marie prende così svolte inaspettate, mettendo alla prova la sua forza e la sua determinazione. Tra avventure misteriose e sfide personali, la scienziata che avrebbe successivamente conquistato ben due premi Nobel si trova a lottare non solo contro le forze della natura, ma anche contro un’epoca che fatica ad accettare il genio femminile. Attraverso la penna di Sara Rattaro, la figura di questa donna prodigiosa giunge fino a noi per portare il suo messaggio necessario e potentemente contemporaneo in ogni ambito e sfera dell’oggi: indossate il vostro coraggio e sfidate il mondo. È possibile. Tutte possiamo essere Marie Curie. | |||
LA REPUTAZIONE | Nella Roma degli anni Ottanta, la boutique Joséphine è un angolo di Parigi nel cuore dei Parioli: gli affari vanno a gonfie vele grazie al fiuto della proprietaria, Marie-France, che accoglie le clienti con il suo seducente accento francese. Il suo entusiasmo contagia l’indecifrabile socio Giosuè e le tre ragazze che lavorano per lei, ansiose di conquistarsi libertà e indipendenza. Tra loro Barbara, eterna laureanda in filosofia arrivata in negozio per caso, pronta a lasciare che Marie-France le insegni a vivere. Imparerà da lei che la moda è tutt’altro che una faccenda frivola: è un rito, un gergo, un sogno, un segreto… Per chi come Marie-France ne ha fatto una missione, è un antidoto al dolore, all’angoscia di scomparire, ai cambiamenti che il tempo infligge. Tutto procede per il meglio, finché Marie-France non ha un’idea che si rivelerà catastrofica: aprire una linea per adolescenti. Giorno dopo giorno, la superficie della serenità apparente comincia a incrinarsi. Compaiono strani messaggi in codice, minacce, e intorno alla boutique si diffonde una calunnia infamante che non risparmia nessuno. Le voci serpeggiano e nel quartiere cresce l’ostilità verso Marie-France e i suoi. Una ragazzina scompare: c’è una relazione con quel che si dice in giro? Con una prosa capace al tempo stesso di profondità e leggerezza, Ilaria Gaspari indaga sul rapporto tra apparenza e identità, sul peso della maldicenza e sulla difficile conquista della maturità. Cosa succede quando la diffidenza inquina lo sguardo, quando i confini fra le colpe e i pettegolezzi si fanno labili, quando fidarsi significa rischiare? Barbara non è pronta a scoprirlo, forse non è pronta a diventare adulta, eppure non avrà scelta. | |||
IL PIU’ CRUDELE DEI MESI | A Three Pines è arrivata la bella stagione, ma non tutto è destinato a tornare in vita. Oltre a un tradimento inaspettato, stavolta Armand Gamache dovrà affrontare una seduta spiritica finita male. Nel piccolo villaggio del Quebéc alcuni abitanti hanno deciso di invitare una sensitiva alla vecchia casa degli Hadley, sperando di liberarla da un’antica maledizione. Ma quello che sembra un innocuo rituale causa la morte, per crepacuore, di uno dei partecipanti. Eppure, giunto sulla scena del crimine, l’ispettore Gamache è costretto a chiedersi: si è trattato davvero di una morte naturale? Armand si ritrova così coinvolto in un caso che lo costringerà ad affrontare i propri fantasmi e quelli di una comunità apparentemente idilliaca, dove le relazioni sono molto più pericolose di quanto sembri. Il terzo romanzo della serie dell’ispettore Armand Gamache, ormai un classico del giallo. | |||
IL GIUDIZIO DEL PASSATO | Sofie Lund ha sempre visto suo nonno Frank per quello che era: un criminale senza scrupoli responsabile della morte di sua madre, finita in carcere ingiustamente proprio a causa dei loschi traffici di Frank. Ora che lui è morto, però, e che lei sta crescendo da sola una figlia piccola, la casa ricevuta in eredità è un buon motivo per tornare a Larvik, cittadina costiera della Norvegia. È qui che incontra per caso l’amica di infanzia Line, figlia dell’ispettore di polizia William Wisting e cronista di nera per il quotidiano locale. Ed è grazie a lei che Sofie comincia a indagare su chi fosse davvero Frank Mandt: un noto contrabbandiere di alcolici o un delinquente coinvolto in giri molto, molto più oscuri e pericolosi? La risposta potrebbe essere a portata di mano, addirittura nella nuova casa, lì dove Frank ha finito i suoi giorni dopo essere, a quanto pare, caduto dalle scale. Nella cantina del nonno Sofie ha trovato una cassaforte in cui sono custodite informazioni di cruciale importanza. Non solo per l’ispettore Wisting, impegnato in un caso di persona scomparsa ormai a un punto morto, ma anche per i cittadini di Larvik, la cui esistenza potrebbe venire sconvolta in maniera irreversibile. Una doppia indagine che intreccia crimine, traumi familiari e segreti inconfessabili di un piccolo centro di provincia. | |||
LA LUCINA | Un uomo si ritira a vivere in un borgo abbandonato di montagna, perso in mezzo ai boschi. A scandire le sue giornate sono le piccole incombenze legate alla sussistenza, alla cura di sé e alle minute riparazioni domestiche. E ancora, i passaggi di rondini, lucciole e altri animali, con i loro garriti, ronzii e fruscii; e il trascolorare delle stagioni sulle foglie degli alberi e nella pulsazione vitale di piante e fiori. Un paesaggio i cui elementi riflettono le angosce struggenti del nostro mondo. Eppure, in questa natura onnipresente ma sempre mutevole, un dettaglio rimane fisso: la piccola luce che ogni sera, immancabile, si accende da qualche parte, sull’altro versante della valle. Cosa ci sarà laggiù? Paesi non ne esistono, edifici non se ne vedono, eppure qualcosa ci deve pur essere. L’uomo indaga, chiede, ma nessuna risposta lo convince. Cercando di persona l’origine di quella lucina, arriva a una casa di pietra isolata, abitata da un bambino che lì vive tutto solo. Chi sarà? Come è finito in quel luogo sperduto, e perché non c’è nessuno con lui? La sua presenza misteriosa ma amichevole, riservata ma gentile, incuriosisce e ammalia l’uomo, che continua a tornare dal bambino, avvicinandosi sempre più a svelare il segreto della sua esistenza. Un libro enigmatico e intenso, perturbante e profondo. | |||
IL TRABALLOSAURO | Il piccolo Traballosauro ha una bici nuova e non vede l’ora di vincere la gara sfrecciando sui pedali. Sembra facile, ma ogni volta che monta in sella traballa e traballa e… cade! Povero Traballosauro! Riuscirà a trovare il coraggio di non arrendersi e riprovarci? Un libro illustrato per bambini dai 4 anni di Rachel Bright e Chris Chatterton, autori de “Il Paurosauro”, “L’Abbracciosauro” e “Il Bronciosauro”. Un libro perfetto per tutti i bambini, una divertente storia per imparare ad affrontare con coraggio le sfide che le novità comportano. Età di lettura: da 4 anni. | |||
IL CASO DEL CASTELLO CHIUSO | Una cena con delitto fra le sfarzose sale di un castello fantasy, dove ciascun ospite cela un oscuro (o strampalato) mistero perfettamente congegnato. Per i Tredici Regni riecheggia il nome di Lillà, la più temibile cacciatrice di taglie. Non c’è criminale che non possa catturare, né mistero che non possa risolvere. Peccato che Lillà non sia altro che una bambina, e il bardo che ha messo in giro queste voci, la sua migliore amica Dulcinetta. Ma Lillà si è prefissata di diventare la migliore cacciatrice di taglie dei Tredici Regni, così quando un manufatto di inestimabile valore scompare dalla dimora di un famoso cacciatore di mostri, il Barone Angbar, Lillà e Netta decidono che catturare quel ladro le renderà leggenda. Le loro indagini le portano a una cena al castello degli Angbar, a cui è presente l’intera famiglia, i suoi servitori e gli ospiti, un bislacco assortimento di nobili, maghi e creature varie ed eventuali, ognuna più losca dell’altra. Poi, fa la sua comparsa il cadavere. Tutti vengono magicamente sigillati all’interno del castello e tra loro c’è un assassino. Ma ognuno dei presenti, compresa la stessa Lillà, ha dei segreti da nascondere e, mentre le mura iniziano stringersi sempre di più attorno ai presenti, Lillà teme che il suo primo lavoro come cacciatrice di taglie possa anche essere l’ultimo… Età di lettura: da 12 anni. | |||
GRANDI PAROLE PER PICCOLI PALEONTOLOGI | Attenzione, piccoli paleontologi: siete pronti per la caccia al fossili? Impugnate scalpello, punteruolo, pennello e cazzuola. Partite alla ricerca del Micropachycephalosaurus! Questo libro, ricco di notizie su grandi mammiferi, dinosauri giganteschi, creature marine enormi e pieno di parole impronunciabili è “il” dinodizionario per aspiranti esploratori del passato. Grazie alle semplici definizioni, padroneggiare i nomi dei dinosauri sarà facile come l’ABC… Ankylosaurus, Basilosaurus, Compsognathus. Età di lettura: da 8 anni. | |||
365 PENSIERI PER CONNETTERSI CON LA NATURA | Meditare significa respirare qui e ora, senza affanno o ansia, e possiamo farlo a occhi chiusi, guardandoci dentro, oppure volgendo lo sguardo a Madre Natura, che ci mostra come tutto sappia adattarsi alla sua stagione, accettando il trascorrere del tempo ed evolvendo o modificandosi secondo le necessità. Questo libro, ricchissimo di splendide immagini e di citazioni ispiratrici, vi invita a ritrovare un contatto diretto e genuino con la Terra, giorno dopo giorno, per elevare il vostro spirito e ritornare alla semplicità. | |||
IL LIBRO DELL’ARCHITETTURA | Scopriamo insieme i concetti chiave, gli aneddoti e le curiosità dietro agli edifici più incredibili del mondo, in un libro perfetto sia per i neofiti, sia per i lettori esperti alla ricerca, magari, di rinfrescare le basi. Attraverso numerose illustrazioni, timeline e infografiche, questo volume investiga l’architettura nella sua globalità, prendendo in considerazione i movimenti, gli stili e i capolavori di tutto il mondo. Dall’architettura antica agli edifici medievali, dalle strutture gotiche o rinascimentali a quelle barocche e rococò, dal modernismo al postmodernismo, fino ai grattacieli avveniristici della nostra contemporaneità. Pagine scritte per chi vuole saperne di più o acquisire nuove prospettive. | |||
7 GIORNI PER RIDURRE LO STRESS | Scadenze, problemi in famiglia, difficoltà di relazione con gli amici, crisi esistenziali, l’incertezza di vivere in un mondo in cui non ci riconosciamo… sono tutti elementi del mare di stress in cui quotidianamente nuotiamo. E i nostri pensieri negativi finiscono per sabotare gli sforzi che il nostro corpo fa per compensare lo stress, impedendoci di avere dei periodi prolungati di rilassamento e di serenità. In “7 giorni per ridurre lo stress” Elissa Epel offre al lettore un programma costituito da semplici tecniche da mettere in pratica nell’arco di una settimana per allenare la nostra mente e il nostro corpo a rispondere in modo elastico e positivo con effetti benefici sulla salute. Grazie a questo libro impereremo a sviluppare un mindset più robusto e a trasformare le ragioni di stress in altrettante sfide positive e piene di significato. | |||
REGISTRO DELLE ASSENZE | “Quante e quali sono le persone che hanno incrociato i loro cammini con il nostro? E quante e quali sono quelle che hanno condizionato il nostro modo di pensare e di sentire o hanno finito per rappresentare per noi un punto di riferimento? Quanto dobbiamo al lavoro degli altri? Salvatore Settis, in questo originalissimo saggio, ci offre un ‘registro’ di alcuni degli incontri più significativi della sua vita: studiosi, artisti, scrittori; maestri e amici; celebrità e figure appartate, alcune ormai trascurate, che hanno tuttavia saputo lasciare il segno nel loro campo e contribuito al progresso della società. Di ognuno, con vera e propria arte da ritrattista, forma un’immagine nitida e rigorosa, piena di ammirazione e di rispetto, fissandone lo sguardo intellettuale ed etico, e attraverso questo la perdurante forza ispiratrice. Attraverso un susseguirsi di eloquenti primi piani, in una scrittura sempre vigile ed elegante, si compone l’affresco di un”Italia migliore’, che non separa gli specialismi del sapere e le raffinatezze della ricerca artistica dall’intento di rimediare ai mali del presente. Pur rifuggendo dalla dimensione autobiografica, il libro costituisce un racconto molto personale, in cui i principi e le questioni tipiche del Settis più impegnato emergono assai chiaramente: dal lavoro universitario alla difesa del paesaggio alla collaborazione tra conoscenza e politica. ‘Il catalogo delle assenze’ è un appassionato tributo al concetto stesso di tradizione; un’espressione di fede nelle capacità rigeneratrici della memoria.” (Nicola Gardini) | |||
QUALI SOLDI FANNO LA FELICITA’ | Quando decide di lasciare il lavoro dipendente, Annalisa Monfreda si avventura in una conversazione inedita con il suo estratto conto. Si accorge che per lungo tempo ha considerato il “non parlare di soldi” una qualità morale, senza mai domandarsi quali conseguenze avesse. Seguendo il filo della propria relazione incompiuta con i soldi, ne individua le radici nella sua storia familiare e in un modello socio-economico che, da una parte, monetizza il nostro valore e, dall’altra, ci educa a tacere l’argomento denaro. Attraverso i microfoni del podcast “Rame”, l’autrice si fa raccontare da oltre cento persone la loro storia finanziaria più intima. Scopre che ognuna prova vergogna o senso di colpa per le scelte che ha fatto, per i soldi che ha perduto, per quelli che non riesce a guadagnare, o che possiede senza esserseli sudati. Siamo tutti soli con il nostro conto in banca, che più sparisce dai discorsi, più costituisce l’impalcatura su cui si reggono le nostre relazioni, i desideri e la speranza nel futuro. Non deve essere per forza così. L’ipotesi di fondo, la fiducia che muove la scrittura del libro, è la convinzione che possiamo cambiare la nostra relazione con i soldi, togliere loro il potere e scippargli il controllo sulla nostra vita semplicemente mettendoli al centro della conversazione. E che questa nuova relazione, oltre a renderci più felici, possa rappresentare una delle spinte più forti verso la trasformazione di un sistema economico che riteniamo inamovibile, quasi fosse una legge naturale. Ma che è solo l’ennesima storia che ci siamo raccontati. Quanto siamo condizionati dalla nostra storia familiare dei soldi? È colpa delle donne se sono più povere degli uomini? Quanto ci pagano è davvero la misura del nostro valore? Perché il modo in cui spendiamo i soldi influenza la geografia delle nostre relazioni? Possiamo essere più felici consumando meno? Sono alcune delle domande audaci che scandiscono questo piccolo saggio di contro-educazione finanziaria, che ci porta a riconoscere di quanti e quali soldi è fatta la nostra felicità e a riscrivere il nostro personalissimo modo di gestire e pianificare le finanze. | |||
NEL CONTINENTE NERO | «Costituire un ordine è più importante che conquistare il potere.» È una scritta, ormai cancellata, che correva lungo un muro di Roma, in via Merulana. Potrebbe partire da questo assunto la lunga e approfondita inchiesta di Francesco Cancellato sui partiti della Destra europea. Alla vigilia delle elezioni del 2024, il fronte delle Destre, più o meno estreme, si presenta più forte che mai, anche grazie all’affermazione, in Italia, del partito di Giorgia Meloni. Così, attraverso interviste a colleghi stranieri e confronti con esperti e attivisti, spostandosi dalle piazze polacche a quelle spagnole, il direttore di Fanpage.it ricostruisce l’ascesa delle formazioni di Destra nei singoli Stati, mettendo in luce i binari comuni su cui si muovono, i legami con organizzazioni transnazionali che li finanziano, le nemmeno troppo celate radici nei regimi dittatoriali di primo Novecento, i temi dirimenti (dal negazionismo climatico all’islamofobia, dall’identitarismo alla battaglia contro i diritti civili) che ne stanno accrescendo il consenso. Attraverso Germania e Svezia, Polonia e Spagna, passando per l’Ungheria e la Francia – con un focus sull’Italia di Salvini e Meloni -, queste pagine informano e illuminano un processo di avanzamento che è prima culturale che politico; mettono in guardia da possibili smottamenti nell’equilibrio europeo; denunciano, in ultima istanza, il crollo dei cordoni sanitari che fino a oggi avevano tenuto lontano dai centri decisionali le formazioni della Destra estrema. È un fenomeno in atto sotto i nostri occhi, ovunque nel «Continente nero» che rischiamo di diventare. «Riconoscere questa forza, guardarla negli occhi» scrive Cancellato «è il primo passo per affrontarla.» | |||
LA CUCINA DEGLI INCONTRI DELLA SIGNORA MEGUMI | Nel quartiere di Yotsuya, a Tokyo, c’è un piccolo locale, uno shokudo, specializzato in oden, tipiche zuppe giapponesi, e stuzzichini a base di ingredienti di stagione: dal cavolo fermentato servito a dicembre ai fichi al vapore in salsa di miso a luglio. Rinfrancati dal borbottio dei pentoloni fumanti e dalle novità dei piatti del giorno, gli avventori si stringono lungo il bancone a L per condividere storie e sapori perduti, davanti a un boccale di birra alla spina o a un bicchierino di sakè, mentre Tamazaka Megumi, la proprietaria, si destreggia da sola tra i fornelli e la sala. Megumi ha cinquant’anni, è vedova e senza figli, e in un’altra vita era una veggente di successo, ospite fissa di talk show e programmi di costume, fino a quando una tragedia personale le aveva portato via la fiducia in se stessa inducendola a smettere i panni di Lady Moonlight, la maga bianca. Poi, il destino l’aveva presa sottobraccio e condotta davanti all’insegna di un locale malandato che portava proprio il suo nome e, quasi suo malgrado, Megumi si era ritrovata a coltivare un’insospettata vocazione dietro ai fornelli e a mettere, di nuovo, al servizio degli altri la propria sensibilità e il proprio talento. Ed è esattamente per questo, oltre che per gli ottimi piatti e l’atmosfera familiare che si respira nella sua cucina, che i clienti popolano il locale: si confidano con lei, ne cercano i generosi consigli, per capirsi meglio e lasciarsi accompagnare verso la felicità. Per sentirsi, anche solo per il tempo di una sera, meno soli. “La cucina degli incontri della signora Megumi” è un romanzo corale soave ed evocativo: un inno alla condivisione, alla gioia dei sapori, all’intimità e ai nuovi inizi. | |||
LE RAGAZZE DELLA BALEINE | Parigi, 1720. La superiora dell’ospedale della Salpêtrière, Marguerite Pancatelin, è tormentata dai dubbi: il veliero La Baleine salperà di lì a breve per la Louisiana e tocca a lei il difficile compito di selezionare novanta giovani donne in età fertile da dare in spose ai coloni francesi che abitano i territori occupati. Marguerite è consapevole che ad attendere queste ragazze c’è una terra dura e inospitale e che nessuna farà mai ritorno in patria. Nonostante sia una struttura in cui le pazienti sono spesso etichettate come pazze o criminali, la Salpêtrière ospita per lo più semplici orfane o ragazze stravaganti che hanno infranto le regole sociali. Tra loro ci sono Geneviève, ribelle e affascinante, rinchiusa nella Maison de Correction dell’istituto perché ha aiutato diverse ragazze ad abortire; Pétronille, una voglia bianca sul viso, figlia di una famiglia aristocratica in rovina che l’ha allontanata per i suoi comportamenti eccentrici; e Charlotte, un’orfana di soli dodici anni che non ha mai conosciuto il mondo fuori dalla Salpêtrière. Nessuna di loro sa cosa l’attende al di là dell’oceano, nessuna potrà decidere del proprio destino, ma la paura dell’ignoto trasformerà il viaggio sulla Baleine, lungo e pieno di pericoli, in un’occasione per costruire un legame profondo e un’incrollabile volontà di sopravvivere. Per Geneviève, Pétronille e Charlotte l’arrivo in Louisiana significherà affrontare la durezza e la violenza di un matrimonio imposto, il confronto con il desiderio proibito, la ricerca disperata di un figlio che non arriva, e l’incontro con chi ha abitato questi luoghi per secoli e vede ora la propria esistenza in pericolo. Un romanzo storico di grande suggestione, con tre indimenticabili eroine che nel cuore di una terra spietata restano animate da una straordinaria sete di amore e di vita. | |||
LADY TAN E IL CIRCOLO DEI FIORI DI LOTO | Cina, XV secolo. Secondo Confucio «una donna istruita è una donna senza valore», ma Tan Yunxian non è d’accordo. Rimasta senza la madre, fin da bambina le vengono insegnati dai nonni i pilastri della medicina cinese, i Quattro Esami – guardare, chiedere e ascoltare, annusare e toccare, sentire il polso -, un approccio che un medico uomo non può mai mettere in atto con una paziente donna perché la tradizione lo vieta, giudicandolo sconveniente. E così ci sono donne che devono curare altre donne, come Meiling, promettente levatrice che conosce la consistenza dei corpi e la viscosità del sangue: per lei toccare è prassi quotidiana, mentre per un medico è riprovevole. Yunxian e Meiling si scambiano nozioni e rimedi, diventano amiche e giurano che condivideranno gioie e battaglie. «Niente fango, niente loto», si dicono: dalle avversità può sbocciare la bellezza. Ma poi Yunxian è costretta a sposarsi e tutto quello che ha costruito sembra franare. Tutto quello che ha imparato sembra dover essere dimenticato, ora che è una moglie. Ma il suo desiderio di curare, di aiutare donne e ragazze di ogni ceto sociale è più forte persino della tradizione, alla quale si ribella. Con l’aiuto di Meiling, Yunxian si spingerà così dove nessuna donna cinese era mai arrivata, contribuendo in modo indelebile al progresso della medicina. Ispirato dalla vita straordinaria della prima donna medico cinese, Lady Tan e il circolo dei fiori di loto è una storia avvincente di donne che aiutano altre donne. | |||
A UNA FERMATA DAL DESTINO | 13 agosto 1961. Devi prendere la decisione più importante della tua vita. E hai solo tre ore di tempo… Il primo sole del mattino illumina la stazione di Monaco di Baviera. Il treno per Berlino è in partenza e i ritardatari si affrettano lungo la banchina. Sembra un giorno come tanti, eppure c’è qualcosa di diverso nell’aria, una voce che circola con insistenza e che passa di bocca in bocca, finché, dopo la partenza, un annuncio alla radio non la rende dolorosamente vera: oggi, 13 agosto 1961, il confine tra le due Germanie verrà chiuso. Quello sarà l’ultimo treno autorizzato a varcarlo. Il Muro è realtà. Non si potrà più fare visita ad amici e parenti, sfumeranno occasioni di lavoro preziose, verrà interrotto ogni contatto. Piano piano, tra i passeggeri si fa largo la consapevolezza di avere solo tre ore di tempo per decidere se restare sul treno oppure scendere a una delle prossime fermate e rimanere nell’Ovest. Senza più una casa o un impiego, senza poter nemmeno dire addio ai propri cari. Da un’anziana signora, incerta se riabbracciare il figlio rifugiato a Garmisch, a una coppia in bilico tra convinzioni politiche e calcoli economici; da un gruppo di musicisti, divisi sul sogno d’inseguire il successo in America, a una famiglia che si separerebbe per sempre, perché le ambizioni del marito sono più forti dell’amore che prova per la moglie, funzionaria del partito: per tutti loro, questo è il momento di scegliere se dare una svolta alla propria esistenza, rimediare agli errori del passato o inseguire desideri repressi troppo a lungo… Ci sono eventi capaci di segnare il corso della Storia, istanti che cambiano il mondo. Ma il romanzo di Robert Krause ci ricorda che sono le scelte che facciamo a definire il nostro cammino: anche quando tutto sembra perduto, basta avere il coraggio di cogliere le occasioni che il futuro ci offre. | |||
IL CAMMINO DEL MORTO | Una distesa insieme maestosa e spietata, dove né il viaggiatore ben armato né il bisonte più robusto sanno per certo se arriveranno a sera: ecco l’Ovest americano alla metà dell’Ottocento. Gus e Call – l’avventato e il giudizioso, il fanfarone e il taciturno, il donnaiolo e il riluttante – sono come il giorno e la notte, ma hanno una cosa in comune: tanta voglia di avventura. Perché, allora, non entrare nei Texas Ranger? Tutti sono stati giovani, anche gli induriti cowboy protagonisti di “Lonesome Dove”: questa è la storia di come tutto ebbe inizio. Tutti sono stati giovani, anche Gus e Call, gli induriti venditori di bestiame protagonisti di “Lonesome Dove”. A quell’epoca, gli anni Quaranta dell’Ottocento, le praterie a ovest di San Antonio erano ancora selvagge e dominate dagli indiani. Dunque chi meglio di due ragazzi sbandati e un po’ ingenui per rimpolpare la compagnia di Texas Ranger in partenza per El Paso? Un fucile, un cavallo, la promessa di una paga e si va. Ma in giro c’è Buffalo Hump, l’abile e brutale capo comanche, e il battesimo della strada si celebra con il sangue. La vita in città è senz’altro più sicura, ma anche più noiosa. Ecco, quindi, che Gus e Call si rimettono in viaggio unendosi a una spedizione per la conquista di Santa Fe, florida città del New Mexico. A guidarli c’è un ex pirata che della terraferma non si intende molto. È un male, perché stavolta la lista dei pericoli è davvero lunga: ai Comanche con la passione degli scalpi si aggiungono Apache amanti delle torture, messicani più combattivi del previsto e una natura inospitale fatta di orsi inferociti, fiumi in piena e siccità estrema, che mostra il suo lato peggiore nel famigerato «cammino del morto». A partire sono in duecento, ma non tutti faranno ritorno. “Il cammino del morto” fa parte della quadrilogia del West che ha reso celebre McMurtry: pubblicato dopo “Lonesome Dove” e “Le strade di Laredo”, è il prequel che racconta come tutto ebbe inizio. | |||
GERMANICO | Mai era accaduto prima nella storia di Roma che due giovani dell’aristocrazia si amassero in modo così incondizionato. Dal momento in cui, giovanissimi, si riconosceranno come spiriti affini, Germanico e Agrippina non si separeranno più. Il vincolo che li unisce, del resto, è il coronamento di una grande passione, non certo un impegno formale determinato da convenienze politiche. Quando il giovane comandante è chiamato a guidare le otto legioni stanziate lungo il fiume Reno per riscattare il nome dell’Impero dopo la disfatta di Teutoburgo, Agrippina decide di seguirlo in Germania. Nonostante sia incinta, partecipa da protagonista alla vita dell’accampamento, rivelando presto un ascendente sui soldati superiore persino a quello del marito. Fieri, impavidi, volitivi, entrambi sembrano dei predestinati: se Germanico, figlio del valoroso comandante Druso, è l’uomo più indicato a succedere al vecchio imperatore Augusto, di cui è il pupillo, Agrippina, figlia di Marco Vipsanio Agrippa, l’eroe di Azio, ma soprattutto nipote di Augusto, rappresenta l’esempio più fulgido della matrona romana. Eppure, alla morte di Augusto per loro le cose si mettono male. Nel testamento l’imperatore ha designato il figliastro Tiberio come suo successore. Livia, sua madre – avversaria di Agrippina -, che ha sempre agito perché il marito favorisse il figlio Tiberio, detiene adesso un potere illimitato. Amati dalla gente e dai soldati così come temuti dal potere, Germanico e Agrippina accetteranno con spavalda consapevolezza il loro destino. Anni dopo la loro morte, sarà il centurione Quinto Sergio Sabino – un leale servitore dello Stato che ha avuto la ventura di essere testimone delle loro gesta – a raccontare nelle sue memorie chi furono l’imperatore mancato e la sua sposa guerriera, e in che modo Tiberio e Livia si accanirono su di loro. Con il rigore dello storico e la capacità affabulatoria del grande narratore, Valerio Massimo Manfredi fa ritorno ai luoghi di Teutoburgo , regalandoci il ritratto indimenticabile di due figure epiche, Germanico e Agrippina, e mettendo in scena la battaglia campale di Idistaviso, l’evento che segnerà il riscatto dell’esercito romano sui Germani, e che conferirà a Germanico la gloria immortale di cui gode presso la posterità. | |||
IL TRAGHETTATORE | Fondato dal misterioso genio noto come il Designer, l’arcipelago di Prospera è nascosto dagli orrori di un mondo esterno ormai in declino. Su quest’isola paradisiaca, i fortunati cittadini godono di vite lunghe e appaganti fino a quando i monitor incastonati nei loro avambracci, destinati a misurare il loro benessere fisico e psicologico, scendono sotto il 10%. A quel punto si ritirano, imbarcandosi su un traghetto per l’isola conosciuta come Nursery, dove la loro memoria viene cancellata e i loro corpi deteriorati vengono rinnovati in modo da ricominciare una nuova vita. Proctor Bennett ha una carriera soddisfacente come traghettatore, accompagnando le persone nel processo di pensionamento. Ma c’è qualcosa che non va in lui. In primo luogo, sogna, cosa che si suppone sia impossibile a Prospera. In secondo luogo, la percentuale sul monitor incastonato nel suo braccio ha iniziato a diminuire in modo allarmante. E nel giorno in cui viene convocato per traghettare il proprio padre, quest’ultimo gli consegna un criptico messaggio dai risvolti inquietanti. Nel frattempo, il personale di supporto, uomini e donne comuni che forniscono la manodopera necessaria al funzionamento di Prospera, ha iniziato a mettere in discussione il proprio posto nell’ordine sociale. Con i disordini aumentano, si diffondono sempre di più voci su un gruppo di ribelli che potrebbe scatenare una rivoluzione. Ben presto, Proctor si ritrova a mettere in discussione tutto ciò in cui credeva, invischiato in una causa molto più grande di lui e in una missione disperata alla ricerca della verità. | |||
LA CALDA ESTATE DI MANZI MORRIS | Tel Aviv 2014. È un giorno di luglio dell’estate più torrida di sempre, con i razzi che hanno ricominciato a piovere dal cielo, quello in cui Jasmin Shechter, figlia del re degli affari della città, svanisce nel nulla. I potentissimi Shechter non vogliono scomodare le forze dell’ordine: è già successo, ogni tanto Jasmin sparisce, e poi ricompare. Il marito Dudi, invece, non si dà pace e si rivolge a Mazi Morris, ex amica d’infanzia, ex poliziotta e ora investigatrice privata. Anche se il suo nome in ebraico significa fortuna, Mazal, per tutti solo Mazi, di fortuna nella vita ne ha avuta davvero poca. Dopo un’infanzia segnata dal dolore e un’adolescenza in cerca di un posto da chiamare casa, si era salvata da sé stessa entrando in polizia. Inadatta alle relazioni sentimentali e sessualmente sfrenata, più dura e più veloce dei colleghi maschi, era diventata presto la punta di diamante della squadra investigativa. Fino a quel giorno, terribile, di due anni prima in cui era stata cacciata. Per questo Mazi Morris ora non può rifiutare l’incarico. La donna che non ha più niente, nemmeno un distintivo da mostrare, sfreccia in sella alla sua moto per le strade roventi di Tel Aviv in cerca di Jasmin, bella e favolosamente ricca, la donna che ha avuto tutto, tranne un motivo per voler sparire. Ma Mazi è proprio la persona giusta per capire cosa si cela dietro l’arroganza del potere, perché sa giocare senza regole e non c’è abisso che possa farle paura, abiezione che non abbia già guardato negli occhi. Dalle ville di extralusso alla periferia in degrado della città che non dorme mai, l’indagine ad alto rischio di Mazi Morris, investigatrice dannata in cerca di salvezza, corre a tutta velocità fino alla sua stupefacente conclusione. | |||
IL CERCATORE DI LUCE | Caricamento in corso… | |||
COME FUNZIONA UN PONTE? | I ponti da sempre collegano persone, città e Paesi e noi li attraversiamo ogni giorno. Ma vi siete mai chiesti come sono fatti? Come vengono progettati? Come fanno a sostenere carichi così pesanti? E quali sono i ponti più famosi o più particolari? Roman Beljaev ci conduce in un’affascinante esplorazione di queste imponenti strutture architettoniche. Età di lettura: da 10 anni. | |||
VORREI DIRTI | Una mattina, una giovane volpe si sveglia, prende carta e penna e inizia a scrivere una lettera. Ha appena appreso della morte della sua amata nonna, con cui aveva condiviso tante esperienze e ricordi speciali. Inizialmente incredula, la piccola volpe cerca traccia della presenza della nonna in tutti i luoghi della foresta che hanno segnato il loro rapporto: la tana in cui dividevano la merenda, la curva del fiume che avevano esplorato, il prato su cui si s erano concesse un ballo sfrenato… Presto, però, la piccola volpe si rende conto che solo accettando la scomparsa della nonna e abbracciando questo dolore, le parole giuste – proprio quelle che le vorrebbe dire – arriveranno. “Vorrei dirti” è un libro commovente che, grazie alla potenza poetica delle parole di Jean-François Sénéchal e alla delicatezza pastosa delle illustrazioni di Chiaki Okada, riesce a raccontare ai bambini la difficoltà del distacco dalle persone amate, e al tempo stesso a celebrare la scrittura come la più potente tra le forme di espressione. Età di lettura: da 5 anni. | |||
L’ODISSEA SPIEGATA MALE | “Vale la pena che un bambino impari piangendo quello che può imparare ridendo?” (Gianni Rodari). A 3000 anni dalla versione di Omero (anno più, anno meno), la storia più epica mai raccontata, tramandata all’inizio per via orale – come lo sciroppo per la tosse! – viene “spiegata male”, ma in realtà riscritta benissimo, da Francesco Muzzopappa. Il viaggio di Ulisse viene cantato dall’inizio alla fine, ma, come negli altri titoli della collana, con molti bivi e deviazioni, attraverso un testo pensato per una lettura a più livelli capace di conquistare i ragazzi come gli insegnanti. All’interno, anche enigmi da risolvere, intermezzi divertenti e utili specchietti che approfondiscono temi e personaggi, senza dimenticare le vignette di Daw. Età di lettura: da 11 anni. | |||
COSA GUARDO? | Una soluzione d’autore per ogni tuo stato d’animo. Divano. Coperta. Magari una ciotola di popcorn. Finalmente un po’ di tempo da dedicare a un bel film o a una nuova serie tv. Sembra tutto perfetto, ma immancabilmente si ripresenta l’eterno dilemma: che cosa guardare? L’offerta è infinita e la scelta quasi paralizzante. Molto dipende anche dall’umore del momento. Siete in vena di commedie oppure alla ricerca di azione e adrenalina? Mattia Ferrari, appassionato ed esperto di cinema, è pronto a venire in vostro aiuto! “Cosa guardo?” è la sua selezione di titoli imperdibili, organizzati in base al mood che evocano negli spettatori. Per ogni stato d’animo, infatti, c’è un film o una serie che fa al caso vostro. Vi sentite malinconici e avete voglia di una storia-coccola con cui passare la serata? Siete alla ricerca di una serie che sappia trascinarvi nel binge watching? Affidatevi ai consigli esperti di Mattia per destreggiarvi tra nuove uscite e grandi cult da rivedere o da scoprire. Il libro perfetto per chi vuole avvicinarsi al cinema, ma anche per gli intenditori. Tante curiosità, aneddoti e dietro le quinte (senza spoiler!) sugli attori e le pellicole più amate. Buona lettura e… buona visione! La soluzione definitiva allo zapping compulsivo. Un viaggio nelle emozioni attraverso i migliori film e le più belle serie tv di ieri e di oggi. Da The Office a Euphoria, passando per Kill Bill, Il miglio verde e molto altro ancora… Tanti consigli per ogni occasione e stato d’animo, per emozionarsi, da soli o in compagnia, davanti allo schermo. E voi, li avete visti tutti? | |||
LE VIE DELLE CATTEDRALI GOTICHE | Comprendere la storia culturale del gotico significa comprendere un fenomeno che ha segnato in profondità l’identità europea. Le cattedrali ne sono l’incarnazione più parlante. Il gotico ha sovvertito tutti i sistemi costruttivi che l’uomo fino ad allora aveva escogitato per innalzare edifici. Uno stile architettonico rivoluzionario, condannato come barbaro nel Rinascimento, riscoperto dal primo romanticismo e passato attraverso una lunga parabola di letture contrastanti: proprio per questo un segno veramente emblematico dell’identità europea e delle sue contraddizioni. L’itinerario si snoda tra le principali cattedrali gotiche dell’Europa medievale, seguendone gli sviluppi e raccontandone la storia. A cominciare dall’abbazia di Sainte Denis, il pantheon dei re di Francia, con Sens, Chartres e Notre Dame, per poi toccare Colonia, Strasburgo, Canterbury, Burgos, Leòn, fino a Praga e Milano. | |||
SMILE – LA MIA VITA TRA CALCIO MUSICA E MODA | «Sorrido perché Dio mi ha dato un dono incredibile e fino a questo momento il lavoro che ho fatto – perché ho fatto tantissimo lavoro – è stato ripagato da questo successo». Rafael Leão è uno dei giocatori più promettenti e forti al mondo. Attaccante del Milan e della nazionale portoghese, i suoi gol, i suoi dribbling, il suo inconfondibile stile di gioco sono diventati iconici per i suoi tifosi, ma anche per i molti fan fuori dal mondo del calcio. Rafa ha un sorriso contagioso, una bellezza scultorea, una spontaneità fuori dal comune. La sua storia personale, il rapporto con il padre, la sua ascesa calcistica, la sua maniera di comunicare sui social, la sua passione per la musica trap e per la moda lo rendono un’icona trendy di sport ma anche di stile. Insomma Leão è più di un calciatore. Tra aneddoti sullo scudetto, su Ibrahimovic, Maldini e i suoi compagni di squadra, confessioni e rivelazioni sulla sua vita privata, sul senso profondo della fama e della celebrità, sulle sue passioni musicali, in questo libro Rafa non è soltanto il campione che si mette a nudo, il ragazzo di Almada che sogna i grandi palcoscenici, le prodezze in campo, le vittorie e i trofei, insieme alla sua squadra, ma l’emblema di una generazione che rifugge da facili etichette. | |||
LA DONNA DELLA BOMBA ATOMICA | “16 luglio 1945. È la mattina del giorno X. Io sono qui, a Compania Hill. Appena si avvicinano le 5.30 comincia il conto alla rovescia. La musica di Cajkovskij diffusa dall’interfono ha il compito di rasserenare gli animi mentre aspettiamo la detonazione.” Sono parole della fisica Leona Woods, la donna più giovane a partecipare direttamente alla creazione della bomba atomica. Gabriella Greison, fisica, attrice, autrice, grazie a un lungo percorso di ricerca svolto da Los Alamos a Chicago, da Princeton a Santa Fe, ricostruisce il famoso Progetto Manhattan dando voce alla principale protagonista femminile di una vicenda che ha cambiato i connotati dell’esistenza umana. Nel riportare la leggendaria impresa della scissione atomica si parla di Oppenheimer, Fermi, Compton, ma si dimentica la presenza di Leona, assunta a lavorare al Progetto subito dopo il dottorato in fisica, all’età record di 23 anni, esperta nella rilevazione delle particelle con il trifluoruro di boro, addetta al calutrone, e abile nel misurare il flusso di neutroni del reattore nucleare. Con questo libro Greison ricorda e valorizza il lavoro di una delle grandi scienziate del passato, scienziate che troppe volte sono state dimenticate e discriminate dalle ricostruzioni storiche. “La donna della bomba atomica” è un viaggio interiore, un coinvolgente flusso di coscienza che ci proietta all’interno del sapere e della sensibilità di un’importante figura della Scienza e della Storia con la S maiuscola. Greison ci consente di rivivere i momenti più elettrizzanti della vicenda, ma anche di compiere un salto in alto, verso gli aspetti spirituali del progetto che, oltre ad aver spostato i confini della natura, ha innescato anche la consapevolezza dell’esistenza dell’intelligenza spirituale, trasformando per sempre il vivere dell’intera umanità. | |||
DIFENDERE IL NOSTRO CERVELLO | Immaginiamo un mondo in cui il nostro cervello può essere interrogato per conoscere le nostre convinzioni politiche, i pensieri diventano la prova di un delitto e le nostre stesse emozioni vengono usate contro di noi. Quel mondo, in parte, è già reale. Nita Farahany esplora come le neurotecnologie utilizzate dalla medicina, dalle multinazionali e dai governi stiano ormai valicando l’ultima frontiera della privacy: la nostra mente. Oggi il mercato dei dispositivi neurali indossabili è in rapidissima crescita: dagli smartwatch alle fasce elettroniche, che inibiscono colpi di sonno ai camionisti oppure cancellano traumi o dipendenze. Ma, al di là degli indubbi benefici, queste tecnologie utilizzate senza tutele ci minacciano seriamente, come testimoniano i rilevatori di produttività da indossare sul posto di lavoro e i dispositivi del neuromarketing oppure quelli per monitorare l’attenzione degli studenti in classe o l’insorgere di pensieri cospirativi. L’autrice propugna l’introduzione a livello globale di un nuovo diritto umano: quello alla libertà cognitiva, che finora non è garantito da nessuna costituzione. Un libro chiaro e accessibile per comprendere le implicazioni legali ed etiche legate a una tecnologia che rischia di controllare ogni nostra interazione, ridefinendo la nostra stessa idea di umanità. | |||
LA PACE E’ L’UNICA STRADA | David Grossman, da sempre convinto sostenitore di una coesistenza tra Israele e Palestina, non si è mai sottratto dal commentare e analizzare la complessa relazione tra i due popoli. Questo libro raccoglie alcuni degli interventi più urgenti e militanti, in cui Grossman analizza la parabola politica di Israele, guardando con occhio critico alle azioni del governo e della classe dirigente del suo Paese: un Paese che gli appare oggi più vulnerabile che mai, per colpa delle correnti estremiste e della decadenza di quei valori democratici che lo rendevano uno stato davvero ebraico. Grossman riflette sulle dinamiche che alimentano il circolo vizioso della violenza, fino ai tragici eventi del 7 ottobre 2023, nuova miccia di un conflitto mai sopito e che sembra destinato a non avere fine. Ma continua anche a professare la sua speranza per un futuro di pace, in cui tutti possano sentirsi protetti e rappresentati equamente, “e coltivare la storia e le tradizioni della propria comunità senza cancellare quelle degli altri”. | |||
L’ORIZZONTE DELLA NOTTE | «Non so dire se avessi deciso già quella mattina, al momento di andare in tribunale, che sarei rimasto in aula ad aspettare la sentenza. Forse sì o forse no. Mi sedetti sulla sedia del pubblico ministero, su quella di un giudice popolare, su quella del presidente, poi entrai nella gabbia degli imputati. Per vedere il mondo attraverso le sbarre». Una donna ha ucciso a colpi di pistola l’ex compagno della sorella. Legittima difesa o omicidio premeditato? La Corte è riunita in Camera di Consiglio. In attesa della sentenza l’avvocato Guerrieri ripercorre le dolorose vicende personali che lo hanno investito nell’ultimo anno. E si interroga sul tempo trascorso, sul senso della sua professione, sull’idea stessa di giustizia. Il ritorno di Guido Guerrieri in un romanzo poderoso e commovente. Un’avventura processuale enigmatica, dal ritmo impareggiabile, che si intreccia a un’affilata meditazione sulla perdita e sul rimpianto, sulle inattese sincronie della vita e sulla ricerca della felicità. | |||
SEPOLCRO IN AGGUATO | L’ormai famosa agenzia Strike ed Ellacott ha risolto molti casi inestricabili. Quello che rimane non risolto è il rapporto trai due soci, segnato da un’amicizia profonda e inquieta, tra slanci imprevedibili e sotterranee gelosie. Quando l’anziano Sir Colin Edensor chiede il loro aiuto per tirar fuori il figlio Will da una setta che lo ha plagiato, i due accettano senza esitare. In nome della lotta per un mondo migliore, la Universal Humanitarian Church allontana i suoi membri dai loro affetti e li induce a elargire enormi donazioni, diventando sempre più potente. Peccato che dietro a un leader dal carisma innegabile ci sia un passato sordido e ben più di una morte sospetta. Entrare sotto copertura nella sede principale, una fattoria sperduta nel cuore del Norfolk, sembra l’unica soluzione, e Robin è pronta a farlo. Ma intelligenza e preparazione potrebbero non bastarle: addentrarsi nel lato oscuro dell’UHC si rivelerà molto rischioso, tra vendette soprannaturali, ricatti ed ex adepti terrorizzati. Uniti come non mai, Robin e Strike dovranno mettere in campo non solo le loro capacità professionali, ma anche le risorse più personali e i ricordi più intimi, in una delle sfide più difficili e coinvolgenti in assoluto. | |||
GLI OCCHI DI MONNA LISA | Lisa ha dieci anni e vive a Parigi con i genitori quando un giorno, all’improvviso, i suoi occhi smettono di vedere. I primi accertamenti al pronto soccorso non rilevano nulla di anomalo e dopo qualche ora di angoscia la vista sembra tornata. L’oculista è convinto che la bambina necessiti di un consulto psichiatrico, ma il nonno di Lisa, Henry, un vecchio burbero e determinato, è di tutt’altro avviso: se la bambina rischia di perdere la vista, l’unica vera urgenza è mostrarle tutto ciò che di più bello l’uomo ha creato. E così, ogni mercoledì, subito dopo la scuola, fingendo con i genitori di portarla dallo psichiatra, il nonno accompagna la nipote a visitare alcuni tra i più importanti musei del mondo: il Louvre, il Museo d’Orsay, il Beaubourg sono scrigni di meraviglie che si schiudono davanti allo sguardo di Lisa e della sua specialissima guida. Osservando incantati le cinquantadue opere che scandiscono il romanzo, scoprendo la cifra stilistica di un artista, commovendosi davanti all’ineffabile spettacolo di un Leonardo o di un Degas, di un Botticelli o di un’installazione di Marina Abramovic, nonno e nipote compiono un viaggio nel mistero della bellezza, nell’enigmatica capacità dell’arte di mettere a nudo l’animo umano, che cambierà la vita di entrambi. E insieme anche la nostra. | |||
GRADO IN FIAMME | È fine settembre e i turisti hanno lasciato Grado, quando la cittadina inizia a prendere fuoco. Cabine in spiaggia, una barca, un moderno complesso residenziale e un parcheggio multipiano. I vigili del fuoco lavorano senza sosta, la polizia dà invano la caccia al misterioso piromane, mentre un’ombra silenziosa agisce nella notte come stregata dallo spettacolo delle fiamme. Per la commissaria Maddalena Degrassi è ora di tornare al lavoro e risolvere il caso. | |||
MIA CARA MISS HUNTER | “Tra tre mesi sarò morto. Vieni a raccontare la mia storia.” Così scrive Sebastian Trapp, solitario e famosissimo autore di romanzi gialli, a Nicky Hunter, critica letteraria con la quale ha da tempo un’intensa corrispondenza epistolare. Affetto da una grave malattia che gli lascia pochi mesi di vita, Trapp invita Nicky nella sua magnifica villa di San Francisco per aiutarlo a scrivere la sua autobiografia. Qui la ragazza fa la conoscenza di Diana, l’enigmatica seconda moglie di Trapp; di Freddy, il nipote ribelle; e di Madeleine, la figlia protettiva e premurosa. Col passare dei giorni, però, quello che sembra un normale lavoro di scrittura si trasforma in un’irresistibile “febbre da detective”, che vede Nicky coinvolta nella ricerca di verità sepolte nel passato del misterioso scrittore. Vent’anni prima, infatti, la notte di Capodanno del 1999, la prima moglie di Sebastian e il loro figlio adolescente scomparvero improvvisamente nel nulla in due punti diversi della città, gettando un alone di sospetto su di lui. Inoltre, la decisione di uscire dall’isolamento due decenni dopo e di permettere a una sconosciuta di scavare nel suo passato contribuisce ad alimentare i dubbi sulla sua estraneità ai fatti. Mentre tenta di unire i pezzi della vita di Trapp, Nicky è sempre più ossessionata dall’urgenza di far luce su quella famigerata notte, e anche Madeleine inizia a interrogarsi sulla sincerità del padre. Quando un cadavere emerge nello stagno di carpe koi nel giardino della villa e Madeleine comincia a ricevere messaggi enigmatici, entrambe le donne si rendono conto che il passato, apparentemente sepolto, sta solo aspettando il momento giusto per tornare a galla e rivelare i suoi terribili segreti. | |||
AVEVO UN FUOCO DENTRO | Questo memoir, scritto nella lingua ispirata e inconfondibile di Tea Ranno, si apre con un risveglio in ospedale: Tea ha quarantacinque anni ed è appena stata operata d’urgenza per un’infezione che, partita dall’utero, è arrivata a infuocarle l’intestino, il fegato, i polmoni. Soffre di endometriosi da quando è giovanissima. Ma questa volta ne è quasi morta. L’endometriosi è una malattia cronica che colpisce molte donne. Le cause non sono ancora del tutto chiare, la diagnosi spesso è complessa e non esiste una cura definitiva. Provoca, tra le altre cose, cicli mestruali molto abbondanti e dolorosi, un dolore che – racconta Tea – “certe volte è come un cane che mozzica, certe altre è come un fuoco che brucia”. Ma “Se hai male in quei giorni che c’è di strano?”, “Sei femmina, ti devi abituare”, “Hai la soglia del dolore troppo bassa”, “È un problema psicologico!” sono le frasi che si sentono rivolgere da generazioni le donne che ne soffrono. Questo modo sistematico di screditare il dolore femminile contribuisce a far sì che l’endometriosi ancora oggi venga spesso diagnosticata con grande ritardo. La vita di Tea Ranno e il suo percorso letterario sono un tutt’uno con la storia della sua malattia, e quella storia comincia in Sicilia, negli anni Settanta, quando lei è un’adolescente: in casa si parla poco di corpo, il pudore impedisce di affrontare i disturbi che riguardano la sfera intima, si tende a nascondere, a tacere. Ma ciò che la bocca non può dire, finisce sui diari, e le parole diventano per Tea uno spazio di gioia e libertà. Da lei, però, ci si aspetta altro – che studi legge, che si faccia una posizione -, perciò anche la scrittura si trasforma in un segreto, un fuoco da tenere a bada, e Tea proverà a spegnerlo con tutta se stessa. Fortunatamente, non ci riuscirà mai. Dopo aver generato infiniti sorrisi e lacrime con le sue storie di donne forti e coraggiose, Tea Ranno si mette in gioco in prima persona e affronta la propria, la più dolorosa e difficile da raccontare. Lo fa perché questa storia – fatta di rabbia e impotenza, di diagnosi e cure sbagliate, della faticosa ricerca di un figlio, ma anche di amicizie e incontri salvifici – non è solo sua. Riguarda tantissime donne, ed è per dar voce a tutte loro, per aggiungere anzi la sua voce a quella di chi già sta lottando perché questa malattia non rimanga invisibile, e per ricordarci che le nostre passioni più profonde possono sempre aiutarci a uscire dall’abisso, che questo libro esiste. | |||
CHI DICE E CHI TACE | Un golfo dalla linea morbida, una lunga spiaggia di sabbia che corre parallela alla via Appia tra due colline, il Monte d’Oro e il Monte d’Argento. Un lungomare pieno di oleandri scandito da stabilimenti colorati e a volte sbiaditi, ognuno diverso dall’altro: la Tintarella, il Lido Delfini, il Lido del Pino, il Lido Maria, e molti altri. E poi la pizzeria Lu Rusticone, il bar Luccioletta, due chiese, una sola vera piazza. Poco più a sud scorre il fiume Garigliano e inizia la Campania. Subito a nord ci sono Formia, Gaeta, Sperlonga; in meno di due ore si arriva a Napoli e a Roma. Scauri, nel Lazio, sul Tirreno, seimila residenti nei mesi invernali e centomila nei mesi estivi. Un paese né bello né brutto, ma con una sua grazia scomposta. Qui ha scelto di vivere Vittoria, che è morta nella sua vasca da bagno. È stato uno stupido incidente. L’avvocato Lea Russo, un marito e due figlie, è sempre stata affascinata da Vittoria. Una donna distante ma curiosa, accogliente ed evasiva; nel parlare ha un fatalismo che lascia sgomenti. Era arrivata a Scauri con la sua risata che cominciava bassa e finiva acuta, aveva comprato una casa nella quale tutti potevano entrare e uscire, non aveva mai litigato con nessuno, non aveva mai cambiato taglio di capelli. Viveva con Mara, forse l’aveva adottata, forse l’aveva rapita, si dicevano tante cose. Ora Vittoria è morta per uno stupido incidente in una vasca da bagno, e Lea Russo non ne è convinta. Lea non vuole più accontentarsi di ciò che ha avuto sempre davanti agli occhi. Vuole capire come è morta Vittoria, e chi era davvero. Il primo romanzo per Sellerio di Chiara Valerio segna una traiettoria narrativa inedita. Storia nera di personaggi, indagine su una provincia insolita, ritratto di donne in costante mutazione. Niente è fermo, in “Chi dice e chi tace”, le emozioni, gli amori, le verità e gli enigmi, i silenzi del presente e il frastuono della memoria: tutto si muove, tutto si trasforma, tutto può sempre cambiare. | |||
CONFESSIONI DI UN’AMICA | Cosa significa essere una buona amica? Non dire mai no agli inviti, accogliere le richieste d’aiuto, anche quando non hai il tempo per pensare a te stessa, ascoltare chi ha bisogno di sfogarsi, anche quando l’argomento ti ferisce. O almeno così crede Elizabeth Day che, a quasi quarant’anni, ha diversi libri di successo alle spalle, una carriera da giornalista ben avviata, un matrimonio, un divorzio. E, naturalmente, tonnellate di amici: una vera friendaholic. Poi arriva la pandemia e, con quella, giornate all’improvviso vuote di impegni e cariche di silenzi e assenze. Momenti in cui Elizabeth scopre di non aver più voglia di parlare con tutti quegli amici, ma solo con quelle poche persone che, a rifletterci ora, l’hanno sempre fatta sentire compresa, amata, vista. Elizabeth è di nuovo costretta a chiedersi: cosa significa, realmente, amicizia? Come può essere una buona amica? Comincia così un viaggio alla ricerca di storie e significati, realtà e falsi miti, testimonianze e parole capaci di spiegare quel legame che chiamiamo «amicizia». Il lessico che la definisce, infatti, tutto teso a raccontare la relazione «regina» del nostro tempo, quella amorosa, è totalmente inadatto a esprimere il nucleo pulsante di energia, affetto, attenzioni, pensieri e cura che unisce fra loro due amiche o amici. Ed è soltanto alla fine di una ricognizione tra aule universitarie e idromassaggi di Las Vegas, hall di grandi alberghi e freddi corridoi d’ospedale, persone di ogni età e cultura, che Elizabeth confesserà a sé stessa una verità ora lampante: amicizia non è stare al centro di una rete affollata di relazioni, ma scegliere coloro che ascoltano, guariscono, aiutano. Amicizia non è avere tutte le risposte, ma qualcuno a cui porre le domande. | |||
LA NOVELLA DEGLI SCACCHI | Stefan Zweig scrisse “Novella degli scacchi” nel 1941, pochi mesi prima di suicidarsi, insieme con la seconda moglie, nella città brasiliana di Petropolis, il 22 febbraio 1942. La notizia della sua morte fu soffocata da quelle provenienti dai fronti di guerra e così anche la sua ultima, disperata protesta, non fu che un flebile grido, quasi inudibile nel frastuono di quegli anni. Nella “Novella degli scacchi” lo stato d’animo di abbandono, di infinita stanchezza, di rinuncia alla lotta, è prefigurato nella sconfitta di colui che rappresenta la sensibilità, l’intelligenza, la cultura per opera di un semianalfabeta, ottuso uomo-robot. E, a rendere ancora più crudele la disfatta dello spirito, Zweig scelse come terreno dello scontro una scacchiera. Prefazione di Daniele Del Giudice. | |||
TUTTI A NANNA | Un libro gioco con grandi alette di cartone da aprire per scoprire i cuccioli degli animali più amati che chiudono gli occhi e fanno la nanna vicino alla mamma. Un gioco che stimola la curiosità e nello stesso tempo il sonno, grazie alla ripetizione e alla scoperta che… i cuccioli si sono addormentati… “Sssh, fai la nanna anche tu…” Età di lettura: da 3 anni. | |||
IL CANTO DEL MARE | Nel villaggio dietro la Collina Secca, dentro la Casa Strana, vive da sempre la vecchia Nonnamà, che mentre sbuccia frutta e verdure tiene i bambini di tutti, e racconta loro le storie più belle, quelle che sono anche un po’ vere ma non si sa mai fino a quanto. E così Nonnamà racconta la storia di Gnazio, che tanto tanto tempo fa viveva in quel villaggio e amava la terra e le piante, ma che poi era dovuto partire oltre il mare, ed era stato via così tanto che quando era tornato era forse troppo vecchio per avere una moglie, ma poi ne aveva trovata una, Maruzza. Maruzza bella, bellissima, che ama Gnazio e ama anche il mare, e ha quella strana attrazione per l’acqua. Chi è quella signora?, chiedono i bambini a Nonnamà, ma lei non risponde, e con un sorriso continua a spuntare i fagiolini. Maurizio de Giovanni, come una versione musicale al piano reinterpretata, rinarra Maruzza Musumeci di Andrea Camilleri, e rende omaggio al più grande narratore italiano in un’edizione impreziosita dai disegni di Mariolina Camilleri. La rilettura di una storia straordinaria: una favola in cui si intrecciano mito, storia e molto altro. Un libro che è stato definito il più poetico romanzo di Camilleri, dolce e imprevedibile come l’acqua del mare. Età di lettura: da 11 anni. | |||
I PICCIONI DETECTIVE SNIDANO I CATTIVI | I piccioni detective hanno un’unica grande missione: snidare I cattivi e proteggere la città. Un avvoltoio vorace a piede libero, una bambina scatenata in giro sola per la città, una famiglia scomparsa nel nulla. I piccioni detective devono intervenire e in fretta! Età di lettura: da 8 anni. | |||
ERO ROCCIA ORA SONO MONTAGNA | Nata a Teheran il 21 marzo 1982, primo giorno di primavera, Nasim è cresciuta sotto l’oppressione del governo iraniano nello stesso modo in cui un fiore sboccia nel deserto. D’altra parte il suo nome significa «brezza», e della brezza lei condivide lo spirito indomito e libero. Ero roccia, ora sono montagna è il racconto della sua vita, da bambina ribelle con la passione per le arti marziali e il desiderio di diventare un ragazzo, a giovane donna innamorata della natura e alla costante ricerca della propria identità. Nasim ricorda gli anni dell’infanzia, le prime arrampicate, i divieti e le ritorsioni subite da parte della polizia morale, ma soprattutto ripercorre le molte nuove vie che ha aperto sulle montagne di Iran, Armenia, Georgia, India ed Europa. Dopo le rivolte del 2022 e la stretta del regime, ha deciso di esporsi in prima persona dando voce, attraverso i suoi social network, a tutte le donne vittime di soprusi. Per farlo ha dovuto sacrificare tutto ciò che aveva costruito nella sua terra, ma la forza di credere in sé stessa e nelle proprie possibilità non l’ha mai abbandonata: denunciando gli orrori e le violenze della repubblica islamica, Nasim ha fatto della propria storia un modello di libertà in Iran e nel mondo. | |||
STORIA DELLA MUSICA CLASSICA | Anche quando non ne sappiamo nulla, la musica classica ci colpisce perché ci mette in contatto con la bellezza e lo struggimento, con la gioia e la melanconia, con lo stupore e con la potenza delle nostre emozioni. Ma conoscerne la storia, il contesto, le radici arricchisce la nostra fruizione di altre dimensioni, rendendola più articolata e consapevole, più ricca, più intensa, più profonda. Sapere come nasce e come evolve una forma musicale, capire perché una partitura segue la grammatica di un’epoca o come la sovverte, distinguere una tecnica dall’altra, uno stile dall’altro, un linguaggio da un altro linguaggio, ci consente di mettere in relazione un compositore e le sue opere con lo spirito del suo tempo, con gli echi del passato, con gli stimoli che provengono dal futuro. Dal canto gregoriano alla musica elettronica, da Monteverdi a Philip Glass, passando da Bach e Beethoven, Mozart e Schubert, Verdi, Wagner, Stravinskij, Nicola Campogrande traccia una parabola che dall’Alto Medioevo conduce ai nostri giorni, offrendoci una chiave di lettura non specialistica, nutrita di presente, viva. E poiché la musica non è niente senza la possibilità di farne esperienza, compone, grazie a semplici qr code che affiancano i brani di cui parla, uno straordinario mosaico di ascolti, che non si limita ad accompagnare la lettura ma ne è il vero, glorioso protagonista. | |||
KAIJU NO.8 N°10 | In Giappone il tasso di comparsa di kaiju è tra i più alti al mondo, tanto che enormi creature portatrici di distruzione lo invadono quasi quotidianamente. Kafka Hibino, che ora lavora per un’impresa specializzata nello smaltimento delle carcasse dei kaiju, un tempo aspirava a diventare un membro delle Forze di Difesa, le unità speciali incaricate di sopprimere i mostri e difendere il Paese. Un giorno, però, un misterioso organismo si introduce nel corpo di Kafka, trasformandolo in quello che le Forze di Difesa battezzeranno col nome in codice di “Kaiju No.8″… Ha inizio la saga dell’uomo che divenne un kaiju! | |||
L’UNO | Come tutto, anche questo libro sarà fatto di atomi, e gli atomi sono fatti di elettroni e nucleo, e il nucleo è composto di protoni e neutroni, i quali sono a loro volta composti di quark. Ogni cosa può essere scomposta in cose più piccole, la cui somma dovrebbe ricomporre l’oggetto di partenza. Ma è davvero così? Atomi, protoni e quark sono oggetti descritti dalla meccanica quantistica, disciplina che afferma che non si può scomporre un oggetto senza perdere qualche informazione fondamentale: la somma delle parti non dà il tutto. Se prendiamo sul serio la fisica quantistica non possiamo ridurre la realtà per capirla; la descrizione fondamentale dell’universo non può che essere l’universo stesso nel suo complesso. L’Uno, indivisibile. L’Uno è il racconto di una profonda crisi della fisica e del concetto quasi dimenticato che ha la capacità potenziale di risolverla. Si tratta di un’idea vecchia di 3000 anni: Tutto è Uno. Nel corso della storia è stata sostenuta da pensatori eccezionali, ma anche fieramente avversata, considerata irrazionale e perfino eretica. Oggi, però, proprio questo monismo radicale, secondo Heinrich Päs, può salvare la fisica dalla crisi che l’ha colta e dalla quale non riesce a uscire. Nella concezione monista la materia, lo spazio, il tempo e la mente sono soltanto artefatti della nostra prospettiva sull’universo. Nel mondo esiste solo una sostanza e tutte le sue singole manifestazioni sono solo un’illusione. In questo libro Heinrich Päs racconta come questo concetto si è evoluto e come ha plasmato il corso della storia, dall’antichità fino alla fisica moderna, non solo ispirando l’arte di Botticelli, Mozart e Goethe, ma anche entrando nel cuore della scienza, da Newton e Faraday a Einstein. In parte fisica, in parte filosofia e storia delle idee, “L’Uno” è un libro che affascina per la sua visione rivoluzionaria del mondo, portando il lettore con maestria da Eraclito a Platone, da Galileo a Spinoza, fino ai giganti della fisica quantistica contemporanea. | |||
CONTRO ANTIGONE | «Vittima com’è di una disperata follia di annientamento e di distruzione, Antigone non ama nessuno, così come non ama sé stessa: il suo solo e vero amore è la morte». In una rilettura controcorrente della più celebre figura tragica della classicità, Eva Cantarella smonta pezzo per pezzo le basi su cui si fonda il mito di Antigone. Per la sua determinazione a dare sepoltura al fratello Polinice, violando la legge cittadina per obbedire a una legge non scritta, Antigone ha rappresentato nei secoli il modello insuperato di chi si oppone a un regime tirannico, di chi reagisce di fronte ai diritti calpestati e negati, di ogni donna in lotta contro il potere maschile. Ma questa figura che sembra racchiudere in sé ogni virtù non corrisponde al personaggio cui Sofocle ha dedicato l’omonima tragedia oltre 2500 anni fa. Ed è esplorando la distanza tra mito e personaggio che Eva Cantarella mette in luce lati sorprendentemente negativi dell’eroina da tutti osannata e arriva a contestare il ruolo di despota attribuito a Creonte, protagonista di una drammatica vicenda umana e politica che lo rende una figura non meno interessante e non meno tragica. Proprio come in un’orazione, portando prove a sostegno della propria tesi e confutando gli argomenti di potenziali avversari, la più grande studiosa italiana di diritto greco traccia un profilo di Antigone spiazzante e inevitabilmente divisivo. | |||
LA MERAVIGLIA DEL TUTTO | “Questo è probabilmente l’ultimo libro che scrivo. Non pensavo di farlo, ma poi ho riflettuto che forse ne valeva la pena. Adesso vorrei dire anch’io quello che penso, le domande che mi pongo, le cose che ho compreso… È un libro che forse voglio scrivere anche per me stesso, oltre che per i lettori.” Da tempo Piero Angela lavorava a queste pagine, frutto di un confronto – durato decenni – con il suo storico collaboratore Massimo Polidoro. Una conversazione, è il caso di dirlo, sui massimi sistemi: l’universo, la natura, l’uomo. Si parla di scienza insomma, che lo appassionava e che era tanto bravo a divulgare. “Pensa come uno scienziato”, oltre a essere sempre stato il suo consiglio ai giovani, è anche la chiave di lettura e di comprensione del presente che viene loro offerta da questo libro. Ogni cosa della vita, ogni argomento può, anzi deve essere affrontato con la razionalità tipica del metodo scientifico. Ma allo stesso tempo non bisogna mai perdere la curiosità, l’umiltà e il senso di meraviglia. Solo così si capisce, e si cresce. “La meraviglia del tutto” è una lezione di vita che accompagna il lettore in un viaggio alle origini dell’uomo, questo “pezzetto di universo che ha acquisito la capacità di voltarsi indietro e di ricostruire la propria storia straordinaria”. Ogni capitolo apre una porta che dà su porte successive, e la grande capacità narrativa di Angela cattura la curiosità del lettore e lo trascina nell’affascinante avventura della conoscenza. Questo libro non sarebbe stato possibile senza Massimo Polidoro, l’allievo che nel corso di trent’anni ha “interrogato” il maestro stimolandolo con le sue domande. Che sono poi le stesse che tutti noi ci facciamo. E a cui Piero Angela risponde con la chiarezza e l’onestà intellettuale che abbiamo sempre ammirato. | |||
LA MIA INGEBORG | Tollak è un uomo pieno di contraddizioni: testardo e sensibile, rude e orgoglioso. Un uomo impossibile, a detta di molti. Ormai vecchio e solo, barricato nella sua fattoria, non fa che imprecare contro il mondo che da tempo, per lui, ha smesso di avere senso. L’unica persona che lo teneva attaccato alla vita era lei: sua moglie Ingeborg, amatissima, scomparsa da qualche anno. “Tollak di Ingeborg”, lo chiamava la gente del paese. I suoi due figli, ora adulti, hanno abbandonato la valle, teatro di un’infanzia difficile; oggi vivono in città e passano a trovarlo di rado. Soltanto Oddo è rimasto con lui: “Oddoloscemo”, per i vicini, lo zimbello di tutti, un ragazzo problematico di cui si prende cura da quando, ancora bambino, è stato abbandonato dalla madre. La vita di Tollak, soprattutto negli ultimi anni, è stata avvolta nel silenzio: troppo difficile dare voce alla rabbia che gli brucia dentro. Ma ora è giunto il momento di parlare, di raccontare finalmente la sua verità. Così, l’uomo insiste affinché sua figlia e suo figlio tornino a casa ancora una volta, forse l’ultima. Prima che sia troppo tardi ha bisogno di condividere il suo segreto. O meglio, i suoi segreti: le verità che Tollak ha sempre tenuto per sé sono molte, e sono una più sconvolgente dell’altra. | |||
VIRDIMURA | Nata in un giorno di pioggia e di presagi, Virdimura porta il nome del muschio che affiora tenace dalle mura di Catania e della sua nascita non sa quasi nulla. A crescerla è suo padre, il maestro Urìa, medico ed ebreo, «?il più alto dei giudei, il più forte, il più santo?». Un uomo che conosce i segreti delle spezie e i progressi delle scienze, che parla molte lingue, che sa che da tutto bisogna imparare: dalla natura, dalla strada, dalla poesia. A Virdimura insegna a guarire sia i corpi sia le anime, senza distinguere tra musulmani, cristiani o ebrei. E soprattutto le trasmette il segreto più importante: «?La medicina non esige bravura. Solo coraggio?». Queste parole Virdimura ripete, ormai anziana, alla Commissione di giudici riunita per decidere se concederle, prima donna della storia, la «?licenza per curare?». E davanti a loro Virdimura ripercorre, in un racconto vividissimo, tutta la sua vita: la lotta di suo padre contro l’epidemia di tifo che infesta la città, la solitudine dopo la sua scomparsa, gli studi instancabili sui libri che le ha lasciato, le donne visitate in segreto e operate di notte, le accuse di stregoneria da cui deve difendersi, e soprattutto il legame con Pasquale, l’amico d’infanzia che torna al suo fianco dopo un lungo apprendistato in Oriente, anche lui medico, per restarle accanto sempre, alleato fedele contro tutti gli attacchi della sorte. Sullo sfondo di una Catania fiammeggiante di vita, commerci, religioni, dove i destini si incrociano all’ombra dell’Etna ribollente, Simona Lo Iacono ci regala il grandioso ritratto di una protagonista indimenticabile, fiera e coraggiosa, che combatte le superstizioni e le leggi degli uomini per affermare il diritto di tutti a essere curati e delle donne a essere libere. | |||
LA CASA DI MIO PADRE | Roma, settembre 1943. L’occupazione nazista ha messo in ginocchio la città, il cibo scarseggia e la popolazione vive nel terrore: chiunque può fare una brutta fine anche solo per una parola di troppo. Paul Hauptmann, comandante della Gestapo, governa con il pugno di ferro e con feroce efficienza, deciso a mantenere il controllo, costi quello che costi. D’altronde l’esito della guerra è tutt’altro che certo. In questo clima, dopo aver visto di persona gli orrori dei campi di detenzione nazisti, un audace prete irlandese, che vive e lavora nello stato neutrale del Vaticano, decide di opporsi come può ai soprusi delle forze tedesche. Affiancato da un eterogeneo quanto agguerrito gruppo di complici, tra cui figurano una giovane contessa, un edicolante romano e la moglie di un diplomatico, si attiva per dare rifugio a ebrei, soldati alleati e a chiunque altro ne abbia bisogno. Un palazzo abbandonato in Vaticano diventa il luogo di ritrovo del gruppo, che sotto le mentite spoglie di un coro musicale, durante le prove mette invece a punto le missioni nei minimi dettagli, fino a quella più importante e pericolosa pianificata per la sera della vigilia di Natale. La casa di mio padre è ispirato a una storia vera: la straordinaria impresa di monsignor Hugh O’Flaherty, che ha rischiato in prima persona per opporsi agli occupanti nazisti. E che ha dovuto scegliere ogni giorno tra obbedire ai suoi voti o alla sua coscienza. | |||
IL DOLORE NON ESISTE | “Mio padre si chiama Achille e non mi parla”: questa storia comincia così, con un dialogo interrotto tra un padre e una figlia. Achille è stato un padre carismatico, con cui Ilaria da ragazza ha condiviso passioni, idee sulla vita e sul mondo, ma anche liti feroci e grandi silenzi. Fino a quando, senza un motivo scatenante o una colpa evidente, il silenzio ha inghiottito tutto. Achille ha smesso di cercarla, di rispondere alle sue telefonate e alle sue lettere. Forse, ha deciso di smettere di esserle padre. Ma Ilaria non vuole smettere di essere figlia, ha bisogno di una spiegazione, di capire dove si è aperta la prima crepa. Perciò, con l’aiuto, reticente, del resto della famiglia, prova a ripercorrere la loro storia e la vita del padre, a ricostruirne per frammenti l’identità. È il suo modo per continuare a parlargli, a frequentarlo, ma anche un rituale per allenarsi alla perdita: di un padre, della giovinezza, del passato e di un figlio adolescente che sta crescendo in fretta e che giorno dopo giorno le tiene sempre meno la mano e crede sempre meno alle sue invenzioni e alle sue parole. Contemporaneamente, quasi per caso, durante la pandemia Ilaria comincia a praticare la boxe. E un giorno, non certo per caso, si ricorda che anche il padre tirava di boxe, anzi era piuttosto bravo. Tanti anni prima le ha persino regalato un paio di guantoni. Non può che essere un segno: forse il padre la sta allenando in assenza per renderla più forte? Così, un po’ credendoci davvero, un po’ perché è una scrittrice e l’occasione narrativa è irresistibile, lo invita a una sfida sul ring. Gli fa sapere giorno e luogo del match e, anche se lui non risponde, una parte di lei spera e crede che si presenterà lo stesso. E mentre si esercita a dare e ricevere pugni fantasma e consulta allenatori di ogni tipo – ma anche scrittori, scienziati, registi, antenate, sciamane e qualche animale -, raccoglie le forze per salire sul ring e le parole per scrivere pagine emozionanti, comiche e piene di vita. Romanzo autobiografico, indagine filosofica e intima sulla famiglia, l’amore e la nostalgia, “Il dolore non esiste” è un mantra luminoso per provare a celebrare tutto, anche quello che fa male. | |||
CANI DI PAGLIA NELL’UNIVERSO | Sixiang ha dieci anni, eppure sa bene quanto possa essere capricciosa – e letale – l’acqua. L’anno prima un tifone ha colpito il suo villaggio, nelle campagne cinesi, e lei, la mamma e la nonna si sono dovute rannicchiare in tinozze galleggianti, le pance sempre più vuote, schivando rami, detriti, mobili, cadaveri bluastri. Ora, pigiata in una stiva insieme a una donna che l’ha comprata per un sacchetto di riso, Sixiang non sa cosa aspettarsi dal futuro e dal luogo in cui approderà, Montagna d’Oro, dove l’attende una nuova famiglia, o almeno così dice la madam. Sopra, sotto e in tutte le direzioni, c’è solo acqua. Montagna d’Oro: la terra dell’abbondanza, della ricchezza. La terra in cui nessuno muore di fame. La terra che anni prima il padre di Sixiang ha sognato e raggiunto, senza riuscire più a tornare. L’unica cosa che la bambina possiede di lui è una foto, arrivata da oltreoceano proprio il giorno della sua nascita. La stessa foto, avvolta in un fazzoletto di seta, che adesso Sixiang spera la guidi nel viaggio alla ricerca di quel che resta della sua famiglia. Perché Sixiang sa che Montagna d’Oro è ben diversa da quello che tutti raccontano. È il luogo in cui scompare la gente. Il luogo delle persone dai mille colori e dalle strade di ferro, che i cinesi come suo padre stanno aiutando a costruire. Ma anche un luogo dove ai cinesi come suo padre i bianchi tagliano le trecce, e gliele avvolgono attorno al collo. Come un cappio. Dalle campagne dell’Asia alla San Francisco di metà Ottocento, “Cani di paglia nell’universo” è un racconto di immigrazione e identità; una pagina di storia negata che Ye Chun illumina con la grazia di una scrittura limpida, capace di insegnarci quanta tenacia e coraggio servono per sopravvivere in un mondo nuovo. | |||
TUTTI SU QUESTO TRENO SONO SOSPETTI | Ernest Cunningham è nei guai. Dopo essere diventato famoso per aver scritto un true crime sulla sua famiglia – una famiglia micidiale: hanno tutti ucciso qualcuno -, il suo agente letterario e il suo editore gli chiedono con insistenza un nuovo libro. Ma dove trovare l’ispirazione, senza che qualcuno ci rimetta la pelle? L’occasione si presenta sotto forma di un invito al Festival Australiano del Giallo. In omaggio ad Assassinio sull’Orient Express di Agatha Christie, gli organizzatori hanno deciso di riunire un gruppo di celebri giallisti a bordo del Ghan, il treno che attraversa l’Australia, da Darwin a Adelaide. Durante il viaggio, Ernie avrà modo di confrontarsi con i colleghi e forse, chissà, di mettersi finalmente al lavoro. Neanche il tempo di partire che ci scappa il morto. Per deformazione professionale, ciascuno dei giallisti inizia subito a elaborare teorie in base alla propria specializzazione: c’è chi procede per deduzione, chi veste i panni del medico legale e chi traccia il profilo psicologico del possibile assassino. A bordo sono tutti sospetti. Sulla carta sanno tutti come ragiona un detective e, prima ancora, come si commette un crimine, ma chi è passato dalla teoria alla pratica? Dopo “Tutti nella mia famiglia hanno ucciso qualcuno”, Benjamin Stevenson torna con un giallo brillante e ricco di humour, che corre davvero come un treno verso il più sorprendente dei finali. | |||
LA NINNANANNA DEGLI ALBERI | Dicembre 2018. Isabella non aveva più messo piede in quel luogo, in quel paese immerso nei boschi dell’Appennino tosco-emiliano, nella casa della zia dove andava appena iniziavano le vacanze. Doveandavano, lei e la gemella Valeria. Lì trascorrevano l’estate insieme ai ragazzi del posto facendo bagni nel torrente, chiacchierando in piazza, scambiandosi i primi baci per sentirsi adulti, esplorando una villa diroccata per vincere la noia. E tanto meglio se quella villa faceva paura perché di notte si vedevano delle luci, si sentivano dei rumori strani… Ma una sera di luglio di vent’anni prima Valeria non è tornata a casa della zia, Valeria è scomparsa, svanita nel nulla, lasciando solo domande senza risposta. Da vent’anni Isabella vive dimezzata; col tempo ha cercato di avere un’esistenza normale, ha un ex marito e una figlia, ha costruito dei muri per separarsi dai ricordi e dalle persone di allora e non li ha più oltrepassati. Fino alla morte di zia Adele, che le ha lasciato in eredità la casa e nella casa un indizio. Isabella sa che a questo punto non potrà fare altro che raccoglierlo, per lasciarsi travolgere dal passato e nel passato cercare quella verità che per vent’anni le era sfuggita. | |||
L’OSCURA MORTE DI ANDREA PALLADIO | Vicenza, 14 febbraio 1569. Leonida di Andrea della Gondola, un giovane intemperante e tormentato, partecipa alla festa di San Valentino presso il palazzo di Alessandro Camera e, tra melodiose danze e ricchi banchetti, seduce la moglie del padrone di casa. Tra i due uomini scoppia un litigio feroce durante il quale Alessandro Camera muore accoltellato. Ma quella che sembra l’ennesima sanguinosa lite della Vicenza rinascimentale si rivela un affare molto più grosso. Leonida infatti è il figlio di Andrea Palladio, il più celebre architetto della Serenissima. E proprio nel momento del suo massimo splendore artistico, per Andrea, padre e marito fedele, la sfida quotidiana diventa proteggere Leonida e il resto della famiglia, perché nella città delle faide, dell’Inquisizione e della peste che non lascia scampo, nessuno è al sicuro. Il leggendario architetto dovrà fare i conti con avvenimenti che lo segneranno nel profondo fino alla fine dei suoi giorni. In una girandola di colpi di scena, personaggi memorabili, amori, intrighi e vendette, Matteo Strukul si insinua con sapienza tra i chiaroscuri della Storia, gettando una nuova luce sull’enigmatica morte di Palladio e componendone un ritratto colmo di passione e umanità. | |||
SE I GATTI SCOMPARISSERO DAL MONDO | Di lavoro fa il postino, mette in comunicazione le persone consegnando ogni giorno decine di lettere, ma il protagonista della nostra storia non ha nessuno con cui comunicare. La sua unica compagnia è un gatto, Cavolo, con cui divide un piccolo appartamento. I giorni passano pigri e tutti uguali, fin quando quello che sembrava un fastidioso mal di testa si trasforma nell’annuncio di una malattia incurabile. Che fare nella settimana che gli resta da vivere? Riesce a stento a compilare la lista delle dieci cose da provare prima di morire… Non resta nulla da fare, se non disperarsi: ma ecco che ci mette lo zampino il Diavolo in persona. E come ogni diavolo che si rispetti, anche quello della nostra storia propone un patto, anzi un vero affare. Un giorno di più di vita in cambio di qualcosa. Solo che la cosa che il Diavolo sceglierà scomparirà dal mondo. Rinunciare ai telefonini, ai film, agli orologi? Ma certo, in fondo si può fare a meno di tutto, soprattutto per ventiquattr’ore in più di vita. Se non fosse che per ogni oggetto c’è un ricordo. E che ogni concessione al Diavolo implica un distacco doloroso e cambia il corso della vita del protagonista e dei suoi cari. Soprattutto quando il Diavolo chiederà di far scomparire dalla faccia della terra loro, i nostri amati gatti. Kawamura Genki ci costringe a pensare a quello che davvero è importante: alle persone che abbiamo accanto, a quello che lasceremo, al mondo che costruiamo intorno a noi. | |||
MIAOSTER CHEF | Ci siamo, lo spettacolo sta per avere inizio! Pronta ad applaudire, la folla accorre raggiante. Solo uno tra i concorrenti vincerà la corona di chef le ambite chiavi di un nuovissimo ristorante. Tra una forchettata di avventura, un mestolo di coraggio e un pizzico di tensione, chi riuscirà a vincere la gara e a essere nominato Miaoster Chef? E chi, invece, vedrà le proprie idee culinarie andare in fumo? Età di lettura: da 4 anni. | |||
LE PIU’ BELLE STORIE DI CAVALLI E PONY | Coraggiosi, timidi, selvaggi, affettuosi… i cavalli hanno caratteri diversi, ma sono sempre animali straordinari, e amici incredibili e fedeli. Proprio come i protagonisti di queste storie inedite e ricche di illustrazioni, che ti faranno commuovere ed emozionare. Età di lettura: da 3 anni. | |||
SARETTA | Saretta è la figlia quindicenne di una coppia di giovani scapestrati sempre nei guai con la legge. Come tutte le adolescenti sogna di diventare una famosa e ricca web star, ma consapevole delle difficoltà di realizzare i suoi desideri ripiega con l’essere cattiva, bullizzando le compagne di classe e rapinando le coetanee al terminal dei bus. A scuola va male e a causa dell’aggravarsi della situazione familiare è prossima a un trasferimento in comunità, ma l’interazione con una motivata professoressa di italiano le offre l’occasione per costruire una vita migliore all’interno della legalità. | |||
M’AMA NON M’AMO | Ti sembra che la vita degli altri sia perfetta, sempre migliore della tua? Ti innamori spesso della persona sbagliata? Hai paura di un tradimento? Se ogni giorno siamo alle prese con emozioni che fatichiamo a gestire oppure in situazioni potenzialmente conflittuali forse occorre riflettere e individuare se c’è a monte un tema che riguarda proprio noi, la nostra storia, e non i casi della vita. Irene Sanguineti spiega come imparare a osservare certe dinamiche ricordando che quello che siamo oggi è anche conseguenza del nostro passato. Le persone che si sono prese cura di noi da piccoli ci hanno trasmesso un «come si fa» nelle emozioni, nei rapporti e nella vita in generale e quei comportamenti tendono a ripetersi anche quando cresciamo e diventiamo adulti. Ma non dobbiamo vederla come una condanna: possiamo lavorare su noi stessi, cercando di comprenderci meglio, di dare un senso a ciò che proviamo e di imparare a gestirlo. E soprattutto possiamo imparare a volerci bene, a prenderci cura delle nostre fragilità, a metterci al primo posto: così potremo amare davvero gli altri senza ansia e sofferenza. Un libro che aiuta a capire meglio i meccanismi di certe relazioni, la paura del futuro, il senso sempre più diffuso di inadeguatezza, incoraggiando a riportare lo sguardo su noi stessi e le nostre emozioni. | |||
NE UCCIDE PIU’ LA GOLA CHE LA SCIARPA | “Ero al buio. C’era umidità. Silenzio. Poi, di colpo, qualcuno ha acceso la luce. Non so se dopo mi hanno lavato. Poi ho visto la mia mamma. Bella, bellissima. Era il 14 luglio 1940. Era il giorno della mia nascita.” Renato Pozzetto si racconta per la prima volta in un’originale autobiografia colma di ricordi, incontri decisivi, aneddoti esilaranti. A fare da sfondo, o forse sarebbe meglio dire da spalla, alle avventure rocambolesche di un ragazzo di campagna che nel dopoguerra torna in città c’è immancabilmente lei: la Milano dei locali off, del Bar Gattullo, del “Dogui” e dell’Ufficio Facce; delle osterie e dei circoli operai, dell’Oca d’Oro con gli anarchici ad affettar salame e le canzoni della mala; della galleria d’arte notturna La Muffola da cui sono passati Lucio Fontana e Piero Manzoni; del Cab 64 e del Derby dove con Enzo Jannacci, Giorgio Gaber, Bruno Lauzi e tanti altri ha trovato casa tutto quel fermento surreale e giocoso del teatro-canzone che avrebbe fatto scuola. La Milano in cui due amici d’infanzia cominciano a suonare la chitarra e a cantare le canzoni popolari, danno vita al duo comico “Cochi e Renato” e portano quel surrealismo e quella vitalità dai cabaret alla tv, diventando una coppia indimenticabile. Separata – mai del tutto – dal clamoroso esordio di Pozzetto in Per amare Ofelia, l’inizio di una lunga e fortunata carriera cinematografica che lo porterà negli anni Ottanta a scrivere pagine di storia della commedia all’italiana. “Ne uccide più la gola che la sciarpa” è tutto questo e molto altro ancora: la passione per le automobili, gli elicotteri, le corse di F1. Cibo e vino, il Po da percorrere e ripercorrere in barca, gli affetti famigliari, registi grandi e piccoli, partner memorabili dentro e fuori dal set. Un’avventura straordinaria, il racconto di una vita che l’è bela! | |||
LIBERA LA TUA MENTE CAMBIA LA TUA VITA | Tutti desideriamo raggiungere lo stato di “flusso”, in cui le nostre abilità, esperienza e mentalità si allineano e noi possiamo esprimere al massimo il nostro potenziale, senza impedimenti. George Mumford sostiene che chiunque può raggiungere tale stato, non solo le persone dotate di un talento eccezionale. Grazie alla pluridecennale esperienza come mental coach dei giocatori più forti della storia dell’NBA, ma anche di soggetti con un’estrazione e un background molto diversi tra loro, e alla sua personale storia di rinascita e successo dopo un passato di dipendenze e difficoltà, oggi Mumford può condividere con i lettori gli insegnamenti di una vita, guidandoci alla scoperta della nostra forza interiore e spiegandoci come incanalarla al meglio. «Mi hanno definito “l’uomo che sussurrava alle prestazioni”. Le blandisco, le attiro. “Sussurro” alla parte ostinata e oppositiva delle persone, quella che resiste al processo di crescita, che si rifiuta di rinunciare alle vecchie abitudini. Per sbloccare la grandezza, dobbiamo rompere il guscio e raggiungere ciò che contiene. Può essere un processo difficile e doloroso, che sfida la nostra mente quanto gli allenamenti sfidano il corpo e i limiti della resistenza. L’allenamento mentale che faccio con gli atleti, i detenuti, gli insegnanti, gli amministratori delle università, gli uomini d’affari e altri ci scuote allontanandoci da ciò che ci è familiare e ci mette in contatto con aspetti più profondi di noi stessi.» Sia i lettori alla ricerca di nuove strade per la crescita interiore, sia gli appassionati di basket che desiderano capire in che modo giocatori come Kobe Bryant abbiano raggiunto risultati così straordinari, in questo libro troveranno ciò che cercano. | |||
IMPARARE A VIVERE | È da un inciampo che il filosofo Maurizio Ferraris parte per ragionare attorno all’esistenza, alla stratificazione di esperienze e memorie che sono il modo in cui ciascuno di noi impara a vivere. Vivere, sopravvivere, previvere, convivere sono le stazioni attraverso cui questo libro ci fa passare per riflettere su un mélange di argomenti che ruotano attorno alla vita e a come si possa imparare a vivere. Se lo spunto è una battuta d’arresto accidentale, capillare, profonda e non casuale è la considerazione della propria intera esistenza, della piega che ha preso nel tempo. Nel momento in cui ci si ferma, la galassia di sentimenti e risentimenti che emergono è fatta dalla memoria delle cose vissute nel passato, nel proprio intimo, attraverso gli altri, intrecciata alle cose apprese anche attraverso la vita scritta, i libri, la letteratura. Da Montaigne a Heidegger, da Nietzsche a Derrida, da Proust a Yourcenar, da Fitzgerald a Hemingway: tutto questo e altro ancora è precipitato in questo libro unico, emozionante e ricco di riflessioni. | |||
QUANDO FUORI PIOVE | La pioggia è il più frequente, ma anche il più misterioso ed elusivo tra gli eventi meteorologici. Senz’altro uno di quelli che, sin da quando eravamo bambini, ci ha posto davanti a interrogativi incessanti: perché piove in un certo momento? Come mai le precipitazioni sono sempre diverse? A volte veniamo investiti da acquazzoni di breve durata, altre volte la pioggia è leggera e prosegue anche per ore e ore: come facciamo allora a dire che è piovuto poco o tanto? Come quantifichiamo la pioggia? In questa sua nuova avventura scientifica, Vincenzo Levizzani ci svela i segreti delle precipitazioni atmosferiche e ci racconta in che modo l’umanità, nel corso dei millenni, le ha vissute e affrontate. Capire il funzionamento delle precipitazioni non significa infatti solo riuscire a interpretare le previsioni del tempo, ma esplorare il meccanismo che sta alla base dell’esistenza di flora e fauna sul nostro pianeta. Saperne di più ci permette di preservare le dinamiche estremamente delicate che rendono possibile la vita sulla Terra. | |||
SULLA QUALITA’ | In “Lo Zen e l’arte della manutenzione della motocicletta”, il protagonista-narratore si chiedeva: «qual è la differenza fra chi viaggia in motocicletta sapendo come la moto funziona e chi non lo sa?». E varrà la pena ricordare la sua risposta: «Il Buddha, il Divino, dimora nel circuito di un calcolatore o negli ingranaggi del cambio di una moto con lo stesso agio che in cima a una montagna o nei petali di un fiore». A quel pensiero sarebbero seguite altre domande e altre risposte, che avrebbero trasformato quella grande avventura on the road in un libro-simbolo, un «itinerario della mente» in cui si sarebbe riconosciuto, e ancora oggi si riconosce, un numero altissimo di lettori. Questa antologia, che per la prima volta raduna lettere, conferenze, saggi, aforismi, appunti personali, coprendo un arco temporale di quasi cinquant’anni, illustra con chiarezza e incisività il tema centrale dell’opera di Pirsig e l’evoluzione del suo pensiero, dai sommessi esordi sino alla formulazione di una vera e propria Metafisica della Qualità. Ma che cos’è la Qualità? Ognuno di noi sa che esiste, e istintivamente sappiamo riconoscerla, eppure non riusciamo a definirla. Questo perché, secondo Pirsig, la Qualità non è una «cosa» ma un «evento». Per avvicinarsi a comprendere di quale evento si tratti, non resta che leggere questo piccolo libro – taccuino privato di una vita trascorsa in un’incessante riflessione filosofica. Una lettura obbligata per chi ama Pirsig e la perfetta introduzione per chi ancora non lo conosce. | |||
LA PRIGIONE | «Quanti mesi, quanti anni ci vogliono perché un bambino diventi un ragazzo, e un ragazzo un uomo?». Ad Alain Poitaud, direttore appena trentaduenne di un settimanale di enorme successo, bastano poche ore per smettere di essere l’uomo che è stato e «diventare un altro». Accade in una piovosa sera di ottobre, allorché, tornando a casa per cambiarsi in vista di una cena in compagnia della moglie Jacqueline e della piccola corte di cui è solito circondarsi, trova ad aspettarlo davanti al portone un ispettore della Polizia giudiziaria. Poco dopo, al Quai des Orfèvres, si sentirà dire che Jacqueline ha ucciso la sorella minore, Adrienne, con un colpo di pistola, chiudendosi poi in un mutismo assoluto. La stampa ci metterà poco a scoprire che con Adrienne, per parecchi anni, Alain è andato a letto regolarmente, e parlerà di «dramma della gelosia», ma lui – l’uomo cinico, superficiale, mondano, il donnaiolo incallito sempre pronto a fare dell’ironia – comincerà a chiedersi quale sia stato il vero motivo di quel gesto. E mentre la polizia conduce la sua indagine, si interrogherà su quella giovane donna accondiscendente e discreta (tanto che fin dall’inizio l’ha chiamata Micetta), che ha sposato quasi per gioco, che gli è sempre stata accanto senza chiedere niente – ma, soprattutto, in un crescendo di smarrimento e di angoscia, si interrogherà su se stesso. | |||
MORTE NEL CHIOSTRO | Ferrara, ottobre 1187. Mentre, davanti alla grande cattedrale, si celebrano le esequie di papa Urbano III, nel piccolo chiostro di San Lazzaro, un monastero femminile isolato tra le selve a margine dei sobborghi cittadini, viene trovata una monaca impiccata. Un suicidio, all’apparenza. Due consorelle della defunta, però, sospettano che dietro quel tragico evento si nasconda un intrigo ordito al di fuori del loro cenobio. La prima è Engilberta di Villers, sapiente badessa originaria dei boschi nordici del ducato di Brabante. La seconda è Beatrice de’ Marcheselli, giovane vedova entrata come novizia a San Lazzaro per trovar requie dal dolore per la scomparsa del marito. Nel corso di un’indagine che si consuma nell’arco di una sola giornata, tra gli inesorabili rintocchi delle campane, il presentarsi di enigmatici visitatori e le difficoltà di una vita comunitaria fatta di inganni, rivalità e menzogne, le due monache scopriranno un inaspettato legame tra il decesso della loro consorella e il furto di una preziosa reliquia, scomparsa dai forzieri del papa il giorno stesso della sua morte. Una reliquia che pare aver lasciato dietro di sé una scia di misteri e di delitti. | |||
IL COLLEZIONISTA | All’indomani del gala annuale della Venice Preservation Society, il restauratore e leggendaria spia Gabriel Allon entra nel suo caffè preferito sull’isola di Murano e trova ad attenderlo il generale Cesare Ferrari, a capo del Comando per la Tutela del Patrimonio Culturale. Ad Amalfi, nella villa di un magnate sudafricano recentemente assassinato, è stato scoperto un caveau segreto contenente una cornice e un telaio vuoti che corrispondono alle dimensioni del Concerto a tre di Johannes Vermeer, una delle tredici opere d’arte rubate nel 1990 all’Isabella Stewart Gardner Museum di Boston. E chi meglio di Allon sarebbe in grado di rintracciare il quadro prima che se ne perdano le tracce? Con l’aiuto di un’improbabile alleata, una hacker e ladra professionista danese, Allon scopre che il dipinto è al centro di un affare illecito da un miliardo di dollari che coinvolge un uomo chiamato il Collezionista, un dirigente petrolifero che ha stretti rapporti con i più alti livelli del potere russo. Non solo, il capolavoro scomparso è il perno di una cospirazione che potrebbe precipitare il mondo in un conflitto di proporzioni apocalittiche. Ma per sventare il complotto, Allon deve portare a termine a sua volta un audace furto, un furto che potrebbe costare milioni di vite. | |||
LA SPOSA GITANA | Quando rientra all’alba, esausta dopo notti di bevute e sesso occasionale, Elena Blanco ha un rito: esaminare le immagini di una fotocamera che ha piazzato davanti al portone del suo palazzo. Chi ha paura di vedere? O meglio, chi più di ogni altra persona al mondo vorrebbe vedere? C’è un caso irrisolto nel passato di questa eccezionale ispettrice di polizia. L’unico della sua carriera. È molto più di una delusione, è un profondo trauma che ha sconvolto la sua vita e che continua a perseguitare ogni secondo della sua esistenza. Per ora deve mettere da parte i suoi demoni perché la BAC, la brigata speciale che dirige a Madrid, è chiamata a indagare su un caso molto strano: l’omicidio di una ragazza gitana scomparsa la sera del suo addio al nubilato, e ritrovata due giorni dopo con ancora addosso il vestito della festa. La sua morte, di indicibile sadismo, è opera di una mente spaventosamente crudele. A complicare le cose c’è che il modus operandi è identico a quello di un delitto avvenuto sette anni prima, e la cui vittima era la sorella della ragazza, anche lei uccisa alla vigilia del proprio matrimonio. Tuttavia, il colpevole di quell’assassinio è già dietro le sbarre. Tra false piste e indizi indecifrabili, questo thriller di Carmen Mola ci trascina nei luoghi più ricchi di storia e di mistero della capitale spagnola. E porta nel panorama della letteratura nera una nuova enigmatica protagonista. | |||
IL SALICE DELLA FAMIGLIA BLUME | Olga è una madre e una nonna straordinaria, sempre pronta a tendere una mano verso gli altri. Per il suo sessantaseiesimo compleanno la figlia e la nipote le fanno una sorpresa: un viaggio a Ginsterburg, dove la donna è cresciuta. Ma appena si rende conto di dove si trova, Olga vorrebbe fuggire: quel viaggio, strappando i fili dello spazio, diventa un viaggio nel tempo. Olga è cresciuta insieme al nonno, un medico appassionato di botanica. È stato lui a spiegarle che l’abete rosso accelera la guarigione delle fratture, il salice abbassa la pressione, il cedro sconfigge le sensazioni di calore e tutto il verde del mondo può fare scudo dal malumore. Da lui ha imparato l’arte di ascoltare la terra, di percepirne il respiro. Lezioni preziose che hanno alimentato il suo amore per la vita e per gli altri. Ma lo scoppio della seconda guerra mondiale ha spazzato via tutto, lasciando ferite profonde. Oltre alla storia, che si è intrecciata alla sua vita scolpendone il destino, a Ginsterburg Olga ha sepolto un segreto. Sua figlia e sua nipote non possono immaginarlo, ma riguarda anche loro, e da vicino. Olga, però, pensa che non siano ancora pronte a scoprirlo. Ma forse perché è lei a non essere pronta a fare i conti con la verità. Dopo Sorelle del mare del Nord, arriva il nuovo romanzo di Anne Prettin. E supera le aspettative. L’autrice racconta la storia di tre donne cresciute in epoche diverse, ma unite da qualcosa di più forte; questo perché le generazioni non sono solo il riflesso del tempo, ma anche lo specchio in cui possiamo rivedere noi stessi e ricordarci chi siamo, nonostante lo scorrere del tempo. E questo sarà vero finché gli esseri umani saranno capaci di amore. Amore incondizionato. E finché esisterà, il cuore della terra non cesserà mai di battere. | |||
DAY | 5 aprile 2019. In un’accogliente casa in mattoni di Brooklyn, la patina di felicità domestica di Dan e Isabel comincia a incrinarsi. Marito e moglie si stanno lentamente allontanando, attratti entrambi, a quanto pare, da Robbie, il fratello minore di Isabel, l’anima ribelle della famiglia che abita nel loro attico. La partenza di Robbie minaccia di rompere il fragile equilibrio della famiglia, mentre la piccola Violet finge di non vedere la distanza tra i genitori, e il fratello Nathan sperimenta i primi passi verso l’indipendenza. 5 aprile 2020. Quando il mondo intero si chiude in lockdown, Dan e Isabel si sentono sempre più in prigione, tra piccoli inganni e frustrazioni reciproche. Anche Robbie è bloccato, in una baita di montagna in Islanda, solo con i suoi pensieri e una seconda vita segreta su Instagram. 5 aprile 2021. La tempesta è passata, Dan e Isabel devono fare i conti con quello che hanno imparato, con le ferite che hanno sofferto, con la nuova realtà che li aspetta. Michael Cunningham – vincitore del premio Pulitzer con “Le ore” – torna al romanzo dopo dieci anni per raccontare una coppia attraverso tre giorni decisivi, che abbracciano una vita intera. Un romanzo sui cambiamenti imprevedibili delle nostre esistenze, sull’amore e la perdita, sulla forza inesauribile dei legami familiari. | |||
LEZIONI IMPARATE DAL CUORE | L’unica lezione che ho imparato, o comunque l’unica che ricordo, sei tu. Emma Donoghue ci consegna un romanzo coraggioso e intenso, una storia d’amore di lancinante bellezza. York, 1805. Raine ha quattordici anni e Lister quindici, quando si conoscono alla Manor School. In quella scuola che prepara le ragazze prima di tutto a un buon matrimonio, entrambe sono considerate diverse dalle altre. Raine, figlia di un funzionario della Compagnia delle Indie e di una donna di Madras, non è bianca. Lister, «dritta come un ufficiale», è così ribelle da arrivare all’insolenza. Relegate nella Soffitta, lontane dalle altre allieve, Lister e Raine costruiscono un mondo tutto per loro e un sodalizio tenace ed esplosivo. Una intesa che delicatamente diventa tumultuosa storia d’amore. Qualcosa di pericoloso, proibito, inaccettabile nell’Inghilterra di inizio Ottocento ma che segnerà la vita di entrambe per sempre. «Quando descrive situazioni di isolamento, Donoghue riesce a portare la tensione a livelli impressionanti» (Margaret Atwood). | |||
CHE STUPIDA – LA MIA VERITA’ | “Ai primi di novembre mi addormentai tra le braccia di Francesco, la mattina dopo mi svegliai con uno che gli assomigliava molto, ma non era lui. Schivo, distante, assente, in cerca di pretesti per uscire: una cena con gli amici, una partita a carte o a calcetto, il padel…”. La trama di certo non è nuova né sorprendente: lui e lei si amano, poi lui conosce un’altra e i due si lasciano. Non fosse che i due in questione sono Ilary Blasi e Francesco Totti, per vent’anni una delle coppie più solide e affiatate d’Italia. Quella tra l’ottavo re di Roma e la showgirl che non voleva essere una fra le tante è una favola che ha fatto sognare un Paese intero. Mai una crisi, tra i due. Pettegolezzi, a volte, ma subito messi a tacere dalla felice normalità di una famiglia eccezionale: i tre figli, le vacanze al mare a Sabaudia, le cene a casa con gli amici, quelli di sempre. Fino a quando, inaspettatamente, il sogno si infrange. In queste pagine intense e sincere, Ilary Blasi si mette a nudo raccontando ombre e luci della sua favola d’amore. Il corteggiamento serrato, la passione travolgente, le nozze in diretta tv come una casata reale. La famiglia che si allarga con la nascita di Cristian, Chanel e Isabel. Il sofferto addio al calcio di Francesco e, quando finalmente ci sarebbe più tempo per stare insieme, l’improvviso e incomprensibile allontanarsi di lui. La sua freddezza, i silenzi, i dubbi, le bugie, fino alla scoperta del tradimento con un’altra donna e la separazione. Mesi di incredulità e dolore che Ilary ha saputo affrontare con grande dignità e forza, aggrappandosi alla famiglia, agli amici e al suo lavoro, nei momenti peggiori una boccata d’ossigeno che l’ha aiutata a rimanere in contatto con le sue energie più positive, ma anche la fonte di quell’indipendenza che le ha permesso di non lasciarsi sopraffare. “Sono stati dodici mesi orribili, ma anche intensi, in cui ho scoperto me stessa, le mie risorse. Sono sopravvissuta ma non solo: sono ancora in piedi.” Che stupida è la storia di dolore e rinascita, straordinaria eppure comune, di una donna che ha perso l’amore ma non ha mai smarrito se stessa. Con un finale inatteso. | |||
NON APRIRE QUESTO LIBRO PER L’ETERNITA’ | Non girare pagina! Per nessun motivo. Se lo fai, il nostro povero protagonista inizierà a viaggiare indietro nel tempo, nelle diverse epoche storiche. Si ritroverà nell’antica Roma, ad affrontare le tigri nel Colosseo, o nella Preistoria, alle prese con un poco socievole T-rex… Insomma, dovrà cavarsela in situazioni non proprio piacevoli… Vuoi davvero fargli questo? Su, fai il bravo, non aprire questo libro! Età di lettura: da 4 anni. | |||
LA GUERRA DI SAFIYYAH | Safiyyah è una ragazzina curiosa e coraggiosa che sogna di viaggiare ed esplorare il mondo, ma quando Parigi è invasa dai nazisti la sua vita cambia per sempre. Persino uscire dalla moschea, dove vive con la sua famiglia, è pericoloso. Quando suo padre viene arrestato perché fa parte della Resistenza e lavora segretamente per salvare la vita agli ebrei perseguitati, Safiyyah si offre di sostituirlo nella sua missione. I suoi non le hanno sempre insegnato che salvare anche una sola vita equivale a salvare l’umanità intera? Età di lettura: da 10 anni. | |||
WONKA – LA FABBRICA DI CIOCCOLATO | Prima di Charlie, prima della Fabbrica di Cioccolato, c’è una storia piena di ingegno e fantasia… Ispirato alla folle magia di Roald Dahl, il meraviglioso racconto di come Willy Wonka sia diventato il più grande inventore, mago e cioccolatiere del mondo. Scritto da Sibéal Pounder, basato sull’attesissimo film della Warner, creato da Paul King e scritto per il cinema da Simon Farnaby e Paul King. Un mix inebriante di magia e musica, caos ed emozione raccontato con un cuore e un umorismo senza pari: Wonka presenta ai lettori un giovane Willy Wonka, ripieno di idee come un cioccolatino e determinato a cambiare il mondo un boccone delizioso alla volta, dimostrando che le cose migliori della vita iniziano con un sogno, e che se si ha la fortuna di incontrare Willy tutto diventa possibile. Età di lettura: da 9 anni. | |||
SHADOW WORK JOURNAL | Sei pronto ad intraprendere un potente viaggio di autoscoperta, guarigione e trasformazione interiore? Lo Shadow Work Journal è uno strumento che ti aiuterà ad affrontare le tue ombre e a superare gli ostacoli e le convinzioni limitanti che ti impediscono di raggiungere il tuo vero potenziale. Basato su pratiche terapeutiche consolidate ed estremamente efficaci, questo diario ti guiderà nell’esplorazione degli aspetti nascosti della tua psiche, per affrontare e abbracciare il tuo sé-ombra. Attraverso consigli, esercizi e spunti di riflessione stimolanti, scoprirai un percorso verso una maggiore autoconsapevolezza, coltiverai l’amore e l’accettazione di te stesso e troverai una connessione più profonda con il tuo sé autentico. Unisciti ai milioni di persone la cui vita è stata trasformata grazie allo Shadow Work Journal e sperimenta la guarigione che ti meriti. | |||
LA SCATOLA MAGICA DI SANREMO | Il teatro Ariston è il luogo più iconico dello spettacolo e della musica italiana. Un luogo quasi sacro, dove per sei decenni si sono esibiti i più grandi artisti, da Domenico Modugno ai Mäneskin, da Dario Fo a Rudolf Nureyev, e dove ogni anno dal 1977 si celebra l’evento più amato, più dibattuto, il rito che ci fa sentire italiani, a cui tutti vogliono partecipare, anche soltanto per criticarlo: il Festival di Sanremo. Ma cosa c’è, all’origine di ogni grande impresa, se non il sogno, la visione di una persona controcorrente? Negli anni Cinquanta, Sanremo è una delle tante città che faticano a risollevarsi dalle macerie della guerra. Aristide Vacchino, che ha il cinema nel sangue, progetta una struttura senza precedenti – un multisala capace di ospitare ogni genere di spettacolo – per restituire gioia e divertimento ai suoi concittadini. Ci mette dieci anni a completarne la costruzione, tra rallentamenti burocratici e ostilità della concorrenza, ma nel 1963 riesce finalmente a inaugurare il suo gioiello. È l’inizio della “scatola magica”, uno spazio di creatività che, stagione dopo stagione, continua a regalare emozioni e un senso di umana meraviglia. Walter Vacchino, che aveva sei anni quando suo padre ha posato il primo mattone dell’Ariston, oggi lo gestisce insieme alla sorella Carla, e ci racconta tutte le tappe di un’epopea familiare divenuta mito nazionale. Una storia vissuta dietro le quinte, a contatto con la parte più vera dello spettacolo e degli artisti. | |||
LE COSE IMPORTANTI | «Ci sono un po’ di cose in più che vorrei raccontarvi. Cose importanti, per me, che voglio che voi ascoltiate e che restino. Ci tengo molto.» Le cose importanti che Gianluca Vialli ha voluto dire durante la registrazione del docufilm La bella stagione sono racchiuse tutte in questo libro. E sono importanti perché sono proprio le sue e sprigionano la magica energia delle parole definitive. Dopo la clamorosa e vincente carriera da calciatore professionista, Gianluca Vialli si è reinventato molte volte: prima come commentatore televisivo, poi public speaker, quindi capodelegazione della Nazionale italiana di calcio, quella che sollevò il trofeo nel 2021. L’ultima reinvenzione è stata quella di condivisione pubblica della sua personalissima esperienza di resilienza di fronte alla malattia incurabile. In questo libro Vialli parla di sé, delle persone che ha incontrato, delle esperienze che lo hanno migliorato, dei valori che ha incarnato, della consapevolezza della propria fragilità, della forza delle relazioni vere, del rigore nel fare le cose ben fatte, della serietà e dell’impegno con cui ci si deve offrire al mondo. Un patrimonio di riflessioni che ora è stato raccolto e messo nero su bianco dai curatori Baccalario e Ponti, e che ora potrà essere letto e tramandato nei tempi a venire. | |||
LA FACOLTA’ DI SCEGLIERE | La scelta della facoltà universitaria spesso produce un turbinio di notti insonni, paure e confusione. Ma non dev’essere per forza così. Se sei desideroso di capire quali discipline sono più affini alle tue inclinazioni, e vuoi, in qualunque fase della vita, intraprendere un percorso di studi per scoprire (o riscoprire) una passione, hai fra le mani ciò che fa per te. Dopo il successo de ‘Il metodo geniale’, in questo libro il ricercatore e plurilaureato «da record» Giulio Deangeli, in collaborazione con i membri del suo team A Choice for Life – un gruppo di giovani brillanti e appassionati che si dedicano all’orientamento universitario -, offre a chi è in cerca della propria strada gli strumenti necessari per dissipare gli inevitabili dubbi. Perché capire cosa vogliamo diventare è difficile: è un problema che spesso appare senza soluzioni o risposte univoche, eppure rappresenta lo snodo cruciale della nostra esistenza. Che tu sia indeciso tra medicina o economia, fisica o psicologia, le testimonianze di chi ha affrontato gli stessi dubbi e incertezze, ma li ha superati per affermarsi nel proprio campo, ti aiuteranno a chiarirti le idee. Sono storie che mettono in luce due verità fondamentali, ma troppo spesso sottovalutate: i voti scolastici non predicono il grado di realizzazione di un individuo, e si può sempre cambiare idea, anche più volte. Troverai inoltre divertenti enigmi da risolvere mettendoti nei panni di diversi professionisti: medici, storici, ingegneri, insegnanti, biologi e tanti altri. Capitoli interattivi che colmano una delle lacune più frequenti nei programmi di orientamento, perché riescono a dare un’idea precisa di quale sia l’esperienza quotidiana nei differenti ambiti lavorativi. Queste pagine ti appassioneranno, ti divertiranno e ti permetteranno di conoscerti meglio, regalandoti gli strumenti giusti per esercitare con maggiore consapevolezza – e un po’ più di leggerezza – la tua imprescindibile facoltà di scegliere. | |||
LA DITTATURA DEL DENARO | Da una parte il cervello, uno degli organi più complessi del corpo umano; dall’altra il denaro, come strumento da lungo tempo utilizzato per favorire il commercio, le attività umane e l’organizzazione stessa della società. Il loro rapporto non è mai stato semplice. Già Aristotele distingueva tra ciò che è «naturale», soddisfare le necessità primarie, e il «non-naturale», in cui è inclusa la ricchezza. Il denaro non ha alcuna caratteristica per rispondere alle dinamiche dei bisogni del corpo, della mente, delle relazioni con l’ambiente, naturale e sociale. Se esce dalla sua dimensione di strumento, genera anzi lotta, confusione, egocentrismi e maniacalità. Il denaro permette la «sopravvivenza », ma anche il «potere», insito in quella parola «profitto» che per l’economia è la modalità per ottenerlo. E può produrre veri e propri disturbi di dipendenza quando da mezzo diventa fine ultimo, condizionando il presente e il futuro del singolo. In questo senso il minimalismo che nasce come rigetto in molti giovani, se non è un modello da proporre, rappresenta però un primo passo in cui si cerca un modus vivendi che prescinda dai condizionamenti alienanti della dittatura dell’economia. Il dramma, e nello stesso tempo la consapevolezza, è che di fronte al profitto l’etica umana viene dimenticata. Ecco perché – sostiene l’autore – occorre allontanarsi dal culto del Dio-denaro per tornare a un’economia dal volto umano, all’individuo e al suo significato di essere nel mondo. Una «psicoeconomia» del bene aperta a campi come quelli della fragilità dei sentimenti e delle relazioni e ai valori che sono alla base del vivere comune. | |||
DARE LA VITA | Si può essere madri di figlie e figli che si scelgono, e che a loro volta ci hanno scelte? Si può costruire una famiglia senza vincoli di sangue? La risposta è sì. La queerness familiare è ormai una realtà, e affrontarla una necessità politica, come lo è quella di un dialogo lucido e aperto sulla gestazione per altr*, un tema che mette in crisi la presunta radice dell’essere donne. Interrogarci, discutere intorno a questa radice significa sfidare il concetto di normalità e naturalità a cui siamo abituati. Michela Murgia lo ha fatto per anni, nei suoi libri e sui social, e nelle ultime settimane di vita ha raccolto i suoi pensieri per donarci questo pamphlet densissimo e prezioso, in cui ci racconta – partendo dall’esperienza personale – un altro modello di maternità, come si possa dare la vita senza generare biologicamente, come i legami d’anima possano sommarsi ai legami di sangue. Pagine straordinarie che ci permettono di entrare nelle infinite sfaccettature degli affetti e di comprendere come aprire all’altr* non riduce ma amplifica l’amore. | |||
ALMA | Tre giorni dura il ritorno a Trieste di Alma, che dalla città è fuggita per rifarsi una vita lontano, e ora è tornata per raccogliere l’imprevista eredità di suo padre. Un uomo senza radici che odiava il culto del passato e i suoi lasciti, un padre pieno di fascino ma sfuggente, che andava e veniva al di là del confine, senza che si potesse sapere che lavoro facesse là nell’isola, all’ombra del maresciallo Tito “occhi di vipera”. A Trieste Alma ritrova una mappa dimenticata della sua vita. Ritrova la bella casa nel viale dei platani, dove ha trascorso l’infanzia grazie ai nonni materni, custodi della tradizione mitteleuropea, dei caffè colti e mondani, distante anni luce dal disordine chiassoso di casa sua, “dove le persone entravano e se ne andavano, e pareva che i vestiti non fossero mai stati tolti dalle valigie”. Ritrova la casa sul Carso, dove si sono trasferiti all’improvviso e dove è arrivato Vili, figlio di due intellettuali di Belgrado amici di suo padre. Vili che da un giorno all’altro è entrato nella sua vita cancellando definitivamente l’Austriaungheria. Adesso è proprio dalle mani di Vili, che è stato “un fratello, un amico, un antagonista”, che Alma deve ricevere l’eredità del padre. Ma Vili è l’ultima persona che vorrebbe rivedere. I tre giorni culminanti con la Pasqua ortodossa diventano così lo spartiacque tra ciò che è stato e non potrà più tornare – l’infanzia, la libertà, la Jugoslavia del padre, l’aria seducente respirata all’ombra del confine – e quello che sarà. Federica Manzon scrive un romanzo dove l’identità, la memoria e la Storia – personale, familiare, dei Paesi – si cercano e si sfuggono continuamente, facendo di Trieste un punto di vista da cui guardare i nostri difficili tentativi di capire chi siamo e dov’è la nostra casa. | |||
QUALCUNO CHE CONOSCEVO | Se la sorte ti ha riservato un parto trigemellare, meglio prenderla con umorismo. Forse è per questo che Valentina Bronti, trentenne, torinese, una carriera messa tra parentesi, ha scelto per le sue tre bambine i nomi di Emilia, Carlotta e Anna, come le celebri sorelle Brontë. Conservare alto l’umore non è così facile per Valentina, una vita incastrata tra illusori tutorial sulle pulizie domestiche e una relazione fallimentare con Marco, il padre delle bimbe che si è ritirato a dormire nello sgabuzzino. Finché un giorno viene convocata all’asilo perché le tre piccole pesti hanno tentato la fuga trascinando con sé una compagna. Davanti alla direttrice, c’è un’altra mamma: Chiara Barberis. Altezzosa e severa, Chiara lascia in Valentina una strana impressione. Un’impressione confermata dalla scoperta che si tratta proprio di «quella» Chiara Barberis: la sorella di Elisa, la ragazza scomparsa inspiegabilmente dieci anni prima, quasi inghiottita dal buio di una Torino che da sempre ha fatto del mistero il suo secondo volto. È così che Valentina si ritrova in una storia piena di ombre e bugie. Con un entusiasmo e una sagacia sorprendenti, prima di tutto per lei, si tuffa nelle strade, nei palazzi signorili, negli atenei della città, improbabile ma tenace investigatrice. Ciò che Valentina scoprirà di Elisa, di Torino e soprattutto di sé stessa è la materia spumeggiante di questo romanzo, capace di tratteggiare un personaggio attualissimo in cui convivono senso di inadeguatezza, acume e un’ostinata vitalità. | |||
TUTTI I PARTICOLARI IN CRONACA | La corsa all’alba, la colazione al bar, poi nove ore di lavoro all’archivio del tribunale, una cena piena di silenzi e la luce spenta alle dieci: Carlo Cappai è l’incarnazione della metodicità, della solitudine. Dell’ordinarietà. Nessuno sospetta che ai suoi occhi quel labirinto di scatole, schede e cartelle non sia affatto carta morta. Tutto il contrario: quei faldoni parlano, a volte gridano la loro verità inascoltata, la loro richiesta di giustizia. Sono i casi in cui, infatti, il tribunale ha fallito, e i colpevoli sono stati assolti “per non aver commesso il fatto” – in realtà per i soliti, meschini imbrogli di potere. Cappai, semplicemente, porta la Giustizia dove la Legge non è riuscita ad arrivare – sempre nell’attesa, ormai da quarant’anni, di punire una colpa che gli ha segnato la vita. Walter Andretti è invece un giornalista precipitato dallo Sport, dove si trovava benissimo, alla Cronaca, dove si trova malissimo. Quando il capo gli scarica addosso la copertura di due recenti omicidi, Andretti suo malgrado indaga, e dopo iniziali goffaggini e passi falsi comincia a intuire che in quelle morti c’è qualcosa di strano. Un legame. Forse la stessa mano… Antonio Manzini, il creatore dell’indimenticabile vicequestore Schiavone, entra nel catalogo del Giallo Mondadori con una storia serrata e sorprendente che si interroga sull’equilibrio tra legge e giustizia, e su ciò che saremmo disposti a fare pur di guarire le nostre ferite. | |||
CAUSE INNATURALI | Quando viene chiamata in una zona selvaggia della Virginia settentrionale a esaminare i resti di due campeggiatori, Kay Scarpetta si trova di fronte uno scenario orribile. Le vittime, ricercate dai federali per riciclaggio di denaro e attività terroristiche, sono state sfregiate con una violenza e un accanimento tali da renderle quasi irriconoscibili. Le altre prove rinvenute sul posto sono ugualmente spaventose e un’impronta enorme, troppo grande per appartenere a un essere umano, getta tutti nello sconcerto. Quando dal passato ritorna poi un pericoloso fantasma, Kay si sentirà inerme e in balia di questo antico nemico senza scrupoli che minaccia lei e la sua famiglia, oltre che l’intera nazione. In questo nuovo romanzo di Patricia Cornwell, l’anatomopatologa più famosa del mondo, Kay Scarpetta, si trova di fronte a una delle scene del crimine più inquietanti della sua carriera, e deve indagare per scoprire chi può aver commesso omicidi così efferati e perché. | |||
LE OTTO VITE DI UNA CENTENARIA SENZA NOME | Tre parole per riassumere la propria esistenza. È l’invito che un’impiegata della casa di riposo rivolge ai residenti per raccontare la loro vita. A quasi cento anni, Mook Miran pensava che avrebbe portato i suoi segreti nella tomba, invece quell’estranea le sta offrendo l’occasione per fare finalmente pace col proprio passato. Tre parole, però, non le bastano, e ne sceglie sette: schiava, artista della fuga, assassina, terrorista, spia, amante. E madre. Perché altrettante sono le vite che ha vissuto, le identità che ha dovuto assumere. Sotto lo sguardo attonito di quella che chiama affettuosamente «la sua biografa», la signora Mook parla della fame e delle privazioni che ha sofferto nascendo in una Corea occupata dall’esercito giapponese; delle tragedie che ha affrontato durante la Seconda guerra mondiale; delle scelte terribili che ha sostenuto per superare le tempeste di anni densi e implacabili; delle persone che ha imbrogliato e di quelle che ha ucciso. Non importa quale difficoltà le sia stata messa di fronte, lei ha sempre trovato la forza di sopravvivere, anche a rischio di pagare un prezzo altissimo. A poco a poco, dalle sue storie emerge la figura di una donna enigmatica e camaleontica, capace di adattarsi a ogni situazione, di combattere con efferata ferocia e di amare col trasporto assoluto di chi teme il rimpianto più della morte. Una donna che non si arrende davanti alle avversità e che affronta il destino a testa alta e alle sue condizioni. Anche quando arriva il momento di sciogliere il mistero della sua ottava e ultima vita… Grazie alla sua prosa al tempo stesso lirica e spietata, Mirinae Lee tratteggia una protagonista unica e dal fascino irresistibile, un enigma che il lettore è chiamato a risolvere ricomponendo i tasselli di una storia luminosa e travolgente, che arriva dritta al cuore. | |||
MR. GOEBBELS JAZZ BAND | È il 1940 e Goebbels, ministro dell’Educazione popolare e della Propaganda, decide di bombardare gli inglesi giorno e notte con la più raffinata propaganda jazz. Nasce così Charlie and His Orchestra, un ensemble di eccellenti musicisti jazz, tra cui ebrei ed altri perseguitati, destinato ad andare in onda sulla stazione di propaganda antinglese Germany Calling. A presentarli è l’annunciatore radiofonico Lord Haw-Haw, la voce inglese della Germania nazista dietro a cui si cela il nazionalista William Joyce, un irlandese nato in America e fuggito prima in Inghilterra e poi in Germania. Tra i suoi compiti vi è anche quello di individuare uno scrittore che possa narrare «con neutralità ben ponderata» dell’orchestra, perché ciò che non è documentato, com’è noto, non è mai successo. Entra così in scena lo svizzero Fritz Mahler, uno scrittore non affermato che intravede in questa offerta una possibilità per fare carriera. In un’atmosfera di estrema diffidenza, a poco a poco familiarizza con i musicisti e comprende che non solo il loro lavoro, ma la loro stessa vita dipende dalla sopravvivenza dell’orchestra. Mentre fatica a trovare un fil rouge per narrare i loro destini, la situazione precipita e tutti si ritroveranno a dover fare i conti con la sconfitta tedesca. Sullo sfondo di un fatto storico reale ricostruito nei dettagli, Demian Lienhard riesce a infondere vita nei suoi personaggi, tanto che è impossibile non appassionarsi ai loro destini. Con una prosa ironica e jazzata e una buona dose di cinismo, Demian Lienhard combina la Storia alle storie dei suoi protagonisti, affrontando in modo originale la perfida assurdità della propaganda nazista e trascinando i lettori tra i giochi di potere e i club fumosi degli anni Quaranta. | |||
I FOLGORATI | «Penso che sono sopravvissuta e che forse dovrei cominciare a farmene qualcosa, di questa vita che avanza». Si può sopravvivere alla scarica di un fulmine: le tracce magari sembrano minime, ma nel profondo si cambia per sempre. I protagonisti di questo romanzo sono proprio dei folgorati: da quando li ha attraversati la morte, la vita è diventata una cosa imprevedibile. Una figlia volubile e spinosa, un padre burbero, con la lingua sciolta e la gamba “cancara”. Sono malati tutti e due, bisticciano e si rincorrono, si aiutano più ridendo che piangendo. In un susseguirsi di dialoghi intensi, esilaranti, veri, questo libro ci racconta la forza testarda della famiglia, lo slancio incontenibile verso la fuga, la vulnerabilità e il dolore, il peso di certe eredità e la scrittura non come scelta ma come un fiume che scorre sotto i piedi. La vita è ostinata, e Vera lo sa bene. Quando scopre di essere di nuovo malata (della stessa malattia che ha portato via sua madre, e molte donne della sua famiglia), suo padre Zeno le offre ospitalità nella casa dove da anni vive ormai solo – la «Settimana Enigmistica» sempre sul davanzale del bagno, con le caselle riempite a caso, perché i vuoti sono insopportabili. La loro è una famiglia monca ma vitale, spiritosa, dirompente. Nora è la sorella minore, gestisce da sola una figlia di dieci anni e un negozio di borse dove ha provato a far lavorare Vera, ma lei stava al computer a scrivere anziché inserire fatture. Vera infatti ha sempre inseguito, oltre alla libertà, il sogno di diventare scrittrice: però «le storie bisogna pure finire di raccontarle», non lasciarle a metà, impantanate, un po’ come la sua vita. L’amore accidentato con Franco – che riesce a farsi venire un attacco di panico mentre l’accompagna a una visita di controllo – non è l’àncora sicura per affrontare la nuova burrasca. Meglio tornare nella casa in cui è cresciuta, da quel cocciuto di suo padre, che pur di non far vedere a un medico la gamba che gli pulsa gira solo con scarpe di tela sfondate. Ed è proprio in una stanza chiusa a chiave di quella casa che Vera scopre decine di quaderni fitti fitti di parole: suo padre ha scritto un romanzo? Ma se ha la quinta elementare. Chissà se sono le storie che ci salvano, o siamo noi a doverle salvare. Un romanzo dalla grazia rara che sa tenere insieme il riso e il pianto, perché è l’ironia la chiave di tutte le salvezze. | |||
MESSAGGIO PER MIO FIGLIO | Un giorno un padre vede nascere il suo bambino; quell’uomo, a sua volta, è un figlio che ripensa al proprio padre, tra avventure, disavventure, gioia e sgomento. L’arrivo di un figlio non solo modifica il presente e il futuro, ma scuote anche le nostre idee sul passato, e accanto ai sentimenti che emergono nel formarsi di una famiglia, la scoperta dell’amore filiale, la paura costante che accompagna ogni gesto e ogni pensiero, tutto questo diventa nella voce di Alejandro Zambra un’opera spericolata e commovente. La letteratura, in un certo senso, ha sempre a che fare con l’infanzia, perché chi scrive cerca di «ritrovare percezioni cancellate dal presunto apprendimento che ci ha resi tanto spesso infelici». E questo, in un rovesciamento poetico, è invece un libro felice, un «lessico famigliare» nel suo farsi, sin dai primi momenti del narratore con il figlio Silvestre, nel reparto maternità, e indietro nel tempo al primo incontro con la madre del bambino, presagio di un amore incipiente. Seguono scoperte e stupori, i libri illustrati che si leggono ad alta voce per accompagnare il sonno di un bimbo, la meravigliosa libertà di quelle storie, la lezione che uno scrittore scopre nello sguardo di un figlio che in fondo sta insegnando al padre come si legge. E poi la complicata vita di due genitori che lavorano in casa durante il lockdown e si danno il turno per occuparsi del bambino, e l’ironia di proibire al figlio la televisione quando loro invece guardano famelici film e serie televisive di nascosto, non appena il bambino dorme. E ancora il rapporto dimenticato e incompreso con il proprio padre, tra litigi e gesti di protezione, strappi e riconciliazioni, mentre quel padre diventa inesorabilmente un nonno, il nonno del nostro bambino. Riflessivo e al tempo stesso umoristico, “Messaggio per mio figlio” si pone delle domande semplici, universali, sempre sorprendenti. «Come spettatori che hanno perso i primi minuti del film ma rimangono allo spettacolo successivo per capire la trama, dimentichiamo proprio la parte dell’infanzia che poi osserviamo nei nostri figli; sono loro a ricordarci quello che abbiamo dimenticato». | |||
“Ho scelto la pittura” | Giuseppe Lollo (Padova 1940 – Milano 2020), in più di sessant’anni di pittura non ha mai avuto dubbi sulle possibilità espressive aperte dalla prassi artistica non figurativa. Dal “Senza titolo” esposto nel 1967 al Premio San Fedele per giovani pittori a Milano – evento generazionale a cui erano invitati anche Gilberto Zorio con “Untitled” e Alighiero Boetti con “Colline” – ha perseguito per tutta la vita una ricerca coerente senza contraddire le scelte iniziali, nelle tante opere realizzate alternandosi tra lo studio di Milano e quello di Ponte di Piave, fedele anche a una fitta rete di amicizie artistiche e alla vivacità e ricchezza della pittura veneziana. | 25,00 € | ||
Follina e le sorgenti d'Europa. Cori di Boezio | Al tramonto dell’Impero Romano d’Occidente, dall’illustre gens latina degli Anicii nacquero Severino Boezio e Benedetto da Norcia. Boezio, filosofo e principe del Senato, divenne il più importante artefice della trasmissione della cultura greca e latina nel Medioevo. Benedetto, con la sorella Scolastica, fu il fondatore del monachesimo occidentale, nel quale l’Europa ritrovò la perduta unità culturale. Boezio e Benedetto sono le sorgenti dell’identità europea, sintesi della sapienza greca, della civiltà latina e della spiritualità cristiana. I monaci Benedettini giunsero a Follina nell’ XI secolo, portando cultura, laboriosità e benessere e chiamarono Santa Scolastica la principale delle sorgenti idriche del luogo. | 50,00 € | ||
IL VENTO SOFFIA DOVE VUOLE | Ci sono momenti nella vita in cui si sente il bisogno di prendersi una pausa e ripercorrere con calma, senza le continue incombenze quotidiane, le tappe della nostra esistenza. Un viaggio che, anche nei momenti difficili e bui, ci ha portato a provare un sentimento di riconoscenza e gratitudine verso chi ha condiviso con noi il cammino, le prove, le epifanie. Così Chiara, alla soglia dei sessant’anni, approfittando dell’improvviso silenzio che avvolge la sua casa in collina, decide di scrivere tre lettere. La prima alla luminosa figlia adottiva, Alisha, ormai ventenne; la seconda alla diciottenne Ginevra, la problematica figlia naturale; e la terza all’amato e solido marito Davide, con il segreto intento che un giorno la farà leggere anche al piccolo Elia, arrivato in un momento di grande crisi familiare. Sono tutte, in qualche modo, lettere d’amore, declinate nei diversi linguaggi in cui si esprime questo sentimento invincibile e misterioso che ci lega indissolubilmente gli uni agli altri, aprendo nel nostro cuore porte segrete che non sapevamo di avere. Trent’anni dopo Va’ dove ti porta il cuore, Susanna Tamaro ci riporta all’interno di complesse dinamiche generazionali, regalandoci pagine preziose che sovrastano il vociare confuso di questi tempi. Il vento soffia dove vuole ci cattura, ci consola e ci guarisce. Un romanzo profondo, appassionante e ricco di umorismo che è un inno alla forza dei legami familiari e all’importanza di dare un senso alla nostra vita. | |||
ERA UN BRAVO RAGAZZO | Questa è la storia di due amici, di due madri, di due mogli. Siamo fra Sciacca e Pertuso Piccione, nella Sicilia occidentale. Giovanni e Santino hanno sognato entrambi un dolce riscatto, fra il volo di Gagarin, il cinema americano e la bellezza del paese in cui vivono. Giovanni deve soddisfare le ambizioni sociali della madre Cettina, Santino vuole salvare la madre Assunta dal destino equivoco al quale si è esposta per mantenere la famiglia. Cosa ci succederà da grandi? E cosa vuol dire diventare grandi? Che masculi saremo? Non hanno tempo di darsi delle risposte: sono assorbiti progressivamente da accordi chiusi sopra le loro teste. Santino diventa un principe del calcestruzzo, che accetta commesse sempre più ricche e sempre più manovrate. Giovanni, avvocato, raccomandato da personaggi ambigui e potenti, mette la sua abilità di uomo di legge al servizio di chi la legge la usa per nascondere il vantaggio di pochi contro il bisogno di molti. Fanno entrambi ottimi matrimoni e trionfano nei cupi anni Ottanta, gli anni terribili delle guerre di mafia. Anna, avvocatessa impegnata, specializzata nel diritto delle acque, vorrebbe “salvare” Giovanni, sposato alla ricca Veronica. Margherita, moglie devota, assicura a Santino una vita famigliare che sembra al riparo dal sangue e dalla violenza. Ma l’edilizia, pubblica e privata, non consente trasparenze né giustizia e i due amici vengono risucchiati in una spirale senza scampo. Resistono solo i barbagli dell’adolescenza e la smagliante bellezza di Assunta, incarnazioni di una Sicilia sognata, che non smette di sognare il proprio bene. Quello di Simonetta Agnello Hornby non è solo un romanzo su una mafia che magari non spara ma governa l’economia dell’isola, è soprattutto una storia sul potere feroce della famiglia e sul desiderio struggente di tornare alla terra in cui sono radicate identità e speranza. | |||
TUTTA LA LUCE CHE NON VEDIAMO | È il 1934, a Parigi, quando a Marie-Laure, una bambina di sei anni con i capelli rossi e il viso pieno di lentiggini, viene diagnosticata una malattia degenerativa: sarà cieca per il resto della vita. Ne ha dodici quando i nazisti occupano la città, costringendo lei e il padre a trovare rifugio tra le mura di Saint-Malo, nella casa vicino al mare del prozio. Attraverso le imposte azzurre sempre chiuse, perché così impone la guerra, le arriva fragorosa l’eco delle onde che sbattono contro i bastioni. Qui, Marie-Laure dovrà imparare a sopravvivere a un nuovo tipo di buio. In quello stesso anno, in un orfanotrofio della Germania nazista vive Werner, un ragazzino con i capelli candidi come la neve e una curiosità esuberante per il mondo. Quando per caso mette le mani su una vecchia radio, scopre di avere un talento naturale per costruire e riparare questi strumenti di fondamentale importanza per le tattiche di guerra, un dono che si trasformerà nel suo lasciapassare per accedere all’accademia della Gioventù hitleriana, e poi partire in missione per localizzare i partigiani. Sempre più conscio del costo in vite umane del suo operato, Werner si addentra nel cuore del conflitto. Due mesi dopo il D-Day che ha liberato la Francia, ma non ancora la cittadina fortificata di Saint-Malo, i destini opposti di Werner e Marie-Laure convergono e si sfiorano in una limpida bolla di luce. | |||
IL GIRO DEL MONDO IN 12 MUSEI | Dal Museo di Storia Naturale di New York al Museo Egizio di Torino passando per l’Ermitage di San Pietroburgo fino alla Casa Azul di Città del Messico: un insolito viaggio intorno al mondo alla scoperta dei Musei più significativi a livello internazionale. Un libro dal grande formato – illustrato dal celebre autore francese Benjamin Chaud – per una visita inedita di dodici tra i più straordinari musei del mondo. Notizie e curiosità su grandi capolavori dell’arte nonché uno sguardo attento e curioso per aiutare il lettore a destreggiarsi nelle sale, tra opere e affascinanti reperti. Ad accompagnarlo saranno le migliori guide ovvero curatori, architetti, custodi, artisti… e anche qualche ospite inatteso! Non solo opere d’arte ma anche un omaggio alle figure professionali che gravitano intorno al mondo museale e che sapranno stupire i bambini con le loro storie straordinarie! Un libro con illustrazioni ricche di dettagli e dell’inconfondibile ironia di Benjamin Chaud. Un regalo per i piccoli curiosi, per chi è appassionato di arte e di narrazioni e per chi lo diventerà. Un modo divertente e coinvolgente di parlare di Musei e di arte. Età di lettura: da 8 anni. | |||
ADORABILI PICCOLI ORCHI | Un libro divertentissimo che conquisterà i bambini! I protagonisti sono due piccoli orchi che paiono educati, puliti, gentili e ordinati. Ma in ogni doppia pagina, grazie a un gioco cartotecnico, viene svelato quello che avviene veramente nella loro casa. Un bagnetto tranquillo nella vasca da bagno si trasforma immediatamente in un caos con urla e schizzi d’acqua. Il momento delle coccole si trasforma in una lotta di strattoni e pizzicotti. Fino a quando ricevono un pacco che contiene una sorpresa inaspettata che cambierà le loro giornate… I lettori si divertiranno moltissimo a ritrovare nei piccoli orchi quei comportamenti tipici dei fratelli che si azzuffano, ma alla fine sono complici nelle marachelle! Un libro che tutti i bambini adoreranno, con un simpatico colpo di scena finale!. Età di lettura: da 4 anni. | |||
IL MIO PRIMO GATTO | Ma dove sarà finita Libby? Immersa in un cespuglio di erba gatta o a sonnecchiare nella sua scatola di cartone preferita? E di notte, invece, dove va a cacciarsi? È in giro a sorvegliare il quartiere, ovviamente, che conosce alla perfezione grazie alla sua memoria infallibile! Ma a Libby piace anche giocare con le sue padroncine, che sanno come farla divertire… Grazie a questa guida, i tuoi amichetti dalle lunghe vibrisse non avranno più segreti! Età di lettura: da 7 anni. | |||
MADONNA UNA VITA RIBELLE | L’arrivo di Madonna sulla scena della musica pop all’inizio degli anni Ottanta è stato un’esplosione al pari di Elvis, dei Beatles o di Michael Jackson. Il suo approccio così libero e il suo talento mozzafiato hanno conquistato milioni di persone in tutto il mondo e la cantante è diventata in poco tempo un simbolo. Non solo di un nuovo modo di fare musica, ma anche di una nuova idea di liberazione per le donne e nuovi stili di vita per intere generazioni. Fin da subito precorritrice dei tempi, con i suoi video provocatori Madonna ha rappresentato le identità queer, la sessualità fluida e il diritto di amare chi si vuole. Mary Gabriel racconta in modo avvincente la vita dell’artista, dalle sue radici nel Michigan fino ai concerti sold out a Lisbona, Buenos Aires, Londra e Tokyo, catturando l’ispirazione, la fama e l’attivismo di un’icona del nostro tempo. | |||
LUCAKE IL MIO LATO SALATO | Di Luca Perego, in arte LuCake, conosciamo tutti il talento nella creazione di dolci. In pochi, però, sanno che Luca nasconde anche un “lato salato”, che svela per la prima volta in questo libro. Figlio di un panettiere, Luca è cresciuto tra la farina e gli impasti del panificio di famiglia – che vanta più di 120 anni di attività -, imparando fin da piccolo segreti tramandati da tre generazioni. Ora, quei segreti li condivide con noi nel libro che avete tra le mani, con oltre cento ricette che vanno dagli impasti base a preparazioni più elaborate, tutte spiegate passo passo. Torte salate, pane, pizze e focacce, e ancora mousse, muffin e croissant, tutti rigorosamente salati: in queste pagine troverete non soltanto piatti per occasioni speciali, ma anche ricette salva cena e svuota frigo, e una sezione speciale dedicata alle preparazioni vegan e gluten free. Ricette pensate per essere replicate in casa con ingredienti sempre presenti in dispensa e con utensili casalinghi. Un libro chiaro, golosissimo… e alla portata di tutti. | |||
L’AGENDA DELLA LUNA 2024 | Vivere in armonia con le fasi della luna ogni giorno dell’anno. «Siamo felici di ritrovarvi anche quest’anno e speriamo che il 2024 vi regali tutto ciò che desiderate! Godetevi le cose belle che la vita vi offre e superate i momenti difficili nella consapevolezza che niente dura per sempre, né la gioia, né il dolore.» Vivere in armonia con la luna significa vivere in armonia con se stessi, con equilibrio e vitalità. Anche per il 2024, Johanna Paungger e Thomas Poppe ci propongono la loro preziosa agenda per guidarci giorno dopo giorno in qualsiasi tipo di attività: dal giardinaggio al bricolage, dalle cure mediche a quelle della persona. | |||
DELLA MIA GUERRA, DELLA MIA PACE | Ci sono vite che per loro natura sono fatte di percorsi imprevedibili, di sconfitte dolorose a cui seguono vittorie sorprendenti, di inattese battute d’arresto e di ripartenze costanti. La forma di queste vite, costellate di colpi di scena, le rende simili a romanzi appassionanti e indimenticabili. Ed è così la vita di Anna Prouse. Cresciuta in una buona famiglia milanese, da una madre feroce e un padre gentile, ha sedici anni ed è felice solo sul campo da tennis, dove le viene pronosticato un futuro da campionessa. Ma, per rincorrere l’ultima palla di una partita quasi vinta, il suo ginocchio si spezza, e, assieme al ginocchio, il sogno. In fuga dal dolore, fisico e dell’anima, decide di partire, verso est. Nel viaggio troverà la sua vocazione: conoscere luoghi lontani e le persone che li abitano, comprenderle, aiutarle. Così, nell’arco di un’esistenza che sembra contenerne moltissime, Anna si trova a fare la reporter e ad assistere all’11 settembre dall’Iran, un punto di osservazione alieno alle logiche di pensiero occidentali; a dirigere un ospedale da campo a Baghdad – per la Croce Rossa – durante la Seconda guerra del Golfo; a essere scelta dal generale americano David Petraeus come capo della ricostruzione di una provincia nel sud dell’Iraq, uno dei luoghi più pericolosi al mondo. A sopravvivere alla durezza materna. A un attentato che è costato la vita a molti membri della sua squadra. A un tumore. “Della mia guerra, della mia pace” è un’autobiografia e al tempo stesso un grande romanzo, pieno di ardore, di dolore e di gioia, che, tra eroismi e fragilità, compongono la storia e il ritratto di una straordinaria figura femminile dei nostri giorni. | |||
FITOPOLIS, LA CITTA’ VIVENTE | Nel volgere di pochi decenni, l’umanità è andata incontro a una rivoluzione nelle sue abitudini ancestrali. Senza che ce ne accorgessimo, la nostra specie, che fino a poco tempo fa viveva immersa nella natura abitando ogni angolo della Terra, ha finito per abitare una parte davvero irrisoria delle terre emerse del pianeta. Cosa è accaduto? Da specie generalista in grado di vivere dovunque, ci siamo trasformati, in poche generazioni, in una specie in grado di vivere in una sola e specifica nicchia ecologica: la città. Una rivoluzione paragonabile soltanto alla transizione da cacciatori-raccoglitori ad agricoltori avvenuta 12.000 anni fa. È certo che in termini di accesso alle risorse, efficienza, difesa e diffusione della specie questa trasformazione è vantaggiosa. Ma è altrettanto certo che ci espone a un rischio terribile: la specializzazione di una specie è efficace soltanto in un ambiente stabile. In condizioni ambientali mutevoli diventa pericolosa. Il nostro successo urbano richiede, infatti, un flusso continuo ed esponenzialmente crescente di risorse e di energia, che però non sono illimitate. Inoltre, fatto decisivo, il riscaldamento globale può cambiare in maniera definitiva l’ambiente delle nostre città e costituire proprio quella fatale mutazione delle condizioni da cui dipende la nostra sopravvivenza. Ecco perché è diventato vitale riportare la natura all’interno del nostro habitat. Le città del futuro, siano esse costruite ex novo o rinnovate, devono trasformarsi in fitopolis, luoghi in cui il rapporto fra piante e animali si riavvicini al rapporto armonico che troviamo in natura. Non c’è nulla che abbia una maggiore importanza di questo per il futuro dell’umanità. | |||
NON TI MANCHI MAI LA GIOIA | A ognuno di noi capita di vivere momenti di stallo, quando non riusciamo a trovare la forza per andare avanti né sappiamo quale direzione prendere. La letteratura ci insegna che da sempre siamo in lotta con questa sensazione d’impotenza, ciò che è cambiato è solo il nostro modo di reagire. Se in passato cercavamo una via di fuga nella religione, oggi la troviamo in una nuova fede che celebra il culto dell’Io. L’inganno, però, è dietro l’angolo, perché nel credere soltanto in sé il narcisismo non fa altro che aggravare la propria prigionia. Nel suo nuovo libro, Vito Mancuso propone una filosofia della liberazione per riconoscere e smantellare le trappole che attanagliano le nostre vite e aprirci a un’esistenza più autentica, fino a sperimentare la gioia profonda di vivere. Seguendo un cammino di piccoli ma costanti passi liberatori, scopriamo così che il destino di ciascuno si gioca nel mondo che portiamo dentro: perché se noi siamo la trappola, siamo anche il nostro liberatore. Approdando a questa consapevolezza saremo in grado di trovare equilibrio e generare limpida energia mentale, il più efficace strumento per la serenità e per la sorgente della gioia. | |||
LA CASA DELLE TENEBRE | Il primo horror di Jo Nesbø. Un bosco. Una casa. Una chiamata. E un monito: quando il telefono squilla, non rispondere… Hai il coraggio di entrare nella casa delle tenebre? Dopo la tragica morte dei genitori in un incendio, il quattordicenne Richard Elauved viene mandato a vivere con gli zii nella remota cittadina di Ballantyne, guadagnandosi presto, tra i nuovi compagni di scuola, la reputazione di asociale ed emarginato. Così, quando uno studente di nome Tom scompare sotto i suoi occhi, nessuno crede alla sua versione dei fatti: è stata la cabina telefonica ai margini del bosco a risucchiare Tom nel ricevitore e a farlo svanire nel nulla. L’unica a dargli retta è Karen, una ragazza che incoraggia Richard a seguire gli indizi su cui la polizia si rifiuta di indagare. Quando, poco dopo, un altro ragazzo sparisce, Richard dovrà dimostrare la sua innocenza fare i conti con la magia oscura che avvolge Ballantyne e ne minaccia la distruzione. Un libro teso e avventuroso dalla prima all’ultima pagina. Una rivisitazione dei romanzi classici dell’orrore per mano del re del crime Jo Nesbø. | |||
IL GIORNO DELL’INNOCENZA | Il Corcoran State Prison non è il tipo di carcere da cui si esce con le proprie gambe. Eppure per Jorge Ochoa, sepolto là dentro per un omicidio che non ha commesso, è arrivato quel momento: tra i flash dei fotografi, dopo quattordici anni, eccolo compiere il primo passo da uomo libero. E se è tornato nel regno dei vivi lo deve soltanto a una persona: Mickey Haller. Geniale e rocambolesco come sempre, l’avvocato più famoso di Los Angeles è riuscito nell’impossibile. In men che non si dica Haller si ritrova inondato di lettere di detenuti che giurano di essere innocenti e vogliono lui. Soltanto lui. In suo soccorso arriva il fratellastro, l’ex detective Harry Bosch, con l’ingrato compito di scovare, in quella montagna di fogli coperti di grafie incerte ed errori grammaticali, un possibile caso vincente. E quando il detective s’imbatte nella lettera di Lucinda Sanz, in carcere per l’omicidio dell’ex marito poliziotto, qualcosa gli dice che è proprio il caso che cercava. Un caso in cui le incongruenze sono più delle certezze, una condanna frettolosa da parte di un dipartimento di polizia deciso a ottenere una rapida giustizia per la morte di uno dei suoi. Scagionare Lucinda è una sfida quasi impossibile: ma questo non è mai stato, né mai sarà, un problema per Mickey Haller e Harry Bosch. | |||
LA PRIMA BUGIA | Rebecca ha vissuto anni duri per arrivare dov’è ora. È la nuova rettrice di St Oswald, una scuola in cui le donne, fino a poco tempo prima, non avevano nemmeno il permesso di entrare. Di certo non dall’ingresso principale. Adesso, invece, è Rebecca a decidere chi entra e chi esce. I suoi progetti, come lei, sono ambiziosi, ma quando un fantasma del passato riappare proprio in quei corridoi, la minaccia di perdere tutto è troppo grande. Nella sua storia c’è un segreto inconfessabile che mette a repentaglio una vita che Rebecca ha impiegato gli ultimi trent’anni a ricostruire. Trent’anni senza suo fratello. Trent’anni passati a cercare una risposta. Trent’anni segnati da un’inquietante presenza, quella di un ragazzo che, senza mostrare il suo volto, non ha mai smesso di tormentarla. La nuova rettrice non ha altra scelta: deve tenere il passato fuori da quei cancelli. Ma deve anche fare attenzione perché ci sono cose che sono lì dentro da sempre. Dopo “La scuola dei desideri” e “La classe dei misteri”, Joanne Harris ci porta ancora una volta a St Oswald. Una trama intessuta di ricordi distorti e oscuri misteri farà luce sugli inquietanti meandri della mente di Rebecca. Le pagine di questo romanzo sono pervase da una suspense travolgente. Proprio come la porta per entrare a St Oswald, quando aprirai questo libro, sarà impossibile chiuderlo. | |||
TUTTO E’ QUI PER TE | “Domani mattina troverai un’auto sotto casa tua con un biglietto aereo per raggiungermi a Parigi. Non devi pensare a niente, ho già pensato a tutto io. Sarà un weekend indimenticabile.” Luca è bravissimo nelle sorprese, ha il talento di rendere speciale ogni momento, anche le pause pranzo. È un uomo molto indipendente, però non gli piace stare da solo. Ha una storia importante alle spalle, finita non ha capito bene come (“quand’è che le cose belle poi diventano brutte?”). Esce con una ragazza che ha la metà dei suoi anni e un po’ se ne vergogna, ma lei è come una boccata d’aria fresca. Sua madre invece dispone di lui come se non fosse mai diventato un adulto e non perde occasione per farlo sentire sbagliato, in debito. Un giorno, per caso, incontra Lucia, la sua fidanzata di quando aveva vent’anni. Il loro era stato un amore da film, assieme avevano vissuto tutte le prime volte. Adesso lei ha una figlia e si sta separando dal marito. E se provassero a tornare al punto dove si erano fermati, vedere cosa è rimasto di quei due? Il nuovo romanzo di Fabio Volo coinvolge ed emoziona pagina dopo pagina, con scene romantiche in cui pare di volare – tra calici di vino buono e croissant caldi -, dialoghi che sembrano rubati dalla nostra vita quotidiana e riflessioni in cui ritrovarsi quando ci sentiamo un po’ persi. “Tutto è qui per te” è un libro sulla linea d’ombra che ciascuno di noi si trova a superare alle età più differenti e inaspettate. Sulla voglia di mettersi in gioco davvero, di predisporsi ad accogliere l’amore anziché rincorrerlo ovunque. Sul valore che può avere anche la solitudine. Sul desiderio, e la possibilità, di un nuovo inizio. | |||
LA SANTUZZA E’ UNA ROSA | Viciuzza e Rosalia si conoscono nei vicoli di Palermo eppure, nonostante la miseria che le circonda, quando scherzano e si confidano si spande attorno a loro un profumo intenso di rosa. Perché Rosalia non è solo una coetanea di Viciuzza, una ragazzina povera quanto lei, ma è la Santuzza che il popolo invoca nel bisogno. Viciuzza non ha una madre che le voglia bene e se sul suo piatto arriva qualche fava da farci una purea è grazia ricevuta, ma ha un candore che le privazioni non possono intaccare e che le vale il soprannome di “Babbasuna”. L’incontro con santa Rosalia nel 1614 intreccia un’amicizia che durerà tutta una vita. Intanto il gesuita padre Cascini, ignaro di questo legame speciale, è impegnato nell'”ideuzza” di dotare santa Rosalia di una genealogia illustre che la faccia discendere da Carlo Magno, per renderla accetta alla nobiltà e all’alto clero. E scomoda per la sua iconografia nientemeno che il fiammingo van Dyck. Fra spie vaticane e le ombre della Riforma protestante, è proprio questo gesuita malandato ma tenace a salvare Viciuzza dalla strada, con l’aiuto delle sue impareggiabili aiutanti, le suore Mano destra e Mano sinistra, e a trovarle sistemazione presso la grande pittrice Sofonisba Anguissola. Nel 1624, quando sopra Palermo si abbatte la peste con il suo fetore insopportabile, di santi – anzi, di sante patrone – ce ne sono ben quattro, ma nessuna sembra godere della fiducia del popolo. Solo la Santuzza può compiere il miracolo più grande e mettere in salvo la città e i suoi abitanti. Ed ecco che l'”ideuzza” di padre Cascini finalmente prende forma, con l’aiuto di una Viciuzza ormai più matura e consapevole. Giuseppina Torregrossa scrive un romanzo vivacissimo e pieno di ironia, dove Palermo è il centro di macchinazioni ordite da Nord a Sud, da Anversa a Roma, fra spiritualità, amicizie, arte e potere. | |||
IL GIUDICE SURRA | Per la prima volta insieme tre brevi gialli ambientati in Sicilia, tre storie da tempo introvabili, che confermano lo straordinario talento inventivo e di narratore di Andrea Camilleri. Delitti, intrighi e sospetti, e un carosello di personaggi memorabili. Le storie di Camilleri sono sempre seducenti, anche quando tralasciano la fascinazione sonora del vigatese per scavare dentro il rimestìo, sommesso ed elusivo, di un italiano parlato tra torsioni e tocchi dialettali: come accade nei tre racconti di questo volume. Conta, nell’un caso e nell’altro, la straordinaria esattezza della scrittura dell’autore. Nella terna, che qui fa libro, trovano assetto componimenti di diversa configurazione narrativa, di uguale qualità inventiva, e di godibilissima lettura. Due dei racconti sono datati 2005. L’altro è del 2011. Ora, dopo la dispersione, entrano nelle partizioni e nell’arcata di un libro unitario, collaborando vicendevolmente con i legami associativi suggeriti dagli ingegnosi giochi di quinte della regia di Camilleri. Sintomatico è il racconto Troppi equivoci con la sua costruzione severamente cinematografica. Sullo schermo delle pagine scorrono le didascalie come in un film d’antan. E la narrazione intreccia due trame parallele di contrapposta colorazione: una luminosa; l’altra torbidamente fosca, marcata dal corsivo. Bruno Costa, «tecnico della società dei telefoni», è portato da una «curiosità innata» a verificare le sue «supposizioni» partendo «da minimi indizi». È un dilettante dell’investigazione. Un futile scherzo telefonico, con conseguenti combinazioni di equivoci, fa precipitare lui e la donna di cui è innamorato nelle spire della trama oscura. La donna viene orrendamente uccisa. L’esercizio della «curiosità» consente a Bruno di venire a capo del giallo prima dello scrupoloso commissario Chimenti. Un monile di onerosi ricordi dà il titolo a Il medaglione. Il maresciallo Antonio Brancato comanda in Sicilia la Stazione dei Carabinieri di un paesino di montagna. Più che altro è un consulente per famiglie, un paciere. Può capitargli di doversi scontrare con un pericoloso latitante di passaggio. Ma lui sa come regolarsi. Risolve tutto con una furbata teatrale (in stile Montalbano). Ed è con una stupefacente furberia che salva dall’attonita disperazione e dalla angosciata autoreclusione un vedovo che, nella cassa del medaglione regalato alla moglie, al posto della sua fotografia ha trovato il ritratto di uno sconosciuto. Ambientato a Montelusa, nell’anno 1862, con propaggini nel biennio successivo, è Il giudice Surra. Il protagonista del racconto storico (un piemontese sceso in terra di Sicilia) è armato di un candore che disorienta la fratellanza, o mafia, e lo rende enigmatico, alieno all’intero paese; gli fa ignorare minacce, intimidazioni, e persino un attentato. È una corazza fantastica, l’in-nocenza, una sfida, sostenuta com’è da un’integrità morale e da un combattivo senso della giustizia che consentono al giudice di rintuzzare e umiliare la mafia, consegnandola all’irrisione. Salvatore Silvano Nigro | |||
LE DELIZIE DELLA SIGNORINA ASHIKAWA | È possibile che il cibo, quando è condiviso, abbia un sapore migliore? Davvero mangiare insieme rappresenta un momento di felicità? Nitani, impiegato ligio e ambizioso in una grande azienda dell’area metropolitana di Tokyo, non ci crede proprio, anzi: l’idea che il suo tempo possa essere in qualche modo condizionato da pranzo e cena gli è insopportabile. E se bastasse una pillola per nutrirsi, lui sarebbe l’uomo più felice sulla terra. Tra una pausa a base di noodles istantanei e un corso di aggiornamento, Nitani comincia a sviluppare un’antipatia mista ad attrazione per la graziosa Ashikawa, la collega colpevole ai suoi occhi di fare solo il minimo indispensabile e, allo stesso tempo, in grado di impersonare con la sua fragilità che invoca protezione la figura della moglie perfetta, così come vuole l’educazione con cui è cresciuto. Oltretutto, per farsi perdonare le frequenti assenze in ufficio, Ashikawa prende l’abitudine di preparare per i colleghi deliziosi ed elaborati dolci fatti in casa. E in una società che impone ritmi professionali impietosi, la sua diventa una scelta rivoluzionaria, in cui la rivendicazione della cura di sé e degli altri e la ricerca dell’appagamento passano anche attraverso l’amore per il cibo. Le delizie della signorina Ashikawa mette in scena le contraddizioni di un paese diviso tra regole ed eccessi, tradizionalismo e ribellione, dove è quasi impossibile trovare un equilibrio tra la carriera e il privato; una scissione che si riflette anche nel modo in cui ognuno sceglie di fare la spesa. Un romanzo gustoso, che intreccia il fascino pop della cucina del Sol Levante a un’ironica satira contemporanea, finendo per rivelare una ricetta per una vita più serena. | |||
LA MALIZIA DEL VISCHIO | Ti piace davvero trascorrere il Natale con i tuoi familiari? Non parlano troppo? Non fanno troppe domande? Nella sua prima traduzione italiana, “La malizia del vischio” di Kathleen Farrell è un irriverente romanzo a sfondo natalizio che combina atmosfere rétro, spietate battute al vetriolo e una sfilata di personaggi in cui ogni lettore ritroverà qualcosa di sé – e del proprio Natale in famiglia. In una località sulla costa del Sussex, una famiglia si appresta a riunirsi nella dimora dell’anziana matriarca per trascorrere le festività natalizie. Fuori soffia un vento freddo, la neve comincia a cadere e la tirannica padrona di casa è pronta ad accogliere la sua ribelle nidiata. A mano a mano che arrivano gli ospiti, ognuno con il suo carico di segreti, risentimenti e drammi personali, l’atmosfera si scalda: il fuoco viene acceso, lo sherry versato, i regali incartati e gli artigli affilati. Molte sono le tensioni nascoste che strisciano silenziose per i corridoi della grande casa: la nipote Bess, che vive con la zia, asseconda tutti i suoi capricci ma in realtà fantastica di fuggire; la figlia Marion è bersagliata dalla madre per il fatto di essere una donna in carriera e sfoga la propria frustrazione sul malcapitato marito; il figlio Adrian, inadeguato sotto tutti i punti di vista, si presenta a casa della madre ubriaco e pronto a dare spettacolo; il nipote Piers, giovane ambizioso e avventato, si diverte a corteggiare la cugina Bess, del tutto incurante delle possibili conseguenze. E se inizialmente gesti, sguardi e frecciatine sono ammantati dal velo ingannevole delle buone maniere, nell’arco di tre giorni può succedere di tutto, e i membri della famiglia faranno bene a prepararsi a un finale… scoppiettante. | |||
LA CUSTODE DEI PECCATI | #VALUE! | |||
UNO STUDIO IN ROSSO | La prima avventura dell’investigatore più eccentrico e iconico di tutti i tempi. Un giallo intramontabile, in un’edizione elegantemente illustrata. Età di lettura: da 10 anni. | |||
MURTAGH | Christopher Paolini torna nel mondo di Eragon con un fantasy ambientato un anno dopo gli eventi del Ciclo dell’Eredità. Seguite le appassionanti vicende di Murtagh, Cavaliere dei Draghi – nonché uno dei personaggi preferiti dai fan – e del suo drago, costretti ad affrontare un nuovo, insidioso nemico! Il mondo non è più sicuro per il Cavaliere dei Draghi Murtagh e il suo drago Castigo. Un re crudele è stato sconfitto e i due devono affrontare le conseguenze del ruolo che, a malincuore, hanno ricoperto nel suo regno del terrore. Adesso sono odiati, soli, esiliati ai margini della società. In tutto il Paese, si sussurra di spaccature nel terreno e di un vago odore di zolfo nell’aria. Murtagh intuisce che qualcosa di malvagio si annida tra le ombre di Alagaësia. Ha così inizio un epico viaggio attraverso terre conosciute o ancora inesplorate, durante il quale Murtagh e Castigo dovranno usare ogni arma a disposizione, dall’astuzia ai muscoli, per trovare e distruggere una strega misteriosa. In questo romanzo che vede come protagonista uno dei personaggi più popolari del Ciclo dell’Eredità creato da Christopher Paolini, un Cavaliere dei Draghi deve scoprire per cosa valga la pena combattere in un mondo che l’ha abbandonato. Murtagh è il libro perfetto per entrare nel mondo di Eragon per la prima volta… o per farvi un felice ritorno. | |||
STORIA DELL’ORSO CHE SCAPPA | Dove va un orso quando scappa? E perché scappa? Nella vita reale scappa per istinto. Nessun animale accetta di vivere prigioniero. Ma nelle favole si può andare oltre: qui c’è un orso che scappa per tornare dal suo amico. Orso scapperà tuttala vita, dagli inganni, dai soprusi, dalle infinite gabbie dove gli altri vorrebbero rinchiuderlo, perché il suo sogno è di ritrovare Milco, il bambino che un giorno chi se in dono un orso: non un orsacchiotto di peluche, ma un orso vero. Può un orso di peluche diventare un orso vero? E cosa vuol dire essere veri o finti? Per amore, per rendere felice un amico, tutto è possibile. Basta volerlo. Basta andare dal Mago degli Orsi di Peluche, che forse c’è o forse non c’è. E non importa se poi vivere una vita vera è complicato, importa tenere acceso il sogno. E intanto imparare a vivere. Età di lettura: da 9 anni. |
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La Libreria Canova è una fra le più antiche librerie del Veneto. A Conegliano è parte integrante del paesaggio urbano fin dagli anni '950, quando la Società rilevò l’Antica Libreria del Fauno che già aveva avuto la propria sede in Via Cavour. Da sempre le grandi vetrine del negozio invitano il pubblico a soffermarsi e vedere le novità librarie esposte anche fuori dagli orari di apertura e nelle festività.
Nasce come gemella della prima Libreria Canova, che fu ideata ed aperta sotto il nome di Longo e Zoppelli da Pietro Zoppelli nel 1853, e rinata poi come Canova Editori, Tipografia, e Librerie nel 1945 sotto la guida di Luigi Zoppelli. Nel dopoguerra, la libreria di Treviso diventò un punto essenziale di incontro dell’intellettualità trevigiana, impegnata, all'epoca, in un progetto di rinascita civile sia nella produzione culturale sia nella diffusione della lettura.
Al fondatore Luigi Zoppelli, si deve anche il progetto editoriale alle cui linee la Casa è rimasta fedele, realizzando attraverso questa continuità, nella sua più che centenaria esperienza, una durevole e solida tradizione culturale e industriale. Dalle origini, l'iniziativa editoriale si è dedicata sia alle edizioni di varia che scolastiche.
Negli anni più recenti, cessate le edizioni scolastiche, la Canova Edizioni ha recuperato la vocazione originaria privilegiando il servizio al territorio veneto e trevigiano, con particolare attenzione alle arti, alla letteratura e alla saggistica tecnico-scientifica, socioeconomica e di costume. Di particolare rilievo scientifico le coedizioni dei "Quaderni di archeologia" con la Regione del Veneto e le collane sulla Storia della civiltà materiale e sul Paesaggio con la Fondazione Benetton Studi e Ricerche di Treviso. Inoltre le numerose pubblicazioni in collaborazione con le Università di Venezia (Ca' Foscari e IUAV) e di Padova e con diverse scuole superiori.
